La tomoscintigrafia miocardica è un esame diagnostico non invasivo che consente di raccogliere informazioni sul funzionamento del cuore. L’esame permette uno studio della perfusione e della funzionalità cardiaca.
Cos'è la Scintigrafia Miocardica?
La scintigrafia miocardica è una procedura diagnostica di medicina nucleare che permette di analizzare il flusso di sangue all'interno delle arterie coronarie, la perfusione del miocardio e la funzionalità del cuore. La Tomoscintigrafia miocardica di perfusione (o scintigrafia miocardica di perfusione) è un esame che permette di evidenziare e quantificare le regioni del cuore che presentano un ridotto apporto di sangue (ischemia) quando sono sottoposte a uno sforzo, o quelle regioni di cuore che sono già andate incontro a un episodio ischemico severo e prolungato (infarto miocardico).
La scintigrafia miocardica prevede due momenti: in una prima fase, viene analizzato il cuore mentre è sottoposto a uno sforzo e, in una seconda fase, viene osservato il cuore mentre è lasciato a riposo. In questo modo, è possibile mettere a confronto l'irrorazione sanguigna del miocardio durante una condizione di stress del cuore e durante un momento di quiete.
Breve Richiamo sull'Anatomia del Cuore
Il cuore è un organo cavo, composto da quattro cavità contrattili: due si trovano a destra e si chiamano atrio destro e ventricolo destro; le altre due si trovano a sinistra e si chiamano atrio sinistro e ventricolo sinistro. Attraverso l'atrio e il ventricolo di destra scorre il sangue povero d'ossigeno, che deve essere indirizzato ai polmoni per l'ossigenazione; attraverso l'atrio e il ventricolo di sinistra, invece, passa il sangue ricco d'ossigeno proveniente dai polmoni, da pompare verso i vari organi e tessuti del corpo.
All'interno del cuore, la regolazione del flusso di sangue tra i vari compartimenti e verso i vasi sanguigni in uscita spetta a quattro valvole, note anche come valvole cardiache. Il miocardio riceve nutrimento e ossigeno dalle arterie coronarie.
La scintigrafia analizza e marca il flusso coronarico, ed è in grado di determinare la quantità di sangue che irrora il miocardio, in tutti i distretti.
Come Funziona la Scintigrafia Miocardica Perfusionale da Stress?
La scintigrafia miocardica di perfusione è caratterizzata da due fasi: una dopo stress ed una a riposo. Tomoscintigrafia miocardica di perfusione da stress: successivamente al colloquio preliminare con il medico nucleare, il paziente verrà sottoposto ad un test ergometrico su tappeto rotante. Questo test viene effettuato in presenza di un medico cardiologo e di un’infermiera oppure, qualora fosse controindicato, ad un test farmacologico che fornirà le stesse informazioni cliniche. La scelta del test è vincolata a procedure ben standardizzate.
All’apice dello sforzo fisico o farmacologico, verrà somministrata una sostanza debolmente radioattiva per via endovenosa che, non essendo un mezzo di contrasto iodato, non darà alcun disturbo né causerà fenomeni allergici.
Prima di eseguire l’esame tomoscintigrafico, il paziente dovrà attendere circa 30/60 minuti presso la sala di attesa dedicata del Servizio di Medicina Nucleare. Durante il periodo di attesa, il paziente non deve allontanarsi dal Servizio senza avvertire il Personale e previo consenso da parte dello stesso.
Una volta trascorso il periodo di attesa, il paziente verrà accompagnato nella stanza per l’esecuzione della Tomoscintigrafia miocardica di perfusione e posizionato supino su un lettino sotto la gamma camera. Si tratta di un’apparecchiatura composta da due teste che ruotano attorno al torace senza alcun contatto con esso.
Dopo la somministrazione del radiofarmaco, il paziente si accomoda in un’apposita sala d’attesa all’interno del reparto di medicina nucleare, dove mangia un pasto grasso in attesa dell’acquisizione delle immagini. Le immagini vengono acquisite dalla gamma camera, con il paziente sdraiato sul lettino dell’apparecchiatura. È necessario togliere gli oggetti metallici (es. collane, spille, monili) dal campo di rilevazione per non alterare la qualità delle immagini.
Dopo alcune ore dalla prova dopo stimolo, si effettua la seconda parte dell’esame a riposo. Dopo circa un’ora dalla somministrazione, il paziente viene posizionato sotto una apparecchiatura detta gamma-camera che rileva il segnale emesso. A distanza di 3/4 ore dalla prima somministrazione, il radiofarmaco viene iniettato in condizione di riposo.
Una volta terminato l’esame, il paziente potrà riprendere le normali occupazioni e la terapia eventualmente interrotta. È altamente consigliato bere molta acqua o liquidi per eliminare rapidamente il radiofarmaco nelle 24 ore successive all’esame.
Scintigrafia Miocardica con Stress Farmacologico
La prova da sforzo non è l'unico modo per studiare l'irrorazione sanguigna del miocardio in una condizione di stress per il cuore. Infatti, esiste la possibilità di mimare uno sforzo cardiaco, successivo a un'attività fisica di una certa entità, con la somministrazione di particolari farmaci. Questi preparati farmacologici inducono la dilazione delle arterie coronarie (quindi c'è un incremento del flusso di sangue), proprio come avviene durante un esercizio fisico.
I cardiologi fanno ricorso alla cosiddetta scintigrafia miocardica con stress farmacologico, al posto di quella che prevede una prova da sforzo (chiamata anche scintigrafia miocardica da sforzo), quando il paziente è incapace di praticare l'attività fisica prevista. Per esempio, una tale evenienza può verificarsi in quei casi in cui il paziente è molto anziano e ha difficoltà a muoversi.
Quando si Esegue
Solitamente, i cardiologi ricorrono a una scintigrafia miocardica quando sospettano la presenza di una coronaropatia. Nel linguaggio medico, per coronaropatia s'intende una qualsiasi malattia ai danni delle coronarie, caratterizzata da un restringimento di questi vasi arteriosi irroranti il miocardio. A restringere le arterie coronarie possono essere dei coaguli di sangue oppure le cosiddette placche ateromasiche, ovvero depositi costituiti essenzialmente da lipidi, piastrine, globuli bianchi e cellule muscolari lisce.
Se il restringimento delle coronarie è superiore al 70%, l'apporto di sangue al miocardio è insufficiente a sostenere l'attività cardiaca; in questi frangenti si parla di ischemia miocardica o cardiopatia ischemica. Specie se non trattata, l'ischemia miocardica potrebbe rappresentare il preludio alla necrosi del miocardio o, meglio, delle zone di miocardio non adeguatamente raggiunte dal sangue; tale condizione è nota come infarto del miocardio o attacco di cuore.
Altre Condizioni che Richiedono la Scintigrafia Miocardica
Oltre che per analizzare i caratteri di una coronaropatia in atto, la scintigrafia miocardica viene praticata anche dopo:
- Un attacco di cuore. Serve all'individuazione della precisa zona di miocardio interessata dal processo di necrosi.
- Un trattamento terapeutico per il ripristino del flusso coronarico. Per esempio, può essere praticata dopo un intervento chirurgico di bypass coronarico, che è una procedura di aggiramento della o delle coronarie occluse tramite l'inserimento di un "nuovo" vaso sanguigno; oppure dopo un'angioplastica coronarica con stenting, che è una metodica per la riapertura della o delle coronarie occluse mediante un palloncino gonfiabile e un piccolo cilindretto metallico (stent).
Preparazione all'Esame
Prima della scintigrafia miocardica, il paziente dev'essere messo al corrente di tutte le indicazioni pre-operatorie necessarie alla corretta e sicura realizzazione della procedura diagnostica. A occuparsi di questo aspetto è il cardiologo che svolgerà l'esame o un membro qualificato del suo staff.
Le più importanti indicazioni pre-operatorie alle quali bisogna attenersi possono riassumersi nei seguenti punti:
- Notificare al cardiologo (o a chi ne fa le veci nell'occasione) qualsiasi eventuale allergia ai farmaci, agli anestetici locali e ai vari materiali utilizzati durante la scintigrafia.
- Digiuno completo da almeno 12 ore. Per digiuno completo s'intende l'astensione da cibo e liquidi. Solo l'acqua rappresenta un'eccezione e può essere assunta soltanto fino a qualche ora prima della procedura.
- Evitare qualsiasi medicinale o sostanza contenente teofillina o caffeina. Per la precisione, l'assunzione di preparati contenenti teofillina va interrotta 2-3 giorni prima dell'esame; mentre l'assunzione di caffeina va sospesa almeno 12-24 ore prima. Agli individui che soffrono di asma bronchiale, si ricorda che alcuni farmaci per tale disturbo sono a base di teofillina.
- Notificare al cardiologo se si è (o se si sospetta di essere) in stato di gravidanza.
- Notificare al cardiologo tutti i farmaci che si stanno assumendo in quel momento. A tal proposito è opportuno ricordare che i medicinali per il cuore vanno sospesi almeno 24 ore prima dell'esame.
- Notificare al cardiologo se si è portatori di un pacemaker, ovvero un dispositivo elettronico per la correzione di un'aritmia cardiaca.
- Se ci si sottoporrà a una scintigrafia miocardica da sforzo, ricordarsi di portare con sé, nel giorno della procedura, degli indumenti comodi per la prova da sforzo (scarpe comprese).
È in occasione dell'incontro preliminare, in cui vengono esposte tutte le sopraccitate indicazioni, che il paziente può interrogare il medico in merito ai dettagli o ai dubbi riguardanti la procedura.
Fasi dell'Esame
Fase Iniziale
La fase iniziale prevede in genere i seguenti passaggi:
- Rimozione di qualsiasi gioiello, orecchino e altri oggetti, che potrebbero in qualche modo interferire con la realizzazione della procedura.
- Vestizione del paziente con abiti adatti alle tappe successive.
- Per mano di un infermiere, inserimento di un ago-cannula in una vena del braccio o della mano. L'ago-cannula serve per la somministrazione venosa della sostanza radioattiva e, nel caso della scintigrafia miocardica con stress farmacologico, anche per l'iniezione del farmaco per la dilatazione delle coronarie.
- Sempre per opera di un membro qualificato dello staff medico, collegamento del paziente a una macchina per l'elettrocardiogramma (ECG) e a uno strumento per la misurazione della pressione sanguigna. Battito cardiaco (tramite ECG) e pressione del sangue sono due parametri che devono essere monitorati dall'inizio alla fine della procedura.
Scintigrafia Miocardica da Sforzo: Fase Intermedia
Conclusa la prima parte della procedura, il paziente viene invitato a utilizzare il macchinario per la prova da sforzo; macchinario che può essere un tapis roulant (o treadmill) o una cyclette. Il livello di attività a cui è sottoposto è a discrezione del cardiologo e dipende da diversi fattori, tra cui l'età, la funzionalità cardiaca e lo stato di salute generale del paziente.
L'iniezione del radiofarmaco avviene solo dopo che il battito cardiaco - il quale è monitorato costantemente tramite ECG - ha raggiunto la frequenza da sforzo più indicata per le caratteristiche dell'individuo sotto esame.
Scintigrafia Miocardica con Stress Farmacologico: Fase Intermedia
Durante la fase intermedia della scintigrafia miocardica con stress farmacologico, il paziente viene fatto accomodare su un lettino ospedaliero e gli viene somministrato il farmaco che mima uno sforzo fisico. Come nel caso della scintigrafia miocardica da sforzo, vengono monitorati passo per passo il suo battito cardiaco e la sua pressione sanguigna.
L'iniezione del radiofarmaco avviene quando l'imitazione dello stress da sforzo ha raggiunto i connotati desiderati.
Fase Finale
Da dopo l'iniezione del radiofarmaco, è necessario attendere in genere 40-60 minuti per l'acquisizione delle immagini del cuore tramite gamma-camera. Tale attesa si deve al fatto che, nei primi minuti, il radiofarmaco si diffonde temporaneamente anche negli organi splancnici addominali e nei polmoni, e questo potrebbe pregiudicare la qualità delle immagini.
L'acquisizione tramite gamma-camera avviene con il paziente sdraiato su un lettino collegato all'apparecchiatura. È fondamentale che, in questo momento della procedura, l'individuo sotto esame resti completamente immobile.
Terminata la raccolta delle immagini, bisogna aspettare dalle 3 alle 6 ore prima della valutazione miocardica a riposo. In tale arco di tempo, salvo diversa indicazione del medico, è concesso bere (acqua) ma non mangiare.
L'esame a riposo è molto semplice: il paziente viene fatto accomodare su un lettino ospedaliero e il cardiologo (o un suo assistente) inietta il radiofarmaco attraverso l'ago-cannula. Anche in questo frangente, l'acquisizione delle immagini non avviene prima che siano trascorsi 40-60 minuti.
Quanto Dura di Preciso una Scintigrafia Miocardica?
Una scintigrafia miocardica richiede in genere un'intera giornata. Tuttavia, in alcuni casi particolari, è possibile spezzare l'esame in due, così da svolgere la valutazione sotto sforzo (o con stress farmacologico) in un giorno e la valutazione a riposo nella giornata immediatamente successiva.
Quando la procedura è spezzata in due, richiede 4 ore circa il primo giorno e altre 4 ore circa il secondo giorno.
Radiofarmaci Utilizzati
L’esame prevede la somministrazione di un radiofarmaco debolmente radioattivo che si fissa a livello del muscolo cardiaco. I radiofarmaci utilizzati per la scintigrafia sono medicinali iniettabili, che contengono dei radionuclidi, ovvero degli isotopi radioattivi. Una volta iniettati, i radiofarmaci possono interagire specificatamente con un determinato tessuto biologico (come un normale farmaco) e, in virtù delle loro proprietà radioattive, possono essere monitorati nel loro diffondersi tramite un'apposita strumentazione di rilevazione della radioattività (gamma-camera). In tal modo, questa complessa strumentazione fornisce delle immagini molto chiare di come, nel tempo, il radiofarmaco si distribuisce all'interno dell'organismo.
Gli isotopi radioattivi utilizzati per la scintigrafia miocardica sono due: il tallio 201 o il tecnezio 99. Tallio 201 e tecnezio 99 presentano delle proprietà diverse, pertanto il protocollo procedurale varia leggermente a seconda che si faccia uso di uno o dell'altro.
Dopo la Procedura
Al termine della scintigrafia, il paziente potrebbe avvertire vertigini o giramenti di testa nell'alzarsi dal lettino ospedaliero della gamma-camera. Per evitare tale spiacevole sensazione, il consiglio medico è quello di mettersi in piedi molto lentamente.
È poi possibile che il punto dove è stato inserito l'ago-cannula sviluppi rossore e gonfiore. Questi due segni d'infiammazione scompaiono generalmente nel giro di 24-48 ore; se dovessero protrarsi oltre, magari con l'aggiunta di dolore, è consigliabile contattare il proprio medico per sincerarsi che non sia in atto un'infezione.
I cardiologi consigliano ai pazienti di bere molta acqua durante le prime 24-48 ore successive alla scintigrafia miocardica. Infatti, assumere molti liquidi favorisce la diuresi e, tramite la diuresi, si eliminano più velocemente i radionuclidi presenti nell'organismo.
Rischi e Controindicazioni
La tomoscintigrafia miocardia non è né dolorosa né pericolosa. Il radiofarmaco utilizzato per l’esame non ha effetti collaterali, non è un mezzo di contrasto e non causa reazioni allergiche. La quantità di radiofarmaco iniettato è minima e l’esposizione del paziente alle radiazioni ionizzanti è sovrapponibile ad altri esami simili.
La scintigrafia miocardica presenta alcuni rischi. Innanzitutto, la prova da sforzo potrebbe comportare l'insorgenza di dolore al petto, aritmie cardiache o, nei casi più sfortunati, infarto del miocardio. Ciò è dovuto non tanto all'intensità dell'esercizio fisico, quanto piuttosto al fatto che il paziente è generalmente un cardiopatico.
Controindicazioni alla somministrazione di sostanze radioattive sono rappresentate dalla gravidanza in atto o presunta e dall’allattamento. La somministrazione di sostanze radioattive può essere pericolosa per donne in gravidanza (l’incompatibilità della somministrazione del radiofarmaco durante la gravidanza in atto o presunta è da riferirsi all’irradiazione dell’embrione e del feto).
Non sono descritte complicanze specifiche associate alla Tomoscintigrafia miocardica di perfusione. Le reazioni avverse sono per lo più manifestazioni cutanee, nessuna fatale e senza necessità di ricorrere all’ospedalizzazione del paziente. Le reazioni avverse più comuni sono le manifestazioni cutanee, assolutamente non fatali e che non richiedono l’ospedalizzazione.
Nel caso di presunta o accertata gravidanza, prima dell’inizio dell’esame la paziente è tenuta a informare il medico nucleare del suo stato. Se la paziente allatta, potrebbe essere necessaria una temporanea sospensione dell’allattamento.
Scintigrafia miocardica o coronarografia?
La scintigrafia miocardica e la coronarografia sono due indagini diagnostiche di riferimento nello studio delle ostruzioni alle coronarie. Le due metodiche rilevano in maniera diversa la stessa patologia. La coronarografia è un esame morfologico che studia l’andamento delle coronarie e le modificazioni che nel loro ambito si realizzano. La coronarografia, data la sua invasività, è di solito prescritta dopo altri test non invasivi come l’elettrocardiogramma, l’ecocardiogramma, il test da sforzo e la scintigrafia miocardica, se i risultati fanno sospettare la presenza di ostruzioni alle coronarie.
La scintigrafia miocardica, metodica non invasiva, permette di raccogliere informazioni sul funzionamento del cuore nei pazienti in cui si sospetta una cardiopatia ischemica, oppure in persone con malattia già nota (valutazione post-infarto, post-angioplastica, post-bypass), per monitorare il comportamento del cuore a riposo e sotto sforzo.
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