Test HIV: Come Funziona l'Analisi del Sangue

I test per l'HIV sono in grado di evidenziare la presenza del virus o degli anticorpi diretti contro di esso. L'unico modo per accertare l’infezione è quello di sottoporsi al test per l’HIV. L’infezione da HIV non può essere diagnosticata attraverso i sintomi né attraverso le comuni analisi del sangue. L’esito del test è positivo se viene riscontrata l’infezione da HIV (sieropositività all’HIV).

Tipi di Test HIV

Per accertare (diagnosticare) l'infezione da HIV il primo test da effettuare è la ricerca di anticorpi specifici nel sangue per mezzo di kit autorizzati e validi per tutti i tipi e sottotipi di HIV. Esistono, inoltre, test per la misurazione della quantità di virus nel sangue (carica virale o viremia) basati sulla tecnica molecolare di amplificazione genica (real time PCR).

Test Anticorpali

Questo tipo di test non ricerca direttamente il virus nel sangue, ma rileva gli anticorpi anti-HIV, che si sviluppano solo a seguito dell’infezione. Poiché l’organismo non produce immediatamente gli anticorpi, vi è dunque un periodo in cui il test non è in grado di diagnosticare l’infezione (Periodo Finestra). A seguito di un comportamento a rischio, l’indicazione è quella di effettuare il test ad un mese di distanza, periodo sufficiente a riscontrare il contagio nella quasi totalità dei casi.

Test Combinati

Questo tipo di test, oltre ad individuare gli anticorpi anti-HIV, è in grado di rilevare la presenza di una particolare proteina (l’antigene P24) che compare e aumenta significativamente dopo pochi giorni dal contagio.

Test ELISA e Western Blot

Un'eventuale positività al test ELISA deve essere assolutamente confermata dal test denominato western blot. Più specifico del precedente, questo esame consente di evidenziare, su un supporto di nitrocellulosa, la presenza degli anticorpi contro i singoli antigeni dell’HIV.

Test della Carica Virale

La carica virale è infatti un indice del livello di riproduzione (replicazione) del virus e, quando la cura è efficace, la carica virale scende al di sotto del valore misurabile dal metodo utilizzato. Questo significa che il virus è mantenuto sotto controllo dalla terapia prevenendone i danni a carico del sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario).

Test Rapidi

I test rapidi sul sangue hanno una sensibilità comparabile a quella dei test tradizionali, mentre quelli sulla saliva, potendo essere condizionati da fattori individuali o dall'assunzione di alimenti e bevande, dovrebbero essere confermati da un test sul sangue. I test rapidi offrono l’indubbio vantaggio di fornire l’esito in pochi minuti. In Italia sono ancora poco diffusi ma stanno iniziando a prendere piede grazie al lavoro delle associazioni che, autonomamente o associate in un checkpoint, offrono i test rapidi per l’HIV e per altre Infezioni Sessualmente Trasmissibili.

Autotest HIV

Dal dicembre del 2016 è possibile acquistare in farmacia un autotest per l’HIV: si tratta di un test rapido che prevede l’auto prelievo di una goccia di sangue dal dito e fornisce un risultato in 15 minuti. Il periodo finestra è di 3 mesi. Se il test è reattivo (ovvero preliminarmente positivo) è necessario effettuare un test di conferma presso una struttura sanitaria. La possibilità di effettuare il test in autonomia, la riservatezza, la rapidità dei risultati, sono gli elementi allettanti di questa opportunità, ma è bene tener presente anche le controindicazioni: viene meno la possibilità di accedere al counselling e di essere sostenuti e orientati nel caso in cui il test sia reattivo.

Quando Eseguire il Test HIV

Gli anticorpi anti-HIV compaiono nel sangue in un periodo compreso tra 3 settimane e 3 mesi (periodo finestra) dopo il contagio ed è, quindi, possibile effettuare un test a partire da circa un mese dopo il comportamento o l’evento a rischio. Il risultato del test, però, per essere considerato definitivo, deve essere confermato dopo 3 mesi, nei test di terza generazione, mentre, secondo le indicazioni del Ministero della Salute, i test di quarta generazione, che sono più sensibili e riconoscono anche l'antigene virale p24, possono fornire un risultato definitivo a partire dai 40 giorni successivi all'evento a rischio.

È importante consultare quanto prima un medico che valuterà l'indicazione di una eventuale Profilassi Post-Esposizione (PEP) se si sospetta un'esposizione all'HIV a causa di un comportamento a rischio nelle ultime 48 ore. Il periodo finestra, che assicura un risultato definitivo, è pari a 40 giorni dall'esposizione. Nessun test attualmente a disposizione può rilevare l'infezione immediatamente dopo il contagio.

Tutte le persone sessualmente attive dovrebbero eseguire almeno una volta nella vita il test per l'HIV. Anche se si è in una relazione stabile e monogama è consigliabile che entrambi i partner eseguano almeno una volta il test, indipendentemente da ogni valutazione di rischio.

Il rischio di infezione è maggiore nelle persone con i seguenti comportamenti a rischio:

  • Rapporti sessuali promiscui e non protetti, in particolare in uomini che hanno rapporti sessuali non protetti con uomini
  • Rapporti sessuali con persone con infezione da HIV nota non in terapia antiretrovirale o in terapia ma con quantità di virus nel sangue rilevabile
  • Uso di sostanze stupefacenti assunte per via endovenosa

Inoltre il test è sempre raccomandato in caso di:

  • Diagnosi di un'altra infezione a trasmissione sessuale (gonorrea, sifilide, infezione da Chlamydia, Herpes genitale), o di epatite virale, o tubercolosi
  • Gravidanza, alla donna ed al rispettivo partner, a prescindere dalla valutazione del rischio

Dove Eseguire il Test HIV

Puoi effettuare il test negli ospedali, nei centri di cura delle IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) e nei laboratori di analisi accreditati. Le modalità di accesso cambiano di struttura in struttura, chiedi informazioni.

Nel Lazio, il test è eseguibile anche senza prescrizione medica presso i Centri di offerta per il Test di HIV e Counseling (CTC). Il test è gratuito. Il prelievo può essere eseguito in qualsiasi momento, non è necessario essere a digiuno e il risultato è generalmente disponibile in tre giorni.

In ogni ASL del Lazio è presente almeno un Centro di offerta per il Test HIV e Counselling (CTC) a cui i cittadini possono direttamente rivolgersi, senza prescrizione medica, per eseguire il test HIV e ricevere l'appropriato counselling informativo e preventivo. Su richiesta specifica è possibile eseguire il test HIV in forma completamente anonima.

Consenso e Riservatezza

Nessuna persona può essere sottoposta al test senza consenso, se non per motivi di necessità clinica nei suoi interessi. Il test è volontario e, perché venga eseguito, è necessario il tuo consenso esplicito ed informato. La decisione di fare il test è solo tua: prendi il tempo che ti occorre per affrontarlo serenamente.

Alcuni centri effettuano il test in forma anonima, altri in forma riservata. Nel primo caso non viene richiesto alcun documento personale, ma viene utilizzato un codice criptato per la tua identificazione. Nel secondo caso è necessario esibire un documento identificativo al momento dell’effettuazione del test o del ritiro dei risultati.

È sempre garantita la tutela della riservatezza della persona. È inoltre possibile, su richiesta specifica, eseguire il test HIV in forma completamente anonima. Il risultato viene consegnato personalmente all'interessato, senza possibilità di delega, da personale sanitario formato.

Cosa Fare in Caso di Richiesta del Test HIV sul Lavoro

La Legge 135/90 vieta a datrici e datori di lavoro lo svolgimento di indagini volte ad accertare lo stato di positività all’HIV. Nonostante questo, la LILA riceve diverse segnalazioni da parte di persone con HIV in cerca di lavoro, alle quali è richiesto, tra la lista degli esami comuni da fare, anche il test dell'HIV. La richiesta del test è una pratica diffusa, ma si tratta di un abuso non giustificato da rischi reali e dettato da ignoranza e pregiudizi.

I Ministeri della Salute e del Lavoro sottolineano che l’HIV non si trasmette attraverso il contatto occasionale e che la presenza sul luogo di lavoro di persone con HIV non è un rischio per la sicurezza; laddove sussista un rischio professionale, vi è già l’obbligo di adottare precauzioni di carattere universale. Il test HIV non può dunque essere richiesto indiscriminatamente a tutti i lavoratori e lavoratrici. Nel caso ti venga richiesto il test HIV senza un valido e giustificato motivo, puoi rifiutarti di farlo e denunciare l’abuso.

Minori e Test HIV

Attualmente la normativa vigente in Italia non consente l'accesso al test HIV ai minori senza l'autorizzazione del genitore o del tutore. Nell'attesa che il Ministero della Salute emani nuove disposizioni in materia che superino tale barriera normativa, è bene che, se un minore ritiene di aver avuto comportamenti a rischio, si rivolga direttamente ad uno dei Centri di offerta per il Test HIV e Counselling (CTC) del Lazio dove gli sarà offerto comunque l'opportuno intervento di counselling informativo, e garantito il percorso più appropriato sulla base della valutazione del rischio corso.

Importanza della Diagnosi Precoce

Eseguire il test è l'unico modo per venire a conoscenza con sicurezza del proprio stato e mettere in atto conseguentemente le misure e i comportamenti più indicati. Nel Lazio, come nel resto dell'Italia ed in numerosi altri paesi, una proporzione significativa di persone con infezione da HIV giunge alla diagnosi di infezione molti anni dopo il contagio, spesso quando si sono già manifestati sintomi di malattia e l'immunodeficienza è progredita a livelli avanzati. Questo fenomeno determina, da un lato la mancata opportunità della persona di accedere in tempi ottimali alle cure appropriate, e di beneficiare pienamente dell'effetto dei farmaci, dall'altro lato la possibilità di trasmettere inconsapevolmente l'infezione ad altri non mettendo in atto comportamenti sicuri e non avvalendosi delle terapie in grado di sopprimere la replicazione virale ed abbattere la quantità di virus circolante.

HIV-1 e HIV-2

HIV-1 e HIV-2 sono due differenti ceppi del virus: il primo è il più diffuso nel mondo; il secondo è meno diffuso e meno patogeno e si trova prevalentemente in Africa occidentale. I test per l’HIV sono in grado di rilevare entrambi.

Falsi Negativi e Falsi Positivi

Il test potrebbe dare esito negativo anche se la persona ha contratto l’HIV (falso negativo): questo può accadere se il test viene fatto a ridosso del comportamento a rischio, cioè nel cosiddetto Periodo Finestra. Può anche accadere che il test dia esito positivo in una persona che non ha l’HIV (falso positivo): per questo motivo, a fronte di un risultato preliminarmente positivo, è prevista l’effettuazione di un test di conferma prima dell’eventuale diagnosi di positività all’HIV e della comunicazione dei risultati.

Sieroconversione Tardiva

Se il Test viene eseguito nel rispetto del Periodo Finestra, il risultato è da considerarsi valido e definitivo.

Donazione di Sangue e HIV

Sì, il donatore sarà informato in modo riservato e personalizzato se il sangue di un donatore risulta HIV-positivo. Anche se il sangue viene sempre testato, non bisogna utilizzare la donazione per conoscere il proprio stato sierologico.

Test HIV in Caso di Ricovero Ospedaliero

No, anche in questo caso, è necessario il consenso scritto del paziente che deve essere sempre informato ed è anche possibile rifiutarsi di fare il test. Ciò vale per qualsiasi trattamento medico o diagnostico, e non solo per il test HIV.

Test PCR

Il test PCR (Polymerase Chain Reaction) è in grado di rilevare precocemente la presenza dell’HIV nel sangue attraverso una tecnica di amplificazione molecolare di quantità molto piccole di RNA o DNA.

Test HIV e Gravidanza

L’esecuzione del test non è mai obbligatoria, ma le Linee Guida nazionali sul concepimento raccomandano che questo venga prescritto tra gli esami di routine nel corso della gravidanza. Una donna con l’HIV può infatti trasmettere il virus al nascituro o alla nascitura (trasmissione verticale) durante la gravidanza, il parto e l'allattamento al seno. Il rischio può essere estremamente ridotto (<1%) adottando le dovute precauzioni: idonea terapia durante la gravidanza, parto cesareo, allattamento artificiale, idonea terapia al neonato.

Un uomo con l’HIV non può invece trasmettere il virus direttamente ai nascituri, ma è necessario che non lo trasmetta alla futura madre al momento del concepimento. Se avete in progetto di diventare genitori e non conoscete il vostro stato sierologico, non perdete l’occasione di effettuare entrambi il test per l’HIV. La diagnosi precoce è in ogni caso un fattore di grande importanza per prevenire complicazioni alla vostra salute.

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