Spirometria e Test del Cammino: Un Confronto Dettagliato

I polmoni sono organi essenziali che forniscono l'ossigeno indispensabile per la vita. Molti disturbi respiratori iniziano con sintomi lievi e intermittenti, ma possono peggiorare nel tempo se non diagnosticati. Al Centro Medico Minerva a Savona offriamo visite pneumologiche complete con il dott. Frumento Flavio.

La visita pneumologica viene fatta dallo pneumologo, che è un medico specializzato nel sistema respiratorio, che comprende polmoni, trachea, vie aeree e altre strutture toraciche. Nel nostro centro medico a Savona la visita pneumologica viene fatta dal dott. Frumento Flavio.

Esami come la spirometria, pulsissometria o il test del cammino possono essere fatti per avere un quadro più completo. La diagnostica radiografica, se presente, può aiutare molto lo pneumologo nella diagnosi. Non solo esperti in pneumologia ma altri specialisti di altre branche mediche che possono trattare il paziente a 360º.

Centro Medico Minerva situato al terzo livello del centro polifuzionale "Le Officine". Ampio parcheggio esterno gratuito e totalmente accessibile per disabili.

Spirometria: Valutazione della Funzione Polmonare

La spirometria è uno dei più comuni esami di accertamento della funzionalità polmonare, effettuato per diagnosticare o monitorare patologie a carico dei polmoni.

«Sono tre e il più comune, ma utilissimo, è la spirometria», spiega Luca Richeldi, direttore dell’Unità di Pneumologia del Policlinico Gemelli di Roma e presidente della Società Italiana di Pneumologia. «Misura i flussi, cioè quanta aria passa nei polmoni in un’unità di tempo, e i volumi che entrano nei polmoni stessi: può dare una prima grossolana indicazione della funzione polmonare e per esempio individuare i problemi che dipendono dalla compromissione dei flussi d’aria, come l’asma, o da una riduzione dei volumi come nel caso della fibrosi in pazienti con enfisema polmonare»

La spirometria semplice, chiamata anche curva flusso-volume o volumetria dinamica, consente di misurare la quantità di aria che è possibile inspirare ed espirare forzatamente, e la velocità di espirazione.

La spirometria globale, o completa, prevede anche la valutazione della quantità di aria che resta nei polmoni dopo l’espirazione.

A cosa serve la spirometria?

Il test della spirometria consente di controllare alcuni parametri, quali, per esempio:

  • CVF: la quantità massima di aria che si può espirare con forza dopo aver inspirato il più profondamente possibile.
  • VEMS o FVE1: la quantità massima di aria che si può espirare con forza in un secondo.
  • PEF: il picco di flusso espiratorio.
  • MVV: la massima ventilazione volontaria.

L’interpretazione dei risultati della spirometria è affidata al medico, che valuta i risultati registrati e li mette a confronto con i valori di riferimento in base all’anamnesi del paziente e ai risultati di eventuali altri accertamenti.

La spirometria può essere richiesta dal medico in caso di sintomi come tosse, affanno, mancanza di respiro. È utile per diagnosticare una patologia polmonare ostruttiva (ovvero che causa un’ostruzione delle vie aeree) o restrittiva (ossia che impedisce la normale espansione del polmone), per verificare l’efficacia di una terapia e per controllare l’andamento di patologie come:

  • Asma
  • Polmonite
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
  • Fibrosi cistica
  • Fibrosi polmonare

In alcuni casi, la spirometria è associata a esami specifici per la diagnosi di alcune patologie, come il test di provocazione con la metacolina per l’asma o il test DLCO (diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio) per le fibrosi e l’enfisema.

Inoltre, la spirometria può essere richiesta come esame di controllo prima di un intervento chirurgico, per il rilascio del certificato di idoneità all’attività sportiva o come test di screening della funzionalità polmonare per i lavoratori esposti al rischio di malattie respiratorie.

Rischi e controindicazioni della spirometria

La spirometria è un test molto semplice e non invasivo, che non comporta alcun rischio per la maggior parte delle persone. Lo sforzo richiesto nell’emissione dell’aria in alcuni soggetti può però causare nell’immediato vertigini, tremori, stanchezza, dolore al petto.

La spirometria è controindicata in caso di ipertensione non controllata dai farmaci, angina pectoris e infarto recenti, e quando non siano ancora guarite le ferite per interventi chirurgici a torace, occhi e cranio.

Preparazione per la spirometria

La spirometria richiede alcune semplici norme di preparazione:

  • Astenersi dal fumo nelle 24 ore precedenti il test.
  • Evitare alcolici, pasti abbondanti e attività fisiche intense nelle quattro ore precedenti.
  • Indossare abiti comodi, che non ostacolino i movimenti per l’inspirazione e l’espirazione profonde.
  • Non assumere farmaci broncodilatatori.

Esecuzione dell'esame spirometrico

La spirometria richiede la partecipazione attiva del paziente e viene effettuato con l’assistenza di un medico o di un infermiere.

Si esegue da seduti, talvolta con uno stringinaso per impedire la respirazione nasale. Si utilizza un boccaglio collegato con un dispositivo elettronico (spirometro) e viene chiesto al paziente di inspirare profondamente attraverso lo strumento fino a riempire d’aria i polmoni, quindi di serrare bene le labbra intorno al boccaglio e di espirare il più velocemente e con più forza possibile per espellere l’aria fino allo svuotamento dei polmoni.

Test del Cammino (6-Minute Walk Test): Valutazione della Capacità Respiratoria e della Tolleranza allo Sforzo

Il test del cammino in pneumologia è un semplice test che viene chiamato 6-minute Walk Test che permette di valutare la capacità respiratoria e la tolleranza allo sforzo.

Noto fin dai tempi della laurea triennale, il 6 Minute Walking Test fa parte del panorama culturale di ogni fisioterapista. In passato, per testare la capacità funzionale di una persona, veniva chiesto ai pazienti quante rampe di scale riuscissero a compiere o per quanti metri potessero camminare. Se una persona, ad esempio, riusciva a percorrere 2 o 3 rampe di scale, di norma sarebbe sopravvissuta a un intervento chirurgico.

Agli inizi degli anni ’60 cominciano a comparire i primi test oggettivi delle capacità funzionali, spesso derivati dal mondo del fitness (1). In generale, il test misura la distanza che un paziente può percorrere su una superficie piana, in un periodo di 6 minuti (6 MWD). Valuta, pertanto, la risposta integrata e globale di tutti i sistemi coinvolti durante l’esercizio: sistema polmonare, sistema cardiovascolare, circolazione sistemica, circolazione periferica, sistema neuromuscolare e metabolismo muscolare. Non è un test diagnostico e non fornisce informazioni specifiche sulla funzionalità di ogni sistema, ma solo informazioni complementari.

Modalità di esecuzione del Test del Cammino

Il test si svolge prevalentemente in ambiente chiuso, lungo un corridoio lungo e stretto, con superficie rigida e piana. La distanza camminata deve essere di 30 metri e ogni 3 metri il corridoio dovrebbe essere segnato. I punti di svolta devono essere segnati con dei coni. È opportuno che anche la linea d’inizio sia segnalata sul pavimento. Una distanza inferiore a 30 metri farebbe girare il paziente troppo spesso, con il rischio di ridurre la distanza totale percorsa. L’uso di un treadmill potrebbe ridurre gli spazi, ma non è consigliato dalle linee guida.

Il paziente deve essere vestito comodo e deve indossare delle calzature adeguate. Nel caso il paziente usasse un ausilio per camminare, il test dovrà essere effettuato con tale ausilio. Allo stesso modo, se il paziente necessita di uno stroller per l’ossigeno il test dovrà essere eseguito con lo stesso. È importante che la terapia medica abituale del paziente non sia interrotta o cambiata prima del test, altrimenti si falserebbe il risultato finale.

Prima dell’inizio del test di cammino il paziente dovrebbe rimanere seduto sulla sedia per almeno 10 minuti, in questo lasso di tempo viene compilata l’anagrafica, si valuta la presenza di eventuali controindicazioni, si misura il polso e la pressione sanguigna. La misurazione della saturazione di ossigeno è facoltativa.

Una volta preparato il setting, si istruisce il paziente spiegandogli che l’obiettivo del test è quello di camminare il più lontano possibile per 6 minuti. Durante l’esecuzione del test, il fisioterapista osserva, rimanendo vicino alla linea di partenza, e scandisce il tempo, avvisando ad ogni minuto quanto tempo è trascorso attraverso frasi standardizzate. Il test non prevede l’uso di altre frasi di incoraggiamento o l’uso di un tono di voce e di una gestualità volte all’incitamento.

Allo scadere dei 6 minuti viene chiesto al paziente di fermarsi esattamente nel punto in cui si trova per procedere alla misurazione degli ultimi metri percorsi e si tiene conto dei giri totali.

Interpretazione dei Risultati del Test del Cammino

Per quanto concerne l’interpretazione dei risultati, bisogna sapere che in media un soggetto sano con una buona capacità funzionale è in grado di percorrere dai 400 ai 700 metri. Un valore sotto i 400 metri è indice di una scarsa capacità funzionale. Nei soggetti anziani i valori medi si aggirano intorno ai 300-400 metri nei soggetti con buona capacità funzionale e meno di 300 metri nei soggetti con scarsa capacità funzionale.

Nei soggetti cardiopatici, invece, si ha verifica di una buona capacità funzionale se vengono percorsi più di 400 metri, una capacità funzionale sufficiente tra i 300 e i 400 metri e una capacità funzionale scarsa o molto scarsa se il soggetto rimane sotto, rispettivamente, i 300 e i 200 metri.

I risultati del test nei soggetti cardiopatici orienteranno le terapie al training fisico o al prolungamento di una fase di ricovero o, se necessario, all’adozione di cure più invasive e riabilitazione controllata (22). Per l’interpretazione dei risultati, tuttavia, sono necessari studi futuri che attestino entro quale range si può considerare significativo un cambiamento.

Controindicazioni al Test del Cammino

Le controindicazioni al test del cammino in 6 minuti si dividono in assolute e relative. Tra le controindicazioni assolute abbiamo la presenza di angina instabile e di infarto miocardico nel mese precedente.

Il 6 minute walking test è un’utile misura della capacità funzionale in persone con moderate o severe disabilità. È importante che il test sia somministrato in maniera standardizzata e da personale esperto che sia in grado di riconoscere la presenza di eventuali eventi avversi.

Tabella Comparativa: Spirometria vs. Test del Cammino

Caratteristica Spirometria Test del Cammino (6MWT)
Obiettivo Misurare i volumi e i flussi d'aria nei polmoni Valutare la capacità funzionale e la tolleranza allo sforzo
Parametri Valutati CVF, VEMS, PEF, MVV Distanza percorsa in 6 minuti
Indicazioni Diagnosi e monitoraggio di patologie polmonari ostruttive e restrittive (asma, BPCO, fibrosi) Valutazione della capacità respiratoria in pazienti con disabilità moderate o severe
Controindicazioni Ipertensione non controllata, angina pectoris, infarto recente Angina instabile, infarto miocardico nel mese precedente (assolute)
Preparazione Astenersi dal fumo, evitare alcolici e pasti abbondanti Indossare abiti comodi e calzature adeguate

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