Il tempo di protrombina (PT, dall'inglese Prothrombin Time) è un'analisi del sangue in grado di quantificare il tempo necessario alla formazione di un coagulo di fibrina. Il PT è l’esame che misura quanto rapidamente si coagula il sangue. Rappresentano l'esame al quale vengono più frequentemente sottoposte le persone in terapia con anticoagulanti orali (warfarin e acenocumarolo). Il PT, acronimo dell’italiano Tempo di Protrombina (in inglese Prothrombin Time Test), è un test che misura il tempo che impiega il sangue a coagulare.
Questo test è particolarmente importante per i pazienti che assumono farmaci anticoagulanti come la warfarina. Questa misurazione viene eseguita per valutare il funzionamento del sistema di coagulazione esterno, che è coinvolto nella formazione del coagulo in risposta a una lesione vascolare, ed è spesso utilizzata per monitorare i pazienti che assumono farmaci anticoagulanti.
Cosa Misura il Tempo di Protrombina?
Il tempo di protrombina è utile per valutare cinque dei dodici fattori della coagulazione (I -fibrinogeno -, II - protrombina, V - proaccelerina, VII - proconvertina e X - protrombinasi). Tutti questi fattori sono sintetizzati dal fegato e tre di questi (II, VII e X) sono attivati da enzimi vitamina K-dipendenti. Il Pt valuta i fattori coagulanti della via estrinseca della coagulazione, ovvero quella attivata in presenza di danni dei tessuti.
Valori Normali del Tempo di Protrombina
In condizioni normali, il tempo di protrombina varia indicativamente dagli 11 ai 13 secondi, in relazione alle metodiche analitiche adottate. Il più delle volte, comunque, il tempo di protrombina viene espresso mediante un indice detto INR (International Normalized Ratio), che tiene conto della sensibilità del reagente tromboplastinico utilizzato.
Quando si esegue un test del PT e del PTT, la misurazione viene fatta basandosi sui seguenti valori di riferimento:
- Tempo di protrombina (PT): può considerarsi normale quando il suo valore oscilla tra 1.5 e 5 I.N.R. (International Normalized Ratio).
- Alcuni laboratori potrebbero utilizzare un rapporto, chiamato “tempo di Quick”, espresso in percentuale in relazione al tempo di protrombina di una persona sana. In questi casi, i valori di riferimento sono 70-120%, mentre in terapia coagulante 18-38%. Maggiore è il tempo di coagulazione, minore è il valore di Quick.
In condizioni normali, il valore ottimale di INR è compreso tra 0,9 e 1,3. Per chi assume anticoagulanti, il valore di INR ideale è compreso tra 2 e 3. Il Pt Inr ideale per i pazienti che, invece, seguono terapie anticoagulanti dovrebbe essere compreso tra 2,5 e 4,5 a seconda della quantità di farmaco prescritta dal medico.
INR (International Normalized Ratio)
Il tempo di protrombina, espresso come INR, è molto importante per il monitoraggio dei pazienti in terapia con anticoagulanti orali. L'international normalized ratio (INR, rapporto internazionale normalizzato) permette di eliminare la variabilità dei risultati ottenuti nei diversi laboratori.
Se il PT è il tempo di protrombina espresso in secondi, l’INR (Rapporto internazionale normalizzato) è il tempo di protrombina espresso come rapporto, in cui oltre al tempo si tiene conto del reagente tromboplastinico utilizzato.
Interpretazione dei Valori del Tempo di Protrombina
Tempo di Protrombina Alto
Il tempo di protrombina alto indica che il sangue tende a coagulare più lentamente, quindi il paziente è esposto al rischio di emorragie. Un aumento dei secondi rispetto all’intervallo di riferimento considerato “normale” sta a significare che il sangue impiega più tempo a coagulare e può provocare emorragie. In tal caso, potrebbe essere necessario diminuire la dose di anticoagulante. Un tempo di protrombina alto potrebbe essere un indizio di problemi al fegato, come cirrosi, epatite o insufficienza epatica.
Valori superiori alla norma possono essere causati da molti farmaci, soprattutto anticoagulanti, antibiotici e antinfiammatori. Un aumento del tempo di protrombina può dipendere, infine, da difetti della coagulazione o disfunzioni (carenza o alterazione) di uno dei fattori implicati nel processo.
In presenza di un ritardo del normale processo di coagulazione del sangue (INR elevato), possono comparire delle piccole emorragie. Leggere perdite di sangue possono verificarsi, ad esempio, a livello gengivale (lavandosi i denti), nasale o anale (per l'eventuale presenza di emorroidi); tipica è la comparsa di piccole ecchimosi (lividi) sulla pelle in seguito a traumi anche di modesta entità.
Se ci sono ritardi nella coagulazione, inoltre, possono manifestarsi: anemia, svenimenti, mestruazioni eccessive, sangue nelle urine e problemi articolari.
Valori alti del tempo di protrombina indicano che il sangue impiega più tempo del normale a coagulare.
Tempo di Protrombina Basso
Un tempo di protrombina basso significa che il sangue coagula più velocemente. Valori inferiori indicano che il sangue coagula più rapidamente rispetto alla norma.
Fattori che Influenzano il Tempo di Protrombina
I barbiturici, i contraccettivi orali e le terapie ormonali sostitutive, possono accorciare il tempo di protombina. Se si stanno seguendo terapie anticoagulanti, il prelievo dev'essere effettuato prima della dose giornaliera.
È importante ricordare, infine, che alcuni fattori possono influenzare i valori PT e PTT, come l’assunzione di farmaci anticoagulanti, patologie epatiche o ematiche già diagnosticate, alcolismo cronico. Per questo motivo, è fondamentale comunicare al medico queste condizioni, al fine di tarare i risultati alle stesse.
Perché Viene Richiesto l'Esame del Tempo di Protrombina?
Il tempo di protrombina viene richiesto soprattutto per riscontrare anomalie della coagulazione del sangue.
Come spiegato, i test PT e PTT vengono eseguiti per valutare la funzionalità del sistema di coagulazione del sangue e sono importanti per diversi scopi, tra cui i seguenti:
- monitoraggio dell’anticoagulazione: le persone che assumono farmaci anticoagulanti, spesso devono sottoporsi a test regolari di PT per assicurarsi che il loro sangue sia anticoagulato in modo sicuro. Il PTT, invece, viene spesso utilizzato per monitorare i pazienti che assumono eparina;
- diagnosi di disturbi della coagulazione: entrambi i test possono essere utilizzati per diagnosticare disturbi della coagulazione, come l’emofilia e altre malattie ereditarie o acquisite del sistema di coagulazione;
- preparazione per interventi chirurgici: i test vengono talvolta eseguiti prima di interventi chirurgici per valutare il rischio di sanguinamento durante l’operazione;
- valutazione della funzione epatica: PT e PTT possono essere inclusi nei pannelli di funzionalità epatica per valutare la salute del fegato. In effetti, il fegato è coinvolto nella produzione di molte proteine necessarie per la coagulazione del sangue, nello specifico la protrombina, e problemi epatici possono influenzare questo processo;
- valutazione del rischio trombotico: in alcune situazioni, i test di PT e PTT possono essere utilizzati per valutare il rischio di trombosi, ovvero di formazione di coaguli, in pazienti con fattori di rischio come la fibrillazione atriale o le malattie tromboemboliche.
Come Viene Eseguito l'Esame?
Per effettuare la misurazione del tempo di protrombina è sufficiente un semplice esame del sangue. Questo esame può essere effettuato raccogliendo un campione di sangue venoso.
Non ci sono particolare indicazioni per l’effettuazione delle analisi del tempo di protrombina. Risulta ottimale, in ogni caso, condurre il test al mattino con il paziente a digiuno. Per quest’esame non è necessaria alcuna preparazione specifica.
PTT (Tempo di Tromboplastina Parziale)
Il PTT, acronimo di Tempo di Tromboplastina Parziale (dall’inglese Partial Thromboplastin Time), è un test che misura il tempo necessario affinché il sangue coaguli in vitro. Un altro nome per questo test è Tempo di Tromboplastina Parziale Attivata (aPTT), perché i laboratori che eseguono la misurazione aggiungono una sostanza al campione di sangue per attivare il processo di coagulazione. Il PTT valuta la funzionalità dei fattori della coagulazione e la loro quantità. Più è alto il valore del PTT, più lentamente coagula il sangue. Un prolungamento del PTT può indicare un problema nella via intrinseca della coagulazione.
PTT e aPTT vanno a valutare la funzionalità dei fattori della coagulazione e la loro quantità. Per questo motivo il tempo rilevato dall’aPTT è più breve rispetto a quello del PTT.
Il tempo di Tromboplastina Parziale valuta la normalità della via intrinseca della coagulazione: corrisponde al tempo di formazione di un coagulo di fibrina nel sangue di un paziente al quale vengono aggiunti calcio e reagente fosfolipidico.
Valori Normali del PTT
tempo di tromboplastina parziale (PTT): può considerarsi normale quando il suo valore oscilla tra lo 0e i 40 secondi di tempo necessario perché si formi il coagulo.
ATTENZIONE:Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica.
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