Trigliceridi Alti: Sintomi, Cause e Rimedi

I trigliceridi sono i grassi più semplici e abbondanti presenti nel corpo umano. Essi rappresentano un fondamentale deposito energetico, fornendo a parità di peso più del doppio dell’energia fornita da carboidrati e proteine. La maggior parte dei trigliceridi presenti nel sangue deriva dall’alimentazione, trovandosi in abbondanza sia in grassi animali e vegetali. Tuttavia, qualora si assumano zuccheri e proteine in eccesso, il fegato è in grado di convertire questi macronutrienti in trigliceridi endogeni che possano poi essere depositati come riserva energetica.

Cosa Sono i Trigliceridi?

I trigliceridi sono lipidi che viaggiano nel nostro sangue, attraverso le cellule, e hanno la funzione di garantire una riserva di energia per l’organismo e un certo grado di isolamento termico dal freddo.

Trigliceridi Alti: Cosa Significa?

Avere trigliceridi alti significa che la concentrazione di trigliceridi nel sangue (trigliceridemia) è superiore alla norma. Possiamo quantificare i livelli di trigliceridi con un semplice prelievo di sangue, si misura infatti la trigliceridemia, ovvero la concentrazione di trigliceridi nel sangue, espressa in mg/dl. Il livello di trigliceridi è considerato elevato quando supera il valore supera i 150 mg/dL.

Trigliceridi Alti: Cause

Le cause dei trigliceridi alti possono essere genetiche o primarie e secondarie associate allo stile di vita o da altre patologie. Le ipertrigliceridemie possono dividersi in familiari e non familiari. Le forme familiari di ipertrigliceridemia sono relativamente rare, e derivano da mutazioni genetiche che alterano il metabolismo dei grassi.

Tra le cause secondarie indubbiamente la più diffusa è una modificazione dello stile di vita che sempre di più è associato ad una alimentazione ipercalorica con un eccessivo apporto di grassi saturi ed in più aggravato da una vita sedentaria.

Altri fattori che possono contribuire all'aumento dei trigliceridi includono:

  • il sovrappeso e l'obesità;
  • il fumo da sigaretta;
  • i problemi alla tiroide;
  • malattie epatiche o renali;
  • un diabete di tipo 2 non tenuto adeguatamente sotto controllo;
  • problemi genetici - in particolare in caso di ipertrigliceridemia familiare, una malattia ereditaria causata dal difetto in un gene;
  • l'assunzione di alcuni farmaci.

Non tutti i grassi assunti con la dieta hanno gli stessi effetti sull’omeostasi lipidica. In particolare, i grassi saturi, presenti in abbondanza in carni rosse, burro, margarina, formaggi e insaccati, causano l’incremento dei trigliceridi, del colesterolo “cattivo” LDL e la riduzione del colesterolo “buono” HDL.

Sempre durante la digestione dei pasti, anche il fegato sintetizza trigliceridi, ma, diversamente dalle cellule intestinali, compie questa azione a partire dagli aminoacidi e dal glucosio dietetici. All'opposto di quanto descritto in precedenza, in condizioni patologiche o anomale (es: dieta ipercalorica ad alto contenuto di grassi o zuccheri, diabete, anomalie genetiche ecc.), la produzione di trigliceridi e relativi trasportatori supera abbondantemente le richieste delle cellule tissutali o non le soddisfa affatto, a causa dell'incapacità delle cellule tissutali di introdurre al proprio interno i trasportatori di trigliceridi.

Trigliceridi Alti: Sintomi

In genere, la presenza di trigliceridi alti è asintomatica, ossia non causa sintomi. Spesso non si hanno sintomi particolari anche se i trigliceridi superano i valori ottimali. L’ipertrigliceridemia tipicamente non causa sintomi evidenti, ma rappresenta un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.

Tuttavia, livelli molto elevati di trigliceridi possono portare a:

  • pancratite acuta;
  • ingrossamento di fegato e milza;
  • formicolio agli arti e perdita della sensibilità;
  • difficoltà respiratorie e confusione;
  • xantomi eruttivi sul busto, gomiti e ginocchia, glutei, mani e piedi.

La formazione, infiammazione e rottura di queste placche provoca gravi malattie cardio-cerebro-vascolari come l’infarto del miocardio, l’arteriopatia periferica e l’ictus ischemico. Inoltre, quando i trigliceridi in eccesso si depositano nel fegato e nel grasso addominale causano la steatosi epatica (il “fegato grasso”) e l’obesità viscerale.

Trigliceridi Alti: Diagnosi

La diagnosi dei trigliceridi alti viene effettuata attraverso un esame del sangue definito come lipidogramma. Il vostro medico deve richiedere il profilo lipidico sierico: colesterolo totale, trigliceridi, e colesterolo HDL misurati e colesterolo LDL e VLDL calcolati. In questo modo è possibile ottenere una diagnosi completa del profilo lipidico del paziente.

Affinché l’esame sanguigno per la valutazione dei trigliceridi sia attendibile è necessario che il paziente sia a digiuno, al momento del prelievo, da almeno 12 ore. È necessario presentarsi al prelievo dopo un digiuno di almeno 12 ore, seguendo un pasto leggero, poiché un elevato apporto calorico può far aumentare i livelli di trigliceridi.

Valori di Riferimento dei Trigliceridi

Per scoprire se i livelli di trigliceridi sono troppo alti è sufficiente sottoporsi a un semplice prelievo di sangue. I valori di riferimento sono fissati a 150 mg/dL. Ciò significa che a partire da questa concentrazione bisogna iniziare a preoccuparsi. Infatti valori di trigliceridi maggiori o uguali a 150 mg/dL sono considerati un fattore di rischio per la salute delle arterie. Risultati inferiori a 150 mg/dL possono invece essere considerati nella norma.

Ecco una tabella riassuntiva dei valori di riferimento:

Livello di Trigliceridi (mg/dL) Interpretazione
Inferiore a 150 Normale
150 - 199 Limite superiore
200 - 499 Alto
Superiore a 500 Molto alto

Trigliceridi Alti: Cura e Rimedi

Trattare l’ipertrigliceridemia richiede prima di tutto un’attenta diagnosi da parte del proprio medico. La terapia più semplice, sicura, e spesso più efficace, è rappresentata dai cambiamenti dello stile di vita e delle abitudini alimentari. La terapia può variare in base al paziente e alle cause dei trigliceridi alti.

Le armi da utilizzare sono:

  • il controllo del peso;
  • l'attività fisica;
  • l'astinenza dal fumo;
  • la limitazione del consumo di alcolici;
  • le abitudini alimentari.

L’adozione di uno stile di vita e un regime dietetico sani rappresentano il caposaldo della prevenzione e del trattamento dell’ipertrigliceridemia. In prima istanza per cominciare a combattere i trigliceridi alti nel sangue bisogna modificare le cattive abitudini alimentari con una dieta equilibrata e l’attività fisica, ridurre l’apporto di zuccheri, alcol, perdere peso e smettere di fumare.

Cosa Mangiare per Abbassare i Trigliceridi?

Per prevenire e trattare l’ipertrigliceridemia occorre intervenire innanzitutto sulla nostra alimentazione. La soluzione ideale è formulare una dieta per ridurre il come ridurre il colesterolo e trigliceridi alti che deve comprendere diversi accorgimenti. preferire sempre cibi ricchi di vitamina c, omega-3 e fibre. In particolare, l'alimentazione non dovrebbe essere ricca di zuccheri e di cibi raffinati. Inoltre ai grassi saturi tipici di alimenti come il burro e le carni si dovrebbero preferire quelli insaturi, specialmente gli Omega-3 del pesce.

Consumare pesce almeno 2-3 volte a settimana.

Integratori Alimentari

Integratori a base di omega-3 e riso rosso fermentato (fonte di monacolina K) aiutano a tenere a bada il colesterolo nel sangue e il livello di trigliceridi. Un integratore a base di Berberi indiano, monacolina k e coenzima Q10 come CardioQten può rappresentare un alleato prezioso per combattere livelli alti di colesterolo e trigliceridi e per affiancare una terapia a base di farmaci ipolipemizzanti, come quelli del gruppo delle statine, che spesso possono avere diversi effetti collaterali, o rappresentarne un’alternativa naturale.

Terapia Farmacologica

Nel caso in cui l’adozione di uno stile di vita sano non porti a risultati sufficienti, il medico potrebbe aggiungere alla terapia un trattamento farmacologico. Se queste da sole non dovessero bastare e dovessero sopraggiungere anche complicanze cardiovascolari, allora si inizia la terapia farmacologica con gli ipolipemizzanti con fibrati, statine ed omega-3 ad alte dosi.

I farmaci più comunemente utilizzati includono:

  • Fibrati: derivati dell’acido fibrico, possono abbassare efficacemente i livelli di trigliceridi troppo elevati.
  • Statine: sono farmaci che nascono per abbassare il colesterolo LDL, ma che possono rivelarsi utili anche quando i trigliceridi sono alti.
  • Niacina: può aiutare non solo a ridurre i trigliceridi, ma anche il colesterolo LDL.
  • Olio di pesce: fonte di acidi grassi omega-3, si apprezza non soltanto per i suoi effetti positivi sull’ipertrigliceridemia, ma anche per le proprietà ipoglicemizzanti, cardioprotettive, antiossidanti e antinfiammatorie.

In persone con elevati livelli di trigliceridi associati a ipercolesterolemia, condizione nota come dislipidemia combinata, farmaci come le statine hanno dimostrato in numerosi studi un soddisfacente profilo di efficacia e sicurezza, riducendo il rischio di eventi cardiovascolari maggiori quali l’ictus ischemico e l’infarto del miocardio. Nelle persone con ipertrigliceridemia isolata non controllata da sole abitudini alimentari e stile di vita, o con persistenza di elevati livelli di trigliceridi nonostante terapia con statina, gli acidi grassi omega-3 sono ben tollerati e risultano efficaci nel ridurre i livelli di trigliceridi.

È importante ricordare che è altamente sconsigliato seguire ricette fai da te per abbassare i trigliceridi.

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