Tomografia a Coerenza Ottica (OCT): Funzionamento e Applicazioni

Hai in programma una visita oculistica? Molti si limitano a farla soltanto quando si accorgono di non vedere bene. In ambito oculistico la diagnosi precoce è fondamentale per preservare la salute visiva e prevenire danni irreversibili. Tra le tecniche diagnostiche più avanzate e affidabili, la Tomografia Ottica Computerizzata (OCT) si è affermata come uno strumento insostituibile per l’analisi dettagliata delle strutture retiniche e del nervo ottico. Tra le tecniche diagnostiche che ci consentono di ottenere informazioni dettagliate sullo stato dei nostri occhi, c’è la Tomografia Ottica Coerente, meglio conosciuta come OCT.

La Tomografia Ottica Computerizzata, nota anche con l’acronimo OCT (Optical Coherence Tomography), è un esame diagnostico non invasivo, indolore e privo di radiazioni nocive, basato sull’interferometria a luce bianca. La tecnica è basata sull’interferometria a luce bianca o a bassa coerenza: un fascio laser privo di radiazioni nocive viene impiegato per analizzare le strutture oculari soprattutto retiniche mediante sezioni ad alta risoluzione (fino a 3-5 micron). Utilizza un fascio laser a bassa coerenza per ottenere immagini ad altissima risoluzione delle strutture oculari, in particolare della retina e del nervo ottico. Il principio di funzionamento è simile a quello dell’ecografia, ma anziché onde sonore, l’OCT impiega la luce per produrre sezioni stratificate e tridimensionali dei tessuti oculari.

Cos'è l'OCT?

L'OCT (tomografia ottica a radiazione coerente) è un esame non invasivo che fornisce immagini ad elevata risoluzione di scansioni a strati (tomografiche) della cornea, della parte centrale della retina (macula) e della testa del nervo ottico (papilla). L’analisi computerizzata dei tessuti permette di ricostruirne la struttura per piani (a due dimensioni) e per volumi (a tre dimensioni). Grazie a questo esame si ottengono immagini tridimensionali ad alta risoluzione, prese da diverse angolature, degli strati che compongono la retina, per valutarne lo spessore.

Attraverso il raggio laser, l’OCT ispeziona retina e cornea permettendo, da un lato, la diagnosi di patologie oculari che interessano nervo ottico, cornea e retina. L’esame all’occhio dell’OCT è simile a una ecografia ma eseguita con l’uso di raggi laser. In un modo molto semplice. La struttura oculare viene messa a fuoco in modo che possa avere inizio la scansione. Vengono cioè scattate delle fotografie alle varie parti dell’occhio. In pochi minuti si ottiene una mappa retinica molto precisa e affidabile.

Come funziona l'OCT?

L'OCT si basa su una tecnica di misurazione ottica chiamata interferometria a bassa coerenza. Il principio di funzionamento è simile a quello dell’ecografia (dove però le onde sono acustiche): in pratica, sfruttando la riflessione di un fascio laser non nocivo, si riesce ad analizzare le strutture oculari ottenendo delle sezioni. È comunque un esame più preciso di quello ecografico perché, grazie agli apparecchi di ultima generazione, consente di ottenere una risoluzione elevata (nell’ordine dei micrometri) e quindi un livello di dettaglio superiore. L’apparecchio emette un fascio di luce coerente verso l’occhio, che si riflette e ritorna al dispositivo. Misurando il tempo impiegato per il ritorno della luce, questa tecnica crea un’immagine dettagliata degli strati oculari.

A cosa serve l'esame OCT?

L’OCT è uno strumento essenziale per:

  • Diagnosticare precocemente patologie retiniche e neuropatie ottiche
  • Monitorare l’evoluzione di malattie oculari croniche
  • Valutare la risposta ai trattamenti farmacologici o chirurgici
  • Effettuare uno studio dettagliato della macula e della papilla ottica

Le patologie in cui è indicata l’OCT sono:

  • Degenerazione maculare senile (DMLE)
  • Retinopatia diabetica
  • Glaucoma
  • Edema maculare cistoide
  • Fori e pseudofori maculari nonchè membrane epiretiniche
  • Neuropatie ottiche (es. neurite ottica)

L'OCT permette di ottenere delle scansioni corneali e retiniche molto precise che consentono di analizzare nel dettaglio gli strati della cornea, la regione centrale della retina denominata macula ed il nervo ottico. Questa metodica di imaging consente la diagnosi ed il follow-up di numerose patologie corneali e retiniche come ad esempio la degenerazione maculare senile, la retinopatia diabetica ed il glaucoma. E' inoltre particolarmente utile nei casi di edema maculare di varia origine.

Come detto, l’OCT è un esame fondamentale soprattutto perché permette di fare diagnosi precoce di malattie importanti e invalidanti che riguardano l’occhio, e che colpiscono la macula e il nervo ottico. Ad oggi l’OCT ha un ruolo molto importante anche nella prevenzione dei danni retinici causati dal diabete. L’OCT è un esame fondamentale per individuare precocemente le patologie che interessano le zone profonde dell’occhio, come la degenerazione maculare legata all’età e l’edema maculare diabetico. Malattie come la degenerazione maculare legata all’età, la retinopatia diabetica (RD) e l’edema maculare diabetico (EMD), comportano infatti un rigonfiamento della macula e con questo test possono essere diagnosticate per tempo. La Tomografia Ottica Coerente è uno strumento diagnostico utilizzato sia per la diagnosi che per il follow up di molte patologie oculari. Alcuni tra gli esempi più comuni sono la degenerazione maculare senile, la retinopatia diabetica, il glaucoma e gli edemi maculari.

L’OCT per il Glaucoma

L’OCT per glaucoma è un test sicuro e non invasivo che permette di evidenziare e individuare le alterazioni delle fibre del nervo ottico. Il glaucoma è una malattia oculare causata dall’aumento della pressione interna dell’occhio che provoca carico del nervo ottico; esso è composto dalle fibre ottiche le quali trasmettono gli impulsi elettrici al cervello, centro di conversione e di percezione visiva. La pressione è conseguenza dell’ostacolato deflusso dell’umore acqueo e conseguenza aumento pressorio con compressione delle fibre del nervo ottico e morte delle fibre nervose. I sintomi possono manifestarsi solo quando la malattia si trova ormai a uno stadio avanzato.

Ad oggi, l’OCT, è diventato un esame estremamente importante anche per quanto riguarda la diagnosi e lo studio dell’evoluzione della patologia glaucomatosa, consente infatti di misurare lo spessore dello strato delle fibre nervose retiniche (RNFL) e valutare i vari parametri della papilla ottica, ad esempio l’escavazione. Una diminuzione dello spessore delle fibre nervose retiniche e un aumento dell’escavazione papillare sono considerati segni precoci di glaucoma.

Quando si esegue?

L’esame viene prescritto quando si sospetta la presenza di una malattia retinica o del nervo ottico oppure durante i controlli di follow-up periodici in pazienti già in trattamento. È indicato anche in presenza di sintomi come:

  • Calo visivo inspiegabile
  • Visione distorta (metamorfopsie)
  • Aree centrali o paracentrali di visione oscurata o assente (scotomi)

L’OCT, però, può essere meno efficace in presenza di opacità importanti del cristallino o della cornea, o in pazienti non collaborativi, dove la fissazione è compromessa. L’OCT è indicata nei pazienti nei quali si sospetta una malattia della cornea, della retina e del nervo ottico. L’OCT fornisce informazioni sulle alterazioni strutturali della retina, identificandone con precisione la sede.

Come funziona una seduta di OCT?

La procedura standard è la seguente:

  1. Il paziente si siede davanti all’apparecchio OCT e poggia il mento e la fronte su appositi supporti.
  2. Viene chiesto di fissare un punto luminoso mentre lo strumento esegue la scansione.
  3. L’intera procedura dura pochi minuti, è totalmente indolore, senza contatto diretto con l’occhio.
  4. In alcuni casi, il medico può decidere di instillare colliri midriatici per dilatare la pupilla, specialmente se questa risulta troppo piccola o se ci sono opacità che ostacolano la qualità dell’immagine.

Per sottoporti ad un OCT dovrai accomodarti davanti a un macchinario e stare immobile per tutto il breve tempo del test, con la fronte e il mento poggiati su appositi supporti. Dovrai fissare una fonte luminosa per qualche minuto, in genere non più di cinque minuti per occhio. Ti sembrerà di stare davanti a una macchina fotografica, perché il funzionamento è molto simile. Flash luminosi di diverse intensità colpiranno il tuo occhio, ma non in modo fastidioso. Come si esegue l’esame e quanto dura?Il paziente viene fatto posizionare di fronte allo strumento ed invitato dall’operatore a fissare una mira luminosa. Le scansioni vengono eseguite piuttosto rapidamente ed infatti l’esame dura circa 15 minuti. Le immagini ottenute, possono essere analizzate, archiviate e confrontate nel tempo con quelle di esami successivi. L'esecuzione è semplice e veloce dura circa 10-15 minuti.

L’OCT è pericolosa?

Assolutamente no. L’OCT non comporta alcun rischio per il paziente: non emette radiazioni ionizzanti, non provoca dolore, non richiede anestesia né contatto con l’occhio. È un esame ripetibile anche frequentemente, ideale per il monitoraggio continuo di patologie oculari croniche.

I vantaggi sono:

  • Altissima risoluzione delle immagini
  • Diagnosi rapida e precoce
  • Esame non invasivo e ben tollerato
  • Possibilità di confrontare nel tempo le scansioni per valutare l’evoluzione della malattia
  • Strumento indispensabile nella diagnostica oftalmologica moderna.

Angiografia OCT

L’angiografia OCT è un’evoluzione dell’OCT classica. Non utilizzando coloranti e mezzi di contrasto, l’angiografia OCT non presenta nessun rischio nè controindicazioni e può essere eseguita anche su donne in gravidanza e persone affette da patologie cardiache, epatiche, polmonari e renali anche gravi. Da alcuni anni è disponibile anche un esame strumentale che consente di studiare i vasi senza utilizzare il mezzo di contrasto: l’angiografia OCT (abbreviata con angio-OCT).

Limitazioni dell'OCT

L’OCT, però, può essere meno efficace in presenza di opacità importanti del cristallino o della cornea, o in pazienti non collaborativi, dove la fissazione è compromessa. Ad esempio, diventa poco utile nei casi di importante opacità del cristallino, edema della cornea, importanti alterazioni del film lacrimale, emorragia del corpo vitreo. Instabilità della fissazione (come il nistagmo): può rendere molto difficile il corretto posizionamento della scansione e, quindi, il confronto con un esame ripetuto in un secondo momento.

Si può effettuare sempre? Si può effettuare quasi sempre, tranne seguenti casi:

  • opacizzazione dei mezzi diottrici oculari (ad esempio cataratta avanzata)
  • opacità massive della cornea ( èdema o leucomi)
  • presenza di sangue o olio di silicone nella camera vitrea
  • instabilità della fissazione (come il nistagmo): può rendere molto difficile il corretto posizionamento della scansione e, quindi, il confronto con un esame ripetuto in un secondo momento.

Si può considerare esame sostitutivo alla fluorangiografia? No. Infatti l’OCT è complementare alla fluorangiografia, soprattutto per patologie dove è importante valutare il comportamento del mezzo di contrasto nel tempo ad esempio nelle maculopatie essudative, in alcuni casi di corioretinopatia sierosa centrale o nei casi di dubbia diagnosi. Quindi completa, ma non sostituisce, l’esame obiettivo oftalmoscopico e la fluorangiografia.

La Tomografia Ottica Computerizzata (OCT) rappresenta oggi uno degli strumenti più precisi e sicuri per la diagnosi e il monitoraggio delle malattie oculari. Grazie alla sua capacità di visualizzare in profondità la struttura della retina e del nervo ottico, permette ai medici oculisti di intervenire in modo tempestivo e mirato.

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