Le liste d'attesa nella sanità pugliese rimangono un nervo scoperto. Nonostante la sola Puglia abbia un numero di «grandi macchine» superiore a quello dell’intera Olanda, non riesce a stare dietro alle richieste. Il sistema sanitario ha infatti (tra l’altro) un problema di efficienza e di allocazione delle risorse.
La Realtà dei Tempi di Attesa
Il dato medio però maschera la realtà: ci sono una ventina di visite ed esami specialistici per i quali, ordinariamente, non si può far altro che aspettare o pagare. Il grosso delle attese si concentra sugli esami strumentali, quelli su cui c’è il maggior numero di richieste.
Guardiamo al totale delle prestazioni «brevi» richieste a settembre 2022 (ultimo mese disponibile per il monitoraggio del piano nazionale di riduzione delle liste d’attesa): in provincia di Bari il 65% delle prenotazioni viene evaso entro i 10 giorni previsti, e in provincia di Foggia si arriva addirittura al 95%. Se guardiamo a tutte le classi di prenotazioni, soltanto la Bat scende al di sotto del 50% di prestazioni effettuate entro i tempi previsti, ma Foggia è al 93%.
Per la prenotazione di una tac torace (lo scorso anno ne sono state effettuate circa 33mila in tutta la Puglia), l’attesa media è di 43 giorni. Per la risonanza alla testa (circa 15mila), si arriva a 87 (tre mesi). Un elettrocardiogramma (50mila solo in provincia di Bari) richiede 44 giorni (53 con l’holter), una ecografia all’addome un mese. Una mammografia bilaterale ne richiede addirittura 109.
Al momento, in Puglia, per effettuare un esame diagnostico o una visita specialistica in attività istituzionale occorre aspettare in media 111 giorni (poco meno di 4 mesi). Basta invece un sesto del tempo, ovvero una media di 18 giorni (due settimane e mezzo), se si opta per la prestazione in regime di libera professione. Ovvero, l'Alpi che viene esercita in strutture ambulatoriali interne o esterne all'Asl, pubbliche o private non accreditate, con le quali l’azienda stipula apposita convenzione. I medici effettuano le prestazioni in “intramoenia” fuori dall'orario di lavoro ospedaliero.
Ecco alcuni esempi:
- Per una colonscopia 235 giorni di attesa nel pubblico contro i 21 in Alpi (meno di un decimo del tempo).
- Per il test cardiaco da sforzo sono 169 i giorni “in coda”: appena 5 in regime di libera professione.
- Ecco poi altri casi: per una tac all'addome 58 giorni di attesa, solo 4 se si sceglie di rivolgersi ad uno specialistica in Alpi; due mesi per una tac al cranio, 4 giorni in Alpi; 218 giorni per una risonanza magnetica di encefalo e tronco encefalico contro i 12 in regime di libera professione.
Esempi di tempi di attesa
Sono questi solo alcuni dei casi che emergono dai dati del portale PugliaSalute della Regione sui tempi delle liste d'attesa nella sanità pugliese. Il monitoraggio, con un'elaborazione aggiornata allo scorso 3 luglio, guarda alla media dei tempi di attesa tra l'attività istituzionale e quella in Alpi.
- Per una visita cardiologica, prenotata a mezzo Cup ed effettuata tramite l'attività istituzionale, servono in media 130 giorni di attesa, ovvero più di quattro mesi. In Alpi, cioè sempre in ospedale ma come prestazione sanitaria in regime di libera professione e quindi con spese totalmente a carico del paziente, c'è bisogno di un mese di tempo (31 giorni di attesa), cioè cento giorni in meno.
- Un altro caso riguarda la visita oculistica: 126 giorni pagando (se non c'è un'esenzione) solo il ticket, poco più di due settimane (16 giorni) in Alpi.
- Per una visita invece ortopedica la distanza è di 113 giorni contro 17, per la mammografia 157 giorni (più di cinque mesi) rispetto ai 24 giorni in Alpi.
Criticità Evidenziate dalla CISL
Dai 453 giorni per una risonanza magnetica della colonna ai 308 per una colonscopia, arrivando ai 268 giorni per una prima visita urologica. Sono alcune delle maggiori criticità per le liste d’attesa della sanità pugliese, raccolte dalla CISL e portate alla conoscenza della III commissione del consiglio regionale.
I rappresentanti della Cisl, Enzo Lezzi e Giuseppe Boccuzzi, sono partiti dalla sottoscrizione del protocollo tra organizzazioni sindacali e Regione Puglia del 2 maggio 2023 che prevedeva un confronto e un percorso di concertazione tra le stesse organizzazioni confederali e i direttori generali delle Asl che portasse al miglioramento dell’offerta sanitaria e soprattutto l’abbattimento delle liste d’attesa. Un confronto che sinora ha avuto un esito solo con riguardo alla Asl Bat, che lo scorso giugno ha sottoscritto un accordo per la definizione del “Piano aziendale per l’abbattimento delle liste di attesa”, che quantifica le risorse necessarie a soddisfare la domanda di salute dei cittadini della Bat in 18 milioni di euro aggiuntivi.
Anche in questo caso i dati forniti dalla Cisl sono allarmanti. Il tempo medio di attesa per una colonscopia totale con codice U, che dovrebbe essere di tre giorni, è invece di 148 giorni; una visita cardiologica con codice B, tempo massimo previsto 10 giorni, ha un’attesa media di 101 giorni che diventano 152 giorni per una risonanza magnetica dell’encefalo con codice B.
Lezzi elenca anche altre misure urgenti che le Asl di Bari e Bat potrebbero applicare. «Abbiamo chiesto che ai cittadini per i quali non sarà rispettata la tempistica - spiega ancora - la Asl garantisca la stessa prestazione in intramoenia o con il sistema privato accreditato, e che il cittadino paghi solo il ticket, se non è esente». E ancora, per la gestione delle patologie cronico-degenerative e oncologiche, è stato chiesto che «si definisca e garantisca l’accesso alle prestazioni presenti nei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (Pdta) attraverso agende dedicate, che potrebbero essere gestite direttamente dallo specialista di riferimento o dalla struttura Asl di appartenenza».
Iniziative Regionali e Fondi Stanziati
Le liste d'attesa della sanità pugliese restano un nervo scoperto, tant'è che proprio nei giorni scorsi la Regione ha messo sul piatto 30 milioni di euro siglando una nuova intesa con le strutture private accreditate. L'obiettivo della giunta Emiliano è quello di affrontare subito il problema e intervenire a partire dai mesi estivi sulle lungaggini che riguardano visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni ambulatoriali.
Nel corso dell’audizione è intervenuto anche Mauro Nicastro, dirigente della sezione Strategie e governo dell’offerta del dipartimento promozione della salute della Regione Puglia, assicurando che quello delle liste d’attesa è un tema di assoluta priorità: per il 2025 si potrebbe passare a un investimento di 40/50 milioni dopo i 30 degli anni scorsi.
Monitoraggio e Priorità delle Prestazioni
Il monitoraggio generale delle liste d'attesa aggiornato allo scorso maggio segnala un'emergenza da codice rosso. Per gli esami urgenti (da effettuare entro 72 ore) solo 3 tipologie di prestazioni (su 69), ovvero il 4,3%, rispettano in media i tempi previsti. Per la classe di priorità breve (10 giorni) si sale appena al 7,2% e per quella differibile (entro 30 giorni per le visite specialistiche e 60 per le prestazioni strumentali) solo il 29% degli esami avviene in tempo. Per le prestazioni “programmate” e quindi meno urgenti (da effettuare entro 4 mesi) nel 68% dei casi i tempi vengono rispettati.
Ecco alcuni esempi: per esami e visite urgenti che vanno effettuati entro 72 ore bisogna aspettare in media invece fino a 180 giorni per una risonanza magnetica dell'addome e 168 per un’elettromiografia di un arto superiore. Poi, a seguire, altre lungaggini: test cardiaco da sforzo (149 giorni di attesa), colonscopia (141 giorni), gastroscopia (117 giorni), tac torace con o senza mezzo di contrasto (96 giorni), tac cranio ed encefalo (89 giorni) e 46 giorni per una mammografia.
Non va meglio per la classe di priorità breve (prestazioni da effettuare entro 10 giorni): si va dai 262 giorni di attesa per la risonanza magnetica della colonna vertebrale ai 216 giorni per una tac al rachide cervicale, ai 201 giorni per una risonanza magnetica dell'addome inferiore. Poi 151 giorni in coda per una colonscopia e 103 per una gastroscopia.
Accesso alle Informazioni e Modalità di Prenotazione
In tutti i sistemi sanitari il problema dei tempi di attesa è fra quelli più sentiti dai cittadini. La Regione e le Aziende Sanitarie, in queste pagine del Portale Regionale della Salute, comunicano ai cittadini quali sono i tempi di attesa nelle strutture sanitarie presenti sul proprio territorio. La rilevazione dei tempi d'attesa riguarda le prestazioni indicate nel Piano Nazionale per il Governo delle Liste di Attesa (PNGLA).
Come prenotare online, tramite i servizi di prenotazione disponibili sul Portale della Salute e su APP Puglia Salute telefonicamente, chiamando i call center dedicati delle Aziende sanitarie e ospedaliere direttamente presso gli sportelli CUP aziendali presso le farmacie abilitate al servizio FarmaCUP al costo di 2 euro.
L'Indagine di Cittadinanzattiva
Cittadinanzattiva ha realizzato nelle scorse settimane una indagine volta a fornire un quadro della situazione dei tempi d’attesa per 6 diverse tipologie di visite specialistiche ed esami diagnostici (visita cardiologica, ginecologica, pneumologica, oncologica, ecografia addominale, mammografia) in 12 grandi Asl di quattro Regioni: Lazio, Emilia Romagna, Liguria e Puglia.
Entrando nel merito dell’indagine la Puglia presenta dati molto negativi in quanto al rispetto dei tempi di attesa previsti dal Piano nazionale di governo. Ad esempio nella ASL di Lecce nessuna visita pneumologica con priorità D è garantita entro i 30 giorni previsti; nell’ASL di Bari soltanto il 9,38% delle visite ginecologiche con priorità B e il 14,39% delle ecografie complete all’addome sempre con priorità B, sono garantite entro i 10 giorni previsti.
“In alcune situazioni l'intramoenia, insieme al pronto soccorso, è diventata per paradosso la principale porta di accesso dei cittadini al Servizio Sanitario nazionale, rallentato da tempi di attesa troppo lunghi. Siamo dunque di fronte ad un uso distorto di quella che dovrebbe essere una possibilità di scelta per il cittadino, e non una necessità. Mentre le liste d'attesa rimangono una emergenza che va contrastata urgentemente per riaffermare il diritto dei cittadini alla salute pubblica. Come? Attraverso un investimento sulle risorse umane e tecniche e un conseguente ampliamento degli orari di apertura al pubblico degli ambulatori, nonché attraverso la messa in rete nei Cup delle agende di prenotazione di tutte le strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate per favorire una migliore programmazione e trasparenza dei tempi di attesa, E non da ultimo bloccando, a livello regionale, le prestazioni in intramoenia laddove queste superino come numero quelle erogate nel canale pubblico, come previsto dallo stesso Piano Nazionale di Governo delle liste di attesa. Dal punto di vista delle risorse non utilizzate, ricordiamo che ancora un terzo dei 500 milioni di euro messi a disposizione dal livello centrale per il recupero delle prestazioni non erogate a causa della pandemia, non sono stati impiegati dalle Regioni: si tratta di circa 165 milioni che rischiano di andare sprecati.", afferma Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva.
Cittadinanzattiva nelle scorse settimane ha avviato anche una istanza di accesso civico presso le Regioni per conoscere i dati relativi alle prestazioni sanitarie erogate in regime pubblico e in intramoenia, e verificare gli eventuali provvedimenti messi in atto dalle amministrazioni laddove sia stato superato il limite previsto dal Piano nazionale di governo delle liste di attesa nel rapporto tra le due attività.
L’organizzazione nelle scorse settimane ha avviato una campagna di mobilitazione permanente dal titolo “Urgenza sanità” e una relativa petizione su Change.org per chiedere il superamento delle liste di attesa.
Azioni Legali e Richieste di Rimborsi
Così la Cisl, ad un anno dall’avvio della mobilitazione contro le liste di attesa infinite, ha deciso di aprire un altro fronte di battaglia: via ai rimborsi previsti dalla legge 107/2024 per le prenotazioni oltre i tempi di attesa e assistenza legale gratuita contro l’eventuale rigetto dei rimborsi. I primi cinque ricorsi al Giudice di pace contro il no ai rimborsi deciso dalle Asl di Bari e Bat sono pronti e ieri erano in partenza le notifiche.
«Stiamo intraprendendo le azioni giudiziarie - spiega l’avvocato Donato Vergine, che insieme all’avvocato Pompilio Faggiano assiste i ricorrenti per conto della Cisl - dopo il fallimento della negoziazione assistita e dunque il rifiuto ad erogare i rimborsi opposto dalle Asl di Bari e Bat, adducendo che non spetta a loro farlo. Ma abbiamo trovato sentenze che ci danno ragione in base alla legge 107/2024.
Va oltre il segretario provinciale di Bari e Bat della Federazione nazionale pensionati (Fnp), Enzo Lezzi. «Chiediamo al sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, di vigilare affinché le garanzie di tutela e le azioni concrete che la legge 107/2024 offre ai cittadini per esercitare il loro diritto costituzionale alle cure possano essere garantite anche in Puglia».
Tabella riassuntiva dei tempi di attesa
| Prestazione | Tempo di Attesa Medio (Pubblico) | Tempo di Attesa Medio (ALPI) |
|---|---|---|
| Visita Cardiologica | 130 giorni | 31 giorni |
| Visita Oculistica | 126 giorni (con ticket) | 16 giorni |
| Visita Ortopedica | 113 giorni | 17 giorni |
| Mammografia | 157 giorni | 24 giorni |
| Colonscopia | 235 giorni | 21 giorni |
| Test cardiaco da sforzo | 169 giorni | 5 giorni |
| TAC all'addome | 58 giorni | 4 giorni |
| TAC al cranio | 2mesi | 4 giorni |
| Risonanza magnetica di encefalo e tronco encefalico | 218 giorni | 12 giorni |
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