Per impostare una terapia efficace per abbassare il colesterolo, è fondamentale stabilire di quanto occorra ridurre questo parametro. Per farlo si va a stratificare il rischio del paziente, che consiste nella valutazione del rischio reale che possano verificarsi eventi cardiovascolari.
È essenziale che il medico di base, o il cardiologo, esegua una stratificazione del rischio tramite un'attenta anamnesi, per identificare eventuali altri fattori che contribuiscono all'aumento del rischio cardiovascolare. In base a questa valutazione, si stabiliscono i valori target per il colesterolo, la pressione arteriosa e la massa corporea, e si determina l'entità della riduzione necessaria di questi parametri.
Strategie Non Farmacologiche per Abbassare il Colesterolo
Come prima cosa da fare per abbassare il colesterolo attraverso strategie non farmacologiche è fondamentale adottare uno stile di vita sano, a partire da una dieta di tipo mediterraneo. Questa dieta prevede un basso consumo di grassi, colesterolo e zuccheri raffinati, mentre è ricca di frutta, verdura, proteine, legumi e cereali integrali ricchi di fibre.
È importante limitare il consumo di fritti, formaggi, uova, insaccati e crostacei, come gamberi e scampi, che sono particolarmente ricchi di colesterolo. I limiti alimentari devono essere adattati in base al profilo di rischio e agli obiettivi specifici di riduzione del colesterolo.
Dopo circa tre-sei mesi dall'inizio dei cambiamenti nello stile di vita, è consigliabile eseguire un nuovo controllo del profilo lipidico. Se il valore di LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, non è sceso al di sotto dei valori soglia previsti in base al profilo di rischio, si può valutare, in accordo con il paziente, l'introduzione di una terapia con integratori o farmaci.
Alimenti Consigliati e da Evitare
- Via libera a: cereali integrali, legumi, vegetali ricchi di fibre (pane, pasta, riso integrali, farro, avena, orzo).
- Consumo consigliato: pesce (2-3 volte a settimana) con cotture alla griglia, al cartoccio o al vapore.
- Oli: preferire oli vegetali insaturi.
- Carne: consumare tagli magri di carne, sia rossa che bianca.
- Meno grassi è meglio: è bene limitare al minimo il consumo di insaccati, formaggi e uova.
Approccio Farmacologico: Integratori o Farmaci?
Quando si decide di adottare un approccio farmacologico per abbassare il colesterolo, la scelta tra integratori, come il riso rosso fermentato, e farmaci, come le statine, dipende dalle esigenze del paziente e dall'entità della riduzione desiderata. Ogni opzione, infatti, ha un diverso potere di abbassamento del colesterolo.
Contrariamente a quanto si crede, non è sempre consigliabile iniziare con un integratore, poiché questi prodotti generalmente hanno una modesta capacità di ridurre il colesterolo LDL e possono comunque avere degli effetti indesiderati, che vanno monitorati.
Monacoline e Berberina
Le monacoline sono un gruppo di molecole prodotte dalla fermentazione del riso rosso e agiscono inibendo uno degli enzimi coinvolti nella sintesi del colesterolo da parte del fegato. Possono tuttavia avere alcuni effetti collaterali: dolori muscolari, danni epatici o disturbi gastrointestinali.
La berberina, invece, è un alcaloide contenuto nella radice del biancospino e in altre piante e riduce il colesterolo plasmatico aumentando la rimozione epatica delle lipoproteine Ldl, attraverso la crescita dell’espressione dei recettori epatici. La berberina è inoltre in grado di ridurre la sintesi epatica dei trigliceridi, riducendone i valori plasmatici.
Quando Considerare le Statine
Nel caso in cui le strategie non farmacologiche non siano efficaci o il rischio cardiovascolare risulti essere elevato, è necessario intraprendere una terapia con farmaci e la prima scelta verte sull’impiego di statine.
Pertanto, solo dopo un attento esame della situazione cardiovascolare globale che prenda in considerazione i suoi fattori di rischio e la presenza di eventuale danno d’organo subclinico, potrà essere indicata l’implementazione della statina per ridurre i livelli di colesterolo Ldl.
Altri fattori da considerare
Anche la terapia ormonale in menopausa può influenzare il profilo lipidico del sangue e i valori di colesterolo, importanti per la salute cardiovascolare.
La correlazione tra aumento dei livelli di colesterolo e incidenza di eventi cardiovascolari è nota e dimostrata. Tuttavia anche altri fattori concorrono nel determinare il rischio cardiovascolare, che va pertanto stimato periodicamente nella sua globalità.
L’attività fisica, la riduzione del peso corporeo e l’adozione di alcune norme dietetiche come il ridotto apporto di cibi grassi (30 grammi al giorno), in particolare dei grassi saturi, contribuiscono a migliorare il quadro lipidico nel suo insieme, riducendo anche i livelli plasmatici di trigliceridi.
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