La glicemia è la quantità di glucosio presente nel sangue, misurata in mg/dl. Mantenere i livelli di glicemia sotto controllo è fondamentale, poiché sia l'iperglicemia (livelli troppo alti) che l'ipoglicemia (livelli troppo bassi) possono causare complicanze pericolose.
Cos'è la Glicemia?
La glicemia misura la concentrazione di glucosio (zucchero) nel sangue. Livelli elevati di glicemia possono sviluppare patologie di rilievo nel corpo umano, anche con gravi conseguenze. Tra queste, la più conosciuta è il diabete. Anche chi non è diabetico, o pre-diabetico, può mostrare sintomi che generano una serie di problematiche.
Regolazione della Glicemia
La regolazione dei livelli ematici dipende principalmente dall’azione di due ormoni, l’insulina e il glucagone. L’insulina promuove l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule quando il livello di questo zucchero aumenta, mentre il glucagone aumenta il livello di glucosio nel sangue quando questo scende troppo.
Diabete, Iperglicemia e Ipoglicemia
Quando i livelli di glucosio nel sangue si alzano oltre la norma (iperglicemia) a causa di una scarsa (o assente) produzione di insulina, oppure per l’incapacità dell’organismo di utilizzare questo ormone, si parla rispettivamente di diabete di tipo 1 o 2.
Cause dell'Iperglicemia
- Scarsa (o assente) produzione di insulina (diabete di tipo 1).
- Incapacità dell’organismo di utilizzare l’insulina prodotta (diabete di tipo 2).
- Uso di alcuni farmaci, come per esempio i corticosteroidi.
- Alcune patologie, come acromegalia, sindrome di Cushing, pancreatite o tumori del pancreas.
- Eventi stressanti acuti (infarto del miocardio o ictus).
- Episodi infettivi acuti.
In casi più rari, l’iperglicemia può essere secondaria a condizioni stressanti, quali: infarto, ictus, infezioni, patologie endocrine come l’acromegalia e la sindrome di Cushing e malattie del pancreas. Alcuni farmaci possono portare a un aumento transitorio della glicemia o a un suo peggioramento in pazienti già diabetici, tra cui corticosteroidi, anti-psicotici e anti-retrovirali.
Cause dell'Ipoglicemia
L’ipoglicemia è invece causata, il più delle volte, dall’inappropriata somministrazione di farmaci utilizzati per controllare il diabete, quali sulfaniluree ed insulina; più raramente, in seguito a tumori del pancreas secernenti insulina, malattie endocrine, quali il morbo di Addison, malattie epatiche avanzate e alcuni interventi di chirurgia bariatrica.
Quando i Valori della Glicemia sono Preoccupanti?
Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl, e di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio.
Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio. Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl.
I sintomi dell’iperglicemia si manifestano gradualmente e soltanto quando i livelli di zucchero nel sangue sono molto alti. La glicemia alta non causa praticamente alcun sintomo, almeno finché non diventa davvero MOLTO alta. In genere, i sintomi della glicemia alta non si manifestano fino a quando i livelli di glucosio nel sangue raggiungono valori molto elevati (>180mg/dl). Questi sintomi, inoltre, possono svilupparsi lentamente nel tempo, quindi al loro esordio è difficile capire che qualcosa non va.
Sintomi di Iperglicemia
I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione. I primi sintomi dell’ipoglicemia possono comprendere pallore, sensazione di stanchezza, sudorazione ingiustificata, nausea o fame, vertigini, tremore, battito cardiaco accelerato, irritabilità, ansia, sbalzi d’umore e mal di testa.
Se i livelli di glucosio nel sangue restano bassi a lungo, si possono manifestare altri disturbi, come visione offuscata, debolezza e sonnolenza, difficoltà di concentrazione e stati confusionali, crisi epilettiche, collasso o svenimento.
E adesso sai già dove sto andando a parare, giusto? Se facciamo tutta questa pipì, dove li prendiamo i liquidi necessari?
Ma possibile che nonostante un sacco di zucchero in circolo nel sangue il cervello ne chieda altro? Sì, è possibile: se c’è troppo zucchero in circolo significa che molto probabilmente si sta accumulando perché le cellule non sono più in grado di prenderselo. Pensa che paradosso… Le cellule hanno bisogno di zucchero per funzionare, ma a causa degli squilibri metabolici tipici del diabete non riescono a prenderlo dal sangue. Morale?
Ma ora ci troviamo di fronte ad un altro grosso problema: tutto questo zucchero in circolo altera i delicati equilibri cui il sangue deve necessariamente sottostare. Per almeno contenere i danni non abbiamo quindi che una soluzione, eliminare lo zucchero il più rapidamente possibile. D’altra parte, come puoi facilmente immaginare, c’è un limite alla quantità che possiamo sciogliere nell’urina, non possiamo mica metterci a urinare sciroppo, no? E allora i reni si trovano costretti ad estrarre non solo zucchero dal sangue, ma anche acqua per produrre abbastanza urina per poterlo eliminare.
Sul lungo periodo si verifica la perdita di peso, di nuovo perché non riusciamo a servirci di parte dei nutrienti che introduciamo con la dieta, e t’invito per la terza volta a notare l’assurdità della situazione: magari sei in sovrappeso, hai più fame di prima, mangi più di prima eppure dimagrisci.
Diagnosi della Glicemia Alta
Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl. Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico.
Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati. Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).
Come mantenere la glicemia entro i valori normali
- Seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura.
- Praticare attività fisica regolarmente.
- In caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.
Alimentazione e Glicemia
L’indice glicemico indica quanto velocemente un alimento influenza il livello di zucchero nel sangue (glucosio) quando viene assunto da solo.
Gli alimenti con indice glicemico alto causano un rapido aumento del glucosio nel sangue. Si tratta di cibi che, nei processi digestivi, vengono scomposti rapidamente, come cibi zuccherati, pane bianco, pasta e riso non integrali, patate.
Alimenti a medio e basso indice glicemico, che provocano un aumento graduale dei livelli di zucchero nel sangue, sono per esempio i legumi, gli alimenti integrali e alcune varietà di frutta e verdura.
In presenza di diabete o glicemia alta per effetto di altre condizioni, seguire una dieta equilibrata è di fondamentale importanza. In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure. Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali. Importante è anche ridurre il consumo di carne, da sostituire con altre fonti di proteine, quali i legumi e il pesce.
I pazienti con diabete, dunque, oltre a seguire le terapie indicate, dovrebbero anche prestare attenzione alla propria alimentazione. Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata.
I formaggi vanno consumati con moderazione non più di 2-3 volte a settimana, privilegiando quelli freschi tipo ricotta, fiordilatte, primosale ed evitando quelli più grassi (es. mascarpone, gorgonzola) e stagionati. Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce.
Come abbiamo detto sono da evitare quelli raffinati, che vanno sostituiti dai cereali integrali (da consumare comunque con limitazione). Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche. Le porzioni, inoltre, vanno contenute: regolare la quantità di calorie ingerite è utile a evitare picchi glicemici.
Cosa Mangiare se si ha il Diabete?
Si può mangiare pane, pasta, riso, patate e polenta, ma nelle dosi indicate. Sono da privilegiare i cibi integrali per aumentare la quantità di fibra, che permette di migliorare il compenso glicemico, ridurre i picchi glicemici e aumentare il senso di sazietà. Nella dieta devono essere quindi presenti i legumi, magari in piatto unico con i carboidrati (es.
Per quel che riguarda i grassi, è fondamentale non superare il 10% di acidi grassi saturi e i 300 milligrammi al giorno di colesterolo.
In buona sostanza non importa quindi come siano i tuoi esami del sangue, qualunque sia il valore che hai trovato hai un buon motivo per impegnarti. Pratica tutti i giorni attività fisica. Sì, ho detto tutti i giorni, ma ho anche detto attività fisica, che non significa necessariamente sportiva. Con questi due strumenti, magari con l’aiuto del tuo medico o di un nutrizionista, perdi peso se necessario.
Oltre all’attenzione alla dieta, che è bene ribadirlo, dovrà essere studiata dallo specialista su misura per ogni paziente, per tenere a bada la glicemia, è importante mantenere un peso adeguato e fare attività fisica con regolarità. Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.
Prevenzione e Gestione
È pertanto fondamentale che i soggetti a rischio (familiarità per diabete, obesi, sedentari, con pregresso diabete gestazionale), si sottopongano a un controllo periodico annuale della glicemia, tramite prelievo ematico. È noto che l’incidenza del diabete di tipo II aumenta con l’età e in presenza di condizioni come obesità, sedentarietà e alimentazione scorretta.
Seguire un’alimentazione bilanciata: limitare le farine raffinate che hanno un alto indice glicemico, i cibi contenenti molti grassi saturi e gli alcolici. Fare attività fisica regolare. L’esercizio fisico ha un effetto ipoglicemizzante perché stimola l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari togliendolo dal sangue. Migliorare la qualità del sonno.
Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine. Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue.
Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress. Evitare caffeina e cioccolato nelle ore precedenti al sonno, non esporsi a schermi come quelli di televisione, computer o smartphone e creare una routine che introduca il corpo al riposo, possono essere semplici trucchi per dormire meglio.Infine, per i pazienti diabetici in cui è indicato, è importante monitorare la glicemia mediante l’utilizzo degli appositi misuratori segnalati dagli specialisti.
Tipi di Diabete Mellito
Alla base della comparsa del diabete c’è una insufficienza nella quantità d’insulina, prodotta dal pancreas, oppure uno scorretto funzionamento biologico dell’ormone, che non riesce più a controllare bene la glicemia.
Il diabete mellito è una malattia che racchiude in sé tante patologie diverse, tutte accomunate da livelli alti di glicemia. Si distinguono: il diabete di tipo 1 o insulino-dipendente, il diabete di tipo 2 o non-insulino-dipendente, il diabete gestazionale, il diabete monogenico e il diabete secondario ad altra patologia, come per una malattia del pancreas, o provocato da specifici farmaci, come ad esempio il cortisone.
Il diabete tipo 1 è di origine autoimmune: le cellule pancreatiche che producono insulina vanno incontro ad una progressiva autodistruzione, non riuscendo così più a controllare i livelli di zucchero nel sangue. Gli anticorpi responsabili di tale autodistruzione sono probabilmente prodotti in risposta ad un virus o ad agenti tossici ambientali. Una bassa o assente produzione d’insulina fa si che l’insulina diventi una terapia salvavita nei pazienti con diabete di tipo 1, chiamato per questo diabete insulino-dipendente.
Il diabete tipo 2 è dovuto ad alterazioni genetiche ed epigenetiche (cioè fattori ambientali) e presenta un decorso lento. Il deficit di insulina risulta meno grave rispetto a quello tipico del diabete di tipo 1.
Il diabete gestazionale è quello che può comparire durante la gravidanza e che, di solito, scompare dopo il parto. Le donne, però, che hanno avuto il diabete gestazionale durante la prima gravidanza risultano maggiormente esposte alla probabilità di sviluppare di nuovo diabete gestazionale in gravidanze successive e diabete di tipo 2 durante la loro vita.
Complicanze del Diabete
La non modificazione dei fattori di rischio cardiovascolare e i livelli costantemente alti di zucchero nel sangue possono aumentare il rischio di danni ai vasi sanguigni, sia grandi che piccoli. Tra le gravi complicanze dovute al diabete si elencano: danni neurologici o neuropatie, danni renali o nefropatia, danni oculari o retinopatie e danni cardio-cerebrovascolari.
Come Prevenire il Diabete
Purtroppo, oggi non è ancora possibile prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 1. Non esiste nessuna evidenza scientifica che dimostri come attraverso un particolare stile di vita o assumendo determinati farmaci si possa evitare di ammalarsi di questa malattia. Discorso diverso, invece, per il diabete di tipo 2. La prevenzione dovrebbe cominciare già nell’adolescenza. Tenere sotto controllo il peso e seguire una dieta varia ed equilibrata sono fattori fondamentali nella prevenzione della malattia. I soggetti obesi, infatti, hanno un rischio di 10 volte maggiore di sviluppare diabete rispetto ad una persona di peso normale.
Alimenti da Evitare in Caso di Diabete Mellito
In caso di diagnosi di diabete mellito, il paziente dovrà evitare l’assunzione di determinati alimenti come, ad esempio, quelli ad elevato contenuto di grassi e carboidrati (snack dolci confezionati e bevande dolci). Dovrà prediligere, quindi, alimenti a basso contenuto calorico come yogurt e cereali integrali, frutta come fragole, kiwi e mirtilli, albume d'uovo, formaggi magri come i formaggi di capra, ricotta fresca di mucca e latte scremato. Meglio scegliere carni bianche (pollo, tacchino) e prediligere il pesce. Inoltre, sarà fondamentale limitare le quantità di cibo, mangiando porzioni non eccessive.
Trattamenti per Curare il Diabete
Il diabete di tipo 1, non appena diagnosticato, va subito curato per evitare una grave complicanza chiamata chetoacidosi diabetica (DKA). L'unica terapia oggi disponibile è quella a base di insulina. Grazie ai moderni sistemi di somministrazione d’insulina e di monitoraggio della glicemia associati ad uno stile di vita sano, il paziente con diabete di tipo 1 riesce a condurre una vita normale e a prevenire l'insorgenza di complicazioni a lungo termine derivanti dalla malattia.
I farmaci per curare il diabete di tipo 2 sono di diverso tipo e i pazienti non sempre necessitano di una terapia insulinica. Ogni persona diabetica, infatti, può rispondere diversamente alla terapia antidiabetica. Per questo motivo è necessario sviluppare una terapia personalizzata che tenga conto del singolo quadro clinico e delle caratteristiche di ciascuna persona diabetica.
In generale, è comunque possibile tenere sotto controllo la malattia monitorando la glicemia, che a digiuno e prima del pasto dovrà essere compresa tra 90-130 mg/dL, e dopo il pasto, circa 2 ore dopo, dovrà essere inferiore a 180 mg/dl. L’emoglobina glicosilata, invece, dovrà essere inferiore a 7%.
Il paziente diabetico dovrà, inoltre, tenere sotto controllo la pressione arteriosa, i cui valori dovranno essere inferiori a 130 mmHg per la pressione arteriosa sistolica e minori o uguali a 80 mmHg per la pressione arteriosa diastolica. Nel caso di coesistenza di malattia renale cronica, la pressione arteriosa sistolica dovrebbe mantenersi sotto i 120 mm Hg. Viene consigliato, poi, di tenere monitorati anche i valori di colesterolo LDL (che dovranno rimanere inferiori a 100 mg/dl) e dei trigliceridi (che dovranno essere minori di 150 mg /dL).
Ricerca sul Diabete
Nel diabete di tipo 2, l’insulina viene prodotta normalmente ma non funziona bene, così che il nostro organismo non riesce a controllare adeguatamente i livelli di glucosio nel sangue. Nel tempo la glicemia non ben controllata dai farmaci porta alla comparsa di complicanze a carico di vari organi (cuore, occhi e reni).
Negli ultimi anni, sono state introdotte nuove classi di farmaci antidiabetici, tra cui gli agonisti dei recettori (GLP1-RA) e gli inibitori del co-trasportatore sodio-potassio (SGLT-2i) che hanno dimostrato di migliorare il profilo cardio-renale e ridurre il rischio di mortalità per cause cardiovascolari (CV) nei pazienti con diabete. Seguendo le recenti Linee Guida della Società Europea di Cardiologia, l’uso di questi farmaci è raccomandato per la gestione dei diabetici che hanno un rischio CV elevato o per coloro che hanno già avuto un evento CV.
Come per tutti farmaci, anche per queste classi terapeutiche più nuove va valutata la probabilità di avere effetti collaterali, come disturbi a livello gastrointestinale o infezioni genitourinarie, tra quelli più rilevanti.
In ultima analisi, se stai leggendo questo articolo immagino che tu sia giustamente preoccupata per tua glicemia, ma non trasformare la paura in rassegnazione, deve diventare forza di volontà verso scelte più sane. Forza!
leggi anche:
- Tumore allo Stomaco: Quali Segnali nelle Analisi del Sangue?
- Sclerosi Multipla: Quali Esami del Sangue Possono Aiutare nella Diagnosi?
- Risonanza Magnetica per Tumore al Cervello: Sintomi Iniziali e Diagnosi
- Tumore Stomaco: Quali Esami del Sangue Rivelano i Sintomi?
- Uretrotomia Endoscopica: La Soluzione Definitiva per la Stenosi Uretrale Senza Dolore
- Glicemia Alta Dopo Colazione: Scopri Subito Cosa Fare per Controllarla!
