Sintomi HIV e Test Diagnostici: Una Guida Completa

L'HIV (virus dell'immunodeficienza umana) è un virus che danneggia le cellule del sistema immunitario, indebolendo la capacità di combattere le infezioni e le malattie in genere. L’infezione da HIV, che può portare allo sviluppo dell’AIDS, rimane una delle principali cause di malattia e mortalità a livello globale, colpendo milioni di persone di tutte le età. AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome, ovvero sindrome da immunodeficienza acquisita) è il nome utilizzato per descrivere una serie di infezioni e malattie potenzialmente letali che si verificano quando il sistema immunitario è stato gravemente danneggiato dal virus HIV.

Con una diagnosi precoce e trattamenti efficaci (terapia antiretrovirale, ART), la maggior parte delle persone con HIV non svilupperà alcuna malattia correlata all’AIDS e vivrà una vita in gran parte normale. Grazie alle terapie, l'infezione da HIV è oggi considerata un'infezione cronica che lascia spazio a progetti di vita personali, lavorativi e familiari, compreso quello di diventare genitori e di avere figli sani.

Come si Trasmette l'HIV

L’HIV si trasmette attraverso il contatto diretto con sangue, sperma, secrezioni vaginali o latte materno di una persona infetta. La trasmissione richiede che questi fluidi entrino in contatto con il sangue o le mucose di un’altra persona, per esempio tramite rapporti sessuali non protetti, uso condiviso di aghi o da madre a figlio durante gravidanza, parto o allattamento. Le persone con HIV in trattamento antiretrovirale efficace, con carica virale non rilevabile, non trasmettono il virus.

Sintomi dell'HIV

Durante questa fase iniziale il virus si replica rapidamente e la carica virale nel sangue aumenta, rendendo la persona altamente contagiosa. Dopo l’esposizione al virus, l’infezione acuta si manifesta in alcuni pazienti entro 2-4 settimane con sintomi simil-influenzali, che durano in genere 1-2 settimane. I sintomi iniziali dell’infezione da HIV, noti come sindrome retrovirale acuta, si manifestano generalmente 2-4 settimane dopo l’esposizione e includono febbre, mal di gola, eruzione cutanea, dolori muscolari e linfonodi ingrossati. Questi sintomi, causati dalla risposta immunitaria al virus, sono aspecifici e non sempre presenti.

La fase successiva, di latenza clinica, può durare molti anni, specialmente se trattata con terapie antiretrovirali. Durante questa fase, il virus continua a replicarsi a bassi livelli, ma il paziente può essere asintomatico. Gli adolescenti e gli adulti che contraggono l’HIV spesso non presentano mai sintomi evidenti o li confondono con quelli di una comune influenza. Durante questo periodo, soprattutto nella fase acuta dell’infezione, possono trasmettere il virus senza essere consapevoli di averlo contratto.

L’AIDS, lo stadio avanzato dell’infezione da HIV, si manifesta quando il sistema immunitario è gravemente compromesso, con linfociti CD4 inferiori a 200 cellule/μL. I neonati con HIV spesso non mostrano segni evidenti alla nascita, ma in assenza di trattamento possono manifestare sintomi nei primi mesi di vita. In assenza di terapia, i neonati sono vulnerabili a infezioni opportunistiche, come la polmonite da Pneumocystis jirovecii.

Diagnosi dell'HIV e Importanza del Test

L’infezione da HIV non può essere diagnosticata attraverso i sintomi né attraverso le comuni analisi del sangue. L’unico modo per sapere con certezza se si ha contratto il virus dell’HIV è sottoporsi a un test specifico. In Italia sono moltissime le persone che hanno contratto l’HIV ma non lo sanno. In Italia è però altissima e in costante crescita la percentuale di diagnosi tardive: sono molte, dunque, le persone non consapevoli di aver contratto il virus e che arrivano al test HIV in uno stato di salute già debilitato.

L’esecuzione del test non è mai obbligatoria, ma le Linee Guida nazionali sul concepimento raccomandano che questo venga prescritto tra gli esami di routine nel corso della gravidanza. Una donna con l’HIV può infatti trasmettere il virus al nascituro o alla nascitura (trasmissione verticale) durante la gravidanza, il parto e l'allattamento al seno. Il rischio può essere estremamente ridotto (<1%) adottando le dovute precauzioni: idonea terapia durante la gravidanza, parto cesareo, allattamento artificiale, idonea terapia al neonato. Un uomo con l’HIV non può invece trasmettere il virus direttamente ai nascituri, ma è necessario che non lo trasmetta alla futura madre al momento del concepimento.

Chi Deve Sottoporsi al Test HIV

Il test è raccomandato a chiunque abbia avuto comportamenti potenzialmente a rischio o voglia avere un figlio (per evitare il rischio di trasmettere l’infezione al nascituro). Uno screening regolare per l’HIV è inoltre consigliato a tutti gli individui sessualmente attivi perché, trattandosi di un virus a trasmissione principalmente sessuale, nessuno ha la totale sicurezza di non entrarvi in contatto.

Quando Eseguire il Test HIV

I test ad oggi a disposizione non sono in grado di rilevare l’infezione nei giorni immediatamente successivi al contagio. Per ottenere un risultato attendibile è necessario che dall’ultimo comportamento a rischio trascorra un determinato lasso di tempo, chiamato periodo finestra, che varia a seconda del tipo di test. Se sono trascorsi pochi giorni dal tuo comportamento a rischio e desideri approfondire il tuo stato o manifesti sintomi sospetti, puoi rivolgerti a un centro di riferimento per la gestione dell’HIV, dove uno specialista potrà aiutarti a valutare la situazione.

Puoi effettuare il test negli ospedali, nei centri di cura delle IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) e nei laboratori di analisi accreditati. Le modalità di accesso cambiano di struttura in struttura, chiedi informazioni. Per accedere al test non serve ricetta medica, è anonimo e gratuito sia per gli Italiani che per le persone straniere, anche se prive di permesso di soggiorno.

Tipologie di Test HIV Disponibili

Esistono diverse tipologie di test HIV, ciascuna con caratteristiche specifiche in termini di sensibilità e tempo necessario per ottenere un risultato attendibile. È preferibile eseguire il test in un centro pubblico o privato? I test utilizzati in Italia, sia nei laboratori pubblici che privati, devono rispondere alle stesse norme di legge.

1. Test di Ricerca di Anticorpi Specifici nel Sangue

Questi test vengono effettuati mediante prelievo di sangue da inviare in laboratorio e il risultato è disponibile mediamente in 3 giorni.

  • Test Combinati (Test di IV Generazione): Ricercano sia gli anticorpi anti-HIV prodotti dall’individuo sia parti di virus (come l’antigene p24). Possono rilevare l’avvenuta infezione già dopo 20 giorni. Il livello massimo di attendibilità del test si ha almeno 40 giorni dopo l’ultimo comportamento a rischio.
  • Test che Ricercano Solo gli Anticorpi Anti-HIV (Test di III Generazione): Possono rilevare l’avvenuta infezione già dopo 3-4 settimane. Il livello massimo di attendibilità del test si ha almeno 90 giorni dopo l’ultimo comportamento a rischio.

2. Test Rapidi su una Goccia di Sangue o Saliva

La caratteristica principale dei test rapidi è che sono poco invasivi e forniscono il risultato in pochi minuti. Tuttavia, questi sono test “di primo screening” e in caso di risultato dubbio o positivo, devono essere confermati da un ulteriore test da eseguire in laboratorio. Inoltre, anche in questo caso, bisogna tenere conto del periodo finestra specificato nel foglietto illustrativo e che può essere variabile tra i 40 e i 90 giorni dall’ultimo comportamento a rischio. In Italia sono ancora poco diffusi ma stanno iniziando a prendere piede grazie al lavoro delle associazioni che, autonomamente o associate in un checkpoint, offrono i test rapidi per l’HIV e per altre Infezioni Sessualmente Trasmissibili.

  • Test per l'Autodiagnosi: Acquistabili in farmacia. Prevedono l’auto prelievo di una goccia di sangue dal dito e forniscono un risultato in 15 minuti. Il periodo finestra è di 3 mesi.
  • Test Rapidi Utilizzati dagli Operatori Sanitari: Seguiti dagli operatori sanitari. Prevedono il prelievo di una goccia di sangue dal dito o di un campione di saliva e forniscono un risultato in 20 minuti.

Se il test è reattivo (ovvero preliminarmente positivo) è necessario effettuare un test di conferma presso una struttura sanitaria. La possibilità di effettuare il test in autonomia, la riservatezza, la rapidità dei risultati, sono gli elementi allettanti di questa opportunità, ma è bene tener presente anche le controindicazioni: viene meno la possibilità di accedere al counselling e di essere sostenuti e orientati nel caso in cui il test sia reattivo. Fare il test è un momento delicato e a volte molto stressante: valuta l’opportunità di non affrontarlo in solitudine e di farti sostenere da una persona che ti è vicina e di cui ti fidi.

Dal dicembre del 2016 è possibile acquistare in farmacia un autotest per l’HIV: si tratta di un test rapido che prevede l’auto prelievo di una goccia di sangue dal dito e fornisce un risultato in 15 minuti. Il periodo finestra è di 3 mesi. La caratteristica principale dei test rapidi è che sono poco invasivi e forniscono il risultato in pochi minuti. Tuttavia, questi sono test “di primo screening” e in caso di risultato dubbio o positivo, devono essere confermati da un ulteriore test da eseguire in laboratorio. Inoltre, anche in questo caso, bisogna tenere conto del periodo finestra specificato nel foglietto illustrativo e che può essere variabile tra i 40 e i 90 giorni dall’ultimo comportamento a rischio.

Informazioni Aggiuntive sui Test HIV

  • Consenso e riservatezza: Nessuna persona può essere sottoposta al test senza consenso, se non per motivi di necessità clinica nei suoi interessi. Il test è volontario e, perché venga eseguito, è necessario il tuo consenso esplicito ed informato. Alcuni centri effettuano il test in forma anonima, altri in forma riservata. Nel primo caso non viene richiesto alcun documento personale, ma viene utilizzato un codice criptato per la tua identificazione. Nel secondo caso è necessario esibire un documento identificativo al momento dell’effettuazione del test o del ritiro dei risultati.
  • Counselling: Si tratta di colloqui di breve durata con personale esperto che dovrebbero essere previsti da tutti i centri pubblici che effettuano il test, sia prima del prelievo che al momento della comunicazione dei risultati.
  • Test PCR (Polymerase Chain Reaction): Il test PCR (Polymerase Chain Reaction) è in grado di rilevare precocemente la presenza dell’HIV nel sangue attraverso una tecnica di amplificazione molecolare di quantità molto piccole di RNA o DNA.
  • Differenze tra HIV-1 e HIV-2: HIV-1 e HIV-2 sono due differenti ceppi del virus: il primo è il più diffuso nel mondo; il secondo è meno diffuso e meno patogeno e si trova prevalentemente in Africa occidentale. I test per l’HIV sono in grado di rilevare entrambi.
  • Falsi negativi e falsi positivi: Il test potrebbe dare esito negativo anche se la persona ha contratto l’HIV (falso negativo): questo può accadere se il test viene fatto a ridosso del comportamento a rischio, cioè nel cosiddetto Periodo Finestra. Può anche accadere che il test dia esito positivo in una persona che non ha l’HIV (falso positivo): per questo motivo, a fronte di un risultato preliminarmente positivo, è prevista l’effettuazione di un test di conferma prima dell’eventuale diagnosi di positività all’HIV e della comunicazione dei risultati.
  • Sieroconversione tardiva: Se il Test viene eseguito nel rispetto del Periodo Finestra, il risultato è da considerarsi valido e definitivo.
  • Donazione di sangue: Se il sangue di un donatore risulta HIV-positivo, il donatore viene informato in modo riservato e personalizzato. Anche se il sangue viene sempre testato, non bisogna utilizzare la donazione per conoscere il proprio stato sierologico.
  • Test durante il ricovero ospedaliero: No, anche in questo caso, è necessario il consenso scritto del paziente che deve essere sempre informato ed è anche possibile rifiutarsi di fare il test. Ciò vale per qualsiasi trattamento medico o diagnostico, e non solo per il test HIV.

Terapie e Prevenzione

Anche se non esiste ancora una cura in grado di guarire definitivamente dall’HIV una diagnosi precoce e le terapie antiretrovirali disponibili offrono un’aspettativa di vita paragonabile a quella della popolazione generale. Queste terapie hanno anche un’importante funzione preventiva perché riducono la quantità di virus nell’organismo diminuendo significativamente il rischio di trasmissione dell’HIV ad altre persone.

Esistono diverse famiglie di farmaci in grado di bloccare o rallentare la replicazione del virus, e quindi la progressione della malattia. Questi farmaci agiscono sulla trascrittasi inversa, inibendola. Gli obiettivi della HAART mirano al miglioramento della qualità della vita del paziente, e alla riduzione delle complicanze.

Il primo passo per prevenire l’AIDS e l’HIV è quello di evitare comportamenti che possono esporre al rischio di contagio. La PrEP consiste nell’assunzione preventiva di farmaci antiretrovirali in presenza di un rischio significativo di contrarre l’HIV per via sessuale, al fine di ridurre le probabilità di infettarsi. È dunque uno strumento aggiuntivo di prevenzione per le persone che abbiano comportamenti a rischio, in particolare per coloro che non usano mai il profilattico o lo usano in modo sporadico e hanno frequenti rapporti occasionali o con partner a rischio per l’HIV. La PrEP non protegge dalle altre Infezioni Sessualmente Trasmissibili. Affinché la PrEP sia efficace è molto importante farsi seguire da un centro di malattie infettive o da un checkpoint, assumere correttamente i farmaci ed effettuare alcuni esami di controllo sia prima che nel corso della profilassi.

Diritti e Leggi

La Legge 135/90 vieta a datrici e datori di lavoro lo svolgimento di indagini volte ad accertare lo stato di positività all’HIV. Nonostante questo, la LILA riceve diverse segnalazioni da parte di persone con HIV in cerca di lavoro, alle quali è richiesto, tra la lista degli esami comuni da fare, anche il test dell'HIV. La richiesta del test è una pratica diffusa, ma si tratta di un abuso non giustificato da rischi reali e dettato da ignoranza e pregiudizi. I Ministeri della Salute e del Lavoro sottolineano che l’HIV non si trasmette attraverso il contatto occasionale e che la presenza sul luogo di lavoro di persone con HIV non è un rischio per la sicurezza; laddove sussista un rischio professionale, vi è già l’obbligo di adottare precauzioni di carattere universale. Il test HIV non può dunque essere richiesto indiscriminatamente a tutti i lavoratori e lavoratrici. Nel caso ti vengarichiesto il test HIV senza un valido e giustificato motivo, puoi rifiutarti di farlo e denunciare l’abuso.

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