Risonanza Magnetica in Liguria: Costi e Modalità di Accesso

La risonanza magnetica (RMN) è un esame diagnostico che fornisce immagini dettagliate del corpo umano utilizzando campi magnetici e onde a radiofrequenze non pericolose. La risonanza magnetica o RMN fornisce immagini tridimensionali dettagliate dei tessuti molli e dei tessuti duri rendendolo un test importantissimo in numerosi campi della medicina: traumatologia, ortopedia, cardiologia, gastroenterologia e l'oncologia.

Come Accedere alla Risonanza Magnetica

La risonanza magnetica è un esame da svolgersi su prescrizione di uno specialista tramite ricetta medica. Le possibilità a disposizione per ottenerla sono:

  • Pagamento del ticket con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN)
  • Modalità intramoenia
  • Rivolgersi a cliniche e strutture private

Ticket con SSN

Il costo delle prestazioni ambulatoriali specialistiche, a cui la risonanza magnetica fa riferimento, è stato fissato dalla normativa ad un massimo di 36,15€, al quale ciascuna regione aggiunge un costo fisso sulla ricetta.

Modalità Intramoenia

Questa modalità, introdotta dal Ministero della Salute, prevede l’erogazione di visite specialistiche ed esami al di fuori degli orari ambulatoriali degli ospedali statali. Si tratta in sintesi di un medico privato che lavora in una struttura pubblica. In questo caso, nonostante la spesa sia detraibile dalle imposte al pari delle altre prestazioni sanitarie, prevede una tariffa superiore che varia da un minimo di 200€ sino ad un massimo di 1000€ nel caso in cui l’esame richiesto sia particolarmente dettagliato ed esteso.

Risonanza Magnetica in Struttura Privata

I costi in questo caso variano notevolmente, in relazione a diversi fattori, prima fra tutti la convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale. Rivolgersi ad una struttura pubblica risulta vantaggioso in termini di costo, ma - nella maggioranza dei casi - le liste d’attesa ti consentiranno di ricevere la prestazione solo dopo mesi dalla richiesta. Nella maggior parte dei casi questa tempistica non è compatibile con la necessità di diagnosticare la patologia e curarla nei tempi più brevi possibili.

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Tariffe Sanitarie e Nomenclatore Tariffario Nazionale

Dopo un anno di rinvii e polemiche, è (quasi) arrivata la parola fine sulla diatriba attorno le tariffe per esami e visite mediche erogate dal Servizio sanitario nazionale. Una storia partita nell’aprile del 2023 con una prima proposta, finita nel congelatore per più di un anno e mezzo e che dopo alcuni ritocchi alle cifre è diventata effettiva dalla fine dello scorso anno; per poi essere rimessa in discussione questo gennaio da un ricorso al Tar del Lazio da parte dei laboratori privati contrari alle tariffe stabilite.

Se fino ad ora sono rimasti in vigore i nomenclatori tariffari regionali (ognuna ha il suo), da gennaio 2025 il tariffario è unico a livello nazionale: questo si traduce nell’applicazione dello stesso ticket in ogni regione, cosa che non accadeva da qualche lustro.

Nel corso degli anni, in assenza di un coordinamento nazionale, le Regioni hanno aggiornato in piena autonomia gli elenchi degli esami e delle visite offerte dal servizio sanitario nazionale (risalente addirittura al 1996) adeguandone le circa 2000 voci e rispettive tariffe agli sviluppi della medicina e all’andamento del mercato. Questa deriva ha però creato tanti tariffari quante sono le Regioni e le Province autonome italiane e ticket più o meno differenti per le varie prestazioni.

Esempi di Variazioni Tariffarie

Le attuali tariffe regionali sono molto variabili: si va da 32€ (in sei regioni) a 67€ in Veneto (dove però i cittadini pagano solo il ticket massimo per ricetta, pari a 36,15 euro). Il valore più frequente tra le regioni è quello di 37,8€, un importo che già accoglie la proposta del prossimo tariffario nazionale.

La fastidiosa stortura, per questa e per altre prestazioni, sta infatti nel tetto massimo di contribuzione per ogni ricetta, che nella gran parte delle regioni è fissato a 36,15€, mentre in altre (come Sardegna, Marche, Lazio, Campania e Calabria) è fissato dieci euro più in alto.

Impatto del Nuovo Nomenclatore Tariffario

All’applicazione di quanto previsto dai nuovi Lea mancava un tassello importante: la definizione dei tariffari. Per ognuna delle circa 2.000 prestazioni riportate nel Nomenclatore nazionale di esami, visite e trattamenti, doveva ancora essere stabilita una tariffa, ovvero quanto il Servizio sanitario riconosce alle strutture sanitarie - ospedali e poliambulatori pubblici o privati convenzionati - per ogni singola prestazione erogata.

L’ultimo nomenclatore tariffario nazionale risale infatti al 1996 e per stare al passo coi tempi le singole Regioni hanno dovuto (e potuto) modificare questo elenco aggiungendo nuove prestazioni e adeguando le tariffe.

La revisione delle tariffe di esami e visite ha un impatto sull’importo del ticket, il contributo pagato dal cittadino per ogni prestazione che riceve dal servizio sanitario (in assenza di esenzioni per patologia o per reddito). L’impatto è però limitato fino ad una contribuzione massima per ogni ricetta, pari a 36,15€ nella maggioranza delle Regioni.

Ciò significa che per la prestazione segnata nella ricetta (ad esempio, una ecografia all’addome), il Servizio sanitario può chiederci di contribuire alla spesa fino ad un massimo di 36,15 €. Questo “tetto” vale anche quando nella ricetta sono segnate più prestazioni della stessa branca (fino a un massimo di otto): anche in questo caso, il ticket massimo che possono chiederci è di 36,15 euro.

Le tariffe di visite, esami e trattamenti fissate dalle Regioni possono essere inferiori o superiori a questo tetto: se la tariffa indicata nel nomenclatore è inferiore a 36,15€, l’importo della prestazione risulterà a totale a carico del cittadino. Se la tariffa supera i 36,15€, la parte eccedente è a carico del Servizio sanitario.

Nel caso di più prestazioni in una sola ricetta, vale la stessa regola: noi contribuiremo fino a poco più di trentasei euro e la parte restante è a carico del Ssn.

La contribuzione massima è stata fissata dalla legge a livello nazionale, ma le Regioni hanno poi avuto la possibilità di aumentare questa contribuzione, che infatti è più alta in Calabria (45€), Sardegna (45,15€) Campania e Lazio (46,16€), Marche (46,20€).

Risonanza Magnetica Gratuita

Tuttavia esistono alcune categorie di pazienti che possono godere della risonanza magnetica gratis, come - oltre a coloro che sono sollevati per reddito - chi è affetto da malattie rari o croniche, gli invalidi, le donne in gravidanza e in caso di diagnosi precoce di tumori.

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