Screening Colonscopia: Ogni Quanto Farla e Raccomandazioni

Il tumore del colon-retto è una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello mondiale, rappresentando oltre il 10% di tutti i tumori maligni.

È noto come il cancro del colon-retto (CRC) sia la seconda neoplasia nelle donne e la terza negli uomini in Italia.

Il tumore del colon-retto ha origine quasi sempre da polipi adenomatosi, tumori benigni dovuti al proliferare delle cellule della mucosa intestinale, che impiegano mediamente tra i 7 e i 15 anni per trasformarsi in forme maligne.

È in questa finestra temporale che lo screening consente di fare una diagnosi precoce ed eliminare i polipi prima che abbiano acquisito caratteristiche pericolose.

L'Importanza dello Screening

Il SSN offre gratuitamente un programma di screening dedicato, organizzato dalle ASL, che non si limita alla singola offerta di un test di screening, ma prevede anche richiami periodici che seguono la persona nel tempo.

L’obiettivo è rimuovere l’eventuale presenza di polipi in una fase precoce, quando non danno alcun disturbo.

In questo modo si interviene in maniera meno aggressiva e aumentano le possibilità di cura.

Sulla base delle raccomandazioni dettate dalle Linee Guida Europee si è ritenuto efficace scegliere queste fasce di età per uno screening di popolazione.

Test di Screening Disponibili

I polipi, infatti, possiedono due proprietà che li rendono facili da individuare: tendono a sanguinare e sporgono dalla mucosa per cui sono visibili sulla sua superficie.

Per questa ragione i test di screening attualmente in uso sono:

  • la ricerca del sangue occulto nelle feci;
  • la rettosigmoidoscopia.

Ricerca del Sangue Occulto nelle Feci (SOF)

L’esame più specifico, sensibile ed efficace per la diagnosi precoce del tumore al colon retto è la ricerca del sangue occulto nelle feci (test SOF) un esame specialistico di laboratorio, a prelievo unico, che permette di individuare tracce anche piccolissime di sangue non visibili a occhio nudo.

Se questo sangue dovesse provenire da polipi o adenomi, una colonscopia successiva permetterà di toglierli tempestivamente.

È sufficiente raccogliere un piccolo campione delle proprie feci con la spatolina presente nel kit fornito, inserirlo nella provetta e riporre la provetta nella bustina.

Il Test SOF (Sangue Occulto Feci) è un esame immunochimica altamente sensibile che utilizza anticorpi specifici per rilevare il sangue umano (anticorpi anti-globina) per evidenziare il sanguinamento del colon.

Questo Test consente di raccogliere un unico campione di feci e non tre come, invece, richiesto negli altri test.

La ricerca del sangue occulto nelle feci viene consigliata dal Ministero della salute ogni due anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni.

In alcune regioni è stato esteso lo screening fino all’età di 74 anni.

Cosa Succede se il Test SOF è Positivo?

Se l’esame rileva la presenza di sangue occulto, il protocollo degli screening invita:

  • a ripetere l’esame se si sospetta una preparazione inadeguata del materiale da analizzare;
  • a sottoporsi a una colonscopia.

Questo esame prevede, dopo un’adeguata preparazione per svuotare l’intestino, l’introduzione di una sottile sonda flessibile dotata di telecamera attraverso l’ano, per visualizzare l’interno dell’intestino.

L’obiettivo è verificare la presenza di polipi.

Se questi sono presenti, è possibile rimuoverli nella stessa seduta.

Limiti Diagnostici del Test SOF

Attualmente il Test SOF è l’indagine più efficace per individuare precocemente il tumore al colon retto, ma come tutti gli esami diagnostici ha dei limiti.

Il Test SOF è altamente affidabile poiché capace di rilevare anche le più piccole tracce di sangue.

Tuttavia, può capitare che ci sia presenza di un polipo o anche di una lesione tumorale ma che questi non sanguinino il giorno del prelievo.

Questo limite, però, tende ad annullarsi se si ripete l’esame di screening ogni due anni e se non si sottovalutano eventuali disturbi che possono manifestarsi anche dopo una risposta negativa (dolori, stitichezza o diarrea persistenti, presenza di sangue nelle feci, etc.).

Inoltre, questo test non è indicato in presenza di anamnesi positiva per adenomi o polipi colorettali o malattie infiammatorie croniche (come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa).

È bene ripetere il test del sangue occulto nelle feci con regolarità ogni due anni a partire dai 50 anni.

Rettosigmoidoscopia

Circa il 70% dei tumori del colon-retto si sviluppa nella parte finale dell’intestino, ossia il sigma e il retto.

Per questo in alcuni programmi di screening è in uso, al posto della ricerca del sangue occulto nelle feci, la rettosigmoidoscopia (o rettoscopia).

Si tratta di un esame meno invasivo, analogo alla colonscopia, ma che esplora soltanto la porzione finale dell’intestino, di circa 30 centimetri.

La rettoscopia è un esame più accettabile per i pazienti rispetto alla colonscopia, dal momento che richiede una preparazione per lo svuotamento dell’intestino meno fastidiosa nei giorni precedenti all’esame.

Inoltre dura circa la metà del tempo, la sua efficacia diagnostica è maggiore rispetto alla ricerca di sangue occulto e consente di rimuovere nella stessa seduta gli eventuali polipi individuati.

Chi Deve Farla e Quando?

La rettosigmoidoscopia prevista dai programmi di screening viene effettuata una sola volta nella vita, tra i 58 e i 60 anni, e se risulta negativa non deve essere ripetuta.

Gli studi fin qui condotti, infatti, suggeriscono che, dati i lenti tempi di sviluppo di questo tipo di tumore, possa offrire una protezione superiore ai 10 anni.

Quali Sono i Limiti?

Nonostante questi vantaggi, che si traducono in una riduzione del rischio di sviluppare un tumore al colon-retto, la rettosigmoscopia ha un limite significativo: non è in grado di individuare i polipi e i tumori che insorgono nella parte più alta del colon-retto.

Anche per questa ragione, nelle persone che presentano alla rettoscopia polipi di dimensioni di 1 centimetro o più oppure anche più piccoli, ma con caratteristiche particolari, viene consigliata una colonscopia.

Colonscopia e Colonscopia Virtuale

La colonscopia è un esame che viene effettuato in caso di necessario approfondimento a seguito del risultato positivo dell’esame del sangue occulto.

L’esame consiste nell’osservazione della mucosa dell’intero colon attraverso un colonscopio, uno strumento flessibile con una luce intensa all’estremità introdotto nell’ano.

Durante l’esame il medico può effettuare uno o più prelievi sulle eventuali lesioni riscontrate.

I frammenti così ottenuti sono poi sottoposti a esame istologico per chiarirne la natura.

Se la colonscopia ha altissimi benefici, altrettanto alti sono i costi, sia per i pazienti, sia per il servizio sanitario.

Innanzitutto, a causa dell’invasività, la colonscopia è un test difficilmente accettabile da una popolazione fino a prova contraria sana: comporta infatti disagi legati sia durante la preparazione sia per la modalità di esecuzione.

Inoltre, seppur rari e per lo più ridotti, non è esente da rischi: per esempio c’è la possibilità di contrarre infezioni per via del passaggio del colonscopio attraverso il tratto intestinale che può introdurre microrganismi intestinali nel sangue.

Infine il tempo e le modalità di esecuzione del test (e di conseguenza il numero di specialisti da dedicare) lo rendono un esame costoso dal punto di vista economico.

Per tutte queste ragioni, a oggi, la colonscopia è indicata e utilizzata come esame di secondo livello all’interno di programmi organizzati di screening.

La colonscopia virtuale è invece una tecnica introdotta nel 1997 che simula la colonscopia tradizionale e che a oggi ha raggiunto livelli elevati di accuratezza nelle diagnosi.

A differenza di quella tradizionale, la colonscopia virtuale consiste nell’esecuzione di una TC in grado di fornire una visualizzazione tridimensionale della parete interna dell’intestino.

Prima dell’esame nell’intestino viene introdotta dell’aria attraverso un sondino flessibile posizionato nel tratto intestinale chiamato ampolla rettale.

La colonscopia virtuale viene effettuata per l’approfondimento dell’analisi del colon in tutti i casi in cui l’esame tradizionale risulti incompleto o si riscontrino limiti di esecuzione per il paziente.

La colonscopia virtuale permette alcuni vantaggi rispetto al test del sangue occulto nelle feci, dal momento che è più immediata e accurata e consentirebbe di anticipare la diagnosi.

Rispetto alla colonscopia e rettoscopia, non è invece prevista l’assunzione di forti lassativi per lo svuotamento dell’intestino e quindi potrebbe essere meglio accettata dalla popolazione.

Tuttavia, la reale efficacia dell’esame è ancora poco conosciuta (per esempio non è chiara la sua capacità di rilevare i polipi di piccole dimensioni) e non manca di limiti: la colonscopia virtuale, a differenza di quella tradizionale, utilizza radiazioni ionizzanti, dato che effettuando la TC si è sottoposti a radiazioni che sono un fattore di rischio oncologico.

Inoltre, una volta identificato un polipo, non è possibile eliminarlo nella stessa seduta.

Intervallo di Screening Dopo una Colonscopia Negativa

Attualmente, le linee guida raccomandano, per effettuare uno screening, un intervallo di 10 anni dopo una colonscopia risultata normale.

Gli Autori hanno effettuato uno studio di coorte retrospettivo che comprendeva 4 milioni di persone residenti nella California settentrionale, che ha permesso di arruolare 1.251.318 pazienti idonei per lo screening, con un rischio medio (età 50-75 anni).

I risultati sono stati in grado di dimostrare che i pazienti che avevano un risultato negativo alla colonscopia, avevano un rischio ridotto di sviluppare un carcinoma del colon-retto e di morte correlata a questo durante tutto il periodo di follow-up durato più di 12 anni.

Inoltre, anche se la riduzione del rischio è attenuata con l’aumentare degli anni di follow-up, il rischio di cancro colorettale, sempre rispetto ai pazienti non sottoposti a screening, era del 46% più basso ed il rischio di morte correlata dell’88% più basso sulla base delle attuali raccomandazioni di effettuare un nuovo screening ad un intervallo 10 anni.


Test di Screening Fascia d'Età Raccomandata Frequenza
Ricerca del Sangue Occulto nelle Feci (SOF) 50-69 anni (fino a 74 in alcune regioni) Ogni 2 anni
Rettosigmoidoscopia 58-60 anni Una sola volta nella vita (se negativa)
Colonscopia A seguito di test SOF positivo o raccomandazione medica Ogni 10 anni (dopo colonscopia negativa)

Disclaimer: Le informazioni presenti in questo articolo costituiscono una mera informazione di massima in ordine alle patologie presentate e non sostituiscono in alcun modo l’intervento o l’opinione del medico o la sua diagnosi in relazione ai casi concreti. Consultare sempre il proprio medico per valutazioni e decisioni personalizzate.

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