Nonostante le iniezioni di insulina, la glicemia resta alta? Ti capita di avere inspiegabili ipoglicemie? Hai la sensazione che il tuo diabete sia fuori controllo? Forse la causa è più semplice di quanto pensi. È possibile che tu non conosca o non segua delle regole basilari.
Tecniche di Iniezione Incorrette
«È un fatto che più della metà delle persone che usano insulina non riescono a portare la glicemia a livelli accettabili. La letteratura scientifica indica chiaramente che almeno un terzo dei casi la colpa sia di errori nelle tecniche di iniezione», afferma il direttore del Gruppo di Studio AMD-OSDI.
«In un terzo dei casi vi sono davvero delle cause sconosciute o difficili da comprendere», commenta Sandro Gentile, già presidente dell’Associazione Medici Diabetologi e ora coordinatore del Gruppo di Studio Intersocietario AMD-OSDI sulle Tecniche iniettive.
Inoltre, molte persone che usano insulina sono soggette frequentemente a ipoglicemie inspiegabili, mentre altre, nonostante assumano dosi appropriate di insulina, non vedono scendere la loro glicemia.
Lipodistrofie e Rotazione dei Siti di Iniezione
«Esiste un modo piuttosto semplice per capire se uno scarso equilibrio glicemico è dovuto a errori nelle iniezioni: basta percorrere attentamente, con lo sguardo e con la mano, le aree generalmente usate per fare le iniezioni.
Iniettata in una lipodistrofia, l’insulina, invece di entrare in circolo in modo prevedibile e regolare, ristagna restando nella ‘lipo’ (contribuendo ad aumentarne la massa). La glicemia quindi non si abbassa. Non stiamo parlando di casi rari.
Quasi tutti hanno letto o sentito parlare della ‘rotazione dei siti’, «Ma molti l’hanno dimenticata o non la applicano. C’è chi preferisce fare le iniezioni dove si è già formata una ‘lipo’ perché questi tessuti sono talmente alterati che hanno perso la sensibilità al dolore e quindi l’iniezione risulta meno fastidiosa. Peccato che sia anche inutile o controproducente», nota Gentile il cui gruppo ha fatto inserire un capitolo sulle tecniche di iniezione nella ultima edizione degli Standard di cura AMD SID.
Un suggerimento è quello di scegliere ogni volta un punto che disti dal precedente due dita. Utilizzare tutto l’addome, dalla base delle costole all’inguine, a destra e a sinistra fino ai fianchi o il braccio o la coscia, usando tutta la superfice raggiungibile a destra e a sinistra.
Ognuno scelga il ‘suo sistema’: sul lato destro la mattina e sul sinistro la sera? Va benissimo. Partire ogni settimana dall’alto dell’addome e scendere via via verso il basso? Perfetto. Associare a ogni iniezione del giorno una parte del corpo diversa? Anche questo va bene.
Secondo il direttore del Gruppo di Studio AMD-OSDI, un esame delle sedi di iniezione dell’insulina alla ricerca delle ‘lipo’ dovrebbe essere eseguito almeno una volta all’anno, durante le visite ambulatoriali per la ricerca delle complicanze.
Insulino-Resistenza
L’insulino-resistenza è la condizione in cui le nostre cellule, nel tentativo di proteggersi dall’aumentata disponibilità di glucosio nell’organismo, riducono la loro risposta all’insulina.
In caso di insulino-resistenza le cellule smettono di rispondere all’insulina quando questa arriva in corrispondenza della loro superficie; come risposta il pancreas produce quantità ancora maggiori di ormone, la cui quota nel sangue aumenta ulteriormente portando ad una condizione denominata iperinsulinemia.
Una persona con insulino-resistenza può richiedere una quantità di insulina 10 volte superiore, 30 µU/mL o più, per mantenere la glicemia nel range normale.
La caratteristica del diabete di tipo 2 è che il corpo continua a funzionare con un aumento dei livelli di insulina rispetto a una persona sana, tuttavia, questo non è sufficiente per mantenere il glucosio entro limiti normali. Livelli elevati di zucchero hanno anche un impatto sulla salute, causando danni a organi e tessuti.
Diversi fattori possono contribuire allo sviluppo di insulino-resistenza, ma il più sottovalutato dagli stessi pazienti è l’aumentata quantità di grassi circolanti nel sangue (genericamente descritto come colesterolo). Nonostante il ruolo importante dei grassi, è bene sottolineare che la condizione di insulino-resistenza può affliggere anche soggetti normopeso o sottopeso.
Tipicamente, l’insulino-resistenza fa sì che il corpo produca più insulina per compensare - una condizione nota come iperinsulinemia.
L’insulina è un ormone, coinvolto in diversi processi all’interno dell’organismo, prodotto dal pancreas. Dopo la digestione di un pasto contenente carboidrati, i livelli di zucchero nel sangue aumentano contestualmente all’assorbimento intestinale. In risposta il pancreas rilascia insulina nel sangue, fino a raggiungere le cellule dei diversi tessuti e segnalando alle stesse di prelevare il glucosio circolante, con il risultato che i livelli ematici di questo zucchero diminuiscono.
Sintomi dell'Insulino-Resistenza
- Iperglicemia: aumento dei livelli di glucosio nel sangue.
- Alterazioni del metabolismo lipidico (dislipidemia): Livelli elevati di trigliceridi e livelli ridotti di colesterolo HDL (colesterolo “buono”).
- Ipotensione e ipoglicemia postprandiale, ovvero un calo della pressione sanguigna e della glicemia dopo i pasti.
Diagnosi e Trattamento
Laddove sia necessario quantificare l’insulino-resistenza oppure i criteri clinici non siano evidenti, può essere eseguito un esame del sangue a digiuno per rilevare contemporaneamente i livelli di glicemia e insulinemia. I test con carico orale di glucosio (come il test della curva insulinemica) non hanno indicazione per la diagnosi di insulino-resistenza.
Il trattamento dell’insulino-resistenza è orientato a migliorare la capacità delle cellule di rispondere all’insulina e a mantenere i livelli di glucosio nel sangue entro un intervallo adeguato. Un’alimentazione sana è essenziale per gestire la resistenza all’insulina.
La terapia farmacologica dell’insulino-resistenza, laddove gli interventi sullo stile di vita e l’alimentazione non siano da soli efficaci, ha come obiettivi la normalizzazione del peso corporeo e la prevenzione del diabete mellito di tipo 2. I farmaci disponibili ed autorizzati a questo scopo sono attualmente gli analoghi del GLP-1 (liraglutide e semaglutide) che consentono di trattare obesità, sovrappeso e insulino-resistenza.
Prima dell’avvento degli analoghi del GLP-1, un farmaco spesso utilizzato per il trattamento dell’insulino-resistenza era la metformina. Formalmente, però, la metformina non è mai stata indicata né per il trattamento dell’insulino-resistenza, né dell’obesità, né per prevenzione del diabete mellito di tipo 2. Pertanto, veniva e viene sempre prescritta in regime off label.
Fattori che Influenzano la Glicemia
I livelli di glicemia possono essere influenzati da quasi tutto ciò che avviene nel nostro organismo. Oltre agli alimenti e soprattutto al loro contenuto in carboidrati o zuccheri anche altri fattori influiscono in modo variabile sui valori della glicemia nell’arco della giornata.
Gli zuccheri semplici (come quello che si usa in cucina) aumenta rapidamente la glicemia perché è subito disponibile mentre gli zuccheri complessi (presenti nella pasta, nei cereali, nel pane etc) determinano un incremento glicemico più lento perché le catene di zuccheri devono essere scisse prima di poter essere utilizzate.
La vita sedentaria o la riduzione dell’ attività fisica abituale (per esempio d’inverno o nelle giornate di pioggia o di vento o durante i giorni di festa) favoriscono un aumento della glicemia.
Lo stress ha un effetto che può essere variabile: nella maggior parte dei casi tende ad alzare il livello della glicemia, in quanto si riduce la sensibilità all’insulina ma in alcune persone può fare aumentare il rischio di ipoglicemia. Non esistono al momento studi autorevoli che abbiamo chiarito in modo definitivo il ruolo degli ormoni dello stress nelle persone diabetiche.
Le malattie tendono ad aumentare i livelli di zucchero nel sangue.
Fattori che Riducono la Glicemia
Lo sport e l’esercizio fisico aiutano a ridurre la glicemia grazie al maggior consumo di energia che inducono e che favoriscono un utilizzo ottimale dell’insulina. Proprio per questo il primo trattamento del diabete di tipo 2 prevede le sole modifiche della dieta associate ad una regolare attività fisica: non si parla di sport estremi ma di un’attività moderata ma da praticare in modo costante. Se dopo un certo periodo questi cambiamenti nelle abitudini di vita non fossero sufficienti a tenere sotto controllo il diabete, si dovrà ricorrere ai farmaci ipoglicemizzanti orali, che come dice il nome stesso, aiutano ad abbassare i livelli di zucchero nel sangue.
La terapia ipoglicemizzante (metformina e altri farmaci) va sempre associata a uno stile di vita adeguato sia per quanto riguarda la dieta (personalizzata sulle singole esigenze individuali) e la pratica regolare di un’attività fisica.
Tabella dei Fattori che Influenzano la Glicemia
| FATTORE | EFFETTO |
|---|---|
| Cibi contenenti carboidrati | ↑ Aumentano la glicemia, in rapporto al tipo e alla quantità di carboidrati contenuti |
| Esercizio fisico | ↓ Abbassa la glicemia, favorisce un utilizzo ottimale dell’insulina, consentendo un maggiore consumo di energia |
| Farmaci ipoglicemizzanti | ↓ Riducono i livelli di glicemia |
| Stress | ↑ Si pensa che tenda ad aumentare la glicemia, ma non ci sono prove scientifiche certe |
| Malattie | ↑ Tendono, spesso, ad aumentare la glicemia |
Glicemia Alta: Quando è Preoccupante e Come Abbassarla
Per glicemia si intende la quantità di glucosio presente nel sangue, ovvero la concentrazione di zuccheri che sono la principale fonte di energia delle nostre cellule. Un aumento significativo dei livelli di glucosio nel sangue indica quindi la presenza di iperglicemia. L’iperglicemia, più esattamente, è un difetto metabolico che si verifica quando si superano i valori normali di glicemia, compresi tra i 70 e i 100 milligrammi per decilitro se la misurazione avviene a digiuno.
La diagnosi di diabete mellito scatta a precisi valori glicemici, ovvero quando si attestano uguali o superiori a 126 mg/dl. Al dosaggio del glucosio può essere affiancata la ricerca di corpi chetonici, associati alla chetoacidosi diabetica, nel sangue e nelle urine.
Va poi ridotta l’assunzione di cibi troppo calorici e seguito un regime ipoglicemico, evitando di fare una vita sedentaria.
I rimedi per l’iperglicemia sono legati alla gravità della condizione e allacausa sottostante. Per quanto riguarda i pazienti diabetici, il trattamento implica sia cambiamenti nello stile di vita sia una terapia farmacologica.
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