Il test sierologico evidenzia la presenza di anticorpi contro il virus e indica l’eventuale avvenuta esposizione a SARS-CoV-2. Il test sierologico dunque evidenzia la presenza di anticorpi contro il virus e indica l’eventuale avvenuta esposizione a SARS-CoV-2; la positività è tardiva e quindi non è un test indicato per rilevare un’infezione in corso. Pertanto non può sostituire il test molecolare (il tampone) per verificare o meno la positività di un soggetto.
Che cos'è il test sierologico per SARS-CoV-2?
Si tratta di un test che ha lo scopo di rilevare la presenza o la quantità di alcune immunoglobuline (specifiche per un particolare antigene) nel siero, ovvero il liquido che viene ottenuto dal sangue dopo aver eliminato la parte corpuscolata (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) e alcune proteine deputate al processo di coagulazione del sangue (per esempio il fibrinogeno e i fattori di coagulazione). Generalmente si misurano IgG e IgM per ottenere un quadro della situazione immunitaria e valutare se un individuo è entrato in contatto con un determinato microrganismo oppure se la vaccinazione a cui si è sottoposto ha indotto la produzione di anticorpi specifici.
Presso Gruppo LARC viene effettuato il test in chemiluminescenza (CLIA) ricerca anticorpi specifici IgG e IgM SARS-CoV2. Il test eseguito presso Gruppo LARC ha lo scopo di individuare se un soggetto è venuto a contatto con il virus SARS-COV-2 responsabile della polmonite COVID-19. Si tratta di un test INDIRETTO, quantitativo, che mette in evidenza la risposta del sistema immunitario all’infezione a seguito del contatto con il virus l’organismo produce anticorpi specifici IgG e IgM SARS-COV-2.
L’esame, che richiede l’esecuzione di un prelievo di sangue venoso, comprende l’esecuzione di due test distinti per la ricerca di due tipi di anticorpi: IgG e IgM. Con metodo semi-quantitativo chemiluminescente (CLIA), verrà rilevata la presenza di anticorpi IgM che reagiscono alle proteine S (spike) e N (nucleotidica) e IgG che reagiscono con la porzione RBD della proteina S1 (spike) del SARS-CoV-2 nel siero dei soggetti testati.
Cosa sono le Immunoglobuline (o Anticorpi)?
Le immunoglobuline (Ig), dette anche anticorpi, sono proteine prodotte da alcuni globuli bianchi, i linfociti B, che vengono coinvolte nella risposta immunitaria nei confronti di qualsiasi sostanza (per esempio un allergene) o microrganismo (virus, batteri ecc.) riconosciuti come pericolosi. Gli anticorpi, una volta entrati in contatto con specifiche molecole “estranee” all’organismo, chiamate antigeni, sono in grado per esempio di interferire con la capacità dei microrganismi patogeni di interagire con le cellule dell’organismo o di stimolare la loro eliminazione da parte di specifiche cellule immunitarie.
Quanti tipi di anticorpi (immunoglobuline) esistono?
Esistono 5 tipologie di anticorpi, che possono essere classificate a seconda della loro funzione:
- Immunoglubuline A (IgA): Rappresentano circa il 15% degli anticorpi totali e sono specializzate nella difesa dalle infezioni locali e dalle aggressioni a livello delle mucose.
- Immunoglubuline D (IgD): La loro funzione non è ancora completamente chiara ma sono probabilmente recettori sulla membrana dei linfociti B.
- Immunoglobuline E (IgE): Sono coinvolte nelle reazioni immunitarie allergiche e nelle infestazioni da parassiti.
- Immunoglobuline M (IgM): Sono coinvolte nella prima risposta immunitaria a una nuova infezione o a un antigene estraneo.
- Immunoglobuline G (IgG): Rappresentano circa il 70-80% delle immunoglobuline totali e sono fondamentali per combattere le infezioni da virus e batteri.
Differenza tra IgM e IgG
Gli anticorpi IgM e IgG rappresentano le principali armi di difesa dell’organismo contro le malattie infettive e si comportano come una staffetta:
- Le IgM sono i primi anticorpi a essere prodotti in seguito al contatto con un agente estraneo. Se ne trovano tracce nel sangue dopo 5-10 giorni e la loro produzione aumenta rapidamente per alcune settimane, per poi calare e interrompersi quando subentrano le IgG (le IgM possono essere rilevate nel sangue anche a distanza di 3-4 mesi). La rilevazione degli anticorpi IgM permette di identificare gli individui che hanno potenzialmente un’infezione in corso. Gli anticorpi IgM sono prodotti nella fase iniziale dell’infezione e si ritrovano nel sangue a partire, in media, da 8 - 10 giorni dal primo contatto con il virus (“periodo finestra” in cui il test risulta negativo poiché l’organismo non ha ancora avuto il tempo necessario per produrre la risposta anticorpale; il tempo necessario è variabile da individuo a individuo) e tendono poi a scomparire nel giro di qualche settimana.
- La produzione di IgG aumenta generalmente dopo qualche settimana dall’infezione e diminuisce gradualmente fino a stabilizzarsi. Le IgG aiutano a sviluppare una risposta immunitaria secondaria, che si verifica nelle esposizioni successive a uno stesso antigene. Rappresentano infatti la “memoria” del sistema immunitario, che in questo modo si ricorda di microrganismi con cui è già entrato in contatto ed è pronto a intervenire in caso di una successiva infezione. La rilevazione degli anticorpi IgG permette di identificare gli individui che hanno contratto l’infezione in passato, quindi potrebbero risultare protetti, o meno suscettibili, ad una reinfezione. Gli anticorpi IgG RBD sono prodotti più tardivamente e si ritrovano nel sangue a partire, in media, da un paio di settimane dopo la comparsa dei sintomi (ma possono comparire anche prima) e permangono poi per diverso tempo (non è ancora noto l’arco di tempo in cui tali anticorpi permangono in circolo).
È proprio su questo meccanismo che si basa l’immunità vaccinale: si crea la memoria immunologica nei confronti di un agente infettante provocando una risposta del sistema immunitario mediante l’iniezione di un microrganismo ucciso oppure vivo ma attenuato (quindi inoffensivo), oppure di una molecola che riproduca parte del microrganismo e che stimoli una risposta in grado di reagire anche con l’agente infettivo originale. In questo modo, se si entra in contatto con il microrganismo contro cui si è stati vaccinati saranno già presenti nell’organismo anticorpi specifici (IgG) e la risposta immunitaria sarà rapida ed efficace.
Come leggere il risultato del test sierologico Covid 19
I risultati del test sierologico eseguito per valutare l’eventuale esposizione a un microrganismo patogeno possono essere:
- IgM e IgG negative: non c’è stata infezione o l’esposizione al patogeno è avvenuta da troppo poco tempo e non è stata ancora sviluppata una reazione immunitaria rilevabile, oppure il livello di anticorpi prodotti è troppo basso per essere rilevato dal test.
- solo IgM positive: l’esposizione all’antigene è molto recente.
- IgM e IgG positive: l’infezione è in corso ed è stata contratta da poco tempo.
- solo IgG positive: l’infezione c’è stata ma non è recente. Non sempre è possibile stabilire se il soggetto che si è sottoposto al test è protetto da una successiva infezione e per quanto tempo.
Sulla base dei dati riportati sino ad ora in letteratura, si può ritenere che il dosaggio degli anticorpi di tipo IgG abbia una sensibilità clinica superiore al 91% con una specificità superiore al 97%, mentre l’utilizzo combinato con il dosaggio degli anticorpi di tipo IgM ha una sensibilità superiore al 95% con una specificità del 96%.
- Anticorpi IgM Presenti / IgG Assenti: probabilità alta di contatto molto recente con il virus, ma comunque superiore ai 3 -5 giorni.
- Anticorpi IgG Presenti / IgM Presenti: probabilità alta di contatto recente con il virus, in un periodo antecedente di circa 12 - 25 giorni.
- Anticorpi IgG Presenti / IgM Assenti: probabilità alta di contatto pregresso (almeno antecedente ai 20 - 25 giorni).
A seconda dei risultati e dell’antigene indagato, il medico potrebbe aver bisogno di prescrivere altri test, come il tampone, per arrivare a una diagnosi precisa.
Valore degli anticorpi alto: cosa significa?
I test sierologici possono indicarci se vi è una risposta contro la proteina N o la proteina S del virus. La produzione di anticorpi contro la proteina S è la conseguenza o di un’infezione (malattia) o di una vaccinazione. La produzione di anticorpi anti proteina N avviene invece solo dopo l’infezione.
Come detto, la produzione di sole IgM indica un’infezione recentissima, mentre la presenza di IgM ed IgG o di sole IgG compare più tardivamente. I test sono quantitativi. Sono, in altre parole, in grado di darci un’idea di quanti anticorpi sono stati indotti dalla vaccinazione o dall’infezione stessa.
La quantità degli anticorpi (ad esempio un titolo più alto) non significa necessariamente che si abbia una protezione migliore e non giustifica comportamenti non corretti a evitare l’infezione o la decisione di non farsi vaccinare (o ri-vaccinare).
Una spiegazione risiede nel fatto che i test non discriminano tra anticorpi neutralizzanti e non-neutralizzanti. Infatti, quando produciamo gli anticorpi possiamo costruire anticorpi che bloccano l’ingresso del virus nelle cellule (anticorpi neutralizzanti) ma anche anticorpi che riconoscono il virus ma che non ne bloccano l’ingresso nelle cellule. Avere tanti anticorpi neutralizzanti è più protettivo, mentre quelli non-neutralizzanti sono meno efficaci. Vi sono test in grado di caratterizzare i tipi diversi di anticorpi ma purtroppo non possono essere eseguiti nella routine di tutti i giorni.
La presenza degli anticorpi conferma in ogni caso che il nostro sistema immune ha riconosciuto il virus e saprà riconoscerlo in futuro.
Il sistema immune ha infatti costruito una memoria immunologica che è principalmente sostenuta dalle sue cellule particolari. Questo spiega come mai la pregressa malattia o la vaccinazione ci protegge dalle forme cliniche gravi anche se non evita la possibilità di una re-infezione (con malattia solitamente non grave).
Informazioni pratiche sui test presso Gruppo LARC
Il test è disponibile in tutti i punti prelievi LARC: l’accesso avviene in forma diretta (senza prenotazione): è consigliabile recarsi nei punti prelievo dopo le ore 9.
Preparazione: occorre un digiuno di almeno di 3 ore.
Ritiro referto: il ritiro referti è ESCLUSIVAMENTE ONLINE o tramite persona delegata. Il caso il positività, il paziente è avvisato tempestivamente dalla segreteria del laboratorio in modo che inizi immediatamente la quarantena. NON E’ QUINDI CONSENTITO il ritiro referti di persona.
Nel nostro Laboratorio eseguiamo il Test Sierologico Quantitativo Abbott di seconda generazione. Il test viene eseguito attraverso un prelievo di sangue venoso per valutare lo stato immunitario della persona attraverso la misurazione quantitativa degli anticorpi IgG diretti contro il dominio legante il recettore della PROTEINA SPIKE per il SARS-CoV-2. Per l’esecuzione del test non è necessaria prenotazione. L’accesso all’esame non è possibile tramite il servizio Zerocoda.
Costi:
- IgG + IgM (analizzati separatamente): 44 euro
- Solo IgG: 25 euro
Tempi di ritiro: 1 giorno.
Importante: La negatività degli esiti di tali test non può escludere una possibile infezione in atto da COVID-19 (“periodo finestra”) e una potenziale contagiosità, dovuto al fatto che la risposta anticorpale ha una certa latenza rispetto alla avvenuta infezione ed alla successiva comparsa dei sintomi di malattia.
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