Quando c'è un sanguinamento, il nostro organismo mette in atto un meccanismo chiamato cascata della coagulazione. Il fibrinogeno costituisce il substrato su cui agisce la trombina, un enzima proteolitico che determina la conversione del fibrinogeno in fibrina. Il fibrinogeno è un fattore essenziale per la coagulazione del sangue.
Viene prodotto dal fegato e rilasciato in circolo in caso di necessità: quando c'è una ferita e inizia il sanguinamento, si forma un coagulo attraverso una serie di passaggi (emostasi); in uno degli ultimi step, il fibrinogeno solubile viene convertito in filamenti di fibrina insolubili, che si intrecciano tra loro formando una rete che si stabilizza e aderisce al sito danneggiato fino alla guarigione.
Funzioni e Struttura del Fibrinogeno
Il fibrinogeno è una proteina complessa presente nel plasma sanguigno ed è coinvolta nella coagulazione del sangue. È formato da tre coppie di catene polipeptidiche, chiamate catene α, β e γ, che sono collegate tra loro attraverso ponti disolfuro. La sua struttura è simile a una molecola a bastone, con due estremità chiamate “estremità N-terminali” e una regione centrale chiamata “regione E”, con le prime che contengono i siti di legame per l’adesione e l’aggregazione delle piastrine.
Il fibrinogeno circola nel sangue in forma solubile e inattiva. Tuttavia, quando si verifica una lesione o un danno ai vasi sanguigni, viene innescata una sequenza di reazioni che porta all’attivazione di questa proteina. Durante la conversione, le estremità N-terminali vengono tagliate dalla trombina, rilasciando peptidi chiamati fibrinopeptidi A e B. Questa scissione permette alle catene di fibrinogeno di interagire tra loro, formando lunghe fibre insolubili di fibrina.
Le catene α, β e γ a questo punto si assemblano in una struttura a doppia elica, che si estende ulteriormente per creare una rete tridimensionale. La fibrina si intreccia con le piastrine e con altri componenti (come i globuli rossi) per formare un coagulo solido e stabile, che trattiene le cellule del sangue e sigilla il sito della lesione, prevenendo così le emorragie e facilitando la guarigione della ferita.
La fibrina non è solo coinvolta nella coagulazione del sangue, ma svolge anche un ruolo nella riparazione dei tessuti. Durante il processo di guarigione, le cellule chiamate “fibroblasti” migrano nel coagulo di fibrina e rimpiazzano quest’ultima con nuove fibre di collagene. È essenziale per prevenire la perdita eccessiva di sangue e per avviare la guarigione della ferita.
Il Processo di Coagulazione
Coinvolge una serie di reazioni chimiche, in cui numerosi fattori e proteine (tra cui il fibrinogeno) lavorano in sinergia per formare un coagulo solido. Durante il processo l’azione dei fattori di coagulazione è strettamente regolata per evitare la formazione di coaguli indesiderati all’interno dei vasi sanguigni.
Una volta che il coagulo si è formato e la ferita è sigillata, inizia il processo di fibrinolisi, in cui la fibrina viene gradualmente scissa dalla plasmina, un enzima che degrada il coagulo. Questo permette la risoluzione del coagulo e la rimozione dei detriti cellulari dalla ferita. Il processo di coagulazione può essere suddiviso in due vie principali: la via intrinseca e la via estrinseca. Queste vie convergono poi nella via comune per formare un coagulo stabile.
- Via intrinseca: Si attiva grazie al contatto del sangue con una superficie estranea o danneggiata. Questo può avvenire in seguito a una lesione vascolare o a un danno tissutale. La via intrinseca coinvolge fattori di coagulazione preesistenti nel plasma sanguigno, come il fattore XII (Hageman), il fattore XI (Plasma tromboplastin antecedent), il fattore IX (Christmas), il fattore VIII (Antihemofilic), il fattore X (Stuart-Prower) e il fattore V (Proaccelerin).
- Via estrinseca: Viene innescata da una lesione dei tessuti e coinvolge la presenza del fattore tissutale (fattore III). Quest’ultimo viene rilasciato dalle cellule danneggiate e forma un complesso con il fattore VII (Proconvertin), attivando il fattore X e avviando così la coagulazione.
- Via comune: In questa fase, il fattore X attivato (fattore Xa) converte il proattivatore di protrombina (fattore II) nel suo stato attivo, la trombina. La trombina, a sua volta, converte il fibrinogeno (fattore I) in fibrina. Le catene di fibrina si aggregano, formando una rete insolubile che trattiene le cellule del sangue e crea un coagulo solido.
Quando e perché viene prescritto l’esame del fibrinogeno?
Il dosaggio del fibrinogeno viene eseguito in maniera routinaria in ambito di ricovero ospedaliero, insieme al calcolo del valore del tempo di protrombina (PT). L’esame inoltre viene effettuato quando la persona ha valori alterati di PT e/o PTT (tempo di tromboplastina parziale) o quando c’è una famigliarità per malattie della coagulazione.
Il test del fibrinogeno viene eseguito per indagare un possibile disordine della coagulazione, che può essere in difetto (episodi emorragici) o in eccesso (episodi trombotici). Altre volte, l'esame viene utilizzato per determinare il rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare.
Ci sono poi una serie di condizioni o alterazioni che possono spingere il medico a prescrivere il test del fibrinogeno. L’esame può essere anche richiesto come ausilio diagnostico nella coagulazione intravascolare disseminata (CID), in associazione a PT, APTT, conta piastrinica e D-dimero. Occasionalmente il dosaggio del fibrinogeno può essere d’ausilio per monitorare il grado di progressione di alcune malattie croniche (ad esempio le malattie del fegato) o la risposta alla terapia in corso di gravi patologie acquisite (ad esempio la CID).
Come ci si prepara all’esame?
Il prelievo ematico per il dosaggio del fibrinogeno non richiede una preparazione particolare. Non è richiesta alcuna preparazione particolare per effettuare le analisi del fibrinogeno. È però utile, al fine dell’interpretazione del risultato, che il medico sia a conoscenza dell’eventuale assunzione di farmaci che possono alterare la coagulazione.
Qual è il campione richiesto?
Il test più utilizzato per misurare il fibrinogeno consiste nel prelievo di un campione di sangue da una vena che viene centrifugato per separare il plasma sanguigno. Quest’ultimo viene poi analizzato per determinare la concentrazione della proteina al suo interno.
Fibrinogeno: un indicatore di malattie e condizioni
Il fibrinogeno può anche fungere da indicatore di eventuali malattie: i livelli nel sangue possono variare in diverse situazioni patologiche, fornendo informazioni utili sulla salute generale e sul rischio di sviluppare determinate condizioni. I livelli di fibrinogeno riflettono la capacità e l’attività emostatica dell’organismo.
Valori normali
Di base i valori normali di fibrinogeno in un soggetto sano si aggirano tra i 200 e i 400 mg/dl. I valori medi accettati possono variare leggermente a seconda del laboratorio e del metodo di analisi utilizzato. Tuttavia di solito si aggirano tra 200 e 400 milligrammi per decilitro (mg/dl) o tra 2 e 4 grammi per litro (g/l). Si tratta di valori di riferimento approssimativi che potrebbero essere influenzati da diversi fattori come l’età, il sesso e la presenza di altre condizioni mediche.
I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati hanno uno scopo puramente informativo.
Fibrinogeno alto (Iperfibrinogenemia)
L’iperfibrinogenemia (ovvero gli alti livelli di fibrinogeno) può essere causata da diverse condizioni e fattori. Valori cronicamente elevati di fibrinogeno sono associati a un maggior rischio cardiovascolare (aumentata suscettibilità a malattie come trombosi, ictus, malattie coronariche, angina pectoris e infarto). Alte concentrazioni di fibrinogeno sono aspecifiche; per questo motivo, non indicano la causa del temporaneo aumento di fibrinogeno o la sede del disturbo.
In alcuni casi è ereditaria; tuttavia spesso è acquisita e associata a condizioni come l’obesità, il diabete mellito, l’ipertensione, l’infiammazione cronica, l’aterosclerosi e il fumo. Alti livelli di questa proteina comportano un aumento del rischio di problemi di coagulazione, come la trombosi venosa profonda o la trombosi arteriosa. Possono anche arrivare a causare complicazioni gravi, come l’embolia polmonare o l’ictus.
È importante sottolineare che la presenza di fibrinogeno alto di per sé non è una condizione medica, ma un fattore di rischio che può contribuire allo sviluppo di complicazioni. Valori di fibrinogeno elevati in corrispondenza di un aumento delle proteine cosiddette di fase acuta quali, ad esempio, Proteina C Reattiva (PCR) o protrombina, sono associati solitamente a processi infiammatori in corso nell’organismo.
Cause di Fibrinogeno Alto
Le cause sottostanti all’alterazione dei livelli di fibrinogeno possono essere svariate:
- Infiammazione e infezioni: durante una reazione infiammatoria o in presenza di infezioni, l’alterazione è dovuta a citochine pro-infiammatorie, come l’interleuchina-6 (IL-6), che stimolano la produzione di fibrinogeno dal fegato. Si tratta di una risposta protettiva del corpo per facilitare la coagulazione del sangue e promuovere la guarigione.
- Malattie cardiovascolari: l’iperfibrinogenemia è associata a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, come l’aterosclerosi e gli eventi trombotici.
- Altre cause: Il fibrinogeno però può salire in determinate circostanze: quando si prendono per via orale anticoncezionali di prima generazione, quando si subiscono ustioni e il nostro corpo cerca di tornare a livelli normali, se si soffre di patologie a carico dei reni come nefrite e nefrosi, se si hanno uno o più linfomi, infine in presenza di ferite di grande entità che sono in fase di cicatrizzazione.
- Il tabagismo è un altro dei fattori che può provocare un aumento anomalo del fibrinogeno, per cui smettere di fumare è un ottimo modo per normalizzare i livelli ematici di questa glicoproteina.
Conseguenze del Fibrinogeno Alto
Indipendentemente dalle cause, l'aumento dei valori di fibrinogeno è associato a un rialzo del rischio cardiovascolare. A prescindere dalle cause, il fibrinogeno alto può comportare serie conseguenze per la mamma e il bambino:
- la preeclampsia: una condizione caratterizzata da ipertensione e spesso proteinuria, con serie ripercussioni specialmente durante la gestazione;
- casi di trombosi: a causa dell’aumento deil rischio di formazione di coaguli di sangue;
- il distacco della placenta: che purtroppo può essere preludio di un aborto.
Fibrinogeno Alto in Gravidanza
In gravidanza il discorso cambia perché ovviamente il valore di fibrinogeno è legato a tutti gli scompensi ormonali e cambiamenti fisiologi che avvengono nel corpo di una gestante. In gravidanza, il fibrinogeno risulta fisiologicamente più elevato rispetto al normale, con valori che possono partire da 400 e arrivare fino a 700 mg/dl: il tuo corpo si prepara ad affrontare il parto, perciò l’aumento è funzionale a ridurre il rischio di emorragie prima, durante e dopo.
Il valore ritenuto normale dagli esperti si aggira tra i 400 e i 700 mg/dl, quindi leggermente più alto. In conclusione una donna in dolce attesa non deve preoccuparsi se attraverso un semplice esame del sangue scopre un livello di fibrinogeno alto durante i nove mesi di gestazione, purché, si badi bene, si rispetti la forbice di cui si è parlato poc’anzi.
Se in gravidanza il fibrinogeno dovesse superare i 700 mg/dl aumenterebbe percettibilmente il rischio di distacco della placenta e ahimè anche di aborto, proprio perché lo stato di salute della placenta lo si valuta dal parametro del fibrinogeno nel sangue. Inoltre, i livelli di fattore I si tengono sempre sotto controllo per valutare lo stato di salute della placenta. Questa proteina svolge un ruolo molto importante anche durante il parto cesareo, perché permette una rapida guarigione dalle ferite chirurgiche riportate in seguito al parto stesso. Avere il fibrinogeno alto in gravidanza è comune e ha il compito di andare a ridurre il rischio di emorragie durante la gestazione.
Cosa fare in caso di fibrinogeno alto in gravidanza?
In caso di fibrinogeno alto in gravidanza occorre consultare immediatamente il proprio ginecologo che sarà in grado di individuare velocemente le cause. Una su tutte ad esempio l’aumento di peso che in alcune donne eccede rispetto “alla tabella” consentita. Esiste una correlazione diretta tra IMC ossia indice di massa corporea e livello di fibrinogeno nel sangue, poiché i due valori aumentano in modo direttamente proporzionale. In ultimo l’età della gestante: tanto più si affronta in età avanzata una gravidanza tanto più si dovrà fare i conti con un livello più elevato di fibrinogeno.
Fibrinogeno basso (Ipofibrinogenemia)
Il fibrinogeno basso, noto anche come ipofibrinogenemia, si riferisce a livelli anormalmente ridotti di questa proteina nel sangue. Quando ciò accade, il processo di coagulazione può essere compromesso, aumentando il rischio di sanguinamento eccessivo.
Le cause dell’ipofibrinogenemia possono essere di natura ereditaria o acquisita:
- Ipofibrinogenemia ereditaria: si verifica raramente e spesso è il risultato di mutazioni genetiche che influenzano la produzione o la funzione del fibrinogeno. Queste condizioni possono anche dar luogo ad afibrinogenemia, in cui la proteina è completamente assente.
- Ipofibrinogenemia acquisita: può essere causata da diverse condizioni mediche. Ad esempio, alcune malattie autoimmuni, come il lupus eritematoso sistemico, possono danneggiare il fibrinogeno o interferire con il suo normale funzionamento. Altre possibili cause includono la sindrome da coagulazione intravascolare disseminata (CID), le malattie renali, l’uso di determinati farmaci e la malnutrizione.
I sintomi dell’ipofibrinogenemia possono variare a seconda del grado di carenza di questa proteina: alcune persone possono non manifestare sintomi evidenti, mentre altre possono sperimentare sanguinamenti insoliti o prolungati dopo traumi o interventi chirurgici. In alcuni casi gravi possono verificarsi emorragie spontanee nelle articolazioni o nel tratto gastrointestinale. Quando il livello di fibrinogeno è basso, aumenta il rischio del presentarsi di epatopatie e si possono creare problemi di coagulazione, con predisposizione a gravi emorragie.
Se i valori di fibrinogeno alto rappresentano un fattore di rischio in gravidanza, lo sono anche i valori eccessivamente bassi, ovvero al di sotto della soglia 250-300 mg/dl. Tra i motivi più comuni troviamo il fattore ereditario e le patologie a livello epatico. Tutte le malattie che attaccano il fegato infatti tendono a ridurre la produzione di fibrinogeno e dunque la sua presenza nel sangue.
Come Controllare Naturalmente il Fibrinogeno
Uno stile di vita sano e attento contribuisce a tenere i valori di fibrinogeno nella norma. Innanzitutto, è bene evidenziare che si può intervenire sugli alti livelli di fibrinogeno quando sono causati da patologie o lesioni. Quando i livelli di fattore I sono alti, la prima cosa da fare è quella di agire sulla condizione che li hanno causati.
Sono infatti ottimi trucchi naturali gli accorgimenti che già sono da adottare nel periodo della gravidanza, e in generale per una vita salutare:
- nutrirsi regolarmente con pasti ricchi di proteine e sali minerali e in particolare di acidi grassi omega-3 e omega-6;
- fare lunghe passeggiate o leggera attività fisica, per evitare di aumentare di peso rapidamente e/o in maniera eccessiva;
- assumere, dopo approvazione medica, integratori di acido folico o vitamina B9;
- evitare alcol, fumo e altri atteggiamenti che potrebbero mettere a rischio la gravidanza.
Ridurre i livelli di fibrinogeno non è impossibile, ma richiede un cambiamento nello stile di vita e, in alcuni casi, interventi medici mirati. Mangiare cibi ricchi di antiossidanti e omega-3, come pesce azzurro, noci e verdure a foglia verde, aiuta a ridurre l’infiammazione. Tra gli integratori indispensabili specie nel primo trimestre vi è l’acido folico o vitamina B9. Numerosi studi evidenziano come elevati livelli plasmatici di omocisteina, causa di coaguli nel sangue, migliorino del 25% circa con l’assunzione di vitamine del gruppo B e acido folico per l’appunto. No invece alle compresse a base di curcuma mentre la piccola quantità presente negli alimenti non arreca danni.
Metodi di misurazione
Il test del fibrinogeno permette di valutare la concentrazione e la funzionalità del fibrinogeno presente nel sangue.
- Test di attività: determina la funzionalità del fibrinogeno durante la formazione del coagulo, ossia la sua capacità di essere convertito in fibrina. Il tempo che il coagulo impiega a formarsi è direttamente proporzionale all'attività della glicoproteina presente.
Un altro strumento è il metodo di Clauss: si basa sulla misurazione del tempo di coagulazione del plasma in presenza di un reagente che attiva il processo. La velocità di coagulazione è direttamente correlata alla concentrazione di fibrinogeno nel plasma.
Test correlati
Oltre alla misurazione diretta del fibrinogeno, ci sono anche test correlati che possono fornire informazioni complementari sulla coagulazione, tra cui:
- Tempo di trombina: misura il tempo necessario per la formazione di un coagulo di fibrina dopo l’aggiunta di trombina al plasma.
- Tempo di tromboplastina parziale attivato (APTT): valuta l’efficienza della via intrinseca della coagulazione; misura il tempo necessario per la formazione di un coagulo di fibrina dopo l’aggiunta di una soluzione contenente fattori di coagulazione attivati dal plasma.
- Tempo di protrombina (PT): valuta l’efficienza della via estrinseca della coagulazione, misurando il tempo necessario per la formazione di un coagulo di fibrina dopo l’aggiunta di tromboplastina tissutale al plasma.
- D-dimero: misura la quantità di frammenti di fibrina degradati presenti nel plasma. I livelli elevati di D-dimero possono indicare la presenza di trombosi o coagulazione intravascolare disseminata (CID).
Altri test di coagulazione
I test di coagulazione misurano la capacità del sangue di coagularsi e il tempo necessario per farlo. I test possono aiutare il medico a valutare il rischio di sanguinamento eccessivo o di sviluppare trombi da qualche parte nei vasi sanguigni. I test di coagulazione sono simili alla maggior parte delle analisi del sangue. Gli effetti collaterali e i rischi sono minimi. Un medico preleverà un campione di sangue e lo invierà ad un laboratorio per le analisi.
- Emocromo completo: Il medico può prescrivere un esame emocromocitometrico completo.
- Fattore V: Questo test misura il fattore V, una sostanza coinvolta nella coagulazione.
- Tempo di protrombina: Il test del tempo di protrombina (PT) misura quanto bene e quanto tempo impiega il sangue a coagularsi. Normalmente, occorrono dai 25 ai 30 secondi. Potrebbe essere necessario più tempo se si stanno assumendo anticoagulanti. Altre ragioni per risultati anormali includono emofilia, malattia epatica e malassorbimento. È anche utile per monitorare coloro che assumono farmaci che influenzano la coagulazione. I risultati sono indicati nel numero di secondi necessari per coagulare il sangue.
- Conta piastrinica: Le piastrine sono cellule nel sangue che aiutano la coagulazione. Ci potrebbe essere un numero anormalmente basso se si sta facendo la chemioterapia, se si assumono certi farmaci o si è avuta una massiccia trasfusione di sangue. Altre cause di una conta piastrinica bassa sono la celiachia, la carenza di vitamina K e la leucemia.
- Tempo della trombina: Il tempo di trombina misura quanto bene funziona il fibrinogeno.
- Tempo di sanguinamento: Questo test analizza quanto velocemente i piccoli vasi sanguigni nella pelle si chiudono e smettono di sanguinare.
Tabella riassuntiva dei valori di riferimento del fibrinogeno
| Condizione | Valore di Riferimento (mg/dL) |
|---|---|
| Soggetto sano | 200 - 400 |
| Gravidanza | 400 - 700 |
I valori possono variare leggermente a seconda del laboratorio e del metodo di analisi.
leggi anche:
- Fibrinogeno Alto: Cause, Sintomi e Cosa Fare
- Fibrinogeno: Cos'è e Perché è Importante nelle Analisi del Sangue
- Fibrinogeno negli Esami del Sangue: Valori Normali, Cause e Significato
- Fibrinogeno: Scopri i Valori Normali e Come Interpretare Correttamente gli Esami del Sangue
- Quanto Dura la Prescrizione per Esami del Sangue? Scopri Validità, Scadenze e Consigli Utili!
- Scopri Ippocrate Laboratorio Analisi: La Rivoluzione della Diagnostica Moderna!
