Tomografia Computerizzata al Seno: Vantaggi e Svantaggi

La mammografia eseguita a cadenza regolare è il modo più efficace per scoprire cambiamenti nel seno, tuttavia non è un esame perfetto.

Le mammografie di screening vengono usate per controllare le donne che non presentano né segni né sintomi di tumore al seno. Di solito vengono effettuate due radiografie per ciascun seno (mammografia bilaterale). Lo scopo dello screening mammografico è quello di diagnosticare precocemente il tumore, quando ancora è troppo piccolo per essere notato o percepito dalla donna o dal medico.

La mammografia diagnostica viene usata quando si hanno dei sintomi a carico del seno, oppure quando nella mammografia precedente sono state riscontrate anomalie. Durante una mammografia diagnostica vengono riprese diverse immagini, per studiare il seno in modo più approfondito.

Nella maggior parte dei casi speciali procedure radiografiche ingrandiscono una piccola zona del seno, rendendo più facile la lettura. A volte, subito dopo la mammografia di screening, sarà necessaria una mammografia diagnostica.

Un ampio studio pubblicato nel settembre 2012 sul Journal of Medical Screening e che ha passato in rassegna le ricerche pubblicate sui programmi di screening per il cancro al seno attivi in Europa ha mostrato che la mortalità si riduce del 25% per le donne che si sottopongono allo screening.

Le mammografie eseguite a cadenza regolare sono lo strumento migliore che i medici hanno a disposizione per la diagnosi precoce del cancro al seno. La maggior parte degli esperti è concorde nell’affermare che le donne che non hanno avuto precedenti sintomi o problemi al seno dovrebbero iniziare a fare la mammografia a quarantanni (una volta si consigliava di fare una mammografia di base già a 35 anni).

Preparazione all'Esame

Parlate con il vostro medico se avete un qualsiasi sintomo oppure dei precedenti famigliari di tumore al seno. Nel giorno dell’esame non usate deodoranti, profumi o polvere di talco. Starete più comode se indosserete un top con gonna o pantaloni, anziché un vestito intero.

Preparatevi a descrivere tutti i sintomi, i cambiamenti o i problemi del vostro seno allo staff medico. Se è la prima volta che eseguite una mammografia presso una struttura o presso un medico cercate di inviare o far inviare tutte le mammografie precedenti prima dell’appuntamento.

Come si svolge l'esame

Durante l’esame la donna viene invitata a stare in piedi davanti alla macchina che esegue la scansione; uno dei seni viene appoggiato su un piatto di plastica trasparente e viene premuto con decisione, ma senza far male, da un altro piatto che scende dall’alto. Le due superfici di plastica servono per appiattire il seno e tenerlo fermo, per poter produrre una miglior immagine mammografica.

La pressione dura per pochi secondi e non fa assolutamente male. I piatti della macchina, infine, vengono ruotati di novanta gradi, per poter analizzare il seno anche da una prospettiva laterale.

Alcune donne si sentono preoccupate pensando ad eventuali pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni, tuttavia queste sono molto modeste e considerate innocue.

L’apparecchiatura per la mammografia produce un mammogramma, ovvero una radiografia del seno impressa su un foglio di pellicola radiografica. I radiologi sono medici specializzati in grado di diagnosticare le malattie grazie all’esame delle immagini radiografiche ottenute con i raggi X.

Il radiologo esaminerà attentamente (o leggerà la mammografia) e la interpreterà, cercando eventuali segnali della presenza di un tumore o di altri problemi.

L’immagine del seno visibile con la mammografia cambia molto da donna a donna e la gamma delle mammografie considerate normali è molto vasta. Proprio per questo i radiologi preferiscono confrontare la vostra mammografia con eventuali vostre mammografie precedenti.

Interventi chirurgici e gravi ferite possono falsare il risultato della mammografia, ricordate quindi di comunicare a chi vi segue se vi siete fatte ridurre il seno, se avete subito un intervento di ricostruzione o avete una protesi.

A seconda della struttura in cui vi recate i tempi per ottenere l’esito della mammografia possono variare. In molte strutture il radiologo impiega da alcuni giorni ad alcune settimane per leggere la mammografia, poi manda gli esiti a voi e al vostro medico.

Quasi tutte le strutture vi chiederanno di aspettare finché la pellicola radiografica non sarà sviluppata e ricontrollata: in questo modo sarete certe che l’esame si sia svolto correttamente e che non sarà necessario ripeterlo. Ricordate che il tecnico di radiografia è in grado soltanto di dire se la pellicola è di buona qualità.

Se la mammografia è normale chiedete al medico quando dovrete sottoporvi alla mammografia successiva e continuate a sottoporvi all’esame seguendo il calendario prefissato. Se la mammografia segnala delle anomalie non allarmatevi.

La mammografia è in grado di evidenziare molte patologie che non hanno nulla a che vedere con il cancro. La maggior parte delle donne segnalate per esami o controlli di approfondimento non ha nessun tumore.

Esami di Approfondimento

In caso di anomalie, il medico potrebbe richiedere ulteriori esami:

  • Mammografia diagnostica di approfondimento: per ottenere immagini diverse o ingrandite di una determinata zona del seno.
  • Ecografia: esame complementare alla mammografia che usa le onde sonore per elaborare delle immagini del seno, usato più di frequente per le donne più giovani o per quelle in cui il tessuto del seno è più denso.
  • Esami specialistici: visita da un senologo o un chirurgo per un esame fisico o per altri controlli.
  • Biopsia: asportazione di un piccolo campione di tessuto del seno (ago aspirato o biopsia chirurgica) per l'analisi in laboratorio.

Trattamenti per il Tumore al Seno

Per molte donne la cura del tumore al seno inizia entro poche settimane dalla diagnosi. Non tutti i tumori al seno vengono curati nello stesso modo e ogni terapia ha i suoi vantaggi e svantaggi. Alcune donne trovano che sia utile preparare in anticipo un elenco di domande, prendere appunti oppure avere a fianco un membro della famiglia o un amico quando si parla con il medico.

Per il tumore al seno esistono diversi tipi di terapie, con tutta probabilità la paziente verrà indirizzata verso un medico specialista in un determinato tipo di terapia. Si può trattare di un oncologo, di un chirurgo o di uno specialista in un campo diverso. Ciascuno di essi è competente ed esperto per il tipo di terapia che può offrire.

Capire tutte le alternative e dialogare con il medico principale può aiutare la donna a scegliere il tipo di terapia che fa al caso suo. L’intervento chirurgico è un’operazione in cui viene rimosso il seno, tutto o in parte.

Per il tumore al seno sono possibili diversi tipi di intervento chirurgico, quindi chiedete al medico di spiegarvi quali possibilità avete, i pro e i contro di ciascuna di esse e il modo in cui andranno ad influire sull’aspetto del vostro seno.

Tomosintesi Mammaria: Un Approccio Innovativo

La tomosintesi mammaria è un nuovo strumento diagnostico che permette di rintracciare anche lesioni tumorali di piccole dimensioni che originano dalla ghiandola mammaria.

La diagnosi di carcinoma della mammella in fase precoce è lo scopo principale per cui può essere utilizzata la tomosintesi, che permette di avere a che fare sia con meno falsi positivi che con meno falsi negativi. In questo modo, i tumori mammari veri possono essere diagnosticati con una precisione più elevata e con maggiore accuratezza.

La maggiore accuratezza diagnostica garantita dalla tomosintesi deriva dalla disponibilità di immagini da diverse angolature che vengono ottenute con un mammografo 3D o DBT - Digital Breast Tomosynthesis. L'esecuzione prevede di routine quattro esposizioni, cioè due per ciascun lato: il tubo radiogeno, nel corso dell'acquisizione, si muove in maniera da ottenere le immagini dalle varie angolature.

Nell'ambito dello screening mammografico, la mammografia è raccomandata ogni anno a partire dai 40 anni. Al di sotto dei 35 anni, invece, lo strumento di diagnosi che si deve privilegiare è l'ecografia, a meno che non sia il medico radiologo stesso a raccomandare il ricorso alla tomosintesi.

La tomosintesi deve essere refertata da un medico radiologo con esperienza pluriennale in materia. Ricorrendo alla tomosintesi si riducono i risultati falsamente positivi (fonte di preoccupazione) e, di conseguenza, si evitano falsi allarmi, con ricadute positive anche dal punto di vista economico.

Non solo: la ricostruzione volumetrica permette di accantonare il mascheramento di lesioni, e cioè di microcalcificazioni e di noduli di dimensioni infra centimetriche, che rappresenta uno dei più importanti limiti dell'imaging a due dimensioni.

L'esposizione a raggi x con le più moderne apparecchiature digitali dirette con tomosintesi è sostanzialmente la stessa di una classica mammografia digitale in 3 proiezioni.

Limiti della mammografia tradizionale

Non tutti i tumori sono evidenti nella mammografia, a volte possono essere difficili da individuare. Prima della menopausa, il tessuto che costituisce il seno è denso e quindi più difficile da leggere con la mammografia.

A volte l’esame evidenzia segni di anomalie, ma ulteriori controlli dimostreranno che non è presente alcun tumore. In altri casi, invece, la mammografia apparirà normale, quando invece è già presente un tumore.

80 donne su 1000 avranno una mammografia che evidenzia anomalie e richiede ulteriori controlli.

Screening mammografico: quando è utile

In sintesiTra i requisiti principali di un programma di screening per la diagnosi precoce c’è la capacità di ridurre la mortalità, per la patologia per cui viene offerto a uno specifico gruppo di popolazione. Solo se tale requisito è soddisfatto, lo screening può essere proposto, attuato e sostenuto dal Sistema sanitario nazionale.

Lo screening mammografico per il tumore al seno ha dimostrato di ridurre la mortalità a livello di popolazione per le donne nella fascia di età i 50 e i 69 anni.

Anche in questo campo però la ricerca non si ferma e alcune Regioni stanno sperimentando l’efficacia dello screening in una fascia di età più ampia, compresa tra i 45 e i 74 anni.

Nel caso del tumore al seno identificato tramite mammografia, alcuni studi segnalano il rischio di sovra-diagnosi, ovvero di individuare un alto numero formazioni che rimarrebbero indolenti anche senza essere trattate. Il problema è che a parità di diagnosi è molto difficile oggi sapere a priori quali tumori si comporteranno in modo più o meno aggressivo.

La decisione di sottoporsi a mammografia al di fuori degli screening deve basarsi su un’informazione completa sui pro e contro e deve essere presa dopo un colloquio con un medico in grado di valutare per quanto possibile il profilo di rischio della singola donna.

Screening: a chi è rivolto?

La ragione per cui lo screening è in genere limitato alla fascia di età che va dai 50 ai 69 anni è che, per questo specifico periodo di vita della donna, una eventuale diagnosi precoce di cancro al seno offre il vantaggio, a livello di popolazione, di una effettiva diminuzione della mortalità, superando il rischio di una possibile sovra-diagnosi.

Nelle donne più giovani o più anziane, invece, il bilancio dei rischi e benefici dello screening è meno favorevole, o perché l’efficacia è minore (nelle donne più giovani) o perché l’aspettativa di vita è più limitata (nelle donne più anziane). Un medico può comunque prescrivere il test a una donna anche al di fuori della fascia di età identificata per lo screening nazionale.

In tal caso la scelta sarà motivata per esempio dalla presenza di tumori al seno nella storia famigliare o a un particolare aspetto del seno con caratteristiche che possono predisporre al cancro (come un tessuto ghiandolare iperdenso).

Prevenzione vs. Diagnosi precoce

Occorre qui un chiarimento linguistico: secondo alcune indagini tra la popolazione, spesso si confondono le parole “prevenzione” e “diagnosi precoce”. Il primo termine, più generico, è spesso usato indistintamente per tutti i tipi di prevenzione, compresa quella secondaria, che in linguaggio medico sta per diagnosi precoce. Tante persone quindi pensano che sottoponendosi allo screening eviteranno di ammalarsi, mentre potranno “soltanto” diagnosticare precocemente l’eventuale malattia. E questo può generare confusione per chi deve decidere se e come aderire a campagne di screening.

Uno degli elementi importanti perché un esame possa diventare uno screening è che incida positivamente sulla mortalità per la malattia che diagnostica. Non basta effettuare più diagnosi: bisogna che queste diagnosi anticipate permettano di salvare vite umane cambiando il naturale decorso della malattia.

La mammografia, per esempio, ha queste caratteristiche ed è perciò raccomandata e offerta gratuitamente in Italia a tutte le donne nella fascia di età tra i 50 e i 69 anni. Alcune Regioni, su indicazione del Ministero della Salute, la stanno estendendo alle donne tra i 45 e 49 anni con intervallo annuale e tra i 70 e 74 anni con intervallo biennale.

Risonanza Magnetica Mammaria

Per le donne ad alto rischio di sviluppare un tumore del seno si utilizza anche la risonanza magnetica mammaria. Gli esperti del National Cancer Institute statunitense ricordano che, rispetto alla mammografia, la risonanza magnetica mammaria aumenta la probabilità di identificare masse che non sono però di tipo tumorale.

Nelle donne con un seno particolarmente denso che si sottopongono a ulteriori esami di screening (per esempio alla risonanza magnetica mammaria) si registrano tassi più elevati di nuove diagnosi di tumore. Non è però ancora chiaro se questo aumento delle diagnosi porti a tutti gli effetti a un miglioramento degli esiti finali.

Effetti Collaterali e Sovra-diagnosi

Esiste però un altro elemento di cui le donne devono essere consapevoli. Anche se la dose di raggi somministrata con la mammografia è molto bassa, la Cochrane Collaboration, una rete di studiosi che si occupa di fare revisioni della letteratura scientifica, ha stimato che troppe mammografie possono costituire un fattore di rischio a causa della dose di raggi assorbita. Non sembra esserci invece pericolo con le indicazioni attuali (una mammografia ogni due anni tra i 50 e i 69 anni).

Il National Cancer Institute statunitense, che pure è favorevole allo screening, stima che ogni 1.000 donne che si sottopongono annualmente a mammografia ve ne potrebbe essere una che si ammala a causa dell’irraggiamento.

Gli studi sugli effetti negativi dell'irraggiamento da mammografia invitano anche a stare attenti a dove si fa l’esame: i centri specializzati, che utilizzano macchinari recenti con dosi di radiazioni più basse e che hanno medici in grado di leggere un gran numero di mammografie l’anno offrono le migliori garanzie di sicurezza e serietà. Si tratta di requisiti fondamentali per ridurre il numero di errori diagnostici, indipendentemente dall’inevitabile sovra-diagnosi.

Il consiglio è quindi di sottoporsi allo screening mammografico secondo le linee guida in vigore in Italia, scegliendo il centro diagnostico con maggiore esperienza e competenza.

Tomosintesi Mammaria: Approfondimenti

Queste immagini, da un punto di vista iconografico sono sicuramente meno definite, ma permettono di osservare l’interno della ghiandola in modo più approfondito e quindi se per esempio esistono delle microcalcificazioni o se vi sono delle distorsioni parenchimali, che vanno sempre indagate perché possono essere la spia di un problema tumorale sottostante.

Troviamo 40% di tumore in più in un’indagine mammografica completata dalla tomosintesi.

Imaging Medico: Tecnologie Utilizzate

L’imaging medico si avvale di diverse tecnologie per produrre immagini. Ogni tecnologia ha i suoi vantaggi e svantaggi e viene utilizzata per specifici scopi diagnostici.

  • Radiologia: Utilizza radiazioni ionizzanti per visualizzare ossa e strutture scheletriche.
  • Ecografia: Utilizza onde sonore ad alta frequenza per visualizzare tessuti molli e vasi sanguigni.
  • Risonanza Magnetica (MRI): Utilizza campi magnetici e onde radio per visualizzare tessuti molli come cervello, colonna vertebrale e muscoli.
  • Tomografia Computerizzata (CT): Utilizza raggi X e tecnologie computerizzate per visualizzare ossa, strutture scheletriche, tumori e lesioni.
  • Tomografia a Emissione di Positroni (PET): Utilizza radiazioni a bassa energia e radioisotopi per visualizzare il metabolismo cellulare e la funzione organica, utile per diagnosticare tumori e malattie neurodegenerative.

Tabella riassuntiva degli esami e loro costi (Clinical Medical Consulting)

Esame Costo (Da €) Costo (A €) Descrizione
MOC Femorale e Lombare 60 75 Misura la densità minerale ossea per diagnosticare o monitorare l'osteoporosi.
Mammografia con Tomosintesi 3D 80 130 Mammografia avanzata per la diagnosi precoce del cancro al seno.
TAC Torace 120 200 Esame di imaging per diagnosticare problemi polmonari e cardiaci.
Angio TAC 180 350 Visualizza i vasi sanguigni per diagnosticare problemi vascolari.
Total Body Scan 280 550 Mostra immagini dettagliate di tutte le strutture del corpo.
RM ATM 160 200 Scansione dell'articolazione temporo-mandibolare.
RM Colonna Vertebrale 240 300 Mostra dettagli della colonna vertebrale.
Visita Senologica + Ecografia Mammaria + Mammografia con tomosintesi 3D 120 180 Valutazione della salute del seno e rilevamento di problemi.
Ecografia Addome Completo 96 120 Esame con ultrasuoni per vedere gli organi nell'addome.
Ecografia Mammaria 56 75 Rileva problemi nelle ghiandole mammarie.
Ecodoppler Arti Inferiori 80 100 Valuta la circolazione delle gambe.

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