Avete presente quei deliziosi bastoncini bianchi e arancioni che si trovano nel banco frigo o nel congelatore al supermercato? Hanno un aspetto invitante e risultano anche pratici e molto versatili. Si tratta del surimi, una preparazione gastronomica a base di pesce, che comprende però molti altri ingredienti. Sono quei bastoncini arancioni fuori e bianchi all’interno, dal sapore dolciastro, che possiamo acquistare freschi, surgelati o in salamoia.
Cos'è il Surimi?
La parola surimi deriva infatti dal giapponese e significa letteralmente “carne tritata”. Il surimi è una preparazione culinaria facente parte della tradizione nazionale nipponica.
Il surimi è un alimento industriale ottenuto dalla lavorazione della polpa di merluzzo (o altro pesce) che viene mescolata ad ingredienti quali addensanti, albume d'uovo, fecola di patate, olio di colza, amido di frumento, zucchero, sale, insaporitori e altri ingredienti che permettono di ottenere un impasto morbido ma compatto.
In prevalenza, per preparare il surimi vengono impiegati ritagli e scarti di pesci poco costosi. Come già detto, il pesce prevalentemente utilizzato per realizzare il surimi è il merluzzo. Il bastoncino è costituito da sfoglie di polpa di pesce sovrapposte, arrotolate e tenute insieme da addensanti. L’industria conserviera lo realizza compattando sfoglie di polpa di pesce aromatizzate, arrotolate e saldate tra loro con albume e altri leganti. Viene prodotto in Asia Orientale, soprattutto in Giappone, dove venne inventato e brevettato negli anni ’70.
Ogni composto che viene denominato surimi è prodotto a partire dalla polpa di pesce bianco. Nel prodotto finito troviamo una percentuale di pesce che va dal 30 al 40%.
Come Viene Prodotto il Surimi?
La produzione moderna del surimi prevede diversi passaggi:
- Si parte dalla pulizia del pesce: le carni vengono private di pelle e lische, poi macinate e risciacquate più volte.
- Si ottiene così una pasta uniforme, a cui poi vengono aggiunti coloranti, amidi, additivi, sale, zuccheri e aromi. Per dare il caratteristico colore arancione dei bastoncini di surimi, si utilizza spesso estratto di paprika.
- Arrivati a questo punto la pasta viene stesa in uno strato sottile, arrotolata su sé stessa e tagliata.
- Una volta formati, i bastoncini vengono sottoposti ad una serie di trattamenti termici che ne garantiscono la sicurezza alimentare.
È importante sapere che, anche se derivato dal pesce, il surimi contiene in media solo una percentuale ridotta di materia prima ittica, solitamente compresa tra il 30% e il 40%.
Valori Nutrizionali del Surimi
Il surimi è un alimento ad alto contenuto di acqua (fino all’80%) e di proteine (13%). 100 grammi di surimi contengono 13,1 gr di carboidrati e 0,8 gr di sodio.
In breve, è possibile affermare che il surimi sia un alimento dal contenuto calorico moderato; la quota lipidica è quasi insignificante ma comunque derivante anche da oli di palma e di colza (noti per la scarsa qualità nutrizionale).
Tabella Nutrizionale del Surimi (per 100g)
| Valore Nutrizionale | Quantità |
|---|---|
| Energia | 99,0 kcal |
| Proteine | 15,2 g |
| Grassi | 0,9 g |
| Carboidrati | 6,9 g |
| Sodio | 143 mg |
| Fosforo | 282 mg |
| Potassio | 112 mg |
Inoltre (considerando che si tratta di un prodotto di origine animale) l'ammontare proteico non risulta particolarmente elevato, mentre i carboidrati derivanti dalle farine amidacee occupano un 30% dell'energia complessiva. Il surimi non è un alimento ipercalorico o iperlipidico, ma ciò non significa che sia un prodotto di buona qualità.
Come Utilizzare il Surimi in Cucina
Il surimi si presta per consumato senza cottura, in insalata, semplicemente condito con olio e limone. Se lo si gradisce tiepido, basterà scaldarlo pochi minuti in un tegame con un poco di acqua. Il surimi è indicato per antipasti freschi e leggeri, adatti per l’estate e per pranzi o cene raffinati. Per una versione dai sapori contrastanti, il surimi si sposa bene con rucola o carciofi, e sedano. Insieme alle patate lessate, il surimi viene esaltato da yogurt greco, olio, menta o erba cipollina.
Ecco alcuni suggerimenti su come utilizzare il surimi in cucina:
- Insalata di pasta: Arricchita con surimi, tonno, olive, bocconcini di mozzarella e pomodorini.
- Pasta calda: Il surimi si sposa bene con zucchine a rondelle saltate con la cipolla, zafferano e basilico.
- Sugo rosso: Spadellare la passata di pomodoro con aglio, vino bianco, panna e surimi.
- Fritto di surimi: Molto sfizioso e semplicissimo da preparare.
- Secondo piatto: Far saltare in una padella il surimi irrorato con del vino bianco.
- Risotto: Ideale per la preparazione di risotti raffinati, come il risotto al prosecco con l’aggiunta di listarelle di surimi.
Surimi e Colesterolo Alto: Fa Male?
Nonostante i vantaggi appena esposti, il surimi non è un prodotto da consumare abitualmente. Contiene una notevole quantità di sostanze che possono causare allergie. Sulla base di tutto quanto detto, non sussiste un vero e proprio pericolo nel mangiare surimi.
Soprattutto i polifosfati (stabilizzanti), se troppi, potrebbero aumentare colesterolo e grassi nel sangue e dare disturbi renali. Per lo stesso motivo, il surimi non è indicato per le persone che hanno problemi renali.
Il mio parare è che il surimi è un alimento dal contenuto calorico moderato (99 cal per 100 g), la quota di grassi è quasi insignificante ma comunque derivante da oli scadenti (di palma e di colza). Concludendo, preferire i surimi come pietanza sostitutiva del pesce non è una scelta vantaggiosa in quanto le caratteristiche nutrizionali sono tutt’altro che buone e il costo è pari o maggiore a quello di numerose specie ittiche oggettivamente migliori.
Il surimi non fa male “di per sé”, purché consumato nelle quantità e cadenze adeguate. Mangiarlo o usarlo come ingrediente una volta ogni tanto non deve destare preoccupazione. Tuttavia, se consumato frequentemente e/o in grandi quantità può comunque fare “male”, soprattutto a causa dell’alto contenuto di sodio e della presenza di additivi, aromi e coloranti artificiali.
Chi Dovrebbe Evitare il Surimi?
- Persone affette da celiachia o intolleranza al glutine, perché può contenere glutine in forma di addensanti o amidi modificati.
- Chi soffre di intolleranza o allergia al pesce deve evitarlo, trattandosi comunque di un derivato ittico.
- In caso di ipertensione o patologie renali, data l’elevata quantità di sodio, è meglio evitarlo, o consumarlo con moderazione.
Crostacei, Colesterolo e Surimi
Tra colesterolo e crostacei (come fra colesterolo e molluschi) esiste, in effetti, uno stretto legame. Dato il legame tra colesterolo e crostacei è bene non esagerare con il loro consumo (né con quello dei molluschi). Alcuni studi hanno dimostrato che l'interazione tra colesterolo e acidi grassi saturi è potenzialmente più dannosa del semplice contenuto in colesterolo.
Il pesce fa bene a chi soffre di colesterolo alto ma è opportuno priviligiare quelli magri rispetto a quelli grassi. In primis pare che molluschi e crostacei sono i meno indicati. Seguono poi pesci grassi come sgombro, salmone, scorfano e acciuga. Altri pesci non proprio adatti a chi soffre di colesterolo alto sono anguilla, aringa, dentice, pesce spada oltre a caviale e bottarga. Ciò non significa che il pesce non adatto al colesterolo alto sia da cancellare dalla tavola ma solo che bisognerebbe consumare piccole quantità.
Surimi: Come Sceglierlo e Conservarlo
All’acquisto si dovrebbe poter verificare la materia prima in modo da individuare un prodotto preparato con merluzzo. Il surimi al naturale, in busta sigillata, si conserva in frigorifero fino alla scadenza consigliata dal produttore.
Se surgelato, l’alimento deve essere tolto dal freezer domestico e scongelato a temperatura ambiente prima dell’uso. In alternativa, il surimi surgelato o congelato può essere scongelato nel forno a microonde, una volta tolta la confezione. Dal contenitore, il prodotto in salamoia va estratto e poi risciacquato sotto l’acqua corrente.
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