La colonscopia è un esame diagnostico fondamentale che permette la visualizzazione diretta dell’interno del colon e del retto. L'esame della colonscopia è un esame invasivo che consiste nell’introduzione attraverso l’orifizio anale di una sonda flessibile del diametro variabile, ma non superiore a un centimetro e mezzo, che porta alla sua estremità delle fibre ottiche che trasmettono le immagini a video.
Questa sonda viene fatta risalire lungo tutto il grosso intestino (dal retto fino al cieco, ossia l’intestino crasso) e permette di esaminarne le pareti interne, la mucosa. “Questo esame - risponde il dott. Omodei - è utile per esaminare le pareti del grande intestino (crasso) ed effettuare diagnosi su qualunque problema connesso con disturbi intestinali, che possono essere dolori addominali che non sono spiegabili, una stitichezza improvvisa, una diarrea di lunga durata, perdite di sangue attraverso il retto.
Non è utilizzata solo per effettuare diagnosi sulle malattie del colon, ma permette anche di essere operativi, qualora sia necessario effettuare biopsie per meglio definire la diagnosi oppure si debbano asportare polipi, formazioni pre-cancerose.
Tipologie di Sedazione
Per rendere più tollerabile la colonscopia tradizionale, che dura circa 15-20 minuti, può essere somministrato un sedativo per via endovenosa. Esistono diverse tipologie di sedazione:
- Sedazione cosciente o vigile: Caratterizzata dal mantenimento della risposta del paziente ai segnali verbali. La sedazione cosciente può essere effettuata dal medico anestesista o dallo stesso medico responsabile della procedura endoscopica; viene ottenuta principalmente mediante l’uso di farmaci appartenenti alla classe delle benzodiazepine (tipicamente con la somministrazione di Midazolam). Con questo tipo di sedazione, che non è una vera anestesia, il paziente, seppur sedato, avverte comunque i fastidi e gli eventuali stimoli nocicettivi provocati dalla procedura.
- Sedazione profonda: la risposta del paziente agli stimoli verbali è confusa o addirittura assente. Il paziente continua comunque a respirare in modo autonomo anche se talvolta la respirazione spontanea può essere inadeguata. Esiste, ormai da vari anni, un farmaco molto maneggevole, ma più potente delle benzodiazepine, che si chiama propofol (nome commerciale Diprivan), il quale induce una anestesia, ma con respiro spontaneo del paziente. Si chiama infatti sedazione profonda in respiro spontaneo perché induce una vera anestesia, cioè analgesia, ed induce il sonno, ma deprime poco (poco più delle benzodiazepine) i centri bulbari deputati alla respirazione. Questa è una vera anestesia, ma non necessita l’intubazione tracheale del paziente, in quanto questi continua a respirare autonomamente.
- Anestesia generale: al contrario degli altri tipi di sedazione, in questo caso è previsto uno stato di totale incoscienza del paziente, che non può essere risvegliato nemmeno in seguito a stimolazioni dolorose. Per Anestesia Generale generale (o totale) si intende una sedazione profonda, indotta da farmaci antidolorifici ed ipnoinducenti, somministrati dal medico anestesista, il quale deve contestualmente provvedere alla respirazione assistita del paziente, durante tutto il periodo dell’intervento e dell’anestesia stessa. Egli deve intubare la trachea del paziente e ventilarlo, con il respiratore automatico. Ciò è necessario in quanto i farmaci antidolorifici ed ipnotici somministrati deprimono i centri respiratori ed il paziente non respira più spontaneamente.
Farmaci Utilizzati per la Sedazione
I medici ottengono l'anestesia cosciente attraverso la somministrazione di un mix di farmaci sedativi, analgesici, ipnotici e/o agenti anestetici, opportunamente dosati. Alcuni dei farmaci più comuni includono:
- Midazolam
- Propofol (Diprivan)
- Fentanyl
- Ketamina
- Dexmedetomidina
Colonscopia Virtuale vs. Colonscopia Tradizionale
Nei tempi più recenti, in qualche centro specialistico, hanno iniziato a essere effettuate le colonscopie virtuali, cioè TAC ad alta risoluzione che sono in grado di individuare lesioni intorno o superiori al centimetro.
Attualmente, per la prevenzione e la diagnosi, sono disponibili due principali metodiche: la colonscopia tradizionale (o ottica) e la colonscopia virtuale (CV). Vediamo le principali differenze:
| Caratteristica | Colonscopia Virtuale | Colonscopia Tradizionale |
|---|---|---|
| Invasività | Meno invasiva | Più invasiva |
| Dolore | Generalmente ben tollerata, sensazione di gonfiore | Può provocare fastidio o dolore |
| Sedazione | Di solito non richiesta | Comunemente somministrata |
| Durata | Circa 12-15 minuti | Circa 15-30 minuti |
| Rilevamento polipi | Alta accuratezza per polipi >= 6mm | Permette la rimozione immediata dei polipi |
| Rischi | Basso rischio di complicanze | Rari rischi come perforazione o sanguinamento |
Vantaggi della Colonscopia Virtuale:
- Minore invasività e migliore tollerabilità.
- Indicata per pazienti con controindicazioni alla colonscopia tradizionale: può essere una valida alternativa per pazienti anziani e/o in condizioni precarie di salute e in pazienti con controindicazioni alla colonscopia tradizionale (come cardiopatici o bronchitici cronici).
Svantaggi della Colonscopia Virtuale:
- Potenziale necessità di una colonscopia tradizionale successiva: nel caso in cui l’esame rilevi uno o più polipi o altre lesioni sospette, il paziente viene generalmente indirizzato a una colonscopia tradizionale per la rimozione dei polipi e l’esecuzione di biopsie.
Vantaggi della Colonscopia Tradizionale:
- Possibilità di rimuovere polipi (polipectomia), prevenendo così il cancro del colon-retto.
Svantaggi della Colonscopia Tradizionale:
- Necessità di una preparazione intestinale rigorosa, spesso considerata fastidiosa dai pazienti.
Preparazione per la Colonscopia
Esiste poi una preparazione specifica a questo esame: innanzitutto viene prescritta una dieta, da seguire fino a quattro giorni prima dell’esecuzione della colonscopia, che prevede la riduzione e la successiva eliminazione delle fibre (frutta e verdura). Il giorno precedente l’esame si devono assumere lassativi che permettono la pulizia dell’intestino e assumere solo liquidi.
Questa preparazione include generalmente una dieta priva di fibre nei 2-3 giorni precedenti l’esame, evitando frutta, verdura, cereali integrali e legumi.
Nel caso della colonscopia tradizionale, i farmaci abituali possono essere continuati, eccetto gli integratori di ferro che vanno sospesi una settimana prima della procedura, e gli anticoagulanti o altri antiaggreganti (come pradaxa, xarelto, eliquis, lixiana, persantin, coumadin, sintrom, plavix o iscover) che possono richiedere una sospensione temporanea.
Rischi e Complicanze
Le possibili complicanze sono numericamente piuttosto modeste. La più seria, ma meno frequente, riguarda l’accidentale perforazione intestinale, cioè la fuoriuscita dello strumento dalle pareti dell’intestino. Questa eventualità dipende anche dalla situazione intestinale del paziente, ad esempio la presenza di diverticoli potrebbe aumentare il rischio, ma se l’esame viene effettuato con attenzione il rischio si riduce al minimo. In caso di perforazione è necessario l’immediato intervento del chirurgo.
Un’altra complicanza, meno seria, è legata alla manovra stessa e comprende il sanguinamento, qualora si facciano biopsie o asportazione di polipi.
Cosa Fare Dopo la Colonscopia
Qualora nel corso della colonscopia si sia proceduto all’asportazione di un polipo il paziente deve evitare di assumere frutta e verdura per almeno 5 giorni, perché le fibre possono determinare la formazione di massa fecale importante e determinare la rimozione prematura accidentale della “crosta” che viene a formarsi in sede.
Al termine dell’esame, il paziente dovrà essere accompagnato a casa e non potrà guidare per 24 ore a causa dell’effetto dei sedativi.
Considerazioni Finali
La scelta tra colonscopia virtuale e tradizionale dipende da vari fattori, tra cui le linee guida locali, le preferenze del paziente e le condizioni cliniche. Entrambe le tecniche possono essere utilizzate per lo screening.
È un esame di solito ben tollerato dai pazienti, che si svolge con un minimo di sedazione con farmaci iniettati in endovena (valium o midazolam, che provoca una sedazione un po’ più profonda). In Humanitas utilizziamo sempre la sedazione perché in questo modo il paziente sopporta senza problemi l’esame, che risulta più agevole anche per l’operatore.
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