La colonscopia è un esame invasivo che consiste nell’introduzione attraverso l’orifizio anale di una sonda flessibile del diametro variabile, ma non superiore a un centimetro e mezzo, che porta alla sua estremità delle fibre ottiche che trasmettono le immagini a video. Questa sonda viene fatta risalire lungo tutto il grosso intestino (dal retto fino al cieco, ossia l’intestino crasso) e permette di esaminarne le pareti interne, la mucosa.
Che cos'è la Colonscopia?
“L’esame della colonscopia - spiega il dott. Paolo Omodei - è un esame invasivo che consiste nell’introduzione attraverso l’orifizio anale di una sonda flessibile del diametro variabile, ma non superiore a un centimetro e mezzo, che porta alla sua estremità delle fibre ottiche che trasmettono le immagini a video. Questa sonda viene fatta risalire lungo tutto il grosso intestino (dal retto fino al cieco, ossia l’intestino crasso) e permette di esaminarne le pareti interne, la mucosa.
Questo esame è utile per esaminare le pareti del grande intestino (crasso) ed effettuare diagnosi su qualunque problema connesso con disturbi intestinali, che possono essere dolori addominali che non sono spiegabili, una stitichezza improvvisa, una diarrea di lunga durata, perdite di sangue attraverso il retto. Non è utilizzata solo per effettuare diagnosi sulle malattie del colon, ma permette anche di essere operativi, qualora sia necessario effettuare biopsie per meglio definire la diagnosi oppure si debbano asportare polipi, formazioni pre-cancerose.
La Sedazione durante la Colonscopia
È un esame di solito ben tollerato dai pazienti, che si svolge con un minimo di sedazione con farmaci iniettati in endovena (valium o midazolam, che provoca una sedazione un po’ più profonda). In Humanitas utilizziamo sempre la sedazione perché in questo modo il paziente sopporta senza problemi l’esame, che risulta più agevole anche per l’operatore.
Tipi di Sedazione
- Sedazione cosciente o vigile: caratterizzata dal mantenimento della risposta del paziente ai segnali verbali. La sedazione cosciente può essere effettuata dal medico anestesista o dallo stesso medico responsabile della procedura endoscopica; viene ottenuta principalmente mediante l’uso di farmaci appartenenti alla classe delle benzodiazepine (tipicamente con la somministrazione di Midazolam).
- Sedazione profonda: la risposta del paziente agli stimoli verbali è confusa o addirittura assente. Il paziente continua comunque a respirare in modo autonomo anche se talvolta la respirazione spontanea può essere inadeguata.
- Anestesia generale: in questo caso è previsto uno stato di totale incoscienza del paziente, che non può essere risvegliato nemmeno in seguito a stimolazioni dolorose. I pazienti in terapia intensiva sono infatti quasi sempre intubati, di conseguenza non hanno una respirazione spontanea e autonoma e sono invece collegati ad un macchinario, il ventilatore, che li aiuta a respirare.
Questo approccio anestetico permette infatti un aumento del benessere per il paziente, ma anche una riduzione dei movimenti e delle risposte fisiologiche al dolore e alla paura.
Preparazione alla Colonscopia
Esiste poi una preparazione specifica a questo esame: innanzitutto viene prescritta una dieta, da seguire fino a quattro giorni prima dell’esecuzione della colonscopia, che prevede la riduzione e la successiva eliminazione delle fibre (frutta e verdura). Il giorno precedente l’esame si devono assumere lassativi che permettono la pulizia dell’intestino e assumere solo liquidi.
Qualora nel corso della colonscopia si sia proceduto all’asportazione di un polipo il paziente deve evitare di assumere frutta e verdura per almeno 5 giorni, perché le fibre possono determinare la formazione di massa fecale importante e determinare la rimozione prematura accidentale della “crosta” che viene a formarsi in sede.
Rischi e Complicanze
“Poiché nel corso della colonscopia - spiega il dott. Le possibili complicanze sono numericamente piuttosto modeste. La più seria, ma meno frequente, riguarda l’accidentale perforazione intestinale, cioè la fuoriuscita dello strumento dalle pareti dell’intestino.
Questa eventualità dipende anche dalla situazione intestinale del paziente, ad esempio la presenza di diverticoli potrebbe aumentare il rischio, ma se l’esame viene effettuato con attenzione il rischio si riduce al minimo. In caso di perforazione è necessario l’immediato intervento del chirurgo. Un’altra complicanza, meno seria, è legata alla manovra stessa e comprende il sanguinamento, qualora si facciano biopsie o asportazione di polipi.
In genere la sedazione viene ottenuta attraverso la somministrazione di farmaci tramite un accesso venoso nel braccio. Per la sedazione vengono utilizzati farmaci che prevedono uno smaltimento molto rapido, per cui il paziente può tornare a casa già poche ore dopo la procedura. In particolare nelle 24 ore successive alla sedazione il paziente non potrà guidare veicoli o macchinari, prendere decisioni importanti e firmare documenti. La sedazione è una pratica sicura e il paziente è per tutto il tempo sotto stretto controllo medico.
Considerazioni sulla Sedazione
Nel momento in cui è necessario approcciarsi a tale scelta bisogna tener presente che il tempo più importante è l’attenta valutazione del paziente. La prima discriminante da definire è se il paziente può essere candidato ad una sedazione conscia gestita dai non anestesisti o se è necessaria la presenza dell’anestesista dall’inizio della procedura.
Una volta definita questa discriminante le altre considerazioni per decidere se approcciarsi autonomamente al paziente con una sedazione gestita dai non anestesisti o se coinvolgere gli anestesisti, riguardano il tipo di procedura da eseguire. Nelle endoscopie operative complesse prevedibilmente di lunga durata e in cui è noto che si procureranno stimoli algici importanti (ad es. dilatazioni dei dotti biliari o pancreatici) o in cui è indispensabile che il paziente sia praticamente “immobile” verosimilmente la presenza dell’anestesista è inderogabile.
Farmaci Utilizzati per la Sedazione
La scelta dei farmaci per la sedo-analgesia prevede l’uso di sedativi e di oppiacei utilizzati separatamente o in associazione. Per effettuare una sedazione efficace e sicura è necessario conoscere le caratteristiche farmacocinetiche e farmacodinamiche dei farmaci utilizzati. Non esiste ad oggi un farmaco sedativo perfetto per ogni singolo paziente. Benzodiazepine e oppioidi sono i farmaci più comunemente utilizzati in endoscopia digestiva da soli o in associazione, mentre da alcuni anni l’uso del propofol è sempre più diffuso.
Tutti i farmaci, quando somministrati in bolo diretto e.v., vanno somministrati in bolo lento, titolando la dose sull’effetto ottenuto. Gli eventi avversi più frequenti (depressione respiratoria e ipotensione) si possono verificare con frequenza variabile da 0,47% fino a 17 % dei casi. A prescindere dal tipo di farmaco impiegato, somministrare la sedazione richiede un appropriato training farmacologico di tutto lo staff coinvolto nelle procedure.
Standard di Qualificazione
Diverse linee guida pubblicate ad oggi si sono espresse nello specificare il tipo di qualificazione richiesta, il numero di persone coinvolte e la strumentazione indispensabile a condurre la sedazione in sicurezza.
Domande Frequenti (F.A.Q.)
Il Gastroenterologo spesso è chiamato a risolvere problematiche di Sedazione in Colonscopia.
È possibile fare la colonscopia in anestesia totale?
Per Anestesia Generale generale (o totale) si intende una sedazione profonda, indotta da farmaci antidolorifici ed ipnoinducenti, somministrati dal medico anestesista, il quale deve contestualmente provvedere alla respirazione assistita del paziente, durante tutto il periodo dell’intervento e dell’anestesia stessa. Egli deve intubare la trachea del paziente e ventilarlo, con il respiratore automatico. Ciò è necessario in quanto i farmaci antidolorifici ed ipnotici somministrati deprimono i centri respiratori ed il paziente non respira più spontaneamente.
È possibile non respirare spontaneamente durante la colonscopia?
L’anestesia generale non è necessaria per un esame endoscopico. La Colonscopia può essere eseguita sia con una sedazione cosciente che con una sedazione profonda in respiro spontaneo. La prima, sedazione cosciente, prevede la somministrazione di un farmaco sedativo od ipnoinducente leggero, generalmente della famiglia delle benzodiazepine, che non richiede necessariamente l’assistenza medica anestesiologica, anche se questa è sempre opportuna. Con questo tipo di sedazione, che non è una vera anestesia, il paziente, seppur sedato, avverte comunque i fastidi e gli eventuali stimoli nocicettivi provocati dalla procedura. La sedazione cosciente infatti non è un’anestesia.
Cosa fare per non sentire nulla durante la colonscopia?
Esiste, ormai da vari anni, un farmaco molto maneggevole, ma più potente delle benzodiazepine, che si chiama propofol (nome commerciale Diprivan), il quale induce una anestesia, ma con respiro spontaneo del paziente. Si chiama infatti sedazione profonda in respiro spontaneo perché induce una vera anestesia, cioè analgesia, ed induce il sonno, ma deprime poco (poco più delle benzodiazepine) i centri bulbari deputati alla respirazione. Questa è una vera anestesia, ma non necessita l’intubazione tracheale del paziente, in quanto questi continua a respirare autonomamente. E’ necessaria però l’assistenza medica anestesiologica, per una valutazione clinica del paziente, per decidere gli opportuni dosaggi dei farmaci e per intervenire con una respirazione assistita, endotracheale o con maschera facciale, qualora i parametri fisiologici del paziente sedato lo richiedano.
L’anestesia per la colonscopia prevede solo l’uso di Diprivan?
In genere questo farmaco è sufficiente. Talora il medico anestesista può decidere di somministrare preventivamente per via venosa una benzodiazepina (cioè un blando sedativo) o un così detto tranquillante maggiore, della famiglia delle fenotiazine. A volte è opportuno associare un antispastico intestinale (Buscopan o Glucagone), che può essere utile in caso di colonscopia operativa.
È possibile eseguire gastroscopia e colonscopia insieme con sedazione?
La gastroscopia è un’indagine che può dare la sensazione di soffocamento, soprattutto nella fase iniziale di passaggio della sonda dall’ipofaringe all’esofago, vicino l’imbocco della trachea. Anche per questo esame è sufficiente la sedazione profonda in respiro spontaneo indotta dal Diprivan. Certamente è possibile eseguire nella stessa seduta i due esami endoscopici, colonscopia e gastroscopia, cosicchè un unico intervento anestesiologico servirà per entrambe le procedure.
È possibile fare gli esami endoscopici con l’assistenza del medico anestesista negli ospedali pubblici?
Purtroppo non sempre si può garantire routinariamente la sua presenza in tutti gli ambulatori ospedalieri dove qualunque attività medica può determinare dolore, fastidio o discomfort del paziente. Pertanto quello che le consiglio è di contattare la struttura e in particolar modo il servizio di Endoscopia dove farà l'esame.
Tabella Riassuntiva dei Tipi di Sedazione
| Tipo di Sedazione | Livello di Coscienza | Respirazione | Farmaci Comuni | Necessità di Anestesista |
|---|---|---|---|---|
| Sedazione Cosciente | Risposta ai segnali verbali | Spontanea | Midazolam (Benzodiazepine) | Non sempre necessaria |
| Sedazione Profonda | Confusa o assente | Generalmente spontanea | Propofol | Raccomandata |
| Anestesia Generale | Totale incoscienza | Assistita | Farmaci antidolorifici e ipnoinducenti | Sempre necessaria |
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