Alcuni studi hanno ipotizzato l’esistenza di una relazione tra dieta e sclerosi multipla (SM). Un regime dietetico equilibrato migliora lo stato di salute con impatto positivo sulla qualità di vita e sulla percezione di benessere. In questi termini la dieta mediterranea, caratterizzata dall’alto consumo di frutta, verdura, legumi e cereali, rappresenta uno dei modelli di riferimento.
Attualmente non esiste l’alimentazione ideale che da sola possa influire sulla sclerosi multipla. Al momento, raccomandazioni precise riguardo a un piano alimentare specifico per le persone con sclerosi multipla non esistono. Mangiare in modo sano fa bene a tutti, ma è specialmente importante per le persone con sclerosi multipla. In generale, una dieta ben bilanciata fornisce energia e rinforza la capacità dell’organismo di combattere le infezioni e diminuisce il rischio di altre malattie come le cardiopatie, l’ictus e il cancro.
Queste conclusioni sono state evidenziate anche da una review pubblicata a gennaio 2023 sulla rivista Neurology. Il lavoro di analisi si conclude affermando che gli elementi individuati supportano il ruolo degli interventi dietetici con la tendenza a ridurre la fatica e migliorare la qualità di vita.
L'Importanza dell'Alimentazione nella Sclerosi Multipla
L’alimentazione, oltre ad avere un ruolo fondamentale per la propria salute, riveste una parte importante per il benessere anche emotivo e sociale. Per questo spesso le persone con sclerosi multipla sono interessate a sapere se esiste una dieta specifica raccomandata per la sclerosi multipla.
Nell’ambito di una dieta bilanciata alcuni cibi sono particolarmente utili a rinforzare il sistema nervoso centrale. I grassi polinsaturi (l’acido linoleico e alfalinoleico), presenti in cibi come sgombro, tonno, aringa, sardine e oli di girasoli, cartamo e soia, sono raccomandati per le persone con sclerosi multipla. Alcuni studi hanno, inoltre, evidenziato che la vitamina D, contenuta ad esempio nel salmone, sgombro, tonno e sardine, può avere un ruolo nel rallentare la progressione della malattia.
Diete Proposte e il Loro Impatto
Sulla base di queste considerazioni molte diete sono state proposte come trattamento capace di modificare il decorso della malattia. Alcune sono ancora seguite, per esempio la dieta Kousmine e la dieta di Swank, benché non esistano dati scientificamente confermati al riguardo.
Dieta Kousmine
La dieta inizia con un periodo di 2-3 giorni durante i quali si mangiano soltanto piccole quantità di frutta. Successivamente prevede una alimentazione a basso contenuto di zuccheri, grassi, ad alto contenuto di fibre, con integrazione di vitamine A, C, D, E, B.
La Dott.sa Catherine Kousmine in un suo libro spiega la teoria alla base della dieta, affermando che la sclerosi multipla si presenta come risultato di una dieta “non sana”. Al momento non vi è prova scientifica che la sclerosi multipla sia dovuta a una dieta povera o a deficit alimentari o comunque a una alimentazione “non sana”.
Dieta Swank
Nel 1940 il dottor Roy Swank sviluppò un approccio dietetico alla sclerosi multipla che prevedeva una diminuzione del consumo di acidi grassi saturi (meno di 15gr al giorno), la completa esclusione di prodotti ad alto contenuto di grassi, un aumento nel consumo di pesce, e una integrazione giornaliera di 10-15 grammi di oli vegetali e 5 grammi di olio di fegato di merluzzo.
La dieta nasce dai primi studi epidemiologici condotti sulla sclerosi multipla, che avevano rilevato come la malattia fosse meno comune nelle popolazioni che consumano pochi acidi grassi saturi e tanti acidi grassi polinsaturi. Al momento i dati a disposizione non hanno permesso di fornire conclusioni definitive circa l'efficacia di questo approccio dietetico.
L’olio di fegato di merluzzo in genere non ha particolari controindicazioni, ma deve essere usato con cautela da chi assume aspirina o farmaci anticoagulanti, o che devono essere sottoposti ad interventi chirurgici, o che hanno disturbi emorragici, poiché agisce anche fluidificando il sangue. Infine, olio di fegato di merluzzo contiene alte concentrazioni di vitamina A, che possono essere tossici in dosi superiori a 10.000 unità internazionali.
Altre diete
- Dieta di eliminazione: Regime alimentare che elimina i cibi identificati come causa di allergie, che possano manifestarsi con eruzioni cutanee e attacchi di asma. L’efficacia di questa dieta non è stata dimostrata e di conseguenza il suo utilizzo è decaduto. Si basa sulla teoria che le lesioni della sclerosi multipla potrebbero essere “un tipo di reazione allergica” anche ai comuni allergeni ambientali e alimentari.
- Dieta senza frumento e segale: Esclude i prodotti contenenti frumento e segale. Studi condotti su questo regime ad oggi hanno segnalato che le ricadute e la progressione della sclerosi multipla si sono presentate ugualmente nelle persone con sclerosi multipla che seguivano tale dieta.
- Dieta con megadosi di vitamina C: Questo regime alimentare si basa sull’ipotesi che molte persone hanno un gene difettoso coinvolto nel metabolismo epatico che causerebbe un deficit nella produzione della vitamina C. Al momento non si conosce esattamente il rapporto tra vitamina C e sclerosi multipla e inoltre non abbiamo nessuna prova scientificamente per valutare l’utilizzo delle megadosi di vitamina C nella SM.
- Dieta a base di vitamine: Questo regime prevede l'utilizzo di diverse vitamine o associazioni di vitamine in forma liquida o solida come supplemento/integrazione a una dieta normale. L’assunzione di vitamine nelle persone con sclerosi multipla è raccomandata ma non sembra esserci prova scientifica che dosi supplementari di queste, singole o in associazione, influiscano positivamente sul decorso della malattia.
- Dieta a basso contenuto di acido arachidonico e linoleico: Dieta a basso contenuto di acido arachidonico e linoleico (massimo 1.800 mg/die), con integrazione di alcune sostanze: olio di pesce, vitamina E, selenio, estratto di mollusco arricchito di vitamine del gruppo B e del Coenzima Q10.
- Dieta paleolitica: È necessario seguire un’alimentazione molto ricca in proteine animali in cui si escludono completamente i carboidrati ad eccezione di quelli contenuti in frutta e verdura. Vanno evitati invece sono tutti i tipi di cereali, i legumi, latte e latticini, sale, zucchero, olio, burro, tutti i cibi lavorati e la birra.
- Dieta Best Bet: In questa dieta, tutti gli alimenti che potrebbero imitare la struttura proteica della mielina vengono rimossi dalla dieta, inoltre viene suggerita l’esecuzione dei test per intolleranze alimentare, allo scopo di eliminare gli alimenti a cui la persona risulterà intollerante.
- Dieta mediterranea: Ci sono buone prove che la dieta mediterranea sia di aiuto alla salute cardiaca e vascolare e possa prevenire il diabete di tipo 2 e alcune tipologie di neoplasie.
- Dieta Overcoming Multiple Sclerosis (OMS): Il professor Jelinek consiglia di eliminare tutti i grassi saturi, gli alimenti trasformati, tra cui per esempio i tuorli delle uova, i latticini e le carni. Il professor Jelinek sostiene anche uno stile di vita sano che includa meditazione ed esercizio fisico e integratori di acidi grassi omega-3 con 20-40 ml di olio di semi di lino o olio di pesce al giorno. Cacao e vino sono ammessi.
- Dieta McDougall: Come la dieta vegetariana e quella vegana, anche la dieta Mc Dougall è contraria al consumo di carne, pesce, molluschi e crostacei; inoltre, più similmente a quella vegana e contrariamente alla dieta vegetariana, la dieta McDougall non include uova, latte e derivati, e miele. Non ci sono prove che questa dieta sia efficace nell'alleviare la SM o altre malattie immunitarie.
- Dieta chetogenica: È una dieta povera di carboidrati, in questo modo l’organismo brucia i propri grassi, producendo chetoni e acetoni. Per affrontare questa dieta bisogna essere sempre seguiti da un nutrizionista, poiché esistono potenziali rischi associati quali calcoli renali, problemi digestivi e carenze nutrizionali specie se la dieta viene seguita per un periodo di tempo prolungato.
- Dieta Mima Digiuno: Questo programma dietetico è pensato non solo per favorire il dimagrimento ma, più in generale, per promuovere un processo di rigenerazione e ringiovanimento dell’organismo. Aiuta anche a ridurre colesterolo, trigliceridi, glicemia, pressione sanguigna e infiammazione.
Comorbidità e Sclerosi Multipla
Molte persone con sclerosi multipla, infatti, soffrono anche di altri problemi di salute, quali ipertensione (pressione alta), diabete, depressione e ansia. Uno studio canadese recentemente pubblicato su Neurology ha analizzato il legame tra comorbidità e tasso di ricaduta nelle persone con sclerosi multipla recidivante remittente (RR). Osservata in oltre il 60% dei partecipanti, la depressione e/o ansia è risultata la patologia più comunemente associata alla sclerosi multipla. Gli studiosi hanno scoperto che le persone con SM che soffrivano anche di emicrania, con livelli elevati di lipidi nel sangue (iperlipidemia), con 3 o più comorbilità (indipendentemente dal tipo di comorbidità), avevano maggiori probabilità di avere una ricaduta.
L'Influenza del Metabolismo Glicidico
Tra tutti i parametri biologici vitali, la regolazione ed il mantenimento di un livello ematico costante degli zuccheri è indispensabile per la sopravvivenza dell’organismo e per le funzioni neurologiche, comprese quelle della vita di relazione. Nei soggetti affetti da patologie degenerative del sistema nervoso centrale, le alterazioni glicemiche si ripercuotono negativamente sull’andamento della sintomatologia e sulla prognosi stessa della malattia, in quanto il glucosio rappresenta l’unica fonte energetica disponibile per le molteplici attività neuronali.
Le abitudini alimentari di oggi, improntate alla fretta ed alla praticità, inducono spesso nei bambini e negli adolescenti dei picchi iperglicemici provocati da alimenti addizionati con zuccheri semplici e complessi. Tuttavia, nella pratica quotidiana della Bioterapia Nutrizionale, è possibile rilevare un aumento statistico del numero di soggetti che manifestano sintomi conseguenti a disturbi della regolazione degli zuccheri, senza arrivare al diabete vero e proprio.
Ancora più frequente, soprattutto negli adolescenti e nei giovani, è il riscontro occasionale di elevati livelli ematici di colesterolo e trigliceridi. Molto spesso questi trattamenti non sortiscono il risultato sperato, per cui i pazienti cercano altre possibilità terapeutiche, fra le quali la Bioterapia Nutrizionale.
Considerando la stretta relazione fra il metabolismo dei lipidi e quello degli zuccheri, in assenza di dati anamnestici riguardanti le dislipidemie ereditarie, l’ipotesi di lavoro è stata quella di studiare prima di tutto il metabolismo glicidico di questi pazienti.
Caso Clinico: Sclerosi Multipla e Iperglicemia
Il primo caso riguarda una donna di 45 anni, affetta da sclerosi multipla. Nel mese di settembre 1998 la paziente giunge alla nostra osservazione e riferisce di praticare una terapia non convenzionale per la sua patologia. Presenta difficoltà alla deambulazione, astenia marcata, parestesie generalizzate con sensazione di mani “inguantate”, soprattutto nelle ore mattutine e del tardo pomeriggio. Le analisi ematochimiche evidenziano ipercosterolemia ed ipertrigliceridemia (colesterolemia 371 mg/dl; trigliceridemia 826 mg/dl), transaminasi superiori alla norma (GOT 45 U/L, GPT 57 U/L), un aumento delle gamma-GT (112 UI/L) e della velocità di eritrosedimentazione (20 mm), con una glicemia al di sotto dei valori normali (58 mg%).
Si sottopone la paziente ad un trattamento bionutrizionale con controllo quotidiano del quadro clinico e dei valori glicemici. Dopo qualche giorno di trattamento si verifica un miglioramento della sintomatologia soggettiva, che permette alla paziente la ripresa della sua attività di insegnante. Le analisi di laboratorio evidenziano una riduzione marcata del colesterolo ematico (277 mg/dl) e della trigliceridemia (214 mg/dl), si riducono le transaminasi (GOT 24 U/L; GPT 35 U/L), la gamma- GT (84 UI/L) e la VES (16 mm). La curva glicemica si riporta su valori più vicini a quelli fisiologici (oscillazioni massime 75 mg%-160 mg%).
La paziente riferisce una riduzione del peso e delle misure corporee senza episodi di poliuria, una più efficiente capacità muscolare e l’assenza della riduzione mattutina della capacità visiva. La risonanza magnetica del cranio, non mostra ulteriori aree di demielinizzazione oltre quelle presenti nell’indagine precedente.
Il Ruolo dell'Insulina e l'Insulino-Resistenza
Uno dei ruoli principali dell’insulina è quello di abbassare i livelli di zucchero nel sangue (glicemia). Quando mangiamo qualcosa, il nostro livello di zucchero nel sangue aumenta. Tuttavia, mangiare cibi altamente trasformati e carboidrati semplici aumenta la secrezione di insulina. Quando le cellule rispondono con difficoltà e hanno bisogno di sempre più insulina per assorbire il glucosio, allora si parla di insulino-resistenza.
Quando il nostro corpo produce quantità elevate di insulina per un lungo periodo, molti organi riducono la loro risposta (sensibilità) ad essa. Questo specifico stato di ridotta attività e sensibilità, accompagnato da un aumento della secrezione di insulina, crea resistenza all’insulina. L’analisi di piccole molecole nel sangue rileva disturbi metabolici associati alla resistenza all’insulina, che influenza il decorso e la manifestazione delle malattie autoimmuni e croniche.
