Il diabete è uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Eppure almeno una persona con diabete su tre non sa di essere affetta da questa condizione e non viene adeguatamente trattata. Ma forse la tecnologia può venire in aiuto.
Oggi un piccolo sensore circolare che si applica sulla parte posteriore del braccio misura il glucosio senza dover pungere il dito. Poi è sufficiente far passare sul sensore il proprio smartphone iPhone o Android per controllare il glucosio con una app gratuita. Tutto questo è possibile con FreeStyle Libre, il Sistema di monitoraggio Flash del glucosio, provato anche dai runners che hanno partecipato alla Milano 21 Half Marathon.
Ogni runner ha indossato un piccolo sensore circolare che si applica sulla parte posteriore del braccio e che misura il glucosio nei fluidi interstiziali senza dover pungere il dito (FreeStyle Libre). E’ stato sufficiente far passare sul sensore il proprio smartphone iPhone o Android per consentire agli atleti di controllare il glucosio con una app (LibreLink) e condividere in tempo reale i dati glicemici con un team di esperti Aniad attraverso un sistema sicuro basato sul cloud (LibreView).
Il team medico, sulla base delle informazioni ricevute dal sensore, ha fornito preziosi consigli al singolo atleta perl’eventuale correzione della terapia o l’assunzione di un integratore, permettendogli di concentrarsi esclusivamente sulla gara. Il tutto in diretta web, per un’iniziativa di sensibilizzazione che è nata dalla certezza che il diabete non deve essere considerato un limite nella pratica di un’attività sportiva e in generale nella vita.
“Nonostante gli enormi progressi fatti negli ultimi decenni sul versante della formazione e dell’informazione, anche grazie al contributo delle Associazioni e di Medici lungimiranti, oggi ancora troppe persone pensano che questa malattia ponga un limite a ciò che si può fare - dichiara Marcello Grussu, Presidente A.N.I.A.D. - I runner del Team FreeStyle ci spingono a rivedere questo preconcetto e a volgere lo sguardo oltre i limiti.
In generale questo approccio ha consentito di individuare correttamente i soggetti con diabete in oltre il 72% dei casi, basandosi solo sul segnale PPG. Rapportando il test alla presenza di altri fattori di rischio per diabete (età, genere indice di massa corporea, razza/etnia), la possibilità di individuare la presenza di diabete saliva all’81%.
Sono milioni le persone con diabete che vivono ignare della loro condizione. “Il diabete - commenta Avram - può rimanere asintomatico per un lungo periodo di tempo, ma intanto si possono verificare dei danni a livello dei vasi, che nel tempo conducono a complicanze cardiovascolari. Per questo è così importante individuare delle opportunità di screening non invasive e low cost che consentano di screenare milioni di persone.
Fino ad oggi non avevamo a disposizione nulla del genere. Questa nuova strategia potrebbe diventare invece una modalità di screening per diabete, low cost e da fare tranquillamente a casa, armati di uno smartphone dotato di una fotocamera e di luce. E la maggior parte delle persone possiede ormai un cellulare.
Il team di Avram sta attualmente testando il nuovo algoritmo per validarlo ulteriormente, anche in popolazioni differenti (es. afro-americani o asiatici), sottorappresentate in questo studio. Cercheranno inoltre di valutare se questa tecnologia possa consentire di distinguere se il paziente ha un diabete in fase precoce o tardiva. Una volta concluse tutte queste validazioni, il test sarà disponibile al pubblico dotato di smartphone.
App per la gestione del diabete
Per le persone affette da diabete, avere un’app che le aiuti ad affrontare la malattia nella loro quotidianità può avere effetti più che positivi.
- MySugr: utilizzata da circa 2 milioni di utenti, questa app è disponibile sia per iOS che Android. MySgr può essere utilizzato come un vero e proprio diario, attraverso il quale si può gestire la propria terapia, controllare i livelli glicemici e l’insulina, stimare i livelli di HbA1c e raggiungere obiettivi o vincere sfide personali in modo divertente e interattivo.
- Glucose Buddy: app gratuita per iOS e Android ma disponibile solo in lingua inglese. L’app aiuta a controllare la glicemia, i farmaci da prendere e i pasti. Tiene anche traccia dei valori dell’insulina, del peso e della pressione sanguigna.
- Diabetes:M: disponibile per Android e iOS (ma solo adatto ad iPad). L’app tiene traccia di quasi tutti gli aspetti della cura del diabete con resoconti dettagliati, grafici e statistiche. Come le app precedenti, permette di tracciare la glicemia, il livello di HbA1c, il cibo, il peso e altro.
- MyFitnessPal: app disponibile per Android e iOS. MyFintessPal aiuta a contare le calorie di qualsiasi alimento e monitora l’allenamento e le varie attività fisiche praticate per raggiungere gli obiettivi di fitness e a vivere in modo più sano. L’app aiuta anche a monitorare il proprio peso, crea grafici per tenere conto dei propri progressi e aiuta a gestire la dieta.
- Diabetes Diary: è un’app gratuita disponibile solo per Android e con funzionalità simili a MySugr. Aiuta a controllare i livelli di glicemia, la pressione sanguigna, il peso e il livello di HbA1c.
iHealth Gluco-Smart: Glucometro e Smartphone
Già disponibile sul mercato italiano, l’app iHealth Gluco-Smart permette di associare un glucometro tradizionale al proprio smartphone. Due le possibilità a disposizione, perché due sono i glucometri che possono essere usati con questa app: la differenza tra Align (BG1) e Gluco (BG5) è che il secondo è wireless mentre il primo no.
Il kit di Align è costituito da un glucometro piccolo e leggero dotato di batteria, dieci lancette, dieci strisce, una penna pungidito, una custodia per il trasporto, dieci bustine protettive per lo smartphone. Le strisce sono contenute in una confezione ermetica e un codice QR sul tappo permette, una volta letto con l’app iHealth Gluco-Smart, di identificarne il lotto, calibrarle e definirne la scadenza, oltre la quale le lancette, per sicurezza, non sono più utilizzabili.
Dopo aver caricato la striscia sul glucometro, si inserisce la lancetta e si esegue la puntura. La striscia sporca di sangue viene quindi avvicinata allo smartphone che ne dà lettura.
Il modello Gluco, oltre a essere wireless, consente di visualizzare il valore del test glicemico direttamente sul display del glucometro, salvando fino a 500 risultati che potranno essere caricati sull’app in un secondo momento.
Per quanto riguarda l’applicazione, misura l’andamento storico delle misurazioni su trend stabiliti di 7, 14, 30 o 90 giorni, sia in formato grafico sia come elenco. Ma non solo. iHealth Gluco-Smart funziona anche come promemoria per i farmaci, registra i pasti o il digiuno e gli eventuali dosaggi di insulina e permette, naturalmente, di condividere le informazioni con il medico, un famigliare o il personale sanitario.
GlucoScreen: Test Prediabete con Smartphone
Il diabete di tipo 2 è quasi sempre preceduto da un periodo di vita in cui il paziente presenta livelli di glicemia superiori la media, ma non ancora così alti da conclamare la malattia: questa fase viene chiamata di pre-diabete o intolleranza glucidica.
Il sistema non necessita di batteria, ma sfrutta l’energia luminosa del flash della videocamera del dispositivo. Il sistema è stato testato in laboratorio con 9 diverse concentrazioni di glucosio, comprese in un intervallo tra 45-210 mg/dl, valutate con 5 diversi modelli di cellulari, con sistema operativo Android o iOS. Gli autori hanno usato 3 tipi di strisce disponibili in commercio. I risultati sono stati davvero positivi. Il sistema si dimostra quindi affidabile e preciso e utilizzabile per uno screening di prediabete da parte di un alto numero di soggetti.
A suggerirlo è una ricerca che verrà presentata tra qualche giorno a New Orleans in occasione del congresso dell’American College od Cardiology. Anche in fase molto precoce il diabete è in grado di produrre delle alterazioni a carico dei vasi sanguigni e alle modalità di scorrimento del sangue al loro interno (le alterazioni vascolari).
Illuminando un polpastrello con la luce dello smartphone, è possibile catturare le variazioni di volume ematico che si verificano nei vasi ad ogni battito del cuore; ad ogni contrazione ventricolare corrisponde infatti un aumento di pressione all’interno dei vasi che ne provoca la dilatazione; questo a sua volta aumenta la quantità di luce che viene riflessa dalla pelle al sensore ottico della fotocamera del cellulare.
Lo studio è stato realizzato su oltre 54 mila soggetti arruolati nello studio online Health eHeart Study che ha utilizzato la app per smartphone ‘Azumio Instant Heart Rate’, una delle applicazioni più scaricate per misurare la frequenza cardiaca.
I partecipanti allo studio avevano in media 45 anni, il 53% era di sesso maschile e il 7% aveva dichiarato di avere il diabete.
Basterà uno smartphone, dotato di fotocamera e di luce per diagnosticare con notevole accuratezza la presenza di diabete. Lo dimostra uno studio condotto dalla University of California, San Francisco che si basa sull’elaborazione di un segnale pletismografico, attraverso un algoritmo di deep learning.
La app, attualmente in fase di validazione, dovrebbe arrivare sul mercato entro i prossimi due anni.
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