Tomografia a Coerenza Ottica in Cardiologia: Funzionamento e Applicazioni

La Tomografia a Coerenza Ottica (OCT) è una tecnica di imaging biomedico non invasiva che ha rivoluzionato la diagnosi e il monitoraggio di numerose patologie. L'OCT offre una risoluzione eccezionale, paragonabile a quella di una biopsia, ma senza la necessità di procedure invasive. Comprendere il funzionamento dell'OCT e le sue applicazioni è fondamentale per apprezzarne il valore nella medicina moderna.

Principi Fondamentali dell'OCT

L'OCT si basa sul principio dell'interferometria a bassa coerenza. In termini semplici, l'interferometria misura la differenza di percorso ottico tra due fasci di luce: un fascio di riferimento e un fascio di segnale che viene diretto verso il tessuto da analizzare. L'analisi dell'interferenza tra questi due fasci permette di ricostruire un'immagine della struttura interna del tessuto.

Per capire meglio, immaginiamo di lanciare un sasso in uno stagno. Le onde create si propagano e, se incontrano un ostacolo, vengono riflesse. L'OCT fa qualcosa di simile, ma utilizza la luce invece delle onde d'acqua e le strutture cellulari come "ostacoli". La luce riflessa viene poi confrontata con un fascio di riferimento per creare un'immagine.

Interferometria a Bassa Coerenza

La chiave dell'alta risoluzione dell'OCT risiede nell'utilizzo di luce a bassa coerenza. La coerenza della luce si riferisce alla regolarità delle sue onde. La luce laser è altamente coerente, mentre la luce bianca è incoerente. L'OCT utilizza una sorgente luminosa con una coerenza intermedia, una "bassa coerenza". Questo permette di misurare con precisione la profondità da cui proviene la luce riflessa, ottenendo un'immagine tridimensionale ad alta risoluzione.

L'utilizzo di luce a bassa coerenza limita la profondità di penetrazione, ma aumenta la risoluzione. Questa trade-off è accettabile, soprattutto in oftalmologia, dove le strutture da analizzare sono relativamente superficiali.

Come Funziona l'OCT: Un Approfondimento Tecnico

Il sistema OCT è composto da diversi elementi chiave:

  • Sorgente Luminosa: Tradizionalmente, si utilizzavano diodi superluminescenti (SLD) che emettono luce a banda larga con bassa coerenza. Oggi, si utilizzano anche laser a scansione di frequenza (Swept-Source OCT), che offrono velocità di acquisizione più elevate e maggiore profondità di penetrazione.
  • Interferometro: Il cuore del sistema OCT. Divide il fascio di luce in due bracci: il braccio di riferimento e il braccio del campione. Il fascio di riferimento viene riflesso da uno specchio, mentre il fascio del campione viene diretto verso il tessuto da analizzare.
  • Spettrometro (per Spectral-Domain OCT): Nel Spectral-Domain OCT (SD-OCT), la luce di interferenza viene analizzata da uno spettrometro che scompone la luce nelle sue diverse lunghezze d'onda. L'analisi spettrale permette di ricostruire l'immagine del tessuto.
  • Rilevatore: Misura l'intensità della luce di interferenza.
  • Sistema di Scansione: Dirige il fascio di luce attraverso il tessuto per acquisire un'immagine bidimensionale o tridimensionale.
  • Elaborazione Dati e Visualizzazione: I dati acquisiti vengono elaborati da un computer per creare un'immagine tomografica del tessuto.

Il processo può essere riassunto in questi passaggi:

  1. Un fascio di luce a bassa coerenza viene emesso dalla sorgente.
  2. Il fascio viene diviso in due: un fascio di riferimento e un fascio di segnale.
  3. Il fascio di segnale viene diretto verso il tessuto.
  4. La luce riflessa dal tessuto interferisce con la luce riflessa dal braccio di riferimento.
  5. L'interferenza viene misurata dal rilevatore.
  6. I dati vengono elaborati per creare un'immagine del tessuto.

Esistono diverse varianti dell'OCT, tra cui:

  • Time-Domain OCT (TD-OCT): La versione più antica. Lo specchio di riferimento si muove per scansionare diverse profondità nel tessuto. Più lenta rispetto alle versioni successive.
  • Spectral-Domain OCT (SD-OCT): Analizza lo spettro della luce interferita invece di scansionare fisicamente la profondità. Molto più veloce del TD-OCT.
  • Swept-Source OCT (SS-OCT): Utilizza un laser a scansione di frequenza. Offre velocità ancora più elevate e maggiore profondità di penetrazione rispetto al SD-OCT.
  • Optical Coherence Tomography Angiography (OCTA): Una variante che visualizza il flusso sanguigno nei tessuti senza l'uso di coloranti.

Applicazioni Cliniche dell'OCT

L'OCT ha una vasta gamma di applicazioni cliniche, principalmente in oftalmologia, ma anche in altre specialità mediche.

Altre Applicazioni Mediche

Oltre all'oftalmologia, l'OCT trova applicazioni in altre specialità mediche, tra cui:

  • Cardiologia: L'OCT può essere utilizzato per visualizzare le placche aterosclerotiche nelle arterie coronarie e per guidare l'inserimento di stent.
  • Dermatologia: L'OCT può essere utilizzato per diagnosticare tumori della pelle, per valutare la profondità delle ustioni e per monitorare la guarigione delle ferite.
  • Gastroenterologia: L'OCT può essere utilizzato per diagnosticare il cancro esofageo e altre patologie del tratto gastrointestinale.
  • Pneumologia: L'OCT può essere utilizzato per visualizzare le vie aeree e per diagnosticare malattie polmonari.
  • Oncologia: L'OCT può essere utilizzato per diagnosticare tumori in diversi organi e per monitorare la risposta al trattamento.

Diagnosi di Aterosclerosi Coronarica Calcifica Mediante Tomografia a Coerenza Ottica

Principi di funzionamento della tomografia a coerenza ottica

L’OCT è una tecnica di imaging che consente di ottenere immagini tissutali bi- e tridimensionali ad alta risoluzione tramite la misurazione dell’ampiezza e del ritardo del tempo di ritorno della luce riflessa e rifratta dai costituenti del tessuto stesso. Di fatto, l’OCT permette di eseguire una “biopsia ottica” in tempo reale, con una risoluzione assiale di 10-15 µm. La principale differenza rispetto all’IVUS risiede nell’energia utilizzata: l’OCT si avvale di una sorgente luminosa, mentre l’IVUS utilizza ultrasuoni.

La velocità della luce è notevolmente superiore rispetto a quella del suono nei tessuti (circa 300 000 km/s rispetto a 1500 m/s), mentre la lunghezza d’onda della radiazione luminosa è notevolmente inferiore a quella del suono. Queste differenti proprietà fisiche conferiscono alle due metodiche caratteristiche distintive: l’IVUS ha una maggiore capacità di penetrazione, ma una minore risoluzione spaziale (100-200 µm), mentre l’OCT combina una buona penetrazione (2 mm) con un’elevata risoluzione spaziale (10-15 µm). Le immagini catturate vengono poi rappresentate attraverso una scala cromatica.

Grazie alla migliore risoluzione spaziale, l’OCT supera molti dei limiti dell’IVUS, consentendo una definizione e una quantificazione più precise della placca calcifica. Tuttavia, la lunghezza d’onda inferiore dell’OCT (<8 µm) provoca la retrodiffusione del sangue, rendendo la parete del vaso poco visibile senza l’eliminazione del sangue stesso. Di conseguenza, l’OCT offre una chiara interfaccia tra il lume e la superficie della placca, agevolando misurazioni accurate del lume. Tuttavia, è importante notare che la necessità di eliminare il sangue richiede la somministrazione di mezzo di contrasto durante il singolo run di acquisizione16.

Caratterizzazione della lesione calcifica con tomografia a coerenza ottica

All’OCT, la CC appare come una regione dal basso segnale e dai margini ben definiti. La placca lipidica, invece, si presenta come una regione con segnale poco intenso, ma con margini sfumati e un’attenuazione del segnale maggiore. La posizione del calcio è definita superficiale o profonda se il bordo anteriore luminale della calcificazione si trova rispettivamente entro o oltre 0.5 mm dalla superficie luminale del vaso.

L’ampiezza dell’arco di calcificazione può essere misurata utilizzando uno specifico strumento simile ad un goniometro centrato sul lume. In presenza di più di un deposito di calcio, presente in una data sezione trasversale, l’arco è definito come la somma degli archi di ogni singolo deposito di calcio per quella sezione trasversale di vaso. La lunghezza del calcio viene determinata identificando i margini prossimali e distali del deposito di calcio. Lo spessore del calcio è determinato come la distanza tra il margine luminale e quello più esterno della lesione calcifica.

Le misurazioni medie dell’ampiezza dell’arco di calcio si ottengono sommando le quantità di calcio in intervalli di 1 mm lungo tutta la lunghezza di ciascuna lesione e dividendo per il numero di intervalli di 1 mm analizzati. Moltiplicando l’arco di calcio medio per la lunghezza totale del calcio si otterrà quindi l’indice di volume del calcio. Queste informazioni possono supportare il cardiologo interventista nella pianificazione della strategia di trattamento delle lesioni calcifiche, dalla scelta dei dispositivi per la preparazione al tipo di stent da impiantare. Inoltre, permettono di valutare il risultato finale, misurando l’espansione e la corretta apposizione delle maglie dello stent.

La calcificazione spotty

Le calcificazioni spotty sono depositi di calcio con un arco <90° e una lunghezza <4 mm. Le placche contenenti calcificazioni spotty hanno mostrato un maggiore indice lipidico, cappucci fibrosi più sottili ed un incremento di neo-vasi, tutti elementi tipici delle placche vulnerabili. Il calcio spotty sembra essere, quindi, maggiormente presente in placche più a rischio di destabilizzazione.

La calcificazione diffusa

Il contraltare della calcificazione spotty è rappresentato dalle calcificazioni diffuse, ovvero calcificazioni con arco >90° e lunghezza >4 mm. Queste si associano maggiormente a stenosi coronariche stabili. Nella scelta terapeutica e nell’impatto prognostico diventa fondamentale valutare l’arco di calcio continuo medio e massimo ovvero la concentricità della lesione.

Il nodulo calcifico eruttivo

Il nodulo calcifico eruttivo, insieme alla rottura di placca e all’erosione, costituisce uno dei tre fenotipi di lesione culprit responsabili delle sindromi coronariche acute. La formazione di un nodulo calcifico eruttivo ha inizio dalla rottura del cappuccio fibroso di una placca a prevalente componente calcifica protrudente nel lume, portando alla formazione di un trombo. Il nodulo calcifico eruttivo si presenta, dunque, come una placca fortemente eccentrica che aggetta nel lume del vaso, sulla cui superficie è spesso visibile una stratificazione trombotica; nella maggior parte dei casi è una lesione che si trova nel contesto di aterosclerosi coronarica calcifica diffusa25.

Vantaggi e Svantaggi dell'OCT

L'OCT offre numerosi vantaggi rispetto ad altre tecniche di imaging:

  • Non Invasività: Non richiede l'iniezione di coloranti o l'uso di radiazioni ionizzanti.
  • Alta Risoluzione: Offre una risoluzione paragonabile a quella di una biopsia.
  • Rapidità: L'acquisizione delle immagini è rapida e indolore.
  • Ripetibilità: Può essere eseguito più volte per monitorare la progressione della malattia o la risposta al trattamento.

Tuttavia, l'OCT presenta anche alcuni svantaggi:

  • Profondità di Penetrazione Limitata: La profondità di penetrazione è limitata a pochi millimetri.
  • Costo: L'apparecchiatura OCT può essere costosa.
  • Artefatti: Le immagini possono essere influenzate da artefatti dovuti a movimenti del paziente o a opacità dei mezzi ottici (cataratta).

Il Futuro dell'OCT

L'OCT è una tecnologia in continua evoluzione. L’OCT (tomografia ottica a radiazione coerente) permette di ricostruire l’anatomia della retina nella regione maculare. E’ un esame non invasivo che fornisce delle immagini ad elevata risoluzione di scansioni a strati (tomografiche) della cornea, della parte centrale della retina (macula) e della testa del nervo ottico (papilla). L’analisi computerizzata dei tessuti permette di ricostruirne la struttura per piani (a due dimensioni) e per volumi (a tre dimensioni). L’OCT è indicata nei pazienti nei quali si sospetta una malattia della cornea, della retina e del nervo ottico. L’OCT fornisce informazioni sulle alterazioni strutturali della retina, identificandone con precisione la sede.

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