Tempi di Attesa per la Colonscopia in Italia: Una Sfida per il Sistema Sanitario

Le liste d’attesa in sanità rappresentano una delle principali criticità segnalate dai cittadini italiani. La nuova indagine di Federconsumatori, pubblicata in anteprima dal Corriere, ha rilevato attese record per visite specialistiche ed esami diagnostici, evidenziando come anche il tumore possa "aspettare".

Una prima visita specialistica o un primo esame diagnostico fatti in ritardo possono cambiare il decorso di una malattia. Per questo motivo, i lunghi tempi di attesa destano particolare preoccupazione.

I Tempi di Attesa per la Colonscopia: Una Situazione Preoccupante

La colonscopia è un esame fondamentale per identificare patologie oncologiche del colon e per diagnosticare malattie infiammatorie croniche, diverticoli e polipi nel colon e nel retto. L'esame è importante non soltanto quando si sviluppano sintomi preoccupati, ma richiesto anche a scopo preventivo.

Secondo il segretario nazionale dell'Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri (Aigo), Francesco Neri Bortoluzzi, il rispetto dei tempi della priorità per questo esame a seconda del livello di urgenza raggiunge al massimo il 60%. La priorità B (entro 10 giorni dalla richiesta) è rispettata nel 60% delle Regioni (Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana), ma se si considera la media priorità (entro 60 giorni) si scende sotto il 50% (Lazio, Piemonte e Marche).

Inclusi, per l’area oncologica, la colonscopia per cui si arriva anche a 360 giorni.

Il Quadro Generale delle Attese nel Servizio Sanitario Nazionale

I tempi di attesa non riguardano solo la colonscopia. Ritardi significativi si riscontrano anche per altre prestazioni sanitarie. Ad esempio, per una mammografia si possono attendere fino a 320 giorni, mentre per una visita oculistica le attese variano dai 20 ai 239 giorni, per un controllo urologico dai 20 ai 173 giorni e per una visita dermatologica dai 32 ai 253 giorni.

Secondo il report 2023 di Cittadinanzattiva, in Italia possono servire fino a due anni per una mammografia di screening.

Le Cause dei Ritardi e le Misure Intraprese

Secondo Federconsumatori, le misure approvate dal Governo per ridurre i tempi di attesa, molte delle quali già comprese nel Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2019-21, non stanno producendo un reale cambio di passo. Persiste la presenza di "dati non disponibili" per effetto di "agende chiuse" e "liste bloccate", vietate dalla legge, che non consentono nemmeno di fissare l’appuntamento.

Il servizio sanitario italiano sta affrontando un periodo di difficoltà ormai da qualche anno, con situazioni più o meno complesse a seconda dei territori regionali. La mancanza di risorse destinate alla sanità pubblica, lo sottolinea l'Istituto Superiore di Sanità, può portare a gravissime conseguenze, a cominciare dalla carenza dei servizi e l’inaccessibilità delle cure ai gruppi di pazienti economicamente o socialmente più svantaggiati.

Il Ministro della Salute Schillaci ha dichiarato che si sta migliorando, ma che è necessario moltiplicare gli sforzi insieme alle Regioni per garantire ai cittadini un accesso tempestivo alle prestazioni sanitarie. In base al recente «Monitoraggio della presenza sui siti web di Regioni e Aziende sanitari di sezioni dedicate ai tempi e alle liste di attesa», condotto dal ministero della Salute nel 2024, tutte le Regioni sono dotate di un portale sulla salute.

L'Impatto sui Cittadini e le Alternative

I lunghi tempi di attesa hanno un impatto significativo sulla salute e sulla qualità della vita dei cittadini. Roberto Giordano, vicepresidente di Federconsumatori, sottolinea che 4,5 milioni di italiani rinunciano alle cure, soprattutto a causa delle lunghe attese. Questo spinge sempre più persone a rivolgersi alla sanità privata per curarsi, aumentando le disuguaglianze.

Lo spostamento della domanda di salute verso il privato è una deriva che svuota il Servizio Sanitario Nazionale, impoverisce ed esclude le famiglie più fragili dalle cure, aumentando le disuguaglianze in un settore dove non dovrebbero esistere. Con la campagna nazionale “Stop liste di attesa”, avviata nel 2023, l'obiettivo di Federconsumatori è non solo denunciare ritardi e criticità, ma anche offrire supporto ai cittadini nel rendere esigibile il loro diritto alla salute.

Performance Regionali e Piattaforma Nazionale

In base all’ultimo monitoraggio di Federconsumatori, le Regioni che dispongono di siti regionali attrezzati con cruscotti che offrono la lettura dei tempi di attesa in tempo reale sono Emilia Romagna, Lazio, Puglia, Toscana e Veneto. A novembre 2024, le migliori performance si sono registrate in Veneto col 93,36% delle prestazioni garantite nei tempi previsti e meno del 7% rimaste in attesa, in Emilia Romagna con l’88,6%, in Toscana con l’85,1%.

Il Lazio presenta dati discordanti tra le performance rilevate a ottobre 2024 pari al 48% delle prestazioni ambulatoriali erogate nei tempi previsti e i dati rilevati il 16 gennaio 2025 che, invece, mostrano una performance regionale complessiva pari al 96,8%.

La Piattaforma nazionale delle Liste di attesa (Pnla) è stata creata per individuare le principali anomalie e intervenire per migliorare le tempistiche. Nei primi mesi del 2025, i problemi relativi alle tempistiche hanno interessato anche gli esami urgenti come la colonscopia: le attese hanno raggiunto la soglia dei 190 giorni.

Sistema di Accesso alle Prestazioni Organizzato per Priorità Clinica

La Giunta regionale ha recepito il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa. Si tratta di un sistema di accesso alle prestazioni organizzato per priorità clinica che può interessare alcune specifiche visite specialistiche, accertamenti diagnostici o interventi chirurgici. Tali criteri devono essere utilizzati dai Medici di Medicina Generale, dai Pediatri di Libera Scelta e dagli Specialisti, all’atto della prescrizione nella ricetta medica, per formalizzare le situazioni di maggior o minor differibilità dell'accesso ai servizi del SSR in base alle condizioni cliniche riscontrate. P= programmata: il tempo di attesa non deve superare 180 giorni.

Dati sulle Prenotazioni

Sono 23 milioni in cinque mesi da gennaio a maggio le prenotazioni dei cittadini per prestazioni sanitarie presso centri Ssn, pubblici o privati accreditati, incluse quelle in regime di libera professione intramoenia. Di queste, 13,216 milioni sono relative a esami diagnostici e oltre 9,530 milioni sono per visite. Mentre nel complesso sono 1 milione quelle prenotate nei weekend.

La piattaforma sulle liste d'attesa contiene i dati relativi ai primi 5 mesi dell'anno: 23 milioni di prenotazioni di prime visite ed esami diagnostici, quasi 1 milione dei quali effettuati nel week end.

Tempi di Attesa per Visite Specialistiche (Esempi)
Visita Attesa Minima (Giorni) Attesa Massima (Giorni) Attesa Media (Giorni)
Oculistica 20 239 86
Urologica 20 173 -
Dermatologica 32 253 -
Mammografia 14 320 -
Colonscopia Fino a 360 giorni

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