Proteinuria: Sintomi, Cause, Diagnosi e Trattamento

La proteinuria è una condizione in cui si rilevano quantità anormali di proteine, solitamente albumina, nelle urine. Normalmente non vi dovrebbero essere proteine a livello dell’escreto urinario, poiché quelle che sono presenti nel circolo sanguigno sono di dimensioni maggiori rispetto al filtro renale, il glomerulo, tanto da non riuscire ad oltrepassarlo; perciò, qualora vi fossero, indicherebbe un malfunzionamento del filtro glomerulare.

Che cos’è la proteinuria?

La proteinuria si verifica quando i reni non riescono a trattenere le proteine nel sangue, permettendo loro di passare nelle urine. Le proteine più comunemente rilevate nelle urine sono l’albumina e le globuline. La presenza di proteine nelle urine può essere un segnale di danno renale o di altre condizioni mediche che influenzano la funzione renale.

Valori normali

Valori normali per un campione di urine chimico-fisico singolo è circa 0-8 mg/dl. Per essere considerata nella norma, la quantità di proteine nelle urine non dovrebbe superare gli 8 mg/dl su campione occasionale e gli 80 mg nelle 24 ore. Normalmente, i livelli proteici urinari sono molto bassi: nelle 24 ore, le proteine eliminate con l'urina non dovrebbero superare i 200 mg.

Tipologie o varianti

La proteinuria può essere classificata in diverse tipologie, tra cui:

  • Proteinuria transitoria: Temporanea e spesso causata da stress, esercizio fisico intenso o febbre.
  • Proteinuria ortostatica: Si verifica quando una persona è in posizione eretta e scompare quando è sdraiata.
  • Proteinuria persistente: Indica un problema renale cronico e richiede ulteriori indagini mediche.

Cause della Proteinuria

Le cause della proteinuria possono essere classificate in base al meccanismo di insorgenza. Le cause della proteinuria possono variare e includono:

  • Malattie renali: Come la glomerulonefrite o la nefropatia diabetica.
  • Infezioni: Infezioni del tratto urinario o infezioni sistemiche.
  • Condizioni sistemiche: Come il diabete mellito o l’ipertensione.
  • Fattori temporanei: Stress fisico, febbre o esercizio fisico intenso.

Classificazione delle cause

Le cause possono essere classificate in base al meccanismo di insorgenza:

  • Proteinuria glomerulare
  • Proteinuria tubulare
  • Proteinuria da iperafflusso
  • Proteinuria funzionale

Proteinuria glomerulare

La proteinuria glomerulare deriva da malattie del glomerulo renale, che di solito implicano un aumento della permeabilità a tale livello; questa permette ad una maggiore quantità di proteine plasmatiche di passare nel filtrato. La proteinuria può derivare da disturbi glomerulari primitivi, come nefropatia membranosa, glomerulonefrite a lesioni minime e glomerulosclerosi segmentale focale. Importanti cause secondarie includono, invece, diabete mellito, uso di certi farmaci (inclusi FANS ed antibiotici), infezioni (HIV, epatite B e C, patologia post-streptococcica, sifilide, malaria ed endocardite), processi infiltrativi (come l'amiloidosi) e pre-eclampsia. La proteinuria glomerulare può derivare, inoltre, da patologie ad eziologia autoimmune (come la nefrite lupica) e neoplasie maligne (es. carcinoma del colon, dello stomaco o del polmone e linfoma).

Proteinuria tubulare

La proteinuria tubulare deriva da anomalie renali tubulo-interstiziali che impediscono il riassorbimento delle proteine da parte del tubulo prossimale. I fattori causali sono spesso accompagnati da altri difetti della funzione tubulare (es. perdita di bicarbonato e glicosuria) e, talvolta, da glomerulopatie. La proteinuria tubulare si può riscontrare in presenza di sindrome di Fanconi, necrosi tubulare acuta, nefrite tubulo-interstiziale e malattia renale policistica.

Proteinuria da iperafflusso

La proteinuria da iperafflusso si verifica quando una quantità eccessiva di piccole proteine plasmatiche (es. catene leggere delle immunoglobuline prodotte nel mieloma multiplo) supera la capacità di riassorbimento dei tubuli prossimali.

Proteinuria funzionale

La proteinuria funzionale è un aumento temporaneo dell'escrezione di proteine nelle urine, causata da modificazioni emodinamiche glomerulari. In particolare, l'incremento di proteine nelle urine si verifica quando l'aumento del flusso ematico renale riversa maggiori quantità delle stesse nel nefrone. Ciò può risultare da attività fisica intensa, febbre, disidratazione e stress emotivo. La proteinuria funzionale si inverte quando il flusso ematico renale ritorna alla normalità.

Proteinuria ortostatica

Un particolare tipo di proteinuria funzionale, relativamente comune, è detta ortostatica o posturale. Questa è una condizione benigna, tipicamente osservata nei soggetti di età inferiore a 30 anni con funzionalità renale conservata. In tal contesto, la proteinuria è moderata e si verifica soprattutto quando il paziente è in posizione eretta (escrezione di meno di 2 g al giorno di proteine), mentre è assente dopo un periodo di allettamento, come dopo il riposo notturno. Per cui, l'urina contiene tipicamente una maggiore quantità di proteine durante le ore di veglia. In genere, la proteinuria ortostatica segue, come quella funzionale, un decorso benigno, spesso con risoluzione spontanea.

Sintomi e manifestazioni

Quando si presenta in maniera lieve o moderata, la proteinuria è generalmente asintomatica. La proteinuria spesso non presenta sintomi evidenti, specialmente nelle fasi iniziali. Tuttavia, in alcuni casi, possono manifestarsi:

  • Urine schiumose o spumose.
  • Gonfiore (edema) in mani, piedi, addome o viso.
  • Aumento di peso dovuto alla ritenzione idrica.

Tra i sintomi della proteinuria - generalmente assenti nei casi lievi o moderati - rientrano la presenza di schiuma nelle urine e l'edema, cioè l'abnorme accumulo di liquidi negli spazi interstiziali, a causa di un calo della pressione oncotica del plasma.

Diagnosi

La proteinuria è un parametro che viene valutato con l'esame delle urine. La diagnosi di proteinuria viene effettuata attraverso un’analisi delle urine, che può includere un test delle urine standard o un test delle urine delle 24 ore. Se la proteinuria è confermata, ulteriori esami del sangue e test di imaging possono essere necessari per determinare la causa sottostante.

Il gold standard di riferimento per la diagnosi di proteinuria consiste nella misurazione quantitativa delle proteine urinarie nelle 24 ore. Un esame più accurato è rappresentato dal rapporto albumina su creatinina, che si effettua sulle urine della prima minzione mattutina.

Un test semi-quantitativo denominato dipstick urinario (dall'inglese dip-and-read test strip, quindi basato sull'utilizzo di striscette reattive) viene utilizzato come esame di screening per la popolazione generale; qualora l'esito risulti positivo, il test può essere ripetuto a distanza di pochi giorni per escludere rialzi occasionali associati a condizioni non patologiche.

Al posto del dipstick o del tradizionale esame delle urine nell'arco delle 24 ore, sempre più spesso i medici utilizzano una nuova tecnica, basata sul rapporto tra le concentrazioni urinarie di albumina (la più abbondante proteina plasmatica) e creatinina (un prodotto di rifiuto derivante dal normale metabolismo muscolare). Questo esame - noto anche come ACR, dall'inglese albumin-to-creatinine ratio - considera meritevole di approfondimenti diagnostici qualsiasi situazione in cui si registrino più di 30 mg di albumina per ogni grammo di creatinina (30 mg/g o 30 mcg/mg).

Per la valutazione delle proteine nelle urine, occorre raccogliere un campione in un apposito contenitore pulito. Contaminazione da sangue (es. Il rene ha il compito di mantenere nell'organismo le proteine, quindi queste non dovrebbero essere eliminate nelle urine.

Trattamento

Il trattamento della proteinuria varia a seconda della causa scatenante. Il trattamento della proteinuria dipende dalla causa sottostante. Può includere:

  • Farmaci per controllare la pressione sanguigna o il diabete.
  • Modifiche dello stile di vita, come una dieta a basso contenuto di sale e proteine.
  • Trattamenti specifici per malattie renali o altre condizioni mediche.

Gli obiettivi del trattamento consistono essenzialmente nella correzione della proteinuria, per impedirne l’aggravamento. Il trattamento è rivolto alla causa scatenante, quindi si differenzia a seconda della stessa. Proteinurie occasionali, come quelle che si riscontrano in seguito ad esercizio fisico intenso o episodio febbrile, sono clinicamente insignificanti e non necessitano di trattamento.

Alcuni farmaci antiipertensivi - appartenenti alla classe degli ACE-inibitori (ramipril, lisinopril, enalapril ecc.) e degli antagonisti recettoriali dell'angiotensina II (es. losartan, valsartan, irbesartan) - possono ridurre la proteinuria e rallentare la progressione delle nefropatie associata verso gradi più severi di insufficienza renale cronica.

Quando rivolgersi al medico

È importante consultare un medico se si notano sintomi come urine schiumose, gonfiore inspiegabile o se si ha una storia di malattie renali o condizioni che possono influenzare la funzione renale. Segnali di allarme includono anche un improvviso aumento di peso o difficoltà respiratorie.

Prognosi e possibili complicanze

La prognosi della proteinuria dipende dalla causa sottostante e dalla tempestività del trattamento. Se non trattata, la proteinuria può portare a complicanze come l’insufficienza renale cronica.

leggi anche: