I trigliceridi sono grassi estremamente diffusi in natura. Compongono gran parte del tessuto adiposo animale, delle riserve lipidiche vegetali e, per l'uomo, costituiscono il 98-99% dei lipidi totali nella dieta. I trigliceridi sono la categoria di lipidi maggiormente presente nel nostro sangue. Costituiscono infatti circa il 90% dei grassi totali presenti nel nostro organismo.
Cosa sono i Trigliceridi?
I trigliceridi sono un tipo di grasso essenziale per il corretto funzionamento del nostro organismo, poiché rappresentano una riserva energetica fondamentale. Semplificando, i trigliceridi sono un tipo di grasso presente nel sangue, prodotto dal fegato e introdotto attraverso l’alimentazione. Sono i grassi più diffusi, costituiscono il 90% dei grassi presenti negli alimenti e sono i principali componenti del tessuto adiposo (quelli che si depositano nei famosi cuscinetti!) e che formano il grasso viscerale intorno alla vita, il più pericoloso per la salute di cuore, vasi, cervello e rene. Si tende spesso ad associare i trigliceridi a malattie cardiovascolari e croniche, ignorando la loro reale natura e funzione.
Struttura dei Trigliceridi
I trigliceridi sono formati per esterificazione (ovvero un tipo legame chimico) di una molecola di glicerolo e tre molecole di acidi grassi; questi ultimi, che possono essere a catena lunga, media, corta e possono contenere anche uno o più doppi legami, rappresentano la porzione più energetica della molecola. Il termine trigliceride deriva dal fatto che si tratta di tre acidi grassi (tri) attaccati al glicerolo (gliceride). La struttura dei trigliceridi è formata dall’unione del glicerolo (la comune glicerina) con 3 molecole di acidi grassi, i costituenti principali dei lipidi.
Glicerolo
Il glicerolo è un alcol e un composto organico che si identifica con la formula C3H8O3.
Acidi Grassi
Gli acidi grassi sono acidi appartenenti al gruppo degli acidi carbossilici. Sono costituiti da una lunga catena di idrocarburi composta da un gruppo carbossilico ⎼COOH a un'estremità e da un gruppo metilico ⎼R all'altra estremità. La formula semplice degli acidi grassi è dunque RCOOH.
Gli acidi grassi differiscono tra di loro per la lunghezza della catena e per l’assenza o la presenza di doppi legami lungo di essa. A seconda dei legami (singoli o doppi) tra gli atomi di carbonio della catena, gli acidi grassi possono essere saturi o insaturi.
- Acidi grassi saturi: Negli acidi grassi saturi gli atomi di carbonio hanno solo legami singoli con altri atomi, dunque sono tutti "occupati" ("saturi") e non possono più legarsi con altri atomi di idrogeno. Gli acidi grassi saturi prevalgono nel mondo animale.
- Acidi grassi insaturi: Di contro, gli acidi grassi insaturi contengono atomi di carbonio uniti tra loro da legami covalenti doppi, dunque è possibile spezzare questi legami in modo che questi atomi si uniscano ad altri atomi di idrogeno. Gli acidi grassi insaturi si trovano prevalentemente nei vegetali e nei pesci (Omega-3). A loro volta, gli acidi grassi insaturi possono essere monoinsaturi se hanno un solo doppio legame o i polinsaturi se ne contengono due o più.
La natura fisica di un trigliceride dipende quindi dal fatto che i suoi acidi grassi siano saturi o insaturi, ma anche dalla lunghezza delle catene di acidi grassi in esso contenute. Gli acidi grassi saturi hanno catene dritte e compatte perché il numero massimo di atomi di idrogeno è stato raggiunto; di conseguenza, in natura tendono a solidificarsi e si presentano allo stato solido. Questo è il caso dei grassi di origine animale, come il burro. Gli acidi grassi insaturi hanno catene caratterizzate da ripiegamenti che rendono difficile il compattamento della molecola; in natura, questi trigliceridi sono presenti allo stato liquido. L'esempio sono gli oli di origine vegetale come l'olio d'oliva.
A causa del gran numero di atomi di carbonio e idrogeno che compongono la struttura dei trigliceridi, essi sono apolari e dunque completamente insolubili in acqua (idrofobici).
Sintesi dei trigliceridi
I trigliceridi si formano a seguito della reazione di condensazione tra acidi grassi e glicerolo. Durante la condensazione, i tre gruppi -OH del glicerolo si attaccano ai tre acidi grassi formando un legame covalente chiamato legame estere. Andando più nel dettaglio, il gruppo carbossilico di ciascun acido grasso perde un atomo di idrogeno e il glicerolo perde tre gruppi -OH. In questo modo si liberano tre molecole d'acqua, poiché tre acidi grassi si attaccano al glicerolo e si formano tre legami estere.
Come tutte le macromolecole biologiche, i trigliceridi subiscono un'idrolisi quando devono essere scomposti nei loro mattoni di acidi grassi e glicerolo. Durante l'idrolisi, i legami estere tra gli acidi grassi e il glicerolo si rompono incorporando tre molecole d'acqua. Ciò comporta la rottura dei trigliceridi e il rilascio di energia.
Funzione dei Trigliceridi
I trigliceridi entrano nel nostro corpo attraverso il cibo che mangiamo oppure sono prodotti dal fegato e vengono poi trasportati attraverso il plasma sanguigno fornendo sostanze nutritive a diverse parti del corpo. Oltre alla funzione "calorica", gli acidi grassi hanno anche il potere di incidere, in maniera sia positiva che negativa, sul metabolismo di chi li assume.
La funzione principale dei trigliceridi è l'immagazzinamento di energia. I trigliceridi sono eccellenti molecole di accumulo di energia perché sono composti da lunghe catene di idrocarburi (catene degli acidi grassi) con molti legami tra atomi di carbonio e idrogeno. Questi legami contengono una grande quantità di energia la quale viene rilasciata quando gli acidi grassi vengono scissi durante il processo dell'ossidazione degli acidi grassi.
I trigliceridi hanno la funzione di “scorta” di grassi per l’organismo, cioè non forniscono immediatamente energia (come il glucosio) ma vengono utilizzati solo nei momenti di emergenza, cioè quando l’organismo ha bisogno di energia. I trigliceridi sono centrali energetiche: contengono più energia per grammo rispetto a carboidrati e proteine!
Altre funzioni dei trigliceridi sono:
- Isolamento: I trigliceridi immagazzinati sotto la superficie corporea isolano i mammiferi dall'ambiente mantenendo caldo il loro corpo.
- Protezione: Il tessuto adiposo, ricco di trigliceridi, funge da scudo protettivo intorno agli organi vitali.
- Galleggiamento: I mammiferi acquatici hanno uno spesso strato di grasso sotto la pelle che impedisce loro di affondare quando sono sott'acqua.
Trigliceridi nel Sangue
Una parte significativa di questi grassi è presente anche nel sangue, dove svolgono altre funzioni essenziali. Dopo i pasti, il corpo converte le calorie in eccesso in trigliceridi, che vengono rilasciati nel sangue sotto forma di lipoproteine a densità molto bassa (VLDL), pronte per essere immagazzinate o utilizzate come energia. Come abbiamo già menzionato, i trigliceridi fluttuano nel sangue grazie a delle molecole specifiche dette lipoproteine. La quantità di trigliceridi nel sangue è quindi ricavata dalla somma del contenuto di tutte le lipoproteine plasmatiche.
Il dosaggio dei trigliceridi viene effettuato attraverso un semplice prelievo ematico, attraverso cui si dosa la trigliceridemia. Il dosaggio dei trigliceridi deve essere effettuato a digiuno da almeno 8-10 ore. Effettuando un'analisi del sangue dopo aver consumato un pasto, i trigliceridi totali risulterebbero certamente ELEVATISSIMI, ma il valore NON è un indicatore concreto dello stato di salute REALE.
Valori Normali dei Trigliceridi nel Sangue
Quando si effettuano analisi del sangue per la trigliceridemia, i valori vengono indicati seguendo questo schema:
- Negli adulti:
- Valore desiderabile: < 150 mg/dl (1,7 mmol/L)
- Valore ai limiti della norma: compreso tra 150 e 199 mg/dl (1,7-2,2 mmol/L)
- Valore elevato: compreso tra 200 e 499 mg/dl (2,3-5,6 mmol/L)
- Valore molto elevato: > a 500 mg/dl (5,6 mmol/L)
- Nei più giovani (under 18):
- Valore desiderabile: inferiore a 90 mg/dl (1,02 mmol/L)
- Valore ai limiti della norma: compreso tra 90-129 mg/dl (1,02-1,46 mmol/L)
- Valore elevato: uguale o superiore a 130 mg/dl (1,47 mmol/L)
Valori elevati di trigliceridi nel sangue aumentano il rischio di malattie cardiovascolari (infarto, arteriosclerosi). In casi estremi, con valori superiori ai 1000 mg/dl, c’è il rischio concreto di provocare una pancreatite.
Ipertrigliceridemia: Cause Principali
Quando i trigliceridi sono "cattivi"? Solitamente non abbiamo bisogno di trigliceridi a breve termine, quindi li immagazziniamo come grasso corporeo. Tuttavia, il corpo umano spesso immagazzina una quantità eccessiva di trigliceridi, soprattutto intorno agli organi. Di conseguenza, può verificarsi un'ipertrigliceridemia (livelli elevati di trigliceridi). Al di sopra del valore massimo identificato si parla di ipertrigliceridemia, condizione che può essere secondaria ad abitudini alimentari e di vita scorrette o a patologie preesistenti e favorenti.
E' ben noto che i trigliceridi alti nel sangue siano classificati come iperlipemia dislipidemica, quindi un indicatore di cattivo stato di salute. Com'è deducibile, gli altri fattori predisponenti l'ipertrigliceridemia sono: la dieta e il livello di attività fisica. Ovviamente, i primi DUE elementi sopra citati vanno "a braccetto" con la variabile dell'ATTIVITA' fisica.
Le cause principali dell'ipertrigliceridemia sono:
- Sovrappeso e obesità: Gli individui obesi tendono a immagazzinare più trigliceridi nelle cellule adipose, il che si riflette in livelli elevati di lipidi nel sangue. Anche il sovrappeso, pur non essendo grave come l’obesità, è un fattore di rischio per l’ipertrigliceridemia.
- Consumo eccessivo di alcol: L’alcol, in grandi quantità, può aumentare i livelli di trigliceridi in modo considerevole, poiché il fegato lo metabolizza trasformandolo in grassi.
- Fumo: Il fumo è un altro importante fattore di rischio, poiché le sostanze chimiche presenti nel tabacco possono compromettere il metabolismo lipidico e aumentare il rischio di dislipidemia, incluso l’aumento dei trigliceridi.
- Dieta ricca di grassi e zuccheri: Il consumo eccessivo di alimenti ad alto contenuto di grassi saturi, zuccheri semplici e carboidrati raffinati è una delle cause principali dell’ipertrigliceridemia.
- Disturbi tiroidei: L’ipotiroidismo può causare un rallentamento del metabolismo e, di conseguenza, un aumento dei livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue.
- Diabete mellito: Nei soggetti con diabete di tipo 2 mal controllato, l’insulino-resistenza può favorire l’accumulo di trigliceridi, poiché il metabolismo dei carboidrati e dei grassi è compromesso.
Un consiglio generale è quello di limitare l'assunzione dei cosiddetti "grassi cattivi", cioè gli alimenti ad alto contenuto di grassi saturi, prediligendo l'assunzione di grassi più sani, tra cui quelli contenuti nel pesce, in oli vegetali come l'olio di oliva o in frutta secca oleosa come le noci.
Alla luce di quanto detto, sarà quindi deducibile che per moderare i trigliceridi alti nel sangue si rendono necessari alcuni interventi sull'alimentazione e sullo stile di vita generale; in sintesi:
- Ridurre il sovrappeso
- Moderare tutte le porzioni, quindi il carico e l'indice glicemico dei pasti
- Eliminare l'alcol etilico
- Incrementare sensibilmente l'apporto di acidi grassi omega 3, che aiutano a ridurre i trigliceridi
- Eventualmente, assumere integratori alimentari di omega 3
| Valori dei Trigliceridi nel Sangue | Adulti (mg/dL) | Bambini (< 18 anni) (mg/dL) |
|---|---|---|
| Desiderabile | < 150 | < 90 |
| Ai Limiti della Norma | 150 - 199 | 90 - 129 |
| Elevato | 200 - 499 | ≥ 130 |
| Molto Elevato | > 500 | N/A |
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