La tiroide è una ghiandola posta alla base del collo, proprio al di sotto della laringe, e costituita da due grandi lobi laterali e da uno stretto istmo che li connette. Il tessuto tiroideo è composto da piccole unità dette follicoli, al cui interno avviene la sintesi degli ormoni calcitonina e quelli tiroidei. La tiroide è una piccola ghiandola endocrina, situata nella regione anteriore del collo, davanti e lateralmente alla laringe ed alla trachea.
Noto con il nome di ormone tireotropo (in inglese thyroid stimulating hormone, TSH, conosciuto anche come tireotropina o tirotropina), questa sostanza funge da indicatore per lo stato di salute della tiroide. Si tratta di un ormone prodotto dall'ipofisi, o ghiandola ipofisaria, una piccola ghiandola situata al centro del cranio e rappresenta il vero e proprio nucleo funzionale del sistema endocrino. Il suo ruolo è quello di regolare la funzionalità della tiroide, che invece si trova alla base del collo.
La tiroide è sotto stretto controllo ormonale per opera dell'ipofisi, che agisce mediante il TSH. Quando invece le quantità di ormoni in circolo sono sufficienti per le funzioni dell'organismo, l'ipofisi "mette a riposo" la tiroide, riducendo la stimolazione attraverso il TSH. Si tratta di un meccanismo semplice e perfetto che però, a volte, si inceppa; un problema a questo ciclo naturale può portare, per esempio, a una diminuzione eccessiva della sintesi di T3 o T4, o, al contrario, può condurre allo stimolo di una produzione sovrabbondante.
Ipotiroidismo e Colesterolo Alto: Una Panoramica
L’ipotiroidismo è un disturbo della tiroide che provoca una molteplicità di sintomi tra cui perdita di capelli, stanchezza, mancanza di concentrazione mentale, aumento di peso, stipsi e gozzo. Un ulteriore aspetto è la presenza di colesterolo alto o in generale di dislipidemia, che incidono negativamente sulla salute, in particolare su quella cardiocircolatoria.
L'ipotiroidismo è una sindrome dovuta ad una insufficiente azione degli ormoni tiroidei a livello dei vari tessuti; più spesso ciò avviene quando la tiroide non produce una quantità sufficiente di ormoni. L'ipotiroidismo influenza le reazioni chimiche che avvengono in tutto il corpo determinando un rallentamento dei processi metabolici.
L’ipotiroidismo riduce la captazione degli acidi grassi derivanti dai trigliceridi ed è associata ad una minore degradazione dei grassi tra cui il colesterolo. Ne consegue che le cellule sono meno attive nel metabolismo dei grassi con un conseguente accumulo di trigliceridi e di colesterolo LDL a livello del fegato, che diventa più vulnerabile nelle sue funzioni e struttura. Il deposito dei grassi è per di più accentuato dal sovrappeso e dal basso tasso di consumo metabolico basale, entrambi favoriti dall’ipotiroidismo.
L’ipotiroidismo può provocare un aumento dei grassi ematici attraverso modifiche nella sintesi, assorbimento, circolazione e metabolismo dei grassi. In particolare è frequente osservare un aumento del colesterolo totale, del colesterolo LDL e dei trigliceridi. Questi effetti sono a loro volta correlati allo sviluppo di resistenza insulinica, che è caratterizzata da un minor funzionamento dell’ormone insulina.
Come descritto da questo articolo l’equilibrio ormonale funge da regolatore del metabolismo dei grassi ed un abbassamento dell’attività tiroidea, come per esempio nel caso più comune della tiroidite autoimmune di Hashimoto, può sfociare in deviazioni dei grassi circolanti, anche talvolta in assenza di significativi cambiamenti nell’alimentazione o attività fisica.
L'ipotiroidismo è causa frequente di ipercolesterolemia secondaria e dovrebbe essere sempre ricercato in tutti i portatori di dislipidemia, soprattutto se non chiaramente di origine genetica. Nella popolazione generale, la prevalenza di ipotiroidismo è stimata intorno al 4.6%, negli ipercolesterolemici, la prevalenza è ampiamente variabile a seconda degli studi ed è compresa tra l'1.4% ed il 13.3%.
Diagnosi e Valutazione
Per prima cosa si effettua il dosaggio del TSH, ovvero un test per valutare i livelli di TSH in circolo. Nel caso in cui, in base all’esito dei relativi esami, dal quadro clinico del paziente risulti che questa proteina sia presente a livelli e concentrazioni superiori alla norma, è molto probabile che ci si trovi davanti a un caso di ipotiroidismo, una situazione in cui la tiroide funziona meno del necessario. Non sempre questa situazione è accompagnata da sintomi. In alcuni casi, infatti, l'ipotiroidismo può essere subclinico, ovvero non dare segni della propria presenza.
In questo caso, la presenza di un sottostante disturbo di tipo tiroideo è altamente probabile, ed è consigliabile rivolgersi a dei professionisti per delle visite più approfondite e un monitoraggio costante. Per porre una diagnosi precisa è, però, fondamentale misurare, attraverso un prelievo di sangue, anche i livelli degli ormoni tiroidei T3 e T4 e degli anticorpi antitiroidei. Livelli alti di TSH indicano quindi uno scarso funzionamento della tiroide. Questo disturbo si verifica a causa di una carenza di ormoni tiroidei in circolo nell'organismo, che vengono prodotti in quantità ridotta. Di conseguenza, i livelli dell'ormone TSH aumentano e cresce, quindi, la richiesta di produzione ormonale nei confronti della tiroide che, per soddisfare l'accresciuta domanda di T3 e T4, va incontro a un eccessivo lavoro.
Trattamento e Gestione
Purtroppo, a oggi non esiste una cura definitiva per l’ipotiroidismo, né è possibile una sicura prevenzione dei suoi effetti più gravi senza un trattamento farmacologico. Nella maggior parte dei casi, il medico consiglierà di seguire una terapia sostitutiva. In altre parole, l'approccio terapeutico consiste nel fornire all'organismo gli ormoni che la tiroide non riesce più a produrre nella giusta quantità, riportando quindi T3 e T4 a livelli normali.
La terapia sostitutiva si basa su farmaci che contengono lo stesso ormone che l’organismo non riesce a produrre, ovvero la tiroxina. Vista la lunga durata delle terapie, è probabile che la dose di tiroxina possa necessitare di aggiustamenti. Nel caso in cui i valori di TSH siano troppo bassi, invece, di solito la causa è un ipertiroidismo.
Esistono infatti altre malattie che possono causare un aumento dei livelli di TSH, come per esempio problemi ipofisari, morbo di Graves e noduli tiroidei. L'ipertiroidismo è una patologia cronica che può evolvere nel corso del tempo. Chi soffre di ipertiroidismo, inoltre, dovrebbe cercare di combatterlo anche a tavola.
Il trattamento standard per questa patologia consiste nella somministrazione (per via orale) dell'ormone tiroideo L-tiroxina per compensare lo squilibrio. Alcuni alimenti e farmaci possono inibire l'assorbimento della L-tiroxina. Se la L-tiroxina non viene assunta (per mancanza di adesione al protocollo terapeutico da parte del paziente) o non è sufficiente, si crea una condizione di ipotiroidismo.
In generale, la terapia sostitutiva con ormone tiroideo inizia quando i valori di TSH risultano superiori a 10 µU/ml. Per quanto riguarda le concentrazioni inferiori a 10 µU/ml si tende a sfruttare, invece, la maggiore stimolazione del TSH sulla ghiandola tiroidea, affinché questa assicuri ancora una normale produzione di ormoni tiroidei. L'unica condizione in cui il trattamento dell'ipotiroidismo subclinico è sempre indicato nell'adulto è la gravidanza, per evitare gli effetti della disfunzione sulla gestazione e sullo sviluppo fetale.
Ipotiroidismo Subclinico
Va ricordato che l'ipotiroidismo subclinico è una condizione in cui l'alterazione della funzione tiroidea è di grado lieve-moderato. Per sua stessa definizione, l'ipotiroidismo subclinico è asintomatico: l'aumento dei livelli di TSH riesce a mantenere i valori degli ormoni tiroidei nell'intervallo di normalità. Nell'ipotiroidismo subclinico, si riscontrano tipicamente dei livelli di ormoni tiroidei circolanti entro i limiti normali, associati ad un valore di TSH sierico elevato.
La prima cosa da fare è ripetere il dosaggio del TSH, dopo 2 o 12 settimane per escludere un'anomalia transitoria. Il dosaggio del TSH è il dato di laboratorio maggiormente sensibile per quanto riguarda la diagnosi di ipotiroidismo subclinico.
Tiroide e Colesterolo: un'Associazione Importante
Quando il colesterolo è alto è istintivo per tutti pensare alla dieta come causa principale ma nessuno pensa alla tiroide che può avere effetti sul livello del colesterolo nel sangue. Pochi, infatti, sanno che un livello troppo alto o troppo basso di ormone tiroideo, può far oscillare i livelli di colesterolo. Gli ormoni tiroidei controllano e regolano l’assetto lipidico e delle lipoproteine ed è per questo che in caso di ipotiroidismo si riscontrerà una ipercolesterolemia.
L’associazione tra tiroide e colesterolo è molto importante e non va sottovalutata. I disturbi della tiroide causano effetti significativi sul controllo glicemico e sul metabolismo dei lipidi, e possono avere un impatto sui valori di colesterolo e gli altri lipidi, secondo uno studio pubblicato su Cureus. In presenza di ipotiroidismo si utilizza la tiroxina sintetica, una terapia ormonale sostitutiva che possa recuperare la funzionalità della ghiandola. Se le alterazioni del colesterolo sono determinate da una problematica della tiroide, ripristinando gli ormoni tiroidei, si normalizza anche il colesterolo.
Studio Giapponese su Ipotiroidismo e Dislipidemia
In questo studio giapponese condotto su una casistica di 725 soggetti dislipidemici, la prevalenza di ipotiroidismo clinico è risultata dell'1.4%, quella di ipotiroidismo subclinico del 2.4%. Prevalenza dunque in linea con quella di studi precedenti e non particolarmente elevata, tanto da fare dubitare dell'opportunità di eseguire i test per la tiroide nei dislipidemici.
Hypercholesterolemia is one of the most representative disorders of the common diseases. To evaluate the prevalence of hypothyroidism in the population of adult hypercholesterolemia, we prospectively examined the thyroid function in patients with untreated or treated hypercholesterolemia as a multi-center survey. Subjects were the patients who were treated with some antilipemic agents or the untreated patients whose total cholesterol (TC) was over 220 mg/dL and/or LDL-cholesterol (LDL-C) over 140 mg/dL. Among 737 cases recruited, 725 cases (300 males and 425 females) participated in the survey including the thyroid function test. The prevalence of hypothyroidism was 4.3% in patients with hypercholesterolemia.
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