Screening Mammografico: Vantaggi e Svantaggi

La mammografia è nuovamente al centro di infuocati dibattiti. Funziona oppure no per diagnosticare precocemente il tumore al seno? Da anni ormai ci si interroga sull'efficacia di questo esame e sul rapporto rischio/beneficio che ne deriva.

Gran parte della comunità scientifica internazionale ritiene che sottoporre le donne di questa fascia di età a mammografie biennali riduca del 20% la mortalità per tumore. La mammografia è, infatti, certamente un esame radiografico quindi espone la paziente ad una certa quantità di raggi, tuttavia i tempi nei quali viene effettuata la mammografia rende i benefici superiori ai rischi.

Tuttavia, nonostante questi dubbi, la mammografia resta, a detta della maggior parte degli esperti, un esame importantissimo per individuare tumori anche di piccole dimensioni e, come ha dichiarato nei giorni scorsi il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, può salvare la vita.

Consideriamo una piccola città in Europa, in cui risiedono 1000 donne di età compresa tra 50 e 51 anni. Consideriamo ora un'altra città, uguale alla precedente ma dotata di un programma di screening mammografico conforme alle linee guida europee che invita in maniera regolare le mille donne tra i 50 e i 51 anni a eseguire una mammografia ogni due anni per un periodo di 20 anni.

Vantaggi dello Screening Mammografico

La maggior parte delle donne che partecipa al programma otterrà un esito negativo, beneficiando della conferma del buono stato di salute. La maggior parte delle donne che partecipano al programma avranno referti mammografici negativi e il vantaggio consisterà nella conferma delle loro buone condizioni di salute.

Tra i requisiti principali di un programma di screening per la diagnosi precoce c’è la capacità di ridurre la mortalità, per la patologia per cui viene offerto a uno specifico gruppo di popolazione. Solo se tale requisito è soddisfatto, lo screening può essere proposto, attuato e sostenuto dal Sistema sanitario nazionale. Lo screening mammografico per il tumore al seno ha dimostrato di ridurre la mortalità a livello di popolazione per le donne nella fascia di età i 50 e i 69 anni.

Svantaggi e Rischi dello Screening Mammografico

D’altra parte gli aspetti negativi possono solo riferirsi al possibile disagio e all’ansia a breve termine per l’esecuzione dell’esame. Quindi, l’aver partecipato allo screening, di negativo avrà solo il possibile disagio e l’ansia per l’esecuzione dell’esame.

La comunità scientifica pone al centro dell’eterno dibattito sui rischi connessi alla mammografia soprattutto il problema della sovradiagnosi e dei falsi positivi. L’aspetto che, invece, risulta ancora oggi problematico è la corretta informazione da fornire su vantaggi e svantaggi, in particolare su sovradiagnosi e conseguente sovratrattamento, ed in secondo luogo su falsi positivi e falsi negativi sostiene la Dr.ssa Mosconi, responsabile del ‘Laboratorio di Ricerca per il coinvolgimento dei cittadini in Sanità’ del Mario Negri.

Sovradiagnosi

Il problema della sovradiagnosi rappresenta sicuramente un danno significativo perché comporta una diagnosi di tumore al seno senza una controparte di benefici (se chi la riceve non avesse partecipato al programma di screening, non avrebbe dovuto sottoporsi a ulteriori accertamenti e trattamenti). Può capitare che durante l’esecuzione dei programmi di screening vengano rilevati tumori che non si sarebbero mai manifestati nel corso della vita (la cosidetta sovradiagnosi), e che quindi portano a trattamenti inutili e dannosi (sovratrattamento).

Le sovradiagnosi sono dovute alla rilevazione da parte dei programmi di screening di tumori poco aggressivi e in fase di sviluppo precoce, per esempio, in situ, e di tumori invasivi in fase di sviluppo molto precoce. Si tratta di tumori maligni apparentemente uguali agli altri che però non crescono o lo fanno molto lentamente. Le conoscenze attuali impediscono di distinguere tra i tumori che diventeranno aggressivi e quelli che non costituiscono una minaccia per la vita. Attualmente, purtroppo, non si riesce ancora a distinguere fra i tumori che diventeranno aggressivi e quelli che invece non costituiscono una minaccia per la vita.

Falsi Positivi e Falsi Negativi

Un altro potenziale danno per le donne sottoposte a screening è l’identificazione di un “falso positivo”, ovvero di un’anomalia sospetta che non viene confermata dai successivi esami di approfondimento. Un altro potenziale problema che le donne coinvolte nello screening si possono trovare a dover affrontare è l’identificazione di un “falso positivo”, cioè di un dubbio non confermato poi nei successivi esami di approfondimento, o di un “falso negativo”, cioè un tumore che può sfuggire all’osservazione, per esempio nei casi di difficile interpretazione, come quando c’è una mammella densa.

Si trattava di un falso allarme. Seppure la rilevazione di un sospetto non sia equivalente a una diagnosi positiva, si parla comunque di “falso positivo” a causa delle indagini necessarie per verificarne l’esatta natura. Le conseguenze negative psicologiche legate a questo percorso di accertamento sono state studiate e descrivono solo un impatto nel breve periodo, riconducibile all’ansia. In alcuni Paesi europei, la percentuale totale di donne che durante i 20 anni di partecipazione al programma di screening mammografico incorrono in una diagnosi di falso positivo, è stata stimata nel 17% per follow-up non invasivi e nel 3% per follow-up invasivi.

Radiazioni

Questo studio non prende in considerazione gli effetti a lungo termine come i rischi da radiazione, che sono tuttora molto controversi perché basati su estrapolazioni e quindi di significato incerto.

Tabella Riepilogativa Rischi e Benefici

Aspetto Dettagli
Vantaggi Riduzione della mortalità per tumore al seno nella fascia di età 50-69 anni.
Sovradiagnosi Rilevazione di tumori che non avrebbero mai causato problemi di salute.
Falsi Positivi Anomalie sospette che richiedono ulteriori esami ma risultano non tumorali.
Radiazioni Esposizione a basse dosi di radiazioni durante l'esame.

Donna Informata-Mammografia: Uno Strumento per la Decisione Consapevole

In questo contesto nasce Donna Informata-Mammografia. Questo è il nome del progetto finalizzato allo sviluppo di uno strumento decisionale web, vincitore di un bando competitivo AIRC, promosso dall’Istituto Mario Negri, in collaborazione con Zadig, Gisma- Gruppo Italiano Screening Mammografico e Lega Italiana Lotta contro i tumori Sezione di Firenze.

Scopo di Donna Informata-Mammografia, è sostanzialmente sviluppare uno strumento web che fornisca informazioni sulla mammografia di screening sottolineandone tutti gli aspetti positivi, negativi e controversi, per capire di più e per saper scegliere nel migliore dei modi. Lo studio clinico randomizzato multicentrico, che ha testato lo strumento decisionale confrontandolo con un opuscolo standard nei centri di Cuneo, Firenze, Milano, Palermo, Reggio Emilia e Torino, si è concluso all’inizio di quest’anno dopo aver randomizzato più di 2.000 donne. I risultati sono stati presentati all’Istituto Mario Negri di Milano. La Dr.ssa Paola Mosconi ha coordinato il progetto insieme alla Dr.ssa Anna Roberto ed alla Dr.ssa Cinzia Colombo. Qui ci racconta come è nato e cosa significa questo progetto.

Perché si chiama Donna Informata-Mammografia?

“Questo nome nasce dal gruppo di lavoro e dal confronto con le partecipanti ai Focus Group (N.d.R. metodo di ricerca qualitativa che prevede che un numero ristretto di persone venga coinvolto da un moderatore a parlare e discutere su una tematica). Tutti eravamo d’accordo nel cercare un nome che fosse il più esplicativo possibile, non un freddo acronimo, così da far capire alle donne quanto sia importante essere informate in modo chiaro e completo” afferma la Dr.ssa Mosconi.

In cosa consiste lo strumento web?

E’ composto da diverse schermate, ognuna relativa ad una domanda. Vantaggi e svantaggi della partecipazione allo screening mammografico sono proposti attraverso brevi testi, schemi e tabelle il tutto accompagnato da una grafica accattivante. Grazie a questo strumento, ogni donna può stabilire a quali e quante informazioni accedere, creando il proprio percorso informativo, attraverso una navigazione libera.

Alla prima videata, grazie ad un effetto “nudging”, la donna viene indirizzata verso quattro argomenti, ritenuti i più significativi per informarsi correttamente. Donna Informata-Mammografia è rivolto a tutte quelle donne che sono invitate per la prima volta a partecipare a uno screening mammografico organizzato.

Questo strumento è stato progettato per essere utilizzato durante il processo decisionale che ogni donna si trova a fronteggiare prima di decidere se partecipare o meno allo screening mammografico, dopo aver ricevuto le corrette informazioni e aver considerato i propri valori, preferenze ed esperienze. In accordo ai risultati dello studio clinico, rispetto all’opuscolo standard le donne che hanno utilizzato questo nuovo strumento web hanno dimostrato di poter prendere decisioni più informate e più consapevoli. L’essere più informate e consapevoli non ha influenzato sulla partecipazione allo screening.

Da quali evidenze siete partiti?

“E’ stata eseguita un’attenta revisione della letteratura sia sulle prove disponibili sugli screening sia sull’uso degli strumenti decisionali, i cosiddetti Decision Aid, (N.d.R. ovvero strumenti progettati sia per informare che per facilitare il processo decisionale da parte di cittadini o pazienti nelle decisioni relative all'assistenza sanitaria), e soprattutto all’uso di questi strumenti proprio negli screening.

Tutti i dati così raccolti e analizzati ci hanno permesso di costruire lo strumento decisionale e sviluppare il questionario utilizzato nello studio clinico per valutare la scelta informata, valutando conoscenze, attitudini e intenzioni”. “Inoltre - continua la Dr.ssa Mosconi - il lavoro si è basato non solo sulla revisione della letteratura, ma anche sul confronto con le dirette interessate, ovvero le donne coinvolte tramite il Focus Group e tramite interviste semistrutturate di approfondimento. Rispettivamente 18 donne del focus group e 4 interviste dirette”.

Screening e Prevenzione: Chiarimenti

Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione sul cancro al seno. Il bombardamento subito durante questo mese ha generato parecchia confusione riguardo al concetto di prevenzione e diagnosi precoce. Cosa ne pensa la Dr.ssa Mosconi? “La distinzione tra i due concetti è fondamentale! Bisogna aver chiaro che fare la mammografia di screening non significa prevenire il tumore, ma giungere piuttosto ad una diagnosi precoce di un tumore alla mammella che permette trattamenti meno invasivi. Per questo fare una buona informazione è molto importante per avere chiara questa distinzione”.

Fasce di Età Coinvolte nello Screening

Lo screening è rivolto alle donne la cui età è compresa tra i 50 e i 69 anni e in alcune regioni da 45 a 74 anni. C’è l’intenzione in futuro di coinvolgere anche altre fasce di età? “Purtroppo no, perché non ci sono ad oggi prove che dimostrino che analoghi screening riescano a ridurre la mortalità per tumore anche in donne più giovani. Questo, secondo quanto riconosciuto anche dalle linee guide Europee (European Commission Initiative on Breast Cancer), linee guida dell’AIOM e dall’Osservatorio Nazionale Screening. Per questo motivo- spiega la Dr.ssa Mosconi- è necessario un grosso sforzo nella ricerca scientifica volto anche ad identificare i fattori che causano il tumore e a definire protocolli efficaci in grado di ridurre l'impatto del cancro al seno nella vita delle donne”.

Raccomandazioni Finali

Quanto sono importanti i test di screening oncologici oggi? ‍“Gli screening oncologici sono interventi di sanità pubblica organizzati nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale. In Italia, ad oggi, oltre a quello per il tumore alla mammella, sono attivi screening per il tumore del colon retto e della cervice uterina. Il loro vantaggio è riconosciuto.

I cittadini dovrebbero cogliere la loro importanza perché questi sono screening ben organizzati, controllati e affidabili. Diffidate attentamente, quindi, di chi vi propone programmi di screening diversi da quelli proposti dal Servizio Sanitario pubblico!” avverte la Dr.ssa Mosconi.

Nella sua rubrica del 24 settembre Paolo Cornaglia Ferraris su Repubblica Salute, commenta i tagli alla sanità, indicando tra le attività da sopprimere anche gli screening inutili. L’autore, purtroppo, ha inserito tra questi anche il mammografico: «È scientificamente dimostrata l'inutilità dannosa della mammografia preventiva -scrive- Le regioni smettano di farla subito e riciclino il numeroso personale amministrativo e medico adibito allo scopo».

Il valore dello screening mammografico, una grande conquista che ha ottenuto alle donne la possibilità di proteggersi contro una patologia che in Italia rappresenta la prima causa di morte femminile nella fascia di età tra i 45 ed i 59 anni, è stato ribadito anche recentemente, proprio a seguito di un confronto scientifico internazionale. Inoltre il sistema di monitoraggio continuo dei programmi organizzati permette anno dopo anno di rendere conto del numero dei test fatti e degli esiti di questa attività.

Osservatorio nazionale screening e Gisma hanno quindi ritenuto doveroso inviare all’autore e a Repubblica, una smentita e una precisazione. «Ognuno può avere le opinioni che crede ma se ci si richiama a prove scientifiche bisognerebbe basarsi su una corretta valutazione degli studi disponibili.

I programmi organizzati di screening mammografico italiano hanno dimostrato non solo di essere interventi efficaci ma anche di incidere sulle diseguaglianze nella salute. Sono inoltre sottoposti a un continuo monitoraggio della qualità. Le Regioni italiane organizzando i programmi di screening mammografico (anche in ossequio al fatto che tali programmi sono riconosciuti dal 2001 come Livelli Essenziali di Assistenza - LEA) si assumono un carico e una responsabilità. Quello del seno è il tumore al primo posto per diffusione e per numero di decessi nella popolazione femminile.

Allo stesso tempo, grazie alle maggiori conoscenze delle sue caratteristiche e ai progressi nella diagnosi precoce e nel campo farmacologico, le possibilità di curarlo sono molto aumentate. Una diagnosi precoce è oggi sempre più frequente grazie ai programmi di screening che prevedono di sottoporre a mammografia le donne nelle fasce di età raccomandate.

leggi anche: