La scintigrafia renale sequenziale è una tecnica diagnostica avanzata utilizzata in medicina nucleare per valutare la funzionalità e la morfologia dei reni. Si tratta di un esame di medicina nucleare basato sulla somministrazione per via endovenosa di un radiofarmaco (in questo caso il MAG3).
Cos'è la Scintigrafia Renale?
La scintigrafia renale è un esame di medicina nucleare che permette di verificare la funzionalità e la perfusione renale. Può essere statica o dinamica. Essa sfrutta la caratteristica di alcuni radiofarmaci di venire captati ed eliminati dai reni in modo proporzionale alla funzionalità renale.
Diversamente dallo strumento per la TAC o le radiografie, la scintigrafia renale non emette radiazioni, ma rileva quelle emesse dal paziente una volta iniettatogli il radiofarmaco. La scintigrafia è un esame diagnostico di medicina nucleare, basato sul rilevamento delle radiazioni emesse da un organismo dopo la somministrazione, in quest'ultimo, di radiofarmaci.
Una volta iniettati, i radiofarmaci possono interagire specificatamente con un determinato tessuto biologico (come un normale farmaco) e, in virtù delle loro proprietà radioattive, possono essere monitorati tramite un'apposita strumentazione di rilevazione della radioattività (gamma-camera). Nota bene: la distribuzione in un certo tessuto degli isotopi radioattivi o la loro interazione con un dato organo dipende esclusivamente dal farmaco a cui i suddetti isotopi radioattivi sono legati.
Pertanto, la scelta del preparato farmacologico è di fondamentale importanza per la corretta esecuzione dell'esame. Per esempio, per un'analisi della tiroide è necessario ricorrere all'utilizzo di un farmaco che diffonda specificatamente in questo organo del corpo; lo stesso dicasi per il cuore, i reni ecc.
Come si Esegue la Scintigrafia Renale?
La procedura è piuttosto semplice. Il paziente viene convocato con un ora d’anticipo rispetto all’inizio dell’esame vero e proprio, in modo da provvedere alla somministrazione di un farmaco antipertensivo se necessario. Il paziente viene quindi fatto sdraiare sul lettino del macchinario e, contestualmente, il radiofarmaco viene introdotto per via endovenosa.
Successivamente verrà fatta distendere su di un lettino con la gamma camera, posizionata sulla regione addominale (in corrispondenza dei reni), sopra e sotto il suo corpo, senza che entri in contatto con esso. Le radiazioni emesse dal radiofarmaco pur essendo invisibili, saranno rilevate dalla gamma camera e trasformate in immagini.
È consentita una leggera colazione la mattina della scintigrafia. Il paziente, inoltre, deve essere adeguatamente idratato e pertanto deve bere, 30-60 minuti prima dell’esecuzione dell’esame, almeno mezzo litro d’acqua.
Al termine della scintigrafia il paziente può riprendere tutte le sue normali attività ed abitudini. È consigliabile assumere liquidi in abbondanza nelle 24 ore successive, in modo da facilitare l’eliminazione del radiofarmaco.
A eseguire la scintigrafia renale e soprattutto a interpretarne i risultati, è uno specialista in medicina nucleare, chiamato anche medico nucleare.
Durante una scintigrafia renale, la aree renali più attive dal punto di vista metabolico accumulano tanto radiofarmaco, mentre quelle meno attive ne accumulano in piccole quantità. Le aree a più alta concentrazione di radiofarmaco sono dette “macchie calde”, mentre quelle a ridotta concentrazione di radiofarmaco prendono il nome di “macchie fredde”.
Una scintigrafia renale può durare dai 30 minuti alle 2 ore. Prevede l'esposizione del paziente (soprattutto a livello renale e vescicale) a una dose di radiazioni nocive.
Tipi di Scintigrafia Renale
La scintigrafia renale comprende 4 diverse tecniche di studio della funzione dei reni:
- Scintigrafia renale statica o corticale: Con questa tecnica, la raccolta delle immagini con la gamma camera può avvenire soltanto dopo che sono trascorse circa 2 ore dalla somministrazione del radiofarmaco. La scintigrafia renale statica si esegue somministrando in vena una sostanza radioattiva, detta radiofarmaco, che si lega alle cellule della parte corticale del rene, consentendo la visualizzazione di sede e morfologia del parenchima renale funzionante. Dopo circa due ore dall’iniezione del tracciante, i pazienti vengono fatti stendere su un lettino, con lo strumento esplorante (detto gamma camera) posizionato sulla regione lombare. In presenza di un’alterazione del tessuto renale, le cellule perdono la capacità di captare la sostanza, per cui le aree sofferenti si identificano come zone in cui la concentrazione della radioattività, rilevata dall'apparecchio, è inferiore o assente. La scintigrafia statica permette di ottenere, quindi, l’immagine del tessuto funzionante nei due reni. Questo esame è indicato nel caso di malformazioni renali congenite, pielonefriti, traumi, ricerca di rene ectopico, cisti renali, idronefrosi.
- Scintigrafia renale perfusionale-funzionale
- Scintigrafia renale diuretica
- Scintigrafia renale sequenziale con ACE-inibitori: Per un'esecuzione corretta e proficua della scintigrafia renale sequenziale con ACE-inibitori, è fondamentale osservare i reni sia prima che dopo la somministrazione del farmaco anti-ipertensivo.
Preparazione all'Esame
La scintigrafia renale non richiede una preparazione particolare. Comunicare al medico che prescrive la scintigrafia renale qualsiasi assunzione farmacologica in atto in quel momento, poiché esistono medicinali, alcuni anche molto diffusi, capaci di inquinare i risultati dell'esame diagnostico in questione. Salvo diversa indicazione da parte del medico, il digiuno non rientra tra le norme preparatorie.
Non è necessario digiunare né prima né dopo l’iniezione della sostanza e non sono richieste altre preparazioni particolari. Occorre però bere in abbondanza (almeno un litro d’acqua).
Radiofarmaci Utilizzati
I radiofarmaci più comunemente impiegati sono:
- Agente di contrasto radiologico marcato con iodio radioattivo.
- Chelato del Tc, con peso molecolare di ca. 500 e carica elettrica -2. Essendo marcato con un gamma emettitore di energia adatta, può essere utilizzato per l'acquisizione di immagini con gamma camera.
- I traccianti tubulari che possiedono una struttura comune caratterizzata da un radicale anionico carbossile (-COO-) e da un ossigeno appartenente a un gruppo carbonile (C=O) o ossidrile (OH). Tale struttura consente il legame del tracciante a uno specifico recettore tubulare che permette la secrezione tubulare attiva.
Come si Legge la Scintigrafia Renale?
L'elaborazione standard di una scintigrafia renale sequenziale comprende la generazione delle curve attività/tempo relative ai reni, comunemente chiamate "curve renografiche". Poichè vengono acquisite immagini bidimensionali (generalmente in proiezione posteriore), le ROI renali "vedono" anche la radioattività distribuita nei tessuti posti dietro e davanti ai reni. Tale soprastima dei conteggi viene corretta assumendo che la radioattività sopra e sotto i reni sia simile a quella della regione immediatamente adiacente ad essi.
Interpretazione delle Immagini
Dopo iniezione endovenosa "a bolo" si visualizzano, in stretta sequenza temporale, l'aorta addominale, la milza e i reni. La radioattività deve comparire contemporaneamente nei due reni e l'intensità deve essere simmetrica e uguale o maggiore a quella della milza. La captazione renale deve essere omogenea, il profilo renale regolare. E' normale una leggera ipoattività nella regione centro mediale dovuta alla presenza di vie escretrici (soprattutto il bacinetto) che in questa fase sono ancora vuote.
L'attività in ambito parenchimale dimunuisce progressivamente e si assiste al passaggio del radiofarmaco nei calici, nel bacinetto, negli ureteri (spesso non evidenziati) e quindi in vescica.
Scintigrafia Renale Diuretica
Lo studio scintigrafico diviene di importanza fondamentale nella valutazione dell'idronefrosi in età pediatrica, sia perchè permette di osservare dinamicamente il deflusso dell'urina differenziando le forme ostruite da quelle solo dilatate, sia perchè fornisce la stima della funzionalità del rene dilatato. Controlli scintigrafici associati a valutazione ecografica permettono di valutare l'andamento nel tempo della funzionalità di un rene idronefrotico, del grado di dilatazione e del suo naturale sviluppo, consentendo di optare, a ragion veduta, fra un atteggiamento conservativo ed un approccio chirurgico.
Al termine di una scintigrafia renale sequenziale, eseguita con la tecnica abituale, qualora si osservi un ritardo nel deflusso del radiofarmaco dalle vie escretrici renali, si pone il paziente in posizione eretta (se possibile) e lo si invita ad urinare. Dopo la minzione, viene acquisita un'immagine tardiva finale che viene confrontata con l'ultima immagine pre-minzione.
Rischi e Controindicazioni
L'esame non presenta particolari controindicazioni se non la gravidanza e l’allattamento, per l’esposizione, seppur limitata, a sostanze radioattive. È invece eseguita regolarmente nei bambini, per i quali tuttavia occorrono particolari accortezze, affinché rimangano fermi per tutta la durata dell’esame.
L'indagine è priva di effetti collaterali significativi e risulta ben tollerata da pazienti di qualunque età. I radiofarmaci utilizzati non influiscono sulla funzionalità renale e le reazioni allergiche sono estremamente rare. Per la sua non invasività e la bassa dose di irradiazione, l’esame può essere ripetuto, se necessario, anche a distanza di brevi intervalli di tempo.
Il radiofarmaco iniettato emette radiazioni, ma in dosi molto basse per cui non comporta particolari rischi. In ogni caso, prima di eseguire il test, è meglio parlare con il medico, il quale sarà in grado di soppesare i vantaggi che ne possono derivare rispetto ai rischi, seppur minimi, di un’esposizione a basse dosi di radiazioni ionizzanti.
Dopo l'Esame
Alla fine dell'esame si può andare a casa, previa autorizzazione del personale. Nelle 48 ore successive all’esame è bene rimanere a distanza (cioè a più di un metro) da donne in stato di gravidanza o bambini piccoli. Si consiglia inoltre di azionare ripetutamente l’acqua dello scarico quando si va in bagno per consentire la completa eliminazione della sostanza radioattiva.
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