I Trigliceridi Alti: Sintomi, Cause e Rimedi

I trigliceridi sono un tipo di grasso presente nel sangue, essenziali per il corretto funzionamento dell’organismo. I trigliceridi sono la principale tipologia di grasso presente nel corpo umano e derivano principalmente dall’alimentazione degli individui, poiché si trovano sia nei grassi animali che in quelli vegetali.

Il loro funzionamento è abbastanza semplice. Quando assumiamo più calorie rispetto a quante ne consumiamo, il corpo umano immagazzina queste calorie sotto forma di trigliceridi. Possiamo quantificare i livelli di trigliceridi con un semplice prelievo di sangue, si misura infatti la trigliceridemia, ovvero la concentrazione di trigliceridi nel sangue, espressa in mg/dl.

Il livello di trigliceridi è considerato elevato quando supera il valore supera i 200 mg/dl. L’ipertrigliceridemia può portare gravi conseguenze. I trigliceridi alti rappresentano un importante fattore di rischio per la salute dell’individuo.

Cosa sono i trigliceridi?

Ma cosa sono i trigliceridi? Sono lipidi che viaggiano nel nostro sangue, attraverso le cellule, e hanno la funzione di garantire una riserva di energia per l’organismo e un certo grado di isolamento termico dal freddo.

Quali sono i valori di riferimento?

Per gli adulti, un valore desiderabile è inferiore a 150 mg/dl (1,7 mmol/L); valori tra 150 e 199 mg/dl sono ai limiti, mentre oltre 200 mg/dl sono considerati elevati. Per i ragazzi (under 18), il valore desiderabile è inferiore a 90 mg/dl. Livelli superiori a 500 mg/dl sono “molto elevati” e aumentano significativamente il rischio di pancreatite acuta.

Perché è importante abbassare i livelli alti di trigliceridi?

Avere valori elevati di trigliceridi aumenta concretamente il pericolo di malattie cardiovascolari aterosclerotiche, come ictus e infarto. Questo accade perché i trigliceridi contribuiscono a formare placche di grasso nelle arterie (aterosclerosi), che possono ostacolare il flusso sanguigno.

Livelli elevati di trigliceridi aumentano il rischio di malattie cardiovascolari come ictus e infarto, oltre a patologie del fegato e del pancreas. Contribuiscono alla formazione di placche nelle arterie (aterosclerosi) e, in casi gravi, possono causare pancreatite acuta.

Sintomi dei trigliceridi alti

Spesso, i trigliceridi alti non mostrano sintomi evidenti, il che rende difficile riconoscere il problema senza esami specifici. Non sempre i trigliceridi alti sono una causa di preoccupazione immediata, ma è importante monitorarli regolarmente.

In generale, i sintomi dell’ipertrigliceridemia non sono facilmente rilevabili ma è dimostrato che espongono il soggetto al rischio di incorrere in malattie cardiovaloscari e di aterosclerosi (ateromi a livello vascolare).

Quando i livelli sono particolarmente alti, il paziente ha maggiori probabilità di riscontrare:

  • dolori addominali forti
  • pancreatiti acute
  • xantoma (pelle che assume un colore giallastro per via dei lipidi accumulati)
  • sintomi di natura neurologica
  • splenomegalia
  • epatomegalia

I trigliceridi alti possono avere numerosi effetti collaterali sulla salute, inclusi problemi cardiaci, digestivi e articolari. Alcune ricerche suggeriscono che i trigliceridi alti possano essere associati a dolori articolari, in particolare a causa dell'infiammazione.

I trigliceridi alti possono influire sulla salute generale e sono spesso legati a una sensazione di stanchezza persistente. Un altro sintomo comune associato ai trigliceridi alti è la pancia gonfia. Trigliceridi e colesterolo alti sono spesso riscontrati insieme e possono causare vari sintomi.

Cause dei trigliceridi alti

Ci sono diversi fattori che possono causare l'aumento dei trigliceridi nel sangue. Le cause più diffuse dei trigliceridi alti sono la sedentarietà e la cattiva alimentazione. L’ipertrigliceridemia può essere causata da diversi fattori.

Le cause includono una dieta ricca di zuccheri e carboidrati raffinati, eccesso di calorie, e consumo elevato di alcol. Altri fattori sono obesità, sedentarietà, resistenza all’insulina, diabete di tipo 2, sindrome metabolica, alcune condizioni mediche (es. malattie renali/epatiche, ipotiroidismo) e predisposizione genetica. Anche alcuni farmaci possono elevarli.

Diagnosi

La diagnosi dei trigliceridi alti viene effettuata attraverso un esame del sangue definito come lipidogramma. In questo modo è possibile ottenere una diagnosi completa del profilo lipidico del paziente.

È sufficiente un esame del sangue per conoscere il livello dei trigliceridi. Prima dell'esame è opportuno mantenere il digiuno nelle 12 ore che precedono il prelievo, con un pasto leggero la sera prima. In questo modo è possibile avere un valore più attendibile.

Cosa fare? Rimedi e consigli

Se i tuoi livelli di trigliceridi sono elevati, è importante agire per abbassarli. Trattare l’ipertrigliceridemia richiede prima di tutto un’attenta diagnosi da parte del proprio medico. La terapia può variare in base al paziente e alle cause dei trigliceridi alti.

Per abbassare i trigliceridi, la prima e più efficace linea di intervento è modificare il proprio stile di vita. Quando mangiamo più calorie del necessario, il nostro corpo le converte in trigliceridi e le immagazzina come grasso. Il primo passo è ridurre gradualmente l’apporto calorico quotidiano.

Nel caso in cui l’adozione di uno stile di vita sano non porti a risultati sufficienti, il medico potrebbe aggiungere alla terapia un trattamento farmacologico.

La terapia più semplice, sicura, e spesso più efficace, è rappresentata dai cambiamenti dello stile di vita e delle abitudini alimentari. In persone con elevati livelli di trigliceridi associati a ipercolesterolemia, condizione nota come dislipidemia combinata, farmaci come le statine hanno dimostrato in numerosi studi un soddisfacente profilo di efficacia e sicurezza, riducendo il rischio di eventi cardiovascolari maggiori quali l’ictus ischemico e l’infarto del miocardio.

Nelle persone con ipertrigliceridemia isolata non controllata da sole abitudini alimentari e stile di vita, o con persistenza di elevati livelli di trigliceridi nonostante terapia con statina, gli acidi grassi omega-3 sono ben tollerati e risultano efficaci nel ridurre i livelli di trigliceridi.

Alimentazione e Dieta

Per prevenire e trattare l’ipertrigliceridemia occorre intervenire innanzitutto sulla nostra alimentazione. La soluzione ideale è formulare una dieta per ridurre il come ridurre il colesterolo e trigliceridi alti che deve comprendere diversi accorgimenti. preferire sempre cibi ricchi di vitamina c, omega-3 e fibre.

Un’alimentazione ricca di fibre è importantissima per abbassare i trigliceridi e migliorare la salute del cuore. Aumentare il loro consumo è semplice.

Per abbassare i trigliceridi, la regola d’oro è semplice: privilegiare cibi freschi e naturali e limitare al massimo quelli processati, ricchi di zuccheri e grassi “cattivi”.

Come posso abbassare i trigliceridi attraverso la dieta? Privilegiare pesce azzurro e salmone (per Omega-3) almeno tre volte a settimana, abbondanti verdure, e cereali integrali con moderazione. Scegliere latte e yogurt scremati, tagli magri di carne, legumi e oli vegetali insaturi come l’olio extravergine d’oliva. Una dieta di tipo mediterraneo con controllo calorico è l’ideale.

Quali alimenti devo evitare per abbassare i trigliceridi? È cruciale evitare alcolici e superalcolici, bevande e cibi ricchi di zuccheri aggiunti (dolci, succhi di frutta, marmellate, miele) e carboidrati raffinati. Limitare cibi da fast-food, grassi animali (burro, panna), frattaglie, insaccati grassi e prodotti da forno con “grassi vegetali” (spesso grassi trans).

Cibi Consigliati

  • Pesce di tutti i tipi, almeno tre volte alla settimana.
  • Verdura cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti.
  • Carne, sia rossa che bianca, proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile.

Cibi da evitare

  • bevande zuccherate e succhi di frutta: sono bombe di zuccheri semplici.
  • frutta fresca, con moderazione, per il suo contenuto di zuccheri (fruttosio).
  • Sale.

Attività fisica

La sedentarietà è un’alleata dei trigliceridi alti. L’attività più efficace è quella aerobica. Rendere lo stile di vita più attivo (abbandona la sedentarietà! Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in zuccheri e grassi saturi.

L'attività fisica fa bene al corpo e ci consente di normalizzare il tasso dei trigliceridi. Infatti, fare movimento è utile per stimolare l'uso delle riserve energetiche per mettere in moto i muscoli, riducendo così i livelli presenti nel nostro organismo.

Integratori

Integratori a base di omega-3 e riso rosso fermentato (fonte di monacolina K) aiutano a tenere a bada il colesterolo nel sangue e il livello di trigliceridi. Un integratore a base di Berberi indiano, monacolina k e coenzima Q10 come CardioQten può rappresentare un alleato prezioso per combattere livelli alti di colesterolo e trigliceridi e per affiancare una terapia a base di farmaci ipolipemizzanti, come quelli del gruppo delle statine, che spesso possono avere diversi effetti collaterali, o rappresentarne un’alternativa naturale.

Prima di scegliere il miglior integratore per i trigliceridi alti è importante un'attenta valutazione delle cause, dei sintomi e dei loro valori nel sangue.

I principali rimedi naturali per abbassare i trigliceridi sono:

  • Omega 3
  • Ulivo
  • Coenzima Q10
  • Olio di Krill e olio di fegato di merluzzo
  • Fibre naturali
  • Riso rosso fermentato
  • Gamma Orizanolo

Tabella riassuntiva: Cibi consigliati e da evitare

Categoria Cibi Consigliati (Alleati) Cibi da Evitare (Nemici)
Pesce Pesce azzurro (salmone, sgombro, sarde, alici). Almeno 2-3 volte/settimana. Pesce fritto o impanato industrialmente.
Verdura e Legumi Verdura di ogni tipo, in abbondanza. Legumi (fagioli, lenticchie, ceci) 2-4 volte/settimana. Verdure condite con salse grasse o burro.
Carboidrati Pane, pasta, riso, avena, orzo rigorosamente integrali. Pane bianco, pasta e riso non integrali. Prodotti da forno industriali (merendine, cracker).
Carne e Proteine Carni bianche (pollo, tacchino senza pelle). Tagli magri di carne rossa. Affettati magri (bresaola, fesa di tacchino). Carni grasse e insaccati (salame, salsiccia, wurstel, mortadella). Frattaglie.
Latticini e Formaggi Latte e yogurt scremati o parzialmente scremati. Formaggi freschi e magri (ricotta) o Grana Padano. Latte intero. Formaggi grassi e cremosi. Panna.
Condimenti e Grassi Olio extravergine d’oliva (a crudo). Avocado. Frutta secca (noci, mandorle) con moderazione. Burro, lardo, strutto, margarina. Salse elaborate (maionese). Cibi fritti.
Zuccheri e Dolci Frutta fresca (con moderazione). Zucchero, miele, marmellate. Dolci, torte, biscotti, gelati, caramelle.
Bevande Acqua, tè e tisane non zuccherate. Alcolici (da eliminare o ridurre al minimo). Bevande zuccherate (cola, aranciate).

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