Tomografia a Risonanza Magnetica: Principi di Funzionamento

La risonanza magnetica (RM) è una metodica di imaging medica avanzata che ha rivoluzionato il campo della diagnostica per immagini. La risonanza magnetica (RM) è una tecnica diagnostica che sfrutta i campi magnetici per ottenere immagini dettagliate di tutti i distretti corporei.

Principi di Base della Risonanza Magnetica

La RM sfrutta il principio di risonanza magnetica nucleare, misurando le interazioni tra gli spin nucleari degli atomi nel corpo umano in risposta ad un campo magnetico e ad impulsi di radiofrequenza.

  1. Spin nucleare: gli atomi che compongono il corpo umano presentano un fenomeno chiamato "spin nucleare".
  2. Campo magnetico: un campo magnetico esterno può influenzare gli spin nucleari.
  3. Frequenza di Larmor: gli spin nucleari in un campo magnetico compiono una precessione attorno a questo campo, con una frequenza specifica nota come "frequenza di Larmor".
  4. Risonanza magnetica: la risonanza magnetica avviene quando si applica un impulso di radiofrequenza al corpo sottoposto all'indagine.
  5. Rilassamento: dopo l'impulso, gli spin tornano al loro stato di equilibrio originale, rilasciando energia.

Gli atomi di H rappresentano quindi il sistema accettore: lo scambio di energia avviene però solo se la frequenza delle onde RF è uguale alla frequenza caratteristica dei nuclei di H.

Quando i nuclei acquistano energia da un’onda di eccitazione RF perdono la loro condizione di equilibrio: a seconda della durata dell’impulso, un certo numero di protoni allineati al campo con verso concorde (livello energetico più basso) si porteranno ad un livello energetico più alto, quindi a disporsi in verso discorde a B0 fino al bilanciamento numerico delle due popolazioni e al raggiungimento di una sincronizzazione di fase.

Un impulso RF a 180° causa invece l’inversione del vettore ML che continua il suo movimento a spirale fino a disporsi nuovamente sull’asse Z ma con verso contrario a quello iniziale.

Al fine di ottenere il risultato finale occorre un ulteriore passo e cioè quello della localizzazione: per ottenere un’immagine dell’organo sotto indagine è infatti indispensabile localizzarlo spazialmente.

A questo scopo i gradienti di campo, ovvero dei campi magnetici variabili nello spazio e nel tempo, vengono sovrapposti al campo magnetico statico; essi hanno proprio la funzione di dare una collocazione spaziale alle sorgenti dei vari segnali ricevuti dal sistema.

Dall’equazione di Larmor sappiamo che ad ogni intensità di campo magnetico corrisponde una frequenza di precessione protonica quindi, variando di quantità note il campo magnetico su volumi specifici, è possibile selezionare le regioni dalle quali proviene il segnale basandosi sulla frequenza di quest’ultimo.

I gradienti di campo vengono applicati durante il periodo in cui viene inviato l’impulso di RF e permettono di selezionare una particolare fetta (slice) nel volume sotto indagine.

Preparazione all'Esame di Risonanza Magnetica

Prima di essere sottoposti all’esame il personale sanitario si accerterà che non siano presenti pace-maker, clip vascolari e protesi metalliche anche se da diverso tempo la maggior parte dei metalli usati in campo medico sono compatibili con la risonanza magnetica.

Per prima cosa è fondamentale informare il personale medico di eventuali patologie preesistenti, la presenza di clip metalliche per recenti procedure chirurgiche o di dispositivi impiantati.

È importante anche comunicare eventuali allergie o gravidanze. Bisogna ricordarsi di rimuovere tutti gli oggetti metallici come piercing o orecchini.

Alcune restrizioni alimentari potrebbero essere applicate anche ai giorni precedenti la risonanza, specialmente se coinvolge l'addome.

Prima dell’esame, il paziente riceverà istruzioni specifiche dal personale medico o tecnico sulla preparazione necessaria.

Queste istruzioni possono includere il digiuno per alcune ore, la rimozione di oggetti metallici (come gioielli e apparecchi acustici) e la vestizione con indumenti ospedalieri.

Esecuzione dell'Esame

Durante l'esame, il paziente viene posizionato all'interno di un tunnel o di un anello aperto della macchina RM.

Il paziente si sdraia su un lettino all’interno del macchinario e dovrà seguire le indicazioni fornite dal tecnico di radiologia attraverso un microfono.

Posizionamento del paziente: il paziente viene quindi posizionato sulla lettiga della RM. Inserimento nella macchina RM: la lettiga del paziente viene quindi spinta all’interno del tunnel o dell’anello della macchina, dove avverrà l’acquisizione delle immagini.

Comunicazione con il personale medico: durante l’esame, il paziente rimarrà in comunicazione costante con il personale medico o tecnico attraverso un microfono o un sistema di interfono.

Durante l’esame, vengono inviati impulsi radio e campi magnetici per creare i segnali utilizzati per generare le immagini.

Il paziente deve rimanere il più immobile possibile durante questo processo per evitare artefatti nelle immagini. Il rumore prodotto dalla macchina può essere considerevole.

La durata di un esame di risonanza magnetica varia in base alla zona del corpo esaminata, ma in genere si attesta tra i 30 e i 60 minuti. Sebbene la procedura sia indolore, durante la risonanza magnetica si potrebbe essere avvertita una leggera sensazione di calore del tutto innocua.

Fine dell’esame: una volta completata l’acquisizione delle immagini, la lettiga del paziente viene gradualmente estratta dalla macchina RM.

Coloro che soffrono di ansia o claustrofobia, è opportuno che ne informino il personale medico in anticipo. Alcuni centri offrono opzioni per la gestione dell'ansia, come la musica rilassante o il supporto di un familiare. Per chi soffre di claustrofobia esiste la risonanza magnetica aperta.

Anche per questo esame può essere necessario iniettare il mezzo di contrasto. Non si tratta di una procedura invasiva, ma per il buon esito dell’esame è necessario rimanere fermi per tutta la durante dell’esame.

Lettura dei Risultati

La lettura dei risultati della risonanza magnetica richiede competenze specializzate e sarà effettuata da un radiologo esperto. In alcuni casi, potrebbe essere necessaria ottenere una seconda opinione su una diagnosi derivante da una risonanza magnetica, specialmente se le implicazioni sono significative.

Precauzioni e Restrizioni

La risonanza magnetica è uno strumento prezioso, ma alcune condizioni richiedono precauzioni speciali.

  • RM in caso di dispositivi metallici o protesi metalliche impiantate: i soggetti con impianti metallici, come pacemaker o protesi, devono informare il personale medico in anticipo. I moderni materiali protesici, così come i moderni pacemaker impiantabili, sono compatibili con la RM. Nel caso di modelli datati la compatibilità non è affatto scontata, per cui alcune volte bisogna virare su altre tecniche di imaging.
  • RM in gravidanza: sebbene la risonanza magnetica non utilizzi radiazioni ionizzanti, è preferibile evitare sottoporsi a questo tipo di esami durante il primo trimestre di gravidanza, a meno che non sia strettamente necessario. Le onde di radiofrequenza utilizzate durante l’esame, infatti, potrebbero far aumentare la temperatura dei tessuti fetali fino a valori che superano la soglia di sicurezza.
  • Restrizioni mediche: in alcune condizioni mediche, come la claustrofobia o gravi problemi di salute, potrebbero essere necessarie restrizioni o alternative nell'esecuzione della risonanza magnetica.

Le persone con claustrofobia anche lieve possono avere difficoltà a tollerare lunghi tempi di scansione all’interno della macchina. In seguito a incidenti gravi, capita di dover inserire delle protesi metalliche (viti, placche, ecc…), che rendono impossibile eseguire l’esame.

Applicazioni Cliniche della Risonanza Magnetica

La risonanza viene prescritta soprattutto nel settore neurologico, per evidenziare patologie dell’encefalo o del midollo, ma è molto utile anche in campo oncologico per la diagnosi dei tumori. Spesso si ricorre alla risonanza anche in campo ortopedico per valutare la struttura delle ossa e in ambito cardiologico per valutare la funzione cardiaca.

È molto utilizzata per lo studio del cervello, il midollo spinale, le articolazioni, gli organi addominali e pelvici, i tessuti molli e molte condizioni neurologiche.

È spesso utilizzata per monitorare l’evoluzione delle condizioni mediche nel tempo. Solitamente, un medico valuterà la necessità dell’esame RM con contrasto e discuterà la procedura con il paziente.

Differenze tra TAC e Risonanza Magnetica

La tomografia computerizzata (TC, quella che fino a poco tempo fa era indicata come Tac) e la risonanza magnetica (RM) sono due tecniche diagnostiche, utili per ottenere delle immagini dettagliate di diverse aree del corpo. La prima utilizza le radiazioni ionizzanti (raggi X), la seconda, invece, sfrutta un campo magnetico.

Ecco una panoramica delle differenze principali tra TAC e risonanza magnetica:

Caratteristica TAC (Tomografia Computerizzata) RM (Risonanza Magnetica)
Principio di funzionamento Utilizza raggi X per creare immagini trasversali dettagliate Sfrutta campi magnetici e onde radio per visualizzare i tessuti
Radiazioni ionizzanti Utilizza radiazioni ionizzanti (raggi X) Non utilizza radiazioni ionizzanti
Qualità dell'immagine Fornisce immagini dettagliate dei tessuti ossei e strutture anatomiche Fornisce immagini ad alta risoluzione dei tessuti molli (cervello, midollo spinale, muscoli, ecc.)
Risoluzione di contrasto Meno efficace nel visualizzare il contrasto tra i tessuti molli Eccelle nella visualizzazione del contrasto tra i tessuti molli
Applicazioni cliniche Valutazione di emorragie, strutture scheletriche, diagnosi di tumori, studio dei vasi sanguigni e del cuore Studio del sistema nervoso centrale, articolazioni, tessuti molli e organi addominali

La TC, invece, utilizza raggi X per creare immagini dettagliate delle strutture interne del corpo.

La TC è una tecnica di diagnostica usata in Radiologia che utilizza le radiazioni ionizzanti per ottenere delle immagini tridimensionali.

La TC viene impiegata soprattutto in campo neurologico per valutare eventuali emorragie ma è molto utile anche in campo ortopedico per la valutazione delle strutture scheletriche e in campo oncologico per diagnosticare i tumori e seguire nel tempo i progressi delle terapie. Può essere utile anche in campo vascolare per valutare lo stato dei vasi sanguigni e in campo cardiologico per lo studio del cuore.

In alcuni casi è necessario iniettare il mezzo di contrasto, un liquido che rende le strutture da esaminare più visibili.

Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino che scorre all’interno dell’apparecchiatura.

Questo esame non utilizza radiazioni ionizzanti e per questo è possibile sottoporsi più volte alla procedura anche ad intervalli ravvicinati.

È considerata una tecnica di imaging poco invasiva, adatta a pazienti che devono evitare l'esposizione ai raggi X.

La RM fornisce immagini ad alta risoluzione dei tessuti molli, ed è particolarmente efficace nella visualizzazione di cervello, midollo spinale, muscoli, articolazioni e organi addominali.

La RM eccelle nella visualizzazione del contrasto tra i tessuti molli, per cui può fornire informazioni dettagliate sulla composizione tissutale.

La RM viene spesso utilizzata per studiare il sistema nervoso centrale, le articolazioni, i tessuti molli e gli organi addominali.

Pertanto, la scelta tra TAC e risonanza magnetica dipende dalla situazione clinica specifica e dalle informazioni necessarie.

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