Spirometria semplice: Centri Specializzati e Informazioni Utili

La spirometria è un esame semplice e non invasivo, spesso richiesto dai medici per valutare il funzionamento dei polmoni. Permette di misurare la quantità d’aria che una persona riesce a inspirare ed espirare, e la velocità con cui lo fa. È un test fondamentale per diagnosticare e monitorare diverse malattie respiratorie.

Quando è Indicato Sottoporsi alla Spirometria?

Il medico può suggerire di eseguire una spirometria in presenza di sintomi come:

  • Tosse persistente
  • Affanno o mancanza di respiro
  • Respiro sibilante
  • Sensazione di oppressione al petto

In particolare, l’esame è indicato quando si sospetta una malattia polmonare cronica, tra cui:

  • Asma
  • Bronchite cronica
  • Enfisema
  • Fibrosi polmonare

La spirometria può anche essere associata alla valutazione dell’idoneità fisica di uno sportivo, consigliata in questo caso dal cardiologo dello sport.

Come Prepararsi alla Spirometria

Una buona preparazione è fondamentale per ottenere risultati affidabili dalla spirometria. Ecco le principali indicazioni da seguire prima dell’esame:

  • Abbigliamento comodo: Indossa vestiti larghi e comodi, che non stringano il torace o l’addome. È importante poter respirare profondamente e liberamente durante il test.
  • Evita pasti abbondanti: Non mangiare troppo nelle 2-3 ore precedenti l’esame. Un pasto abbondante può ostacolare i movimenti del diaframma e rendere più difficile respirare profondamente.
  • Niente fumo prima del test: Evita di fumare almeno 1 ora prima dell’esame. Il fumo può alterare temporaneamente la funzionalità polmonare e influenzare i risultati.
  • Segui le indicazioni sui farmaci: Parla con il medico riguardo ai farmaci che stai assumendo, specialmente broncodilatatori o farmaci per l’asma. In alcuni casi ti verrà chiesto di sospendere l’uso di alcuni farmaci respiratori per alcune ore prima dell’esame, per valutare la funzionalità polmonare “a riposo”.
  • Evita sforzi fisici intensi: Non fare attività fisica intensa subito prima del test. Il corpo deve essere in una condizione di riposo respiratorio.
  • Comunica eventuali sintomi: Se hai febbre, tosse forte, raffreddore o un’infezione respiratoria acuta, avvisa il medico: potrebbe essere necessario rimandare l’esame per non alterare i risultati.

In sintesi:

Cosa fare Quanto prima
Vestirsi comodi Il giorno dell’esame
Evitare pasti abbondanti 2-3 ore prima
Non fumare Almeno 1 ora prima
Non fare sforzi fisici intensi Il giorno dell’esame
Rispettare indicazioni sui farmaci Come indicato dal medico

Controindicazioni e quando non può essere eseguita

La spirometria è un esame sicuro, ma in alcuni casi non può essere eseguito. È controindicata, ad esempio, dopo un infarto recente, in presenza di un aneurisma grave, di un pneumotorace o dopo un intervento chirurgico al torace, all’addome o agli occhi.

Va inoltre rimandata se si ha febbre, tosse forte o un’infezione respiratoria in corso. In caso di problemi cardiaci o debolezza generale, il medico valuterà se è opportuno procedere.

Come si svolge la spirometria?

Il test è semplice e dura circa 20 minuti.

  • Il paziente viene invitato a respirare dentro un tubo collegato a un apparecchio chiamato spirometro
  • Un operatore sanitario fornirà istruzioni precise da seguire con attenzione
  • Il naso viene chiuso con una molletta per evitare perdite d’aria
  • Si inspira ed espira al massimo della capacità per alcuni secondi
  • L’esame viene ripetuto più volte per ottenere risultati affidabili

Il valore più alto tra le prove viene preso come riferimento.

Cosa succede se viene usato un farmaco broncodilatatore?

In alcuni casi, il medico può decidere di somministrare un broncodilatatore per via inalatoria, per osservare se migliora il flusso respiratorio.

Dopo circa 15 minuti, il test viene ripetuto. Confrontando i risultati prima e dopo il farmaco, il medico può valutare l’efficacia del trattamento o confermare la diagnosi.

Domande frequenti

  • La spirometria è dolorosa? No, non è un esame doloroso. Potrebbe essere un po’ faticoso, ma è del tutto sopportabile.
  • Serve il digiuno per fare la spirometria? No, non è necessario essere a digiuno, ma è consigliabile non mangiare troppo prima del test.
  • Si può fare la spirometria con il raffreddore o in caso di tosse? Meglio rimandare il test se si hanno infezioni respiratorie in corso, per evitare risultati alterati.

Spirometria globale: cosa comprende?

Oltre alla spirometria semplice, esistono esami più approfonditi per valutare la funzionalità polmonare. Tra questi troviamo:

  • Pletismografia corporea
  • Diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio (DLCO)
  • Tecnica dell’oscillazione forzata (FOT)
  • Test al broncodilatatore
  • Test alla metacolina negli adulti e bambini (maggiori di 6 anni)
  • Test di forza dei muscoli respiratori
  • Test da sforzo cardio-polmonare
  • Test del cammino dei 6 minuti
  • Emogasanalisi arteriosa
  • Test dell’ipossia

La spirometria globale come si fa?

Pletismografia: oggi la più utilizzata, il cui funzionamento si basa sulla legge di Boyle - a temperatura costante, il volume di gas (in questo caso aria) in un contenitore varia inversamente ai cambiamenti di pressione, e il prodotto della pressione e del volume nel sistema è costante. Misurando tali cambiamenti si possono ricavare i volumi assoluti quando le variazioni di volume sono note. Il paziente si posiziona nella cabina pletismografica, dotata di apposite pareti trasparenti. Vengono quindi applicati correttamente l’accessorio stringinaso e il boccaglio. In questa fase, il paziente deve sempre respirare regolarmente e senza aprire la bocca, anche quando l’operatore chiude una valvola posizionata davanti alla bocca stessa. Pochi secondi dopo, la valvola viene riaperta e il paziente deve inspirare profondamente ed espirare più a lungo che può (manovra spirometrica). Durante l’espirazione, che deve essere mantenuta per il tempo minimo indicato dall’operatore, il paziente non deve inspirare o tossire.

Diluizione dei gas: che può basarsi sulla diluizione dell’elio oppure sul wash out dell’azoto. Nel primo caso, il paziente deve respirare una miscela contenente elio, gas inerte con la capacità di diffondersi nelle vie aeree senza coinvolgere la barriera alveolo-capillare. Dato che sono note la concentrazione iniziale dell’elio e quella dell’elio rimasto nello strumento, è possibile misurare quanto ne è stato respirato dal paziente, permettendo così di misurare il volume residuo e la capacità polmonare totale.

Studio della diffusione alveolo/capillare del monossido di carbonio (DLCO): durante il quale il paziente deve inalare una miscela gassosa con bassissime quantità di monossido di carbonio e metano e trattenere il respiro per 10 secondi prima di espirare completamente.

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