Teratoma Ovarico: Diagnosi Ecografica

Il teratoma ovarico è un tipo di tumore che deriva dai tessuti embrionali, nello specifico dalle cellule germinali. Questo tumore può contenere tessuti e organi come muscoli, ossa, tessuto adiposo, unghie, capelli, denti, cartilagine, peli, ghiandole sebacee e sudoripare, abbozzi oculari o cerebrali.

Cos'è un Teratoma Ovarico?

Quando parliamo di Teratomi Ovarici e Cisti Dermoidi dell’Ovaio ci riferiamo ad un medesimo gruppo di tumori molto bizzarri, generalmente benigni che originano da cellule germinali (embrionali) totipotenti. Nel caso delle Cisti Dermoidi sono costituiti solo da tessuti di origine dermica ed epidermica (peli, cute, unghie, ghiandole sebacee, nervi…) mentre nel caso dei Teratomi comprendono anche tessuti derivanti dal mesoderma e dall’endoderma (muscoli, denti, ossa, ghiandole endocrine, apparato digerente…).

Classificazione dei Teratomi

I teratomi si distinguono in:

  • Teratomi immaturi: contenenti tessuti embrionali e abbozzi di organi incompleti.
  • Teratomi maturi: tumori la cui struttura è costituita da tessuti più evoluti e organi più completi.
  • Teratomi con trasformazione maligna: rappresenta il 3% di tutti i teratomi.

A seconda della sede in cui sono localizzati è possibile identificare diversi tipi di teratoma: ovarico, sacro-coccigeo, testicolare, mediastinico e infine il feto nel feto.

Teratoma Ovarico (o Cisti Dermoide)

Anche nota come cisti dermoide, il teratoma ovarico è una formazione benigna, abbastanza comune nelle donne tra i 16 e i 55 anni. Nelle fasi iniziali è di solito asintomatico, e per questo viene individuato difficilmente, se non per caso. Nella maggior parte dei casi, questa forma è benigna e raramente si diffonde ai tessuti circostanti. Può essere maturo o immaturo.

Epidemiologia

Il Teratoma Ovarico costituisce uno dei più frequenti tumori dell’ovaio rappresentando circa il 10-20% di tutti i tumori ovarici. Colpisce prevalentemente donne di età tra 16 e 55 anni con un’età media alla prima diagnosi di circa 30-34 anni; raro quindi prima della pubertà ed in post-menopausa.

Perché si forma il Teratoma?

Come per altri tipi di tumore, anche per il teratoma non è stata individuata una causa specifica, anche se sembrerebbe giocare un ruolo un’alterazione genetica a livello delle cellule germinali. Potrebbe avere un ruolo importante nell’insorgenza della patologia, un’alterazione genetica a livello delle cellule germinali.

Il termine teratoma indica un tipo di tumore derivato dai tessuti embrionali, e più precisamente dalle cellule germinali pluripotenti. Queste cellule sono capaci di differenziarsi, dando origine a tutti i vari tessuti dell’organismo. In parole più semplici, come accade a partire da una normale cellula embrionale, seguendo le indicazioni del DNA, il teratoma dà vita a un organismo intero che è all’interno di un altro organismo.

Sintomi del Teratoma Ovarico

Nella maggior parte dei casi e nelle forme iniziali il teratoma è del tutto asintomatico, non presentando alcun tipo di sintomo. Nelle forme avanzate e maligne potremo avere invasione locale della neoplasia che raggiunge, infiltra e comprime gli organi circostanti. Solo quando piuttosto grandi possono determinare dolori pelvici, dispareunia profonda, sensazione gravativa pelvica (sensazione di peso al basso ventre).

I segni e i sintomi del teratoma possono variare a seconda della sua posizione e delle dimensioni.

Diagnosi

La diagnosi di teratoma si pone attraverso anamnesi ed esame obiettivo ed è confermata da ecografia, TC, RMN, PET, scintigrafia, RX ed esame istologico. Gli esami radiodiagnostici sono gli unici in grado di fare diagnosi.

Ecografia

La diagnosi di un teratoma ovarico (o cisti dermoide dell’ovaio) è principalmente ecografica. È una tecnica radiologica che sfrutta gli ultrasuoni per esplorare le strutture interne della pelvi. Prima dell'esame della pelvi, è necessario bere molta acqua perché, con la vescica piena, si possano avere immagini più chiare e precise. Una volta sdraiate nella giusta posizione sul lettino, sull'addome si applica un sottile strato di gel, quindi si fa scorrere su tutta la zona un piccolo strumento, simile ad un microfono, che emette ultrasuoni. Se l'ecografia si esegue per via vaginale, il medico introduce in vagina una piccola sonda con l'estremità arrotondata, che emette gli ultrasuoni.

L’aspetto ecografico è quello di una formazione cistica a contenuto disomogeneo iperecogeno per la presenza di tessuti densi o solidi che riflettono fortemente gli ultrasuoni.

Risonanza Magnetica Nucleare (RMN)

La Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) della Pelvi è generalmente riservata a casi dubbi o allo studio di forme maligne. Lo scanner è un magnete potente e per questo può essere richiesto di firmare un modulo per verificare che non vi siano controindicazioni al suo utilizzo (ad esempio, in presenza di pacemaker, clip chirurgiche, perni ossei, ecc.). È bene informare il medico se si è lavorato nell'industria dei metalli, perché talvolta particelle metalliche anche microscopiche possono essersi infiltrate nell'organismo. Prima che la procedura abbia inizio, è necessario togliere tutti gli oggetti metallici (fede, orologio, ecc.). In alcuni casi si fa uso di un mezzo di contrasto, un liquido radiopaco che serve per migliorare la qualità delle immagini e che s'inietta attraverso una vena del braccio. Ciò di solito non causa alcun fastidio. L'esame dura circa 30 minuti, durante i quali è necessario rimanere quanto più ferme possibile sul lettino all'interno di un cilindro di metallo.

Tomografia Computerizzata (TC)

La TC è una tecnica radiologica che si esegue in ospedale presso il servizio di diagnostica per immagini e che permette di ottenere immagini tridimensionali delle strutture interne di un organo su piani successivi. Le immagini così prodotte sono inviate ad un computer che le elabora per dare poi il quadro dettagliato dell'addome, del fegato e della pelvi, rilevando anche le eventuali masse tumorali ed evidenziandone dimensioni e posizione. Una volta sistemate nella corretta posizione sul lettino, si procede all'esame, che dura circa 10-30 minuti. Nelle quattro ore che precedono l'esecuzione della TC non si deve mangiare né bere. Per ottenere immagini ancora più chiare il medico potrebbe ritenere opportuno impiegare un mezzo di contrasto contenente iodio. Prima della TC si devono eseguire degli esami del sangue e delle urine, i cui risultati devono essere consegnati al radiologo. All'inizio della procedura il medico inietta il mezzo di contrasto in una vena del braccio. contrasto Talvolta questa sostanza può causare un lieve senso di bruciore, ma questa sensazione scompare rapidamente.

Tomografia ad Emissione di Positroni (PET)

La PET è una procedura diagnostica che si basa sulla conoscenza che le cellule tumorali consumino più glucosio delle cellule normali; sfruttando questa proprietà consente di documentare la presenza di tumori anche di piccole dimensioni ed è utilizzata soprattutto qualora si sospetti una recidiva della malattia. Durante l'esame si somministra in vena un composto contenente glucosio marcato radioattivamente, che si diffonde in tal modo in tutto il corpo. La scansione si esegue dopo circa un paio d'ore. L'esame non comporta disagi particolari e necessita delle stesse precauzioni indicate per la RMN . È necessario essere a digiuno da circa sei ore prima di sottoporsi all' esame.

Prelievo di Liquido

Nel caso in cui nella cavità addominale o nel torace si sia formata una raccolta di liquido, il medico ne può prelevare un campione per accertare l'eventuale presenza di cellule tumorali Prima di introdurre l'ago nella cute il medico rende insensibile l'area applicando un anestetico locale; quindi, inserito l'ago, aspira il liquido di cui invia poi un campione in laboratorio per l'esame citologico al microscopio. Talvolta il prelievo di liquido si effettua nel corso di un'ecografia.

Esame Istologico

Esame istologico: fornisce una diagnosi definitiva e valuta la natura benigna o maligna della formazione. Il campione di tessuto prelevato con la biopsia o l'intera massa ovarica asportata con l'intervento sono inviati al laboratorio per l'esame istologico al microscopio. Se il chirurgo sospetta che si tratti di tumore maligno, l'esame istologico deve essere effettuato immediatamente. Se il sospetto è confermato, infatti, l'intervento può essere completato procedendo, se necessario, all'asportazione di altri campioni di tessuto da sottoporre poi sempre all'esame istologico.

Trattamento

Il trattamento dei Teratomi (Cisti Dermoidi dell’Ovaio) è chirurgico. La cura del teratoma dipende dal tipo di formazione e dalla sede colpita.

Laparoscopia

È un intervento chirurgico che consente al medico la visione diretta degli organi interni dell'addome. Il chirurgo pratica vicino all'ombelico una piccola incisione (circa 1 cm), attraverso la quale introduce con molta attenzione un minitelescopio sottile detto laparoscopio, che gli consente di osservare gli organi addominali. Prima di introdurre il laparoscopio, il chirurgo ‘gonfia' l'addome insufflando una certa quantità di biossido di carbonio che, separando gli organi interni, consente di avere una visione più chiara e anche più spazio per manovrare gli strumenti. Il chirurgo pratica, quindi, altre piccole incisioni addominali attraverso le quali introduce gli strumenti necessari per eseguire una o più biopsie o direttamente l'asportazione della massa ovarica, se questa è facilmente asportabile e non presenta caratteristiche di evidente malignità. La ferita è chiusa applicando alcuni punti di sutura o mediante una colla speciale. Il biossido di carbonio usato per distendere l'addome può causare dolore addominale e alle spalle nei giorni immediatamente successivi.

Per quanto riguarda i teratomi alle ovaie, se di piccole dimensioni vengono rimossi mediante laparoscopia. In alcuni casi, potrebbe rendersi necessaria la rimozione chirurgica di una parte o dell’ovaia intera.

Laparotomia

Consiste nell'apertura dell'addome attraverso diversi tipi di incisione. Per i tumori ovarici, l'incisione dev'essere verticale. Attraverso questa, il chirurgo asporta gli organi compromessi dalla malattia ed esegue biopsie. Dal risultato dell'esame istologico immediato (v. sotto) dipende la necessità di completare seduta stante l'intervento o concluderlo restando in attesa dell'analisi completa dei prelievi effettuatie la conseguente elaborazione del referto che possono richiedere anche due settimane.

Altre Considerazioni

Il teratoma sacrococcigeo, se diagnosticato in epoca prenatale, deve essere attentamente monitorato, dal momento che può dare esito a idrope fetale. In alcuni casi, può essere necessario un intervento chirurgico fetale, per asportare la massa prima che possa provocare complicanze. I teratomi testicolari e mediastinici vengono di solito rimossi chirurgicamente.

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