Lesioni Muscolari: Diagnosi Ecografica e Trattamento

Le lesioni muscolari rappresentano una delle problematiche più comuni tra gli sportivi, dai dilettanti ai professionisti. Si verificano frequentemente a causa di traumi diretti, sovraccarico, affaticamento o movimenti improvvisi. La diagnosi precoce e accurata è fondamentale per garantire un recupero efficace e ridurre il rischio di recidive.

Anatomia del Muscolo

Il muscolo è un tessuto connettivo specializzato, responsabile dei movimenti. Formato da parti carnose e parti tendinee con le quali si inserisce sull’osso. I muscoli si differenziano in base alla forma, al numero di capi d’inserzione e di origine. Il muscolo si struttura in tre parti distinte: l’epimisio, il perimisio e l’endomisio. L’unità funzionale del muscolo è chiamata miofibrilla, ovvero sottili filamenti lunghi quanti una fibra muscolare costituiti da due proteine: miosina e actina.

Tipologie di Lesioni Muscolari

Le principali lesioni muscolari sono dovute ad un trauma diretto o indiretto.

  • Contusione: è dovuto ad una sollecitazione meccanica esterna. Clinicamente la lesione si presenta con dolore vivo, impotenza funzionale, ecchimosi, gonfiore e tumefazione.
  • Contrattura/Elongazione: è la forma più lieve di lesione muscolare, il danno coinvolge poche fibre, e si presenta quando il muscolo eccede i sui limiti di elasticità. Il danno è più fisiologico che anatomico, il dolore insorge a distanza di tempo e non è localizzabile in un punto preciso.
  • Stiramento: coinvolge un elevato numero di fibre muscolari ed è provocato da un trauma di tipo indiretto.
  • Strappo: è la forma più grave di lesione muscolare. Esso è caratterizzato da una interruzione anatomica del muscolo. In base alla gravità, lo strappo è suddiviso in lesione di primo, secondo o terzo grado.

Gradi di Lesione Muscolare

La lesione muscolare è un infortunio che può colpire qualunque muscolo del nostro corpo, andando a creare un danno alla struttura della fibra muscolare.

  • Primo grado: riguarda le lesioni muscolari di alcune fibre. Il dolore si avverte solamente nella fase di contrazione del muscolo.
  • Terzo grado: è la condizione più grave a causa della rottura di tutte le fibre muscolari. Questo stadio è caratterizzato da sintomo di impotenza, dolore acuto, ematoma.

Diagnosi Ecografica

Quando si sospetta un danno a livello muscolare è fondamentale indagare l’estensione, la sede precisa, e la quantità delle fibre coinvolte nella lesione. L’ecografia muscolo-tendinea è un esame di imaging non invasivo che permette di valutare in tempo reale lo stato dei muscoli, tendini e legamenti. L’ecografia dovrebbe essere effettuata il prima possibile dopo un trauma o la comparsa di dolore muscolare persistente. L’ecografia muscolo-tendinea rappresenta il primo passo essenziale nella valutazione della lesione, garantendo un’indagine accurata, rapida e sicura.

L’esame più utilizzato è certamente l’ecografia, la quale riesce a fornire immediatamente un quadro completo dello stato muscolare. Si tratta di un esame che risente della bravura dell’esecutore, della sua sensibilità e della qualità del macchinario. I risultati quindi non sono precisi al massimo, e spesso non riproducibili, ma riesce a fornire un quadro della situazione molto chiaro.

Trattamento Iniziale e Fisioterapia

Il primo intervento è sicuramente l’interruzione di ogni attività non appena si avverte il primo fastidio. Appena fermi è bene applicare del ghiaccio sulla zona interessata. Se l’area coinvolge l’arto inferiore, si mette l’arto in scarico, per le prime 24-36 ore, per limitare al massimo il danno ematico.

Nelle prime 24 ore dall’evento lesivo è sempre consigliabile seguire il protocollo R.I.C.E. (riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione). Consultare tempestivamente il medico specialista o il fisioterapista è necessario per evitare complicanze sopra descritte. Questo tipo di lesioni comportano molto spesso una serie di complicazioni che impediscono una completa guarigione. Il trattamento varia in base alla gravità della lesione.

Utile è ovviamente la fisioterapia, in grado di velocizzare il processo riparativo, limitare il dolore e ridurre l’infiammazione mediante uso della tecarterapia, ipertermia, onde d’urto, kinesio taping. Grazie all’utilizzo di terapie fisiche avanzate, già dopo poche sedute il dolore potrebbe essere dimezzato. Attenzione però che un conto è il dolore ed un conto è la lesione.

Nella fase iniziale, che può iniziare anche il giorno successivo all’infortunio, l’obiettivo principale è ripristinare i movimenti senza dolore e stimolare il riassorbimento di ematoma ed edema quando presenti, attraverso riduzione dei carichi giornalieri, bendaggi compressivi ed esercizi di contrazione isometrici all’interno della sopportazione del dolore, i massaggi sono invece controindicati. Farmaci e corticosteroidi sono controindicati, perché eliminando il dolore l’atleta continuerà ad allenarsi, esponendolo ad un peggioramento della lesione.

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