Toxoplasmosi e Esami del Sangue: Guida Completa per la Gravidanza

La toxoplasmosi è una malattia infettiva causata dal parassita Toxoplasma gondii. È importante, qualora la gestante non sia immunizzata e dunque corra il rischio di contrarla, adottare alcune precauzioni. Le donne in gravidanza hanno diritto, in Italia, a eseguire gratuitamente alcune prestazioni specialistiche e diagnostiche, come indicato nel Decreto ministeriale 10 settembre 1998.

Cos'è la Toxoplasmosi?

La toxoplasmosi è una fra le più comuni parassitosi contratte dall'uomo. Si tratta di una malattia provocata dal Toxoplasma gondii, un parassita capace di sopravvivere a lungo nella terra umida, presente nelle feci dei gatti infetti e trasmissibile all’uomo per via alimentare. Questa malattia infettiva è causata dal protozoo Toxoplasma gondii, un parassita intracellulare obbligato, il cui ospite definitivo è il gatto, nonostante possa infettare anche gli uccelli e altri mammiferi (ospiti intermedi).

Nella maggior parte dei casi chi ha avuto la toxoplasmosi non lo sa: i sintomi con cui si manifesta sono lievi e aspecifici. Il toxoplasma invade il citoplasma delle cellule e si moltiplica asessualmente all'interno di esse, portando alla produzione di oocisti.

Come si Contrae la Toxoplasmosi

L'ingestione diretta del parassita con cibo o acqua contaminati dalle feci di gatto è la più frequente modalità di infezione. Tuttavia, il contagio può verificarsi anche cibandosi di carni crude o poco cotte (specie di agnello e maiale; raramente, di manzo) o portando alla bocca le mani che hanno manipolato vegetali, terriccio o altri materiali infettati dalle oocisti del T. gondii.

  • Ingestione di carne cruda o poco cotta
  • Contatto con feci di gatto infetto
  • Manipolazione di terra contaminata

Toxoplasmosi e Gravidanza

La toxoplasmosi rappresenta un problema rilevante se viene contratta per la prima volta durante la gravidanza. Il pericolo maggiore è la trasmissione del parassita per via verticale al feto, che può esporre al rischio di danni a carico del sistema nervoso e degli occhi. La gravità dell'infezione fetale (toxoplasmosi congenita) dipendono dall'epoca della gestazione in cui avviene il contagio materno.

In particolare, il rischio di conseguenze gravi per il feto è maggiore se la toxoplasmosi viene acquisita nel primo trimestre di gravidanza. Se l'infezione viene contratta entro il sesto mese di gestazione, il bambino alla nascita può presentare una triade di anomalie caratteristiche, ossia: corioretinite bilaterale, calcificazioni intracraniche e idrocefalo (o microcefalia). A questi segni di carattere neurologico possono associarsi eruzioni cutanee, atrofia del nervo ottico, ittero, miocardite, polmonite, epatosplenomegalia e ritardo psicomotorio.

La probabilità di trasmissione della toxoplasmosi al feto varia in funzione del periodo gestazionale in cui la madre ha contratto l'infezione: il rischio è basso all'inizio della gravidanza ed aumenta con il progredire della gravidanza.

Conseguenze nel caso di mancato trattamento della toxoplasmosi in gravidanza:

  • Aborto spontaneo
  • Ritardo della crescita intrauterina
  • Nascita prematura

Sintomi nel bambino nel caso in cui la gravidanza invece venga portata a termine:

  • Febbre
  • Linfonodi gonfi
  • Basso peso alla nascita
  • Ittero
  • Eruzione cutanea
  • Toxoplasmosi oculare con perdita della vista
  • Anemia
  • Epatomegalia o splenomegalia (ingrandimento del fegato e della milza)
  • Petecchie
  • Idrocefalo o microcefalia

In presenza di problemi a carico del sistema nervoso centrale possono manifestarsi anche:

  • Convulsioni
  • Ipotono
  • Disabilità intellettiva
  • Calcificazioni cerebrali
  • Perdita dell’udito
  • Ritardo psicomotorio
  • Difficoltà di alimentazione

Diagnosi della Toxoplasmosi: il Toxo Test

L’individuazione di eventuali anticorpi diretti contro il Toxoplasma gondii, è inserito all’interno di quel pacchetto di esami chiamati Torch test che sono considerati esami di screening consigliati alle donne in gravidanza. Il toxo test fa parte del complesso TORCH, serie di analisi in grado di rilevare la presenza di agenti patogeni noti per essere la causa di infezioni congenite pericolose.

Poiché la malattia è spesso asintomatica, idealmente sarebbe bene conoscere il proprio stato prima della gravidanza, e cioè sapere se nel proprio siero siano presenti gli anticorpi per la toxoplasmosi. Si tratta di un semplice esame del sangue: chiamato Toxo-test, permette di classificare le donne in tre classi: “protetta”, “suscettibile” o “a rischio”.

Interpretazione dei Risultati del Toxo Test

Il Toxo-test permette di verificare l’assenza o la presenza di anticorpi, e, in questo secondo caso, di evidenziare se si è ancora in una fase a rischio o se invece la donna è da considerarsi protetta. Se la condizione della donna non è nota prima della gravidanza, allora il Toxo-test deve essere prontamente eseguito durante la gravidanza, con la prima serie di esami del sangue entro le prime otto settimane di gestazione. Se la donna è protetta (ha le IgG) il test non deve più essere ripetuto.

  • IgG assenti, IgM assenti: indicano che la donna è priva di anticorpi anti-Toxoplasma, quindi non ha mai contratto l'infezione ed è ancora suscettibile ad essa.
  • IgM assenti, IgG presenti: significa che l'infezione è avvenuta da tempo e ha conferito protezione. Un toxo test IgG positivo e IgM negativo significa, invece, che la gestante è già immune.

Nel caso in cui invece la gestante sia “suscettibile”, e quindi non abbia le IgG né le IgM, deve eseguire almeno altri due controlli nel corso della gravidanza, a 20 e 36 settimane, per escludere la possibilità di essersi infettata e che quindi il bambino rischi di contrarre una toxoplasmosi congenita.

Cosa fare in caso di positività alle IgM

Nel caso in cui il test dia come risultato la presenza di anticorpi IgM, l’infezione in gravidanza è comunque solo sospetta. Si procede quindi con test sierologici più sofisticati presso centri di riferimento di riconosciuta esperienza sia per accertare la diagnosi sia, eventualmente, per disegnare una terapia.

Se l’infezione è confermata, il nascituro, anche se apparentemente sano, dovrà essere seguito per almeno tutto il primo anno di vita da un centro specializzato per poter escludere eventuali danni cerebrali e visivi che insorgano nei mesi successivi.

Il Complesso TORCH

Il TORCH test è parte degli esami di screening consigliati alle donne in gravidanza. Quest'indagine è in grado rilevare la presenza di anticorpi diretti contro alcuni agenti infettivi, che possono causare serie conseguenze nel feto e nel neonato. Il complesso TORCH aiuta a determinare se la futura mamma ha qualche patologia che potrebbe essere trasmessa al bambino, tra cui la toxoplasmosi, l'infezione da virus dell'immunodeficienza umana (HIV), la rosolia e l'herpes simplex.

Più dettagliatamente, la sigla TORCH significa:

  • T = come Toxoplasma gondii, agente causale della toxoplasmosi (infezione);
  • O = Others, cioè “altri” agenti patogeni/malattie infettive (come sifilide, virus varicella-zoster, HIV, Coxsackie virus, Epstein-Barr virus, Parvovirus B19 e virus dell’epatite); raggruppa le analisi che è consigliabile eseguire prima di una gravidanza per rilevare altri tipi di infezione ed evitare conseguenze al bambino;
  • R = come Rosolia;
  • C = come Cytomegalovirus (CMV);
  • H = come Herpes simplex virus (HSV).

Prevenzione della Toxoplasmosi

È utile quindi attuare norme igieniche di comportamento. Per ridurre la possibilità di contrarre la toxoplasmosi in gravidanza è indicato mangiare solo carne ben cotta, evitare salumi e insaccati crudi, bere latte pastorizzato e sbucciare o lavare abbondantemente con acqua o cuocere frutta e verdura. E’ consentito consumare cruda soltanto la carne scongelata, in quanto il calore e il congelamento (a 20 gradi sottozero per 24 ore) distruggono il parassita.

In primo luogo, non bisogna mangiare la carne cruda: occorre cuocerla bene, ed eventualmente affumicarla. È d’obbligo altresì lavare accuratamente le mani e le superfici della cucina venute a contatto con carne cruda. Devono essere evitati anche tutti gli insaccati crudi, mentre sono ammessi prosciutto cotto e mortadella. Da bandire pure le uova crude, nonché il latte e i suoi derivati non pastorizzati.

Indossare un paio di guanti per manipolare carni crude, pollame, pesce, frutta e verdure, fiori, terra (es. giardinaggio) e ogni altro materiale potenzialmente contaminato dalle feci di un gatto.

Prima del consumo, lavare accuratamente la frutta e la verdura, soprattutto se raccolta in orti nei quali i gatti hanno libero accesso. In secondo luogo, è necessario lavare accuratamente gli ortaggi e la frutta, utilizzando eventualmente amuchina o bicarbonato di sodio. Terza raccomandazione: quando si fa giardinaggio, è obbligatorio munirsi di guanti, e la stessa prescrizione vale quando si cambia la lettiera del gatto, nonché in caso di contatto con tutto ciò che può essere stato contaminato da feci di gatto.

Cosa non si deve mangiare per la toxoplasmosi in gravidanza?

Per sottrarsi al rischio di contrarre la toxoplasmosi in gravidanza, e bene evitare il consumo di:

  • Ortaggi freschi se non si è sicuri del corretto lavaggio;
  • Carni crude o poco cotte;
  • Insaccati, salumi crudi o poco stagionati

Infine, è importante prestare attenzione agli alimenti pronti per il consumo che possono essere esposti a una contaminazione incrociata, per esempio:

  • Diretta, attraverso il contatto con altri alimenti che veicolano il patogeno;
  • Indiretta, attraverso il contatto di utensili o superfici di lavoro contaminate.

In generale il Toxoplasma muore con una cottura superiore ai 70°C e con il surgelamento sotto di -18°C.

E se ho il gatto in casa?

Allontanare il gatto domestico è una misura non necessaria. Il gatto è il serbatoio naturale per Toxoplasma gondii, ma di per sé ha un ruolo marginale nella trasmissione diretta della parassitosi.

Per una maggior sicurezza però si può adottare le seguenti precauzioni:

  • Alimentare il gatto con cibi cotti o in scatola;
  • Evitare il contatto con le feci di gatto;
  • Evitare di svolgere personalmente le operazioni di pulizia della cassettina;
  • Far pulire la lettiera e far asportare la sabbia della cassetta giornalmente per evitare lo sviluppo delle oocisti eventualmente presenti nelle feci, far igienizzare il contenitore per almeno 5 minuti con acqua bollente;
  • Evitare i gatti randagi, soprattutto i cuccioli perché hanno una più alta probabilità di essere infetti;
  • Non accogliere nuovi gatti in casa proprio durante la gravidanza.

Cura e Trattamento della Toxoplasmosi in Gravidanza

Allo stato attuale non esiste un vaccino contro la toxoplasmosi: non è quindi possibile garantirne la prevenzione assoluta. Nel caso in cui si contragga la toxoplasmosi in gravidanza è possibile arrestare la trasmissione dell’infezione al feto attraverso una cura mirata a base di antibiotici.

Il trattamento antibiotico più utilizzato è quello a base di spiramicina, un farmaco ben tollerato dalla madre e dal feto. Esistono altri farmaci di comprovata efficacia come la pirimetamina e la sulfadiazina, in particolare per evitare la comparsa di postumi nel bambino durante il primo anno di vita. L’uso di questi ultimi farmaci è d’obbligo nel caso in cui la trasmissione dell’infezione al feto sia avvenuta attraverso l’amniocentesi.

Tabella Riassuntiva Interpretazione Esami

IgG IgM Interpretazione Azioni Raccomandate
Assenti Assenti Suscettibile Ripetere il test ogni 4-6 settimane, seguire scrupolosamente le norme igieniche.
Presenti Assenti Immune Nessuna azione necessaria.
Assenti Presenti Infezione recente Consultare immediatamente il ginecologo per ulteriori accertamenti.

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