Scintigrafia Ossea: Durata dell'Esame, Procedura e Informazioni Utili

La scintigrafia ossea è una metodica di diagnostica per immagini utilizzata per studiare l'apparato scheletrico e cercare possibili anomalie nel rimodellamento scheletrico, consentendo di dare informazioni sul metabolismo osseo e, quindi, sulle patologie che possono interessare le ossa.

Questo esame permette di evidenziare le regioni dello scheletro che presentano alterazioni vascolari/metaboliche e consente di studiare diverse patologie infiammatorie articolari (es. artrite reumatoide), patologie di natura infettiva (es. osteomielite) o metabolica (es. osteomalacia).

Molto spesso la scintigrafia ossea viene impiegata per individuare le metastasi nello scheletro, poiché è possibile esplorare l’intero corpo (con la tecnica “Total Body”) e ottenere un’immagine di tutti i segmenti ossei.

Come funziona la scintigrafia ossea?

La scintigrafia ossea totale corporale è un esame che si basa sull’iniezione per via endovenosa di un radiofarmaco e sul successivo studio della sua distribuzione, condotto per mezzo di un apposito macchinario (la gamma camera). Nell’esame è prevista la somministrazione endovenosa di un radiofarmaco debolmente radioattivo che va a fissarsi a livello dell’osso in proporzione alla sua attività metabolica.

Questo particolare tipo di scintigrafia ossea permette di visualizzare e valutare le condizioni dello scheletro, acquisendo importanti informazioni riguardo allo stato di una malattia o alla risposta ad un trattamento.

Dopo la somministrazione si invita il paziente ad aspettare in un’apposita sala d’attesa all’interno del reparto di medicina nucleare. È necessario del tempo perché il radiofarmaco si distribuisca a livello scheletrico e l’attesa dura circa tre ore.

Dopo il tempo necessario alla distribuzione ossea del radiofarmaco, il paziente viene posizionato sul lettino di un’apparecchiatura detta gamma-camera che rileva il segnale emesso. Lo scheletro viene fotografato in toto da un’apparecchiatura chiamata gamma camera. Le immagini vengono ottenute dalla gamma camera, con il paziente sdraiato sul lettino dell’apparecchiatura.

Trascorso il periodo di attesa, il paziente verrà accompagnato nella stanza per l’esecuzione della Scintigrafia ossea e il personale tecnico provvederà a posizionarlo supino su un lettino sotto la gamma camera, un’apparecchiatura composta da due teste che scorrono lungo il corpo senza alcun contatto con esso.

Di che cosa si tratta? La scintigrafia ossea è un esame di medicina nucleare che permette di studiare l’apparato scheletrico e valutarne il metabolismo. Si effettua mediante l'iniezione endovenosa di un radiofarmaco che si distribuisce nelle ossa in proporzione alla loro attività metabolica. Dopo un’attesa di circa 3 ore, il paziente viene fatto distendere sul lettino di una macchina chiamata Gamma-Camera, che registra le radiazioni emesse dal corpo.

L’esame scintigrafico permette, dunque, di diagnosticare tumori benigni o maligni delle ossa, metastasi (cioè lesioni tumorali secondarie determinate da tumori localizzati in altri organi), patologie infiammatorie articolari, infezioni ossee. Può essere utile, inoltre, nel caso di Malattia di Paget e nella valutazione di sospetta amiloidosi cardiaca.

Durata dell'esame

La durata dell'esame può variare a seconda del tipo di scintigrafia e dell’area del corpo che viene esaminata. Nello specifico, la scintigrafia ossea può richiedere da 1 a 3 ore.

L'esame, che in totale dura 3 ore, non è doloroso né pericoloso. La quantità di radiofarmaco iniettata, infatti, è molto piccola e proporzionale al peso del paziente.

La durata dell’indagine vera e propria è di circa 20 minuti. In questo tempo si chiede alla paziente di stare immobile mentre il dispositivo rivelatore acquisisce le radiazioni emesse dal corpo, che vengono convertite in immagini da un computer. Il radiofarmaco deve essere iniettato circa tre ore prima dell’esame, per dare tempo al tracciante di accumularsi nello scheletro e di localizzarsi in corrispondenza delle eventuali lesioni.

Preparazione all'esame

La scintigrafia ossea globale scheletrica non richiede alcuna preparazione. Non è necessario presentarsi a digiuno da cibo. Non è necessaria una particolare preparazione per l’esame. Non sono previste norme di preparazione particolari, ma è necessario portare all’appuntamento tutta la documentazione medica.

Per eseguire una scintigrafia ossea non serve una preparazione particolare, non occorre essere a digiuno, né interrompere eventuali terapie in corso. Una buona idratazione, però, può favorire la rapida eliminazione del radiofarmaco e migliorare la qualità dell’immagine. Per questo, dopo la somministrazione del radiofarmaco, che precede di circa tre ore l’esecuzione dell'esame vero e proprio, si consiglia alla paziente di assumere liquidi in abbondanza (acqua).

Prima di eseguire l'indagine, inoltre, occorre rimuovere oggetti metallici che possono modificare la rilevazione delle radiazioni, come collane, spille, orecchini e piercing. Bisogna rimuovere gli oggetti metallici (es. collane, spille, monili) dal campo di rilevazione per non alterare la qualità delle immagini.

Somministrazione del radiofarmaco

Al paziente verrà somministrata per via endovenosa una sostanza debolmente radioattiva che, non essendo un mezzo di contrasto iodato, non provocherà alcun disturbo, né causerà fenomeni allergici. Si somministra il radiofarmaco debolmente radioattivo al paziente attraverso un’iniezione endovenosa.

Il paziente viene convocato con largo anticipo per permettere la somministrazione del radiofarmaco (il difosfonato marcato con 99Tc). Questo marcatore impiega circa 120 minuti per fissarsi su tutto lo scheletro: in questo intervallo di tempo il paziente deve rimanere in sala d'attesa bevendo almeno mezzo litro d'acqua, in modo da facilitare la distribuzione del tracciante ed eliminare la quantità in eccesso.

Precauzioni

Nel caso di presunta o accertata gravidanza, prima dell’inizio dell’esame la paziente deve informare il medico nucleare del suo stato. Se la paziente allatta, potrebbe essere necessario sospendere temporaneamente l’allattamento. La scintigrafia non deve essere effettuata in gravidanza perché le radiazioni, per quanto in piccole dosi, possono nuocere all’embrione.

Per questa ragione, di norma, nelle donne in età fertile l’indagine viene eseguita entro i dieci giorni successivi all’inizio dell'ultima mestruazione, oppure quando il test di gravidanza risulta negativo. Inoltre, dal momento che le sostanze radioattive vengono escrete attraverso il latte materno, nelle donne che allattano l’esame non è indicato se non dopo aver interrotto temporaneamente l’allattamento.

Per motivi di radioprotezione, è sconsigliato essere accompagnati da persone minorenni (sotto i 18 anni) e da donne in età fertile, in particolare se in gravidanza. Per motivi di radioprotezione, è bene non essere accompagnati da persone di età inferiore a 18 anni e donne in gravidanza.

Dopo l'esame

Al termine dell’esame, il paziente potrà riprendere le normali occupazioni. Al termine della scintigrafia il paziente può riprendere le normali attività della vita quotidiana.

Non è necessario nessun periodo di osservazione dopo l’esame. Alla fine dell'esame si può tranquillamente guidare. Nel caso, però, che il paziente sia claustrofobico e debba ricorrere a una terapia ansiolitica durante l’esame, sarà opportuna la presenza di un accompagnatore che possa guidare l’auto al suo posto.

Una volta terminato l’esame non sostare all’interno dell’Istituto (bar), ma uscire dall’ospedale senza soffermarsi in luoghi pubblici (supermarket, ristoranti).

Per motivi di prudenza è consigliabile non sostare a lungo nei luoghi pubblici ed evitare fino al giorno successivo la vicinanza con donne e bambini. Per facilitare l’eliminazione del radiofarmaco è importante bere liquidi in abbondanza nelle 24 ore successive all’esame, svuotando la vescica non appena si avverte lo stimolo.

Al termine della scintigrafia ossea è opportuno osservare alcuni piccoli accorgimenti: innanzitutto, per facilitare l’eliminazione del radiofarmaco, occorre bere abbondantemente e urinare spesso. Dopo l’esame, la maggior parte dei radiofarmaci viene escreto attraverso le urine o le feci. Tuttavia, è importante seguire le istruzioni fornite dal personale medico o dal tecnico di imaging per ridurre al minimo l’esposizione alle radiazioni.

Rischi e fastidi

La scintigrafia ossea non è né dolorosa né pericolosa. Il radiofarmaco adoperato per l’esame non ha effetti collaterali, non è un mezzo di contrasto e non provoca reazioni allergiche. La quantità di radiofarmaco iniettato è minima e l’esposizione del paziente alle radiazioni ionizzanti è sovrapponibile ad altri esami simili.

La scintigrafia ossea è una tecnica indolore. L'unico modesto fastidio può essere legato alla puntura dell’ago usato per la somministrazione endovenosa del farmaco. Non c’è da attendersi alcun disagio dalla scintigrafia, né effetti collaterali.

La sostanza radioattiva iniettata è marcata con un radioisotopo a breve emivita e a bassa energia, l’iniezione è sicura, ben tollerata e non esistono descrizioni di gravi allergie o di altre preoccupanti reazioni avverse.

Il radiofarmaco iniettato emette radiazioni, ma in dosi molto basse. L’organo che nel corso dell’esame risulta essere il più esposto alle radiazioni è la vescica, ma è possibile ridurre al minimo i rischi bevendo abbondantemente e urinando dopo l’esame.

È un esame che possono fare tutti? Si tratta di un esame sicuro, che può essere effettuato anche nei bambini, dal momento che la quantità di radiofarmaco iniettata non determina un’irradiazione particolarmente elevata, per cui non sono noti effetti collaterali né reazioni allergiche.

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