La scintigrafia è una tecnica di diagnostica per immagini che utilizza piccole quantità di sostanze radioattive, chiamate radiofarmaci, per visualizzare e valutare la funzione di organi e tessuti del corpo. Tali segnali, elaborati e registrati da un calcolatore, permettono di indagare efficacemente sede, forma, dimensioni e funzionalità di alcuni organi, tra cui tiroide, cuore, ossa, cervello, fegato, reni e polmoni. Questo esame fornisce dati importanti per diagnosticare e valutare la progressione di molte malattie, tra cui la stadiazione delle patologie tumorali.
Come Funziona la Scintigrafia
L'esecuzione di indagini scintigrafiche consiste per lo più nella somministrazione endovenosa di una sostanza debolmente radioattiva, sciolta in un liquido fisiologico privo di qualunque effetto collaterale sull'organismo del paziente.
Risulta più semplice spiegare il concetto con un esempio: in un paziente si sospetta una patologia della tiroide e si vuole quindi studiare la morfologia ed il funzionamento di questa ghiandola. A questo paziente si somministra, tramite una normale iniezione e.v., una piccola quantità di un radiofarmaco, il tecnezio pertecnetato, che ha la proprietà di concentrarsi nel tessuto tiroideo funzionante. Dall'interno della tiroide questo radiofarmaco emette deboli radiazioni che fuoriescono e vengono registrate dalle apparecchiature fotografiche utilizzate dal medico-nucleare.
L’esame scintigrafico inizia con la somministrazione del radiofarmaco, seguita, in base alla caratteristica anatomica o fisiologica che ci si propone di indagare, da un certo periodo di attesa. Per la scintigrafia tiroidea e miocardica, ad esempio, questo intervallo di tempo si aggira intorno a 20-60 minuti, mentre per la scintigrafia ossea è necessario un periodo di attesa di 3 ore.
Scintigrafia vs Radiologia
Entrambe queste discipline fanno parte della branca della medicina nota come "Diagnostica per immagini" ed entrambe utilizzano radiazioni ionizzanti per produrre immagini. Al contrario, in medicina nucleare le radiazioni vengono emesse dai radiofarmaci somministrati al paziente, che si sono concentrati negli organi da esaminare. Nel caso della radiologia, sono le apparecchiature utilizzate (sia tradizionali sia TAC) che producono un fascio di radiazioni che, dopo aver attraversato il corpo del paziente, vengono registrate su una pellicola radiologica o su un rivelatore digitale, creando l'immagine degli organi esplorati.
Per rendere ancor più semplice la comprensione della differenza sostanziale fra le due discipline basta considerare che un'indagine radiologica può essere eseguita anche su organismi non viventi (ad esempio cadaveri per scopi medico legali o di ricerca scientifica, mummie, ecc.) oppure su oggetti inanimati (industria, edilizia, ecc). Appare quindi evidente che le due discipline non sono in competizione fra di loro, bensì in assoluta sinergia perché, insieme, forniscono al medico curante un "pacchetto" di informazioni che risultano essenziali e spesso insostituibili per l'inquadramento diagnostico del paziente.
Tipologie di Scintigrafia
- Scintigrafia della tiroide: utilizzata per valutare la funzione tiroidea e individuare eventuali noduli o altre anomalie.
- Scintigrafia ossea: utilizzata per diagnosticare fratture, infezioni, metastasi e altre condizioni ossee. La scintigrafia ossea è un esame di medicina nucleare che permette di studiare l’apparato scheletrico e valutarne il metabolismo. Si effettua mediante l'iniezione endovenosa di un radiofarmaco che si distribuisce nelle ossa in proporzione alla loro attività metabolica. Può essere utile, inoltre, nel caso di Malattia di Paget e nella valutazione di sospetta amiloidosi cardiaca.
- Scintigrafia renale: utilizzata per valutare la funzione renale, individuare ostruzioni urinarie, anomalie congenite o altre malattie renali. Nello studio dei reni la scintigrafia permette di misurare la funzione dei reni in maniera semplice, senza ricorrere a cateterismi o ad altre manovre invasive. Questa informazione è preziosa per una diagnosi precoce, perchè spesso quando un solo rene è interessato dalla malattia il rene sano è in grado di mascherare il ridotto funzionamento del rene ammalato. E` un problema che si pone di frequente anche nei bambini molto piccoli, nei neonati o nei lattanti, oppure nel caso dei trapianti renali, per valutare il buon funzionamento dell'organo trapiantato, sia subito dopo il trapianto, sia nei controlli successivi.
- Scintigrafia miocardica: utilizzata per valutare la perfusione del sangue al cuore e individuare eventuali problemi cardiaci come l’ischemia o l’infarto del miocardio. Ad esempio, la scintigrafia miocardica visualizza la distribuzione del sangue nel muscolo cardiaco. In presenza di una malattia delle arterie coronarie si può determinare, con una semplice iniezione, l'ampiezza della zona di muscolo sofferente.
- Scintigrafia della mammella: utilizzata per individuare lesioni sospette al seno e valutare la loro natura.
Durata dell'Esame
La durata di questo esame può variare a seconda del tipo di scintigrafia e dell’area del corpo che viene esaminata:
- Scintigrafia ossea: può richiedere da 1 a 3 ore.
- Scintigrafia renale: può richiedere circa 1-2 ore.
- Scintigrafia miocardica: può richiedere da 2 a 4 ore.
Radiazioni e Sicurezza
Purtroppo il termine "nucleare" che identifica la nostra disciplina incute tuttora, in chi non la conosce, un senso di timore che è invece assolutamente non giustificato. In realtà l'aggettivo "nucleare" identifica solamente l'origine delle radiazioni utilizzate, che provengono dal "nucleo" degli atomi che compongono i radiofarmaci impiegati. Forse nessun altro campo della medicina è così rigorosamente regolamentato come quello delle discipline radiologiche. Partendo dal presupposto prudenziale che le radiazioni siano sempre potenzialmente dannose, sono state emanate norme e linee guida internazionali e nazionali, a salvaguarda del paziente, del lavoratore e dell'ambiente, che devono essere scrupolosamente eseguite.
Impatto Ambientale
A questo quesito si può rispondere, senza timore di essere smentiti, che la diagnostica medico-nucleare è oggi priva di qualunque effetto negativo sull'ambiente ed il motivo di questa affermazione è semplice da spiegare e da capire: la straganze maggioranza dei radiofarmaci attualmente utilizzati cessa spontaneamente e totalmente di essere radioattiva entro 2-3 giorni dal loro impiego. Se consideriamo poi i nuovi radiofarmaci che vengono impiegati per la PET, che rappresenta la tecnologia medico-nucleare più all'avanguardia, questi cessano di essere radioattivi addirittura entro poche ore dall'impiego. Solo alcuni radiofarmaci che vengono utilizzati a scopo terapeutico richiedono particolari attenzioni nel loro smaltimento e i pazienti vengono trattenuti in speciali reparti "protetti" per alcuni giorni dopo la loro somministrazione.
Controindicazioni
Data per scontata la regola generale che tutte le indagini radiologiche vanno richieste ed eseguite solo quando si presume che siano in grado di fornire informazioni utili per il paziente [ma questa regola dovrebbe essere applicata per tutte le procedure diagnostiche] esiste una sola controindicazione assoluta: la gravidanza, ed una relativa: l'allattamento. In caso di gravidanza accertata non si deve eseguire alcuna indagine radiologica, e quindi anche di medicina nucleare, a meno che le informazioni ottenibili non siano ritenute essenziali per la vita della paziente.
Precauzioni Dopo l'Esame
Dopo l’esame, la maggior parte dei radiofarmaci viene escreto attraverso le urine o le feci. Tuttavia, è importante seguire le istruzioni fornite dal personale medico o dal tecnico di imaging per ridurre al minimo l’esposizione alle radiazioni.
Al proprio domicilio non è richiesta alcuna modifica delle normali abitudini di vita e di coabitazione con i familiari. Diversa è la situazione quando invece viene somministrato un radiofarmaco a scopo terapeutico.
Infatti, i moderni radiofarmaci non emettono più radiazioni già nell'arco di 24-48 ore. Nella maggior parte dei casi la scintigrafia può essere ripetuta anche nella giornata successiva. I rari casi in cui la scintigrafia non deve essere ripetuta a breve distanza di tempo vengono sempre segnalati al paziente dal medico nucleare, quando si esegue l'indagine.
Scintigrafia nei Bambini
Nei bambini la medicina nucleare trova un campo di applicazione ideale, perchè fornisce, in maniera non invasiva e con una bassa esposizione a radiazioni ionizzanti, proprio quelle informazioni funzionali che sono essenziali per prevenire l'insorgenza di un danno nell'organismo in via di sviluppo.
Costi
E` sempre difficile esprimere un giudizio sul costo di un'indagine diagnostica. In termini puramente monetari, che comunque hanno il loro rilievo, si può dire che mediamente le scintigrafie si collocano in una fascia di costo medio-bassa. Fanno eccezione alcune indagini che impiegano radiofarmaci costosi, come la PET oppure le scintigrafie che studiano alcuni recettori del cervello o in alcune ghiandole endocrine.
PET, PET-CT e PET-RM
La PET è un'indagine scintigrafica particolare, basata sull'uso di radiofarmaci con speciali caratteristiche. Questi radiofarmaci da un lato consentono di ottenere immagini migliori, più definite, dall'altro sono traccianti più "naturali", rispetto ai radiofarmaci tradizionali. Questi "super-radiofarmaci" richiedono però apparecchiature speciali per essere rilevati e sono utilizzabili solo nelle vicinanze di un ciclotrone, l'apparecchiatura che li produce.
La PET-CT è rappresenta, semplificando, la "fusione" fra un tomografo PET e un tomografo TAC.
La PET-RM è l'ultima generazione di apparecchiature PET, da poco entrata nell'uso clinico, che rappresenta, la "fusione" fra un tomografo PET e un tomografo RM ad elevato campo magnetico (3 Tesla).
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