La sepsi è una condizione acuta dovuta a una risposta infiammatoria eccessiva dell’intero organismo nei confronti di un’infezione. Si parla di setticemia quando si rileva la presenza di un germe nel sangue. A livello mondiale, si stima che si verifichino 22 casi di sepsi infantile ogni 100.000 persone-anno e 2.202 casi di sepsi neonatale ogni 100.000 nati vivi. La sepsi rimane a tutt'oggi una delle principali cause di morbilità e mortalità nel bambino.
La sepsi è la risposta ultima del sistema immunitario a un’infezione batterica e si verifica quando il batterio responsabile trova la strada per il flusso sanguigno; la temibile conseguente diffusione innesca una reazione a catena in tutto il corpo, che provoca un’immediata e rilevante infiammazione che si manifesta anche con la formazione di pericolosi coaguli di sangue.
Quando il sistema immunitario combatte un’infezione, rilascia nel sangue sostanze chimiche per contrastarla. Nei casi più gravi, la sepsi può provocare il malfunzionamento di uno o più organi. Lo shock settico è estremamente pericoloso, con un tasso di mortalità che raggiunge il 50% dei casi.
Diagnosi e Importanza degli Esami Colturali
Molta importanza rivestono gli esami colturali microbiologici su tutti i liquidi biologici: sangue, urine, liquido cefalorachidiano, feci, con lo scopo d'identificare il germe responsabile e identificare la migliore strategia per combatterlo. La raccolta dovrebbe essere fatta prima dell’inizio della terapia antibiotica. Lo sviluppo in coltura del germe che ha determinato la sepsi è di estrema importanza ai fini terapeutici.
La Procalcitonina (PCT) come Marcatore di Sepsi
La procalcitonina (PCT) è una proteina presente nel nostro organismo e prodotta da diversi tipi di cellule. La procalcitonina è il precursore della calcitonina. Questi due composti presentano, però, caratteristiche ben distinte tra loro. La calcitonina viene secreta esclusivamente dalle cellule C della tiroide, in seguito a determinate sollecitazioni ormonali; la PCT può essere prodotta da diversi tipi di componenti cellulari e da molti organi in risposta a stimoli pro-infiammatori (es.
La procalcitonina plasmatica viene misurata come test precoce di sepsi. Per tale condizione, la PCT presenta un elevato grado di accuratezza diagnostica e permette di anticipare l'intervento terapeutico. Oltre a supportare la diagnosi di sepsi, la procalcitonina si è dimostrata utile anche nel monitoraggio del decorso e della gravità della risposta infiammatoria sistemica. La determinazione della procalcitonina può essere richiesta insieme ad altre indagini di laboratorio, come emocultura, emocromo con formula leucocitaria, analisi del liquor e misura della proteina C-reattiva (PCR).
Valori di Riferimento della Procalcitonina
Normalmente, le concentrazioni plasmatiche di procalcitonina sono inferiori a 0,05 ng/ml. Superiori a 0,5 ng/ml vengono interpretati come valori anormali, suggestivi di una sindrome settica. Superiori a 2 ng/ml sono fortemente suggestivi di un processo infiammatorio con coinvolgimento sistemico.
I livelli di procalcitonina plasmatica aumentano rapidamente (entro 6-12 ore) in seguito a un insulto infettivo con conseguenze sistemiche. Nei pazienti con sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS) non di origine batterica, le concentrazioni di procalcitonina sono inferiori, di solito, a 1 ng/ml.
Indipendentemente dalla presenza di un processo infettivo, i livelli di PCT possono risultare elevati anche subito dopo un trauma multiplo o un intervento di chirurgia, nelle ustioni gravi o nei neonati (con meno di 48 ore di vita). In questi casi, però, il ritorno ai valori di base è rapido; un eventuale secondo aumento della procalcitonina potrebbe indicare lo sviluppo di un episodio settico.
Bassi livelli di procalcitonina non sono associati, di solito, a problemi di tipo medico e/o a conseguenze patologiche, pertanto non vengono considerati clinicamente rilevanti. L'esame della procalcitonina viene eseguito su un campione di sangue prelevato dalla vena di un braccio. Le variazioni giornaliere dei livelli di procalcitonina danno indicazioni sul decorso della malattia e sulla prognosi del paziente con sepsi.
Un alto valore di procalcitonina deve indurre a iniziare la terapia antibiotica appena possibile. Se i livelli plasmatici della procalcitonina risultano inferiori a 0,5 ng/ml, invece, la presenza di una sepsi batterica è improbabile.
Interpretazione dei Valori e Patologie Associate
Quando i valori di questa proteina sono di poco sopra la media, con tutta probabilità nell’organismo del paziente è in corso una infezione non grave e localizzata. Anche le patologie infiammatorie non generalizzate possono essere causa di un aumento della procalcitonina, con la specifica che non siano causate da infezioni. Il livello in questi casi difficilmente supera 1 ng/ml. Valori alti di procalcitonina sono riconducibili a diverse patologie, oltre quelle indicate finora, peritonite, complicazione di un’appendicite.
Nuovi Parametri Diagnostici: NEU-X, NEU-Y, MON-X e MON-Y
L’analizzatore automatizzato per emocromo BC-6800 Plus (Mindray, Shenzhen, Cina) utilizza l’esclusiva tecnologia SF-Cube di rilevamento per ottenere il volume dei leucociti, la complessità cellulare, contenuto di acidi nucleici e altre informazioni caratteristiche che vengono automaticamente emesse come parametri di rilevamento quantitativi in grado di descrivere la morfologia, come NEU-X, NEU-Y, MON-X e MON-Y (NEU rappresenta i neutrofili; MON sta per monociti; X indica la posizione del baricentro del segnale luminoso a dispersione laterale e rappresenta il cellulare complessità; Y indica la posizione del baricentro del segnale laser a fluorescenza laterale e rappresenta il contenuto di acido nucleico nelle cellule).
Uno studio ha avuto la finalità di investigare il potenziale valore clinico di NEU-X, NEU-Y, MON-X e MON-Y, utilizzando il metodo statistico della curva ROC per definire la migliore soglia diagnostica nella diagnosi di sepsi, e confrontare le loro prestazioni cliniche con la CRP. Nello studio sono stati esaminati totale di 527 di campioni di sangue raccolti in EDTA-K2 provenienti da pazienti ricoverati al pronto soccorso, nel dipartimento di medicina interna, nel reparto di malattie infettive e di unità di terapia intensiva (ICU) e fisica dell’Ospedale del Terzo Popolo di Shenzhen da dicembre 2018 a giugno 2019. Il gruppo 1 consisteva in pazienti normali sottoposti a un normale controllo fisico.
E’stata eseguita l’analisi ROC ed è stata calcolata l’area sotto la curva ROC (AUC) per valutare le prestazioni di questi parametri nella diagnosi di sepsi. Il cut off ottimale dei valori sono stati determinati in base all’indice di Youden (sensibilità + specificità − 1), quindi sono state calcolate la sensibilità e la specificità.
I risultati hanno dimostrato che i neutrofili e parametri dei monociti NEU-X, NEU-Y, MON-X e MON-Y erano significativamente aumentati nel gruppo sepsi. C’erano differenze significative tra il controllo gruppo e gruppo di infezione batterica. Ciò suggerisce l’utilizzo di NEU-X, NEU-Y, MON-X e MON-Y per diagnosi di sepsi con la possibilità di distinguere la sepsi da una infezione batterica.
Inoltre, l’analisi della curva ROC ha mostrato che quando NEU-Y è stato utilizzato nella diagnosi di sepsi, l’AUC di 0,877 era superiore a quello del CRP (0,790), e la sensibilità e la specificità erano dell’87,3% e del 72,1%. Questo indica che NEU-Y ha un buon valore predittivo di screening se utilizzato nella diagnosi della sepsi e la sua prestazione diagnostica è migliore di quella della CRP.
Correlazione tra NEU-X e Granulazione Tossica dei Neutrofili
Al fine di confermare preliminarmente se NEU-X può riflettere veramente la granulazione tossica dei neutrofili, campioni con 5 livelli differenti di NEU-X con i valori di 296,9, 351,2, 401,5, 447.3 e 504.5 sono stati selezionati per lo striscio di sangue microscopico. I risultati hanno dimostrato che quando il valore NEU-X era 296,9, i granuli citoplasmatici dei neutrofili risultavano diminuiti. Quando il valore NEU-X era 351,2, la morfologia dei neutrofili era generalmente normale e granuli specifici dei neutrofili erano presenti nel citoplasma, ma non era presente alcuna granulazione tossica. Quando il valore NEU-X era 401,5, il numero di granulazioni citoplasmatiche era significativamente aumentato e il colore del citoplasma era più scuro a causa della presenza dei granuli, ma non sono stati osservati evidenti granuli tossici. Quando il valore di NEU-X era 447,3, il citoplasma era pieno di granulazioni di sostanze tossiche con conseguente coloro più scuro. Nello stesso tempo, alcuni neutrofili hanno mostrato uno spostamento nucleare a sinistra e il numero dei neutrofili band è aumentato significativamente. Quando il valore NEU-X raggiunge 504,5, la quantità di granulazioni tossiche risulta decisamente aumentata e il colore del citoplasma era più scuro rispetto agli altri livelli. E’ stata evidenziata una correlazione positiva tra il valore NEU-X e il numero di granulazioni tossiche.
Trattamento
Il trattamento della sepsi inizia con l’eliminazione dell'infezione che l'ha causata, solitamente tramite antibiotici per combattere le infezioni batteriche. Se l'infezione è di natura virale o fungina, i medici adatteranno il trattamento con farmaci specifici. La durata e l'efficacia del trattamento dipendono dalla rapidità con cui viene iniziato, dalla gravità dell'infezione e dallo stato di salute generale del paziente.
Antibiotici: la somministrazione degli antibiotici deve essere fatta per via endovenosa e deve essere iniziata il più presto possibile, entro un'ora dal momento in cui la sepsi è stata ipotizzata. La terapia iniziale raccomandata è basata sull'utilizzo di antibiotici ad ‘ampio spettro’, in grado di combattere tutti i probabili agenti patogeni.
Shock Settico: Sintomi, Diagnosi e Trattamento
Lo shock settico (o setticemico) è la più temibile complicanza della sepsi; si contraddistingue per il drastico crollo della pressione arteriosa e per la comparsa di tachicardia e di una cascata di eventi di gravità crescente. Nello specifico, lo shock settico è uno stato critico d'insufficienza circolatoria acuta che origina da un'infezione diffusa nel sangue.
I sintomi caratteristici dello shock settico non derivano solamente dalle tossine circolanti: è infatti l'interazione tra i suddetti prodotti tossici e la risposta dell'ospite a creare il danno vero e proprio. L'organismo, reagendo all'insulto procurato dalle tossine, produce infatti un'esagerata ed anomala Risposta Infiammatoria Sistemica (SIRS): è dunque la stessa infiammazione dell'organismo a contribuire al danno nei vari organi.
Tappe Progressive dello Shock Settico
- Sepsi: sindrome clinica contraddistinta da una serie di sintomi secondari alle infezioni che innescano la risposta infiammatoria. Si manifesta con disturbi della frequenza cardiaca, alterazioni della frequenza respiratoria, febbre/febbricola/febbre intermittente.
- Sepsi grave: stadio che anticipa lo shock settico vero e proprio. Si manifesta con alterazioni pesanti a carico di alcuni organi di primaria importanza come il fegato, i reni, il cuore, il cervello (es. insufficienza epatica, insufficienza renale).
- Shock settico: drastico crollo della pressione arteriosa ed impossibilità/difficoltà a stabilizzarla attraverso la somministrazione di liquidi per via endovenosa. Dal punto di vista clinico, nel paziente colpito da shock settico si osserva un intreccio di sintomi: palpitazioni, irrequietezza, fiato corto, febbre elevata, brividi, eruzione cutanea (possibile), diuresi assente, ipotensione grave.
Diagnosi dello Shock Settico
Per accertare uno status di shock settico, il medico deve valutare la contemporanea presenza di molteplici condizioni sfavorevoli, quali principalmente:
- Systemic Inflammatory Response Syndrome (SIRS, ovvero sindrome da risposta immunitaria sistemica)
- Accertata infezione del sangue (sepsi)
- Insufficienza di uno o più organi
- Ipotensione refrattaria (pressione arteriosa estremamente bassa, che non risponde al classico trattamento per via endovenosa)
Trattamento dello Shock Settico
Essendo un'emergenza medica, lo shock settico richiede un intervento tempestivo. Il trattamento per lo shock setticemico include:
- Terapia antibiotica pesante: da iniziare solo dopo avere accertato l'infezione attraverso prelievi del sangue, tamponi delle ferite o prelievi di liquidi organici.
- Somministrazione endovenosa di fluidi per normalizzare la pressione
- Somministrazione di farmaci vasopressori (es. noradrenalina)
- Ventilazione meccanica
- Supporto della disfunzione d'organo
- Somministrazione di corticosteroidi
- Correzione dell'eventuale acidosi metabolica
- Cura della malattia sottostante
- Intubazione tracheale o tracheotomia (quando necessario)
Prevenzione
Adottare misure preventive può ridurre significativamente il rischio di sviluppare la sepsi.
- Conoscere i sintomi della sepsi: essere consapevoli dei segnali può aiutare a riconoscerla tempestivamente.
- Pulire accuratamente ferite e graffi.
- Evitare il fumo e i prodotti del tabacco.
- Seguire le indicazioni del medico per la gestione di patologie croniche.
- Se avete un'infezione che non migliora o peggiora, è importante consultare un medico.
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