Mammografia in Gravidanza: Rischi e Considerazioni

Nel periodo della gravidanza, il benessere di madre e bambino è prioritario. Durante il periodo possono sorgere domande e preoccupazioni relative alla salute del seno e di quelli che sono gli esami che possono essere effettuati senza compromettere la salute del feto. In questo articolo parliamo della mammografia in gravidanza parlando della sicurezza di questo esame e di ciò che deve essere considerato prima di sottoporsi a questi esame.

Cos’è la Mammografia?

La mammografia è un esame diagnostico che utilizza i raggi X per creare immagini dettagliate del tessuto mammario. Viene comunemente utilizzata per la rilevazione precoce del cancro al seno, fondamentale per la salute delle donne di tutte le età. Durante l’esame, il seno viene compresso leggermente tra due piastre per ottenere immagini chiare.

Si può fare la mammografia in gravidanza?

Durante la gestazione, è normale chiedersi se può essere effettuato un esame di screening al seno. È importante sapere che il cancro al seno può presentarsi anche durante la gravidanza. Pertanto, la mammografia o l’ecografia al seno sono strumenti molto importanti per rilevare il cancro al seno nelle prime fasi. La diagnosi precoce del tumore al seno può fare la differenza nella prognosi e nel trattamento efficace della malattia, motivo per cui la mammografia può essere raccomandata anche durante la gravidanza.

La mammografia in gravidanza è sicura per il feto?

Una delle principali preoccupazioni riguardo alla mammografia in gravidanza è la sicurezza del feto. È importante notare che la quantità di radiazioni utilizzata durante una mammografia è estremamente bassa e localizzata nella zona del seno. Questo livello di esposizione è considerato generalmente sicuro per il feto. Tuttavia, la sicurezza della mammografia in gravidanza dipende anche dalla fase della gravidanza stessa. Le prime settimane sono il periodo più critico per lo sviluppo del feto.

Inoltre, alcune donne non sono a conoscenza del loro stato durante le prime settimane, ma è importante informare il tecnico radiologo in caso di gravidanza o sospetta tale. In questo modo, il radiologo potrà prendere tutte le precauzioni aggiuntive o suggerire un’alternativa.

Cosa considerare prima di procedere con la mammografia in gravidanza

Oltre alla sicurezza, ci sono alcune considerazioni speciali da tenere a mente riguardo alla mammografia in gravidanza. Prima di decidere se sottoporsi o meno a una mammografia, è essenziale consultare un medico o un radiologo esperto per valutare la situazione. Gli esperti potranno dare consigli o fornire un’alternativa valida. In alcune situazioni, potrebbero essere preferibili alternative alla mammografia, come l’ecografia o la risonanza magnetica, che non utilizzano radiazioni ionizzanti e possono essere più sicure durante la gravidanza. Se si decide di procedere con una mammografia, è consigliabile pianificare l’esame per il secondo trimestre della gravidanza, quando il feto è meno vulnerabile agli effetti delle radiazioni.

Alternative alla Mammografia

In gravidanza, il percorso di screening prevede la visita senologica e l’esecuzione dell’ecografia mammaria. L’ecografia mammaria è un esame completamente sicuro sia per la mamma che per il feto, e non rilascia alcun tipo di radiazione nociva. Per quello che riguarda la qualità dello studio ecografico, è vero che durante la gravidanza si evidenzia un aumento volumetrico, ma fino all’ottavo mese di gestazione il seno della donna si può visualizzare con relativa semplicità.

Nonostante l’ecografia al seno non offra una grande risoluzione durante l’allattamento e non sia consigliata, in alcuni casi si può ritenere opportuno eseguirla, per esempio in presenza di noduli o dubbi diagnostici. Tra l’altro, può essere prescritta anche per problematiche di natura differente, in quanto durante questo periodo possono comparire formazioni come un galattocele (cisti del latte), un ingorgo latteo, una mastite.

Mammografia ed ecografia in allattamento: ci sono rischi?

Non ci sono particolari controindicazioni o rischi per mamma e neonato, anche se tecnicamente nella donna in allattamento la mammografia vede poco per l’elevata densità della mammella. Le radiazioni ionizzanti della mammografia e gli ultrasuoni dell’ecografia attraversano il corpo ma non vi rimangono, perciò il latte non sarà nè radioattivo, nè alterato al termine dell’esame.

Quando è consigliabile effettuare lo screening?

Sarebbe consigliabile aspettare qualche mese dal termine dell’allattamento prima di sottoporsi ai normali screening per il tumore mammario. Questo perchè la ghiandola mammaria ha bisogno di smaltirne l’effetto degli ormoni. Pertanto, in genere, è preferibile attendere tra i 3 e i 6 mesi circa in modo da passare dall’allattamento esclusivo allo svezzamento.

Una donna dovrebbe iniziare a controllare il seno parlandone con il ginecologo, e farlo per tutta la vita. Tra i 40 e i 50 anni lo screening prevede mammografia, ecografia e visita senologica ogni anno. Tra i 50 e i 74 anni, la mammografia può essere eseguita ogni due anni, con ecografia e visita annuali, ma in caso di familiarità è necessario programmare controlli con tempistiche personalizzate.

Informazioni aggiuntive sulla mammografia

Per effettuare la mammografia, la paziente si deve posizionare in piedi di fronte al mammografo dopo essersi tolta maglietta e reggiseno. Poi con l’aiuto del tecnico radiologo, che le fornisce le necessarie e opportune indicazioni, ciascuna mammella viene appoggiata su un apposito sostegno e compressa leggermente tra due piatti plastificati, allo scopo di comprimere e dissociare i tessuti adiposo e ghiandolare rendendo più facile il loro esame.

Normalmente vengono eseguite due proiezioni, una dall'alto e l'altra di lato per ogni mammella, per un totale di quattro radiografie. Il tempo di compressione e di acquisizione dell’immagine dura pochi secondi, pertanto l’esame generalmente non provoca fastidi o disagi particolari.

Tuttavia, in presenza di ipersensibilità, si consiglia di eseguire la mammografia nelle prime due settimane del ciclo, quando il seno è meno teso. Qualora la situazione lo renda necessario, potranno essere eseguite ulteriori proiezioni per individuare con maggiore certezza eventuali anomalie.

La mammografia è una procedura semplice e standardizzata che non richiede particolari precauzioni e non necessita di alcun tipo di preparazione; non vengono somministrati farmaci e non è richiesto il digiuno o l'osservanza di particolari regole dietetiche. La mammografia può e deve essere eseguita anche dalle donne con protesi mammarie.

La mammografia dura mediamente circa 10/15 minuti.

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti

Le radiazioni ionizzanti sono radiazioni elettromagnetiche ad alta energia che interagiscono con i tessuti umani. Il rischio correlato alle radiazioni ionizzanti utilizzate in diagnostica è estremamente basso e i benefici superano di gran lunga i rischi. I danni da radiazioni ionizzanti sono stati infatti dimostrati solo per dosi molto elevate come l’esposizione della popolazione giapponese alle radiazioni dei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaky. I principali danni evidenziati sono stati i tumori radioindotti.

Per le radiazioni non ionizzanti invece, a differenza delle radiazioni ionizzanti, ad oggi non si conoscano ancora a fondo tutti gli effetti. Non esiste evidenza scientifica di una possibile relazione causa-effetto di induzione di tumori. Per quanto concerne il feto, secondo gli studi scientifici più recenti, le dosi di radiazione utilizzate nella diagnostica per immagini non sono associate a danni misurabili.

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