Sempre più numerosi sono gli studi che documentano come l’esercizio fisico funzioni come una vera e propria medicina anti-diabete. Presto si potrebbe arrivare a una «prescrizione» su misura del singolo paziente, anche grazie alla corposa mole di studi che si stanno accumulando sull’argomento. La rivista Diabetologia ha pubblicato una metanalisi sui benefici dell’esercizio fisico nel trattamento e nella prevenzione del diabete.
L'Importanza dell'Attività Fisica per i Diabetici
Quando si parla di diabete, oggi, si parla di una patologia la cui incidenza, in Italia e nel mondo, è in continuo aumento. Basti pensare che nel nostro paese circa il 5,3% della popolazione è interessato da diabete. Tra i fattori di rischio del diabete si annovera anche la parallela crescita di patologie come obesità e sindrome metabolica, causate da stili di vita errati caratterizzati da sedentarietà e alimentazione scorretta.
«L’attività fisica è uno dei fattori fondamentali che possono condizionare la vita del diabetico - spiega Livio Luzi, endocrinologo e ricercatore in Italia e all’estero, attualmente professore ordinario di endocrinologia alla facoltà di Scienze motorie dell’Università degli Studi di Milano - ma non bisogna trascurare altre abitudini che possono influire sulla condotta della terapia, come la dieta, il fumo di sigaretta, l’assunzione eccessiva di alcol e lo stress sia lavorativo sia psicologico».
Praticare esercizio fisico regolarmente, in armonia con il proprio stato di salute è fondamentale perché aiuta a mantenere sotto controllo il peso, ridurre la glicemia e la pressione arteriosa e accrescere la sensibilità insulinica e il colesterolo HDL, il cosiddetto “colesterolo buono”.
Il diabete è una malattia caratterizzata dall’aumento dei livelli di zucchero nel sangue. Quando il paziente presenta un difetto nell’azione dell’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas che mantiene stabili i livelli di glucosio nel sangue, si sviluppa il diabete. Questo può essere di due tipologie: il diabete di tipo 1, una forma più rara e molto severa che si associa all’assenza totale di insulina a causa dell’azione di autoanticorpi, e il diabete di tipo 2, che interessa il 90% circa dei pazienti diabetici.
Se non è possibile prevenire il diabete di tipo 1, il discorso cambia quando si parla di diabete di tipo 2. Il diabete, se trascurato, può portare allo sviluppo di complicanze a carico del sistema cardiovascolare, dei reni, dell’occhio, dei nervi, che possono condizionare pesantemente la qualità della vita.
Anche l’attività fisica, come abbiamo detto, contribuisce al controllo del diabete. Lo sport, infatti, consente di migliorare l’insulino-sensibilità e, dunque, i parametri metabolici del paziente. Nonostante l’importanza che l’esercizio fisico riveste nel quadro del trattamento della patologia, i dati non sono incoraggianti: è infatti solamente il 20% dei pazienti con diabete a praticare sport regolarmente.
Come Gestire l'Attività Fisica
Purtroppo in Italia il curriculum accademico del medico non contempla sufficienti nozioni di come prescrivere l’attività fisica. I più bravi si ricordano le linee guida americane che indicano dai 30 ai 45 minuti di attività aerobica a giorni alterni, più due sessioni settimanali di attività di forza e potenza con pesi, oltre a esercizi anaerobici.
Oggi l’attività fisica è gestita dai laureati in scienze motorie che hanno il training adatto per prescrivere attività fisica, come un farmaco, ma la dose è diversa da persona a persona e deve essere valutata dal medico specialista del diabete. Un ragazzo sano che vuole perdere 2 chili, fa esercizi ad alta intensità senza problemi. Il 60 enne, con infarti alle spalle, che deve fare attività fisica deve applicarsi con un dosaggio e con una intensità molto minori.
L’intensità ottimale è dell’80% della frequenza cardiaca massima teorica che per un ventenne è 200-220 battiti al minuto, mentre per un sessantenne è di 155. Per un sessantenne, quindi, 135 battiti al minuto.
Per tenere a bada il diabete occorre anche gestire durata e volume dell’attività fisica. Chi corre per abitudine può allenarsi per un’ora senza problemi. Ma che cosa succede nel diabetico che vuole fare attività fisica?
Il diabetico può essere soggetto a ipoglicemia, cioè ad un abbassamento del livello di glucosio nel sangue. Rischia ipoglicemia chi usa gli ipoglicemizzanti, che abbassano la glicemia stimolando la produzione di insulina, come le sulfaniluree, mentre metformina e incretine, che non stimolano l’insulina, non predispongono il soggetto a ipoglicemie gravi. Molta cautela, quindi, nel primo gruppo di malati, più tranquilli gli altri.
L’esercizio fisico ha un effetto ipoglicemizzante perché stimola l’ingresso di glucosio nelle cellule muscolari togliendolo dal sangue. Se il diabetico di tipo 2 fa attività fisica costante può guarire. Se si corre un’ora il metabolismo fa scendere la glicemia, che può restare bassa per diverse ore a seconda dell’intensità fino a 24 - 48 ore. Nel secondo giorno il vantaggio si perde un po’. L’attività aerobica serve per aumentare la muscolatura e quindi l’ingresso di più glucosio nelle cellule anche durante la fase di riposo.
Consigli Pratici per l'Attività Fisica
Il paziente con diabete deve pertanto adottare uno stile di vita sano e una dieta equilibrata e seguire scrupolosamente le terapie, che comprendono farmaci che normalizzano la glicemia e all’occorrenza anche medicine per tenere sotto controllo le altre complicanze della patologia. Per una gestione ottimale di questa patologia lo specialista diabetologo si può avvalere del supporto di altre figure professionali come dietista, cardiologo, nefrologo, neurologo e oculista. Una diagnosi di diabete cambia quindi l’organizzazione della vita del paziente che ne è interessato.
Con questo, però non si deve pensare che i pazienti diabetici non possano condurre una vita normale o debbano seguire diete particolarmente limitanti.
Chi non è nelle condizioni di praticare sport può iniziare con esercizi moderati: camminare, per esempio, anche senza compiere eccessivi sforzi, è un’ottima attività che si dovrebbe svolgere per circa 30 minuti al giorno 5 volte alla settimana. Chi è diabetico, inoltre, può provare il cosiddetto “interval training”, ossia l’alternanza di camminata lenta e veloce: un tipo di esercizio che aiuta il controllo della glicemia e fa bene al sistema cardiovascolare. Anche lo stretching è utile, perché aiuta a migliorare la flessibilità muscolare e ad aumentare il livello della prestazione. Indicato a chi può sostenere un esercizio più intenso è invece il nordic walking, che prevede l’uso di bacchette da hiking. In questo modo si attiva la muscolatura di braccia e torso e la spinta aumenta anche il dispendio di energia, promuovendo la riduzione del peso corporeo e allenando la capacità cardiorespiratoria.
In ogni caso, chi è allenato, oggi può dedicarsi allo sport che preferisce, e anche a sport ritenuti un tempo vietati ai pazienti diabetici.
Glicemia Alta Dopo l'Attività Fisica: Cosa Fare?
Per rispondere al suo quesito dobbiamo considerare che ogni attività fisica intensa innalza i livelli di adrenalina, ormone che determina un incremento della glicemia. E quindi i rilievi glicemici che riporta non devono stupire. È bene rimarcare come l’attività fisica regolare, adeguata alla forma fisica dell’interessato, sia un cardine dello stile di vita - assieme all’alimentazione - senza il quale non è possibile avere un controllo adeguato della glicemia.
Diverso è invece lo sforzo fisico intenso (e occasionale?) che comportano tre ore di camminata in montagna: prudenza vuole che prima di intraprendere un’attività come questa sia bene confrontarsi con il proprio medico di famiglia e con il diabetologo di fiducia.
Non entro nel merito dell’attuale stato (con controllo glicemico), non disponendo di alcun elemento di riferimento utile, come l’ultimo valore della HbA1c (emoglobina glicata A1c), la terapia in corso, gli obiettivi ragionevoli identificati in base alla situazione clinica complessiva ed età biologica. Consiglio comunque, prima di intraprendere una sforzo intenso, di valutare la glicemia (e se possibile i chetoni urinari, che possono dare un’indicazione precoce di carenza di insulina): un valore anomalo deve suggerire di soprassedere.
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