Tabella di Conversione Glicemia: mg/dl in mmol/l

La glicemia rappresenta la quantità di glucosio o il valore della concentrazione di glucosio presente nel sangue (mg/dl). Il suo valore può essere espresso con diverse unità di misura in mg/dl [milligrammi per decilitro (mg/dL)] o in mmol/l [millimoli per litro (mmol/L)]: quest'ultima unità di misura è quella adottata dal SI e come tale rappresenta lo standard di riferimento a livello internazionale.

La presenza di glucosio nel sangue è essenziale per la vita, essendo un nutriente essenziale per tutte le cellule dell'organismo. Mantenere costante la glicemia è importante per assicurare il normale apporto energetico al cervello. A differenza di altri organi e dei muscoli il cervello non è in grado di immagazzinare riserve di glucosio dalla cui disponibilità dipende direttamente. Se si escludono le condizioni di digiuno prolungato (vedi: chetoni) il glucosio ematico è l'unico substrato energetico utilizzabile dal cervello.

Misure e Valori della Glicemia

La glicemia si esprime attraverso valori convenzionali basati sulla tendenza del corpo a filtrare il glucosio presente nel sangue tramite i reni quando è presente una tale concentrazione (glicosuria). I valori di glucosio sono riferiti al siero venoso: per gli scopi clinici, il livello di glucosio nel plasma e nel siero dei capillari è quasi identico, e nel sangue arterioso è leggermente più alto.

Vengono considerati normali valori a digiuno compresi tra 60 mg/dl e 70 mg/dl (questi valori debbono essere controllati da un esperto, 60 potrebbe essere troppo basso) valori superiori 126 mg/dl a digiuno potrebbe essere sintomo di diabete, mentre a due ore da un pasto il valore può salire a 150 mg/dl. In soggetti sani che seguono una dieta mista la glicemia si mantiene, durante la giornata, generalmente tra i 60 e i 130 mg/dl, con un valore medio di riferimento di 90 mg/100 ml (5 mM).

Nell'infanzia e nella prima fanciullezza la glicemia è un po' più bassa che nell'età adulta, sebbene comunque sopra i 60 mg/dl, dopo il periodo neonatale. Nei neonati, stabilire quale sia il livello di glucosio "normale" è più difficile; dagli studi e dall'esperienza clinica non è raro riscontrare neonati perfettamente in salute con una glicemia di 36 mg/dl o addirittura 27 mg/dl fin dal primo giorno di vita. Sembra evidente che il cervello dei neonati è in grado di sfruttare fonti di energia alternative al glucosio, in caso di necessità. I neonatologi continuano a discutere su come sia possibile e su quali rischi comporti una glicemia tanto bassa, ma l'opinione generale sembra concorde nell'indicare un livello di 60 mg/dl come valore ottimale.

Nei neonati malati, sottopeso o prematuri un basso livello di glucosio è anche più comune: in tali circostanze la raccomandazione è di tenere la glicemia almeno a 40 mg/dl. L'organismo umano possiede un sistema di regolazione intrinseco che consente di mantenere relativamente costante la glicemia durante l'arco della giornata.

Regolazione della Glicemia

Il sistema di regolazione della glicemia è mediato principalmente dall'azione di due ormoni: l'insulina ed il glucagone: il primo è un ormone ipoglicemizzante perché promuove l'abbassamento della glicemia, mentre il glucagone produce effetti contrari (iperglicemizzante).

  • dell'insulina che svolge un ruolo centrale nella regolazione del tasso di glucosio ematico. L'insulina, ormone prodotto dalle cellule β del pancreas, è secreta nel sangue in risposta diretta (all'iperglicemia) e la sua concentrazione ematica varia parallelamente alla variazione della glicemia: il suo effetto è quello di abbassare la glicemia (azione ipoglicemizzante).
  • del glucagone, ormone prodotto dalle cellule α del pancreas e la cui secrezione è stimolata dall'ipoglicemia.
  • dell'ipofisi anteriore che produce ormoni che tendono ad aumentare la glicemia, agendo come antagonisti dell'insulina: l'ormone somatotropo (ormone della crescita o somatotropina, in sigla GH) e l'ormone adrenocorticotropo o corticotropina (ACTH).
  • del fegato: la glicemia è regolata dal fegato, da alcuni tessuti e ormoni. Negli epatociti il glucosio entra liberamente, mentre nelle cellule somatiche entra su controllo di alcuni fattori ormonali.

Dopo un pasto abbondante la glicemia tende a salire a causa delle grandi quantità di glucosio che l'intestino riversa in circolo (condizione di sazietà). Un innalzamento dei livelli glicemici stimola la secrezione di insulina, che con la sua azione riporta la glicemia a livelli normali (l'insulina facilita il passaggio del glucosio dal sangue alle cellule, favorisce l'accumulo di glucosio sotto forma di glicogeno ed aumenta l'utilizzo di glucosio da parte delle cellule). Dopo qualche ora di digiuno la glicemia tende ad abbassarsi a causa del passaggio del glucosio dal circolo ai tessuti.

La quantità di insulina riversata in circolo è direttamente proporzionale al valore della glicemia, più questa aumenta e maggiore quantità di insulina viene secreta. La glicemia si alza moltissimo quando un pasto è composto principalmente da grossi quantitativi di carboidrati, specie se semplici (ad elevato indice glicemico), mentre aumenta più gradatamente se i glucidi sono complessi ed associati a proteine, grassi e fibre (vedi: indice e carico glicemico). In generale l'incremento glicemico è massimo per i carboidrati, medio basso per le proteine e minimo per i grassi.

Quando grandi quantitativi di insulina vengono riversati in circolo la glicemia si abbassa rapidamente e scende sotto i livelli normali. Il repentino calo della glicemia, noto come ipoglicemia reattiva post-prandiale, viene captato dall'organismo che aumenta la secrezione di glucagone. Questo ormone interviene rapidamente stimolando il senso della fame per riportare nella norma i livelli glicemici. Si viene così a creare un circolo vizioso e la maggior parte del glucosio introdotto nelle cellule finisce per essere trasformato in grasso.

Inoltre l'aumentata richiesta di insulina porta a lungo andare ad un progressivo declino funzionale delle cellule ß del pancreas (deputate alla produzione di insulina) con aumento della glicemia a digiuno (IFG). L'alterata glicemia a digiuno pone a sua volta le basi per la comparsa del diabete di tipo II oppure la premonizione di un diabete di tipo I. Ulteriore regolazione della glicemia viene svolta dai reni, che eliminano glucosio (glicosuria) quando la glicemia venosa supera i 170-180 mg/100 ml (valore detto soglia renale per il glucosio). Sotto tale soglia i glomeruli renali riassorbono il glucosio reimmettendolo nel circolo ematico.

Problematiche relative alla Glicemia

Inoltre sia valori troppo bassi di glicemia (ipoglicemia) che valori troppo alti (iperglicemia) sono potenzialmente pericolosi per l'organismo e, se protratti per lunghi periodi, possono portare a conseguenze molto gravi (coma, diabete,etc.). La normale concentrazione di zuccheri nel sangue di una persona adulta è complessivamente di 5 grammi. Per avere un termine di paragone, un cucchiaino di zucchero contiene 8 gr di glucosio, e quindi un semplice caffè o l'assunzione di dolci, specialmente fuori pasto, rappresentano per il corpo un'overdose di zuccheri.

Per mantenere la glicemia entro livelli non letali, il pancreas produce insulina. Nel tempo il pancreas si "affatica" e le cellule diventano meno sensibili all'insulina, per cui ne occorrono quantitativi maggiori per ottenere i soliti effetti. L'assimilazione dello zucchero e di altri carboidrati semplici necessita del supporto di sali minerali e di vitamina B1.

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