Si può interrompere l'assunzione di pillole per il colesterolo?

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo. Nel nostro Paese, ogni anno, muoiono più di 224.000 persone per queste patologie, di queste circa 50.000 sono legate a livelli elevati di colesterolo: su oltre un milione di pazienti ad alto rischio, più di 8 su 10 hanno valori di colesterolo superiori a quelli delle linee guida europee. Tenere basso il colesterolo è dunque importante per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, come angina pectoris, infarto e ictus.

Poiché la gran parte di questo (l'80%) viene prodotto dall'organismo, ai pazienti a rischio, laddove non ci siano controindicazioni, vengono prescritte le statine, farmaci ad azione ipocolesterolemica che agiscono bloccando un enzima indispensabile per il processo di produzione del colesterolo da parte dell'organismo. Dato il numero crescente di persone con livelli alti di colesterolo, sono sempre di più i pazienti che si vedono prescrivere le statine (si stima che nel 2018 siano state assunte da oltre 145 milioni di persone). Tuttavia, c’è ancora incertezza su quando iniziare il trattamento con le statine e soprattutto per quanto tempo seguirlo al fine di ottimizzare i benefici.

Cosa sono le statine?

Le statine sono il farmaco più utilizzato per abbassare l’eccesso di colesterolo LDL, il colesterolo “cattivo”. Le statine vengono prescritte ai pazienti a rischio cardiovascolare medio-alto e alto che già hanno modificato il proprio stile di vita senza risultati sufficienti, che presentano livelli di colesterolo LDL almeno pari a 130 mg/dL. Anche i pazienti che, oltre a queste caratteristiche, presentano ulteriori fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione o arteriopatia periferica, o che abbiano già subito un evento cardio-cerebrovascolare avverso sono candidati alla terapia con statine.

Rischi e controindicazioni delle statine

L'uso delle statine è controindicato nelle persone con gravi malattie del fegato, o nel caso in cui si sospetti un problema al fegato per il riscontro di valori alterati delle analisi del sangue. L'assunzione delle statine è controindicata durante la gravidanza e l'allattamento perché non sono disponibili dati certi sulla loro sicurezza.

Le statine vanno prese con cautela da tutte le persone che hanno un rischio più alto di sviluppare effetti collaterali quali la miopatia (malattia dei muscoli) o la rabdomiolisi (rottura delle fibre muscolari). Le statine possono causare effetti collaterali come dolori muscolari, debolezza, e in rari casi alterazioni della funzionalità epatica.

Interazioni farmacologiche e precauzioni

L'interazione con altri farmaci è uno degli aspetti più critici della terapia con le statine. Le persone che assumono statine, prendono spesso anche altri farmaci che possono modificare l'effetto o la sicurezza delle statine, ad esempio riducendone l'efficacia o aumentando la possibilità di sviluppare effetti collaterali, come la miopatia. È importante sapere che se durante la terapia con le statine dovesse essere necessario prendere anche uno di questi farmaci, il medico potrebbe prescrivere un medicinale alternativo alle statine oppure potrebbe abbassarne il dosaggio.

Il succo di pompelmo può interagire con alcune statine e aumentare il rischio di sviluppare effetti collaterali. Il medico può consigliare di evitarne l'uso oppure di consumarne in quantità limitate. Per avere dettagli completi sulle precauzioni da usare e sulle possibili interazioni con altri medicinali, è consigliabile leggere il foglietto illustrativo presente nella confezione del farmaco.

Sospensione della terapia con statine: cosa comporta?

Non è detto che la terapia debba essere permanente; i pazienti possono essere valutati periodicamente. Se si raggiunge un buon controllo del colesterolo e si adotta uno stile di vita sano, potrebbe essere possibile ridurre o interrompere la terapia, sempre sotto supervisione medica.

Tuttavia, la terapia con statine, anche se si manifestano effetti collaterali a carico dei muscoli o dell’apparato digerente, non andrebbe sospesa. Interrompere la terapia con statine a causa di dolori muscolari o gastrici può rivelarsi una scelta pericolosa a lungo termine. I rischi della sospensione della terapia sono però rilevanti: in primo luogo i livelli di colesterolo LDL tornano quelli precedenti la terapia e in tempi rapidi; per chi ha già subito un evento cardio-cerebrovascolare avverso sale il rischio di subirne un secondo così come aumentano le probabilità di un primo evento in chi fino a quel momento non ne ha manifestati.

Uno studio ha scoperto che chi ha smesso di assumere statine a causa di effetti collaterali ha un 13% in più di probabilità di morire o di avere un infarto o un ictus nei successivi quattro anni rispetto a chi invece prosegue con la terapia. Quasi 45.000 di essi hanno riportato un effetto collaterale che pensavano fosse legato al farmaco. La maggior parte di essi - 19.989 individui - ha continuato ad assumere comunque le statine e il 44% ha proseguito con lo stesso tipo di farmaco. Circa quattro anni dopo la segnalazione degli effetti collaterali, 3.677 pazienti erano morti o avevano subito un attacco cardiaco o un ictus. Il 12,2% di essi aveva continuato la terapia nonostante gli effetti avversi, mentre il 13,9% di questi aveva interrotto il trattamento proprio a causa degli effetti collaterali.

Un interessante studio, basato sui registri amministrativi della regione Lombardia, ha valutato quali sono le conseguenze della sospensione, per qualsivoglia ragione, della terapia con le statine in soggetti che sono in concomitante trattamento con antiipertensivi, ipoglicemizzanti ed antiaggreganti. L’analisi ha portato all’identificazione di 29.047 pazienti che assumevano tale combinazione di medicine. 4.023 di questi soggetti hanno sospeso la statina e sono stati confrontati, mediante propensity score, con un corrispondente gruppo che ha invece proseguito tale trattamento. Dopo un follow up medio di 20 mesi l’interruzione della terapia con statine si associava ad un aumentato rischio di ricovero per scompenso (HR, 1.24; 95% CI, 1.07-1.43), ricovero per eventi cerebrovascolari, scompenso o cardiopatia ischemica (HR, 1.14; 95% CI, 1.03-1.26); mortalità da ogni causa (HR, 1.15; 95% CI, 1.02-1.30), accesso al DEA per qualsiasi motivo (HR, 1.12; 95% CI, 1.05-1.19).

Lo studio evidenzia, quindi, che interrompere la terapia con statine, anche in pazienti anziani con multiple comorbidità e terapie, ha significative ripercussioni negative sulla prognosi.

Alternative alle statine

Farmaci innovativi si sono affiancati alle statine per combattere l’ipercolesterolemia. Primi fra tutti gli inibitori dell’assorbimento del colesterolo, e in particolare l’ezetimibe: associati alle statine, hanno un effetto maggiore della doppia dose di statina. Gli ultimi arrivati sono gli anticorpi monoclonali: sono farmaci da assumere per via sottocutanea una o due volte al mese. Hanno una potenza superiore alle statine o alle statine associate agli inibitori dell’assorbimento del colesterolo.

Per gestire il colesterolo alto senza farmaci è necessario perdere peso se necessario, adottare una dieta sana prevalentemente vegetale, praticare regolarmente attività fisica, smettere di fumare, ridurre o evitare il consumo di alcolici.

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