Screening Mammografico: Importanza, Contatti e Novità nell'ULSS 9 Scaligera

Il tumore della mammella rappresenta la neoplasia più frequente e la principale causa di mortalità nella donna. Basti pensare che in Italia nel 2024 sono stati stimati quasi 54.000 nuovi casi. «La strategia vincente è la prevenzione, che avviene con lo screening mammografico», spiega la Dott.ssa Giovanna Romanucci, Responsabile UOSD Breast Unit ULSS 9.

Cos'è la Breast Unit e Cosa Offre

Il centro multidisciplinare di senologia, meglio conosciuta come Breast Unit, rappresenta il percorso di diagnosi, cura e assistenza per la donna che affronta un tumore al seno. Il requisito fondamentale per potere definire una Breast Unit è la presenza di un’equipe multidisciplinare dedicata. Essere “dedicati” alla gestione del percorso clinico in ambito mammario si traduce in professionalità, competenze specifiche, attitudine metodologica, empatia verso la donna.

Ogni donna è seguita in tutte le tappe del percorso, che parte dall’individuazione e dall’analisi della malattia e si estrinseca nelle cure e nei controlli (follow up) da parte di medici specialisti che partecipano alla discussione di tutti i casi clinici e nella decisione della terapia più appropriata. Tutto il personale infermieristico dell’equipe della Breast Unit è pronto a dare alla donna precise risposte nei primi momenti successivi alla diagnosi, prima e dopo l’intervento chirurgico, nel trattamento del dolore, nella gestione delle medicazioni, seguendo la donna anche dopo la dimissione in occasione dei controlli ambulatoriali.

La Breast Unit propone, quindi, un approccio completo, dall’informazione al sostegno psicologico, dalla diagnosi per immagini alla riabilitazione post-operatoria. Il risultato è che le donne seguite in questo tipo di centro hanno una percentuale di sopravvivenza più alta del 18% rispetto a chi si rivolge altrove, con una qualità di vita migliore.

Componenti dell'Equipe Multidisciplinare

  • Il radiologo senologo
  • L’oncologo senologo
  • Il chirurgo senologo
  • Il chirurgo plastico
  • Il radioterapista
  • L’anatomopatologo
  • Il medico nucleare
  • Il fisiatra
  • Il fisioterapista
  • Il nutrizionista
  • Lo psicologo

Screening Mammografico: Come e Quando

Cosa prevede Il Programma di Screening della mammella propone tramite lettera d’invito la mammografia ad entrambi i seni (bilaterale) ogni due anni, alle donne dai 45 ai 74 anni. L’intervallo di tempo tra una mammografia e la successiva è di due anni, un tempo sufficiente per garantire la diagnosi precoce di un eventuale tumore nella grande maggioranza dei casi. Molti studi scientifici hanno dimostrato che fare la mammografia più spesso non implica particolari vantaggi, ma espone la donna ad una quantità maggiore di radiazioni dovute all’esecuzione della mammografia stessa.

Alla diagnostica senologica si accede, invece, con impegnativa del medico di base che prescrive l'indagine in linea con la fascia di età della paziente. Tale accesso potrebbe essere preventivo o a seguito del quesito diagnostico, in caso di indicazione clinica. Tra un esame preventivo e l’altro, è inoltre indispensabile l’esecuzione dell’autopalpazione che permette di conoscere la struttura del proprio seno e quindi di poter cogliere precocemente qualsiasi cambiamento.

Risposta Positiva allo Screening

Se la mammografia è positiva, la persona riceve una comunicazione dalla ULSS e un invito a eseguire specifici esami di approfondimento. Una mammografia positiva non indica la presenza di un tumore, ma indica un aumentato rischio.

Tomosintesi: L'Evoluzione dello Screening Mammografico

Dal 1° giugno 2023 su tutto il territorio dell’ULSS9 gli esami di screening mammografico vengono effettuati con metodica tomosintesi + sintetica 2D, un'evoluzione della mammografia tradizionale che consente di acquisire immagini tridimensionali della mammella con una quantità di radiazioni pressoché uguale. Questa modalità permette di identificare lesioni di piccolissime dimensioni grazie ad una migliore visualizzazione e caratterizzazione radiologica, aumentando così la specificità e la sensibilità del test di screening, e di conseguenza anche le diagnosi precoci.

La mammografia con tomosintesi consiste nell’evoluzione tecnologica della mammografia tradizionale e, a fronte di un’assenza di aumento di dose di radiazioni, permette di ottenere una mammografia 3D, capace di identificare (detection rate) lesioni di piccolissime dimensioni (2-3 mm), impercettibili alla mammografia tradizionale.

Dr.ssa Giovanna Romanucci, Direttore Breast Unit ULSS 9: «I vantaggi di questo screening sono molteplici. Con l’immagine volumetrica della mammella aumentano la specificità e la sensibilità del test di screening, consentendo una migliore visualizzazione e caratterizzazione radiologica. Aumentano così le diagnosi precoci con una detection di lesioni molto piccole e terapie mediche sempre meno invasive. Si riducono d’altra parte gli approfondimenti per reperti benigni, diminuendo così l’ansia per un test di screening falso positivo. Nella letteratura medica si è visto che la tomosintesi ha vantaggi per tutti i tipi di mammelle: con una detection di tumori doppia in generale ma quasi tripla in caso di mammelle dense, cioè con tanta ghiandola, dove la mammografia può essere limitata dal fenomeno di mascheramento dovuto a una sovrapposizione dei tessuti».

Dall’1 giugno 2023 le donne del territorio dell’ULSS 9 Scaligera ricevono una lettera di invito - con un appuntamento prefissato - in cui è presente un volantino informativo sulla tomosintesi. L’appuntamento può essere annullato/modificato chiamando il call center oppure accedendo, con un codice univoco personale presente sulla lettera, all’applicazione per la gestione in autonomia dell’appuntamento.

Percorso Terapeutico e Ricostruzione Mammaria

«La scelta del percorso terapeutico dipende da diversi fattori», specificano la Dott.ssa Chiara Benassuti, Responsabile UOSD Chirurgia Senologica dell’Ospedale di San Bonifacio, e il Dott. Roberto Sandrini, Responsabile UOSD Chirurgia Senologica dell’Ospedale di Legnago. «La Breast Unit, dove noi lavoriamo, è un gruppo multidisciplinare e multidimensionale.

«Se possibile, si ricorre alla chirurgia conservativa, che consiste nell’asportazione di una piccola parte di ghiandola mammaria dov’è presente la malattia, preservandone l’integrità della maggior parte», spiegano ancora la Dott.ssa Benassuti e il Dott. Sandrini. «Grazie alla diagnosi precoce, spesso la neoplasia è talmente piccola da non risultare palpabile; il centraggio pre-operatorio, eseguito dalla radiologa, garantisce la precisa identificazione ed asportazione della lesione al momento dell’intervento. Qualora si renda necessario procedere all’asportazione completa della mammella (mastectomia), solitamente viene risparmiata gran parte della cute (mastectomia skin sparing) e talvolta anche il complesso areola capezzolo (mastectomia nipple sparing).

Quando viene programmata una mastectomia, la paziente esegue sempre una visita pre-operatoria con il chirurgo plastico per la proposta ricostruttiva. «L’obiettivo - sono ancora la Dott.ssa Benassuti e il Dott. Sandrini a parlare - è offrire a tutte le donne la possibilità di ricostruire il proprio seno sia con materiali protesici sia con i propri tessuti.

A fine percorso di cura viene proposta la ricostruzione del complesso areola capezzolo con un piccolo intervento chirurgico. A breve verrà eseguito anche il tatuaggio del complesso areola-capezzolo con la micro pigmentazione cutanea.

Supporto Genetico e Nutrizionale

La presenza della genetista permette la valutazione delle pazienti malate con familiarità e, quando indicato, l’esecuzione di un test genetico che viene inviato in un centro HUB di riferimento. In caso di test genetico positivo le pazienti vengono prese in carico e, dopo scelta condivisa dai diversi professionisti insieme alle stesse pazienti, vengono indirizzate a follow up stretto o intervento di mastectomia profilattica con ricostruzione.

All’interno di ogni Breast Unit è previsto un sostegno adeguato anche di tipo nutrizionale, in quanto un’alimentazione scorretta può essere un fattore di rischio sia nella formazione di neoplasie che nei casi di recidiva, e nell’ambito della riabilitazione. Dopo un intervento, infatti, la riabilitazione è un tassello essenziale per una ripresa efficace e veloce della mobilità degli arti superiori.

Sedi per lo Screening Mammografico nell'ULSS 9 Scaligera

La Breast Unit dell’Azienda ULSS 9 Scaligera offre tale prestazione in maniera capillare sul territorio dell’ULSS 9 in diverse sedi:

  • D1: Ospedale di Marzana
  • D1: Distretto di Via Poloni
  • D2: Ospedale di San Bonifacio
  • D3: Ospedale di Legnago
  • D3: Ospedale di Bovolone
  • D4: Ospedale di Villafranca
  • D4: Ospedale di Bussolengo

Contatti e Supporto

L’Azienda ULSS 9 Scaligera è da sempre attenta alla prevenzione e alla diagnosi precoce del tumore al seno. Non ti puoi permettere l’abbonamento? Aiutaci a tener vivo lo sportello oncologico digitale. Comincia subito! Scarica l'app La cura sono io.

Per ulteriori informazioni, è possibile scaricare il Depliant Prevenzione Tumori al Seno, frutto della collaborazione tra l'Assessorato alla Salute, l'ULSS9 Scaligera - Screening mammografico e Fondazione Veronesi.

Riferimenti Normativi

  • DGR n. 1693 del 24.10.2017: Definizione del modello organizzativo integrato per la prevenzione, diagnosi precoce e trattamento del carcinoma della mammella.
  • Deliberazione n. DGR n. 428 del 06.04.2017: Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017 "Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza.
  • DGR n. 760 del 14.05.2015: Prevenzione e diagnosi precoce dei tumori: prime indicazioni di riordino dei programmi di screening oncologici regionali.

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