Correggere l’alimentazione è la prima terapia da seguire per chi soffre di colesterolo alto. Un eccesso di grassi cattivi (colesterolo LDL) può favorire l'insorgenza delle placche aterosclerotiche che aumentano sensibilmente il rischio di incorrere in patologie cardiovascolari gravi come infarto e ictus. L'alimentazione è fondamentale per aiutare l'organismo a smaltire il grasso in eccesso nel sistema circolatorio.
Ciò che risulta efficace è una modifica del tipo di grassi che vengono assunti con i cibi e una correzione della dieta. Il mangiare bene, sano ed equilibrato, non può essere trascurato perché va ad incidere soprattutto sul girovita. A ciò si aggiunge il fatto che mantenersi attivi è altrettanto terapeutico.
Alimenti che Aiutano a Ridurre il Colesterolo
Non solo, ma anche una dieta ricca di fibre solubili può aiutare a ridurre il colesterolo. Alimenti ricchi di steroli e stanoli vegetali (come oli vegetali e frutta a guscio) competono con il colesterolo per l’assorbimento intestinale, riducendo i livelli di LDL. Di conseguenza, si riduce in questo modo anche l’assimilazione del colesterolo.
Gli steroli e gli stanoli sono molecole di origine vegetale simili al colesterolo, ma che il nostro corpo non può produrre. Si trovano principalmente in alimenti di origine vegetale come oli vegetali, frutta secca, semi (come quelli di lino), legumi, cereali e in frutta e verdura.
Ecco alcuni alimenti specifici che possono essere utili:
- Avena: Ricca di fibre, in particolare betaglucani, l’avena aiuta a ridurre il colesterolo LDL legandosi agli acidi biliari, che vengono eliminati con le feci.
- Legumi e Soia.
- Frutta a guscio: Mandorle, noci e semi contengono omega-6, grassi “buoni” che regolano la produzione di colesterolo.
- Avocado: Ricco di grassi monoinsaturi, riduce il colesterolo totale.
- Cibi fortificati: Alimenti arricchiti con steroli e stanoli vegetali, come yogurt o bevande vegetali, possono ridurre l’assorbimento intestinale del colesterolo, migliorando il quadro lipidico. Un esempio comune è la lecitina, un fosfolipide che modifica la struttura del colesterolo, agendo come una “scopa” che pulisce i vasi sanguigni dai depositi.
Alla base di tutto, quindi, c’è il segreto di diversificare. In questo modo, anche il consumo occasionale di alimenti che contengano alti dosaggi di colesterolo, non avrebbe effetto sulla nostra salute. Seguire una dieta adeguata è uno dei passi fondamentali per gestire il colesterolo alto e migliorare la salute cardiovascolare. Il consiglio è di preferire alimenti ricchi di fibre, grassi insaturi e nutrienti essenziali, riducendo l’apporto di grassi saturi.
Quindi limita formaggi grassi, burro, salumi e prodotti industriali. Sapevi che con la dieta personalizzata di Melarossa puoi seguire un piano alimentare specifico per il colesterolo alto? Indipendentemente che tu voglia perdere peso, mantenerlo oppure aumentarlo, i tuoi menù saranno specifici per combattere l’ipercolesterolemia.
Il Ruolo del Pesce nella Dieta per il Colesterolo Alto
Il pesce è uno degli alimenti più sani della nostra varia dieta mediterranea. Le sue proprietà sono note da decenni. Oltre ad essere un'ottima fonte di proteine alternativa alle carni, è ricco infatti di sali minerali e vitamine, è facile da digerire e contiene un’altissima concentrazione di omega-3, gli acidi grassi che svolgono effetti benefici sul cuore e la circolazione, abbassando il livello di colesterolo. Per quanto riguarda i grassi polinsaturi, consumare abitualmente cibi ricchi in omega 3, come pesce azzurro, potrebbe rappresentare un valido supporto per la salute.
Gli esperti consigliano a chi soffre di colesterolo alto di assumere pesce almeno due volte a settimana. Questo particolare alimento infatti contiene molte sostanze utili per la salute di cuore e vasi sanguigni come gli acidi grassi polinsaturi Omega-3, di cui è particolarmente ricca anche l'alga spirulina, acido docosaesaenoico DHA e acido eicosapentanoico EPA.
Quale Pesce Scegliere?
Il pesce fa bene a chi soffre di colesterolo alto ma è opportuno priviligiare quelli magri rispetto a quelli grassi. In primis pare che molluschi e crostacei sono i meno indicati. Seguono poi pesci grassi come sgombro, salmone, scorfano e acciuga. Altri pesci non proprio adatti a chi soffre di colesterolo alto sono anguilla, aringa, dentice, pesce spada oltre a caviale e bottarga.
Ciò non significa che il pesce non adatto al colesterolo alto sia da cancellare dalla tavola ma solo che bisognerebbe consumare piccole quantità.
Come scegliere però il pesce migliore per la nostra salute? Una prima netta distinzione per orientare le scelte alimentari è quella tra pesci magri e pesci più grassi, dunque tra quelli più digeribili ed altri meno digeribili.
In base a questi criteri ecco una lista dei pesci più adatti per una dieta equilibrata e di quelli che invece è meglio consumare con moderazione.
I sei pesci consigliati sono il merluzzo, la sogliola, il nasello, l'orata, alici e sardine. Tutti questi pesci hanno un basso contenuto di lipidi (alcuni anche inferiore all'1 per cento) e alte concentrazioni di sostanze benefiche per il nostro organismo: Omega 3, ferro, fosforo e iodio. Questi pesci possono essere mangiati tutte le volte che lo si desidera.
I sei pesci che consigliamo di limitare, soprattutto in gravidanza e durante la crescita, sono il pesce spada e il tonno (per l'accumulo di metalli pesanti nel loro corpo) e i pesci più grassi (con maggior percentuale lipidica nella carne), come il salmone, lo sgombro, l'aringa e la verdesca.
I crostacei, che da un lato contengono buone quantità di colesterolo, dall'altro, essendo quasi privi di grassi saturi, possono essere consumati con meno restrizioni (ma non in libertà) rispetto alle carni e derivati, alle uova e ai prodotti lattiero caseari.
Alcuni studi hanno dimostrato che l'interazione tra colesterolo e acidi grassi saturi è potenzialmente più dannosa del semplice contenuto in colesterolo, ma questo non significa che una dieta ricca di colesterolo e non di acidi grassi saturi sia innocua, al contrario!
Pesce Spada: Benefici e Rischi
Lo "spada" (in inglese swordfish) è un pesce appartenente alla famiglia Xiphiidae, Genere Xiphias, Specie gladius. Si tratta di un prodotto della pesca tra i più noti e diffusi, ma anche tra i più pregiati e costosi, grazie alle carni magre e particolarmente gradevoli. Il pesce spada contiene buone percentuali di acidi grassi essenziali, ragione per la quale viene spesso inserito nei regimi alimentari di nutrizione clinica. Si presta a molti tipi di preparazioni, dal "crudo" alla bistecca sulla brace.
La frazione vitaminica è molto buona; si evincono ottime quantità di piridossina (vit. B6), niacina (vit. PP), retinolo (vit. A) e cobalamina (vit. B12). Il pesce spada si presta a qualunque regime nutrizionale, eccezion fatta per le donne in gravidanza. Ciò è dovuto alla notevole presenza di mercurio che, d'altro canto, è decisamente più scarso negli esemplari più piccoli.
Come anticipato, il pesce spada è un eccellente predatore. Si nutre di altro pesce azzurro, come sgombri, lanzardi, aguglie, sardine, alici, piccoli barracuda, piccole palamite, piccole lampughe, piccole leccie, piccoli serra, piccole ricciole, pesci volanti, seppie, calamari, totani, aringhe, alaccie ecc.
Il pesce spada ha l'incredibile capacità di aumentare la temperatura del proprio cervello e degli occhi (tramite il sangue) per aumentare il potenziale di visione. Vive prevalentemente in mare aperto, fino a 600m di profondità, e NON è tipico del litorale costiero basso-degradante. Non ha predisposizione gregaria e si tratta di una creatura solitaria.
Pericolo Mercurio
Tra gli inquinanti che maggiormente è possibile trovare nelle acque marine, il mercurio è sicuramente quello che desta più preoccupazioni. I primi casi di contaminazione si ebbero negli anni '50 in Giappone. Buona parte della popolazione della Baia di Minamata cominciò ad essere affetta da una patologia a carico del sistema nervoso. La causa?
Secondo uno studio pubblicato un paio di anni fa dall'Unep (Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente), nel Mediterraneo 9.400 industrie di 21 Paesi scaricano 85mila tonnellate di mercurio ogni anno. Parte del metallo può essere convertito dai batteri del fondo di mari o laghi in metilmercurio che, una volta assorbito rapidamente dal tratto gastrointestinale, può danneggiare il sistema nervoso se si accumula nel nostro corpo.
Dal momento che il problema riguarda proprio il fenomeno dell'accumulo, esso dipende sia dalla quantità ingerita che dal tasso di inquinamento del pesce che ingeriamo. Per questa ragione più i pesci sono di grossa taglia e più assorbono l'inquinante. Tra quelli a rischio ci sono il tonno di grossa taglia e lo spada. I più piccoli, come alici, trote ed halibut, hanno invece vita breve e accumulano molte meno sostanze nocive.
Importanza della Cottura
Oltre al mercurio, altre possibili fonti inquinanti sono rappresentate dalle sostanze tossiche prodotte dai microorganismi che vivono in simbiosi con il pesce. Fortunatamente molte di queste vengono distrutte con la cottura.
Omega-3: Benefici e Fonti Alternative
Da notare che alcuni tipi di frutta a guscio, semi e oli vegetali contengono l’acido alfa linolenico (ALA) che l’organismo è in grado di convertire in DHA e in EPA; la fonte principale di ALA è costituita dagli oli vegetali (canola, olio di semi di lino). L’ALA viene poi convertito all’interno del corpo in EPA e DHA.
Come dimostra la popolazione eschimese, i soggetti che consumano regolarmente pesce e frutti di mare hanno un minor rischio di sviluppare numerose patologie croniche, ma ad oggi non è stato chiarito se questi benefici siano da imputare agli alimenti in toto o in modo specifico agli omega 3 contenuti.
Benefici degli Omega-3
- Malattie cardiovascolari: Numerosi studi hanno dimostrato che una dieta ricca di pesce grasso e frutti di mare è di effettivo aiuto per la salvaguardia della salute cardiaca. Assumere EPA e/o DHA attraverso l’alimentazione abbassa i livelli dei trigliceridi (e di conseguenza anche leggermente il colesterolo totale).
- Sviluppo: Durante la gravidanza e l’allattamento un consumo regolare di pesce e frutti di mare ha dimostrato di migliorare la salute del bambino, anche se purtroppo in questo frangente serve una scrupolosa attenzione nella scelta del pesce, che deve essere a bassissimo contenuto di mercurio (salmone, sardine, trota, …).
L’American Heart Association consiglia agli adulti sani di mangiare pesce almeno due volte a settimana, in particolare il pesce azzurro (sardine, alici, sgombro, …). Anche le sorgenti di ALA vegetali, come il tofu e le noci, sono consigliate.
Precauzioni sull'Assunzione di Omega-3
Possono influire sulla glicemia, quindi bisogna far attenzione nei pazienti affetti da diabete. Possono far abbassare la pressione. Possono anche interagire con molti altri tipi di farmaco, ad esempio con i farmaci che agiscono sul sistema immunitario e gli antiaritimici.
Esistono studi che hanno messo in correlazione livelli elevati di omega-3 nel sangue al rischio di sviluppare il tumore alla prostata. Accanto a questi, tuttavia, ne esistono altri che invece hanno evidenziato un probabile effetto protettivo nei confronti dello stesso tumore per chi consuma abitualmente pesce o addirittura nullo in caso di uso abituale di integratori di omega-3.
leggi anche:
- Mangiare Prima degli Esami del Sangue: Cosa è Permesso e Cosa Evitare?
- Dieta ed Ecografia Addominale: Cosa Mangiare per Prepararsi al Meglio
- Perché Non Mangiare Prima degli Esami del Sangue: Guida Completa
- Mangiare Prima degli Esami del Sangue: Cosa Evitare e Cosa è Permesso
- Villa Igea: Scopri la Risonanza Magnetica Aperta con Recensioni Imperdibili!
- Scopri la Verità sulla Mozzarella e il Colesterolo: Valori Nutrizionali e Consigli per una Dieta Sana
