Risonanza Magnetica: Preparazione e Controindicazioni

La risonanza magnetica (RM) è una metodica diagnostica non invasiva che utilizza radiazioni elettromagnetiche totalmente innocue per l’organismo.

Il segnale che si ottiene dalle radiazioni viene elaborato da un computer in grado di visualizzare sullo schermo la corrispondente immagine su vari piani del corpo umano.

Tale immagine può essere poi elaborata e riversata su CD.

A cosa serve la risonanza magnetica?

La risonanza magnetica consente di visualizzare la colonna vertebrale, le articolazioni e gli organi interni del paziente.

Viene utilizzata per diagnosticare una grande varietà di patologie, tra le quali:

  • Sospette alterazioni della colonna vertebrale;
  • Patologie dell’apparato muscolare e osteo-articolare;
  • Patologie del sistema nervoso centrale e periferico;
  • Patologie del sistema cardio-vascolare;
  • Patologie delle ghiandole mammarie;
  • Patologie del distretto uro-genitale;
  • Patologie dell’apparato gastro-intestinale.

La risonanza magnetica è in grado di fornire un’immagine tridimensionale delle parti interne del corpo e viene utilizzata per la diagnosi di una grande varietà di condizioni patologiche perché permette di visualizzare soprattutto gli organi interni, insieme allo scheletro e alle articolazioni.

Ciò fa si che la risonanza magnetica venga sfruttata in numerosi campi di studio, come la neurologia, la neurochirurgia, l’urologia, la traumatologia, l’ortopedia, la gastroenterologia, la cardiologia e l’oncologia.

In oncologia viene utilizzata per la diagnosi, la stadiazione e la valutazione della risposta al trattamento di diversi tipi di tumore.

Come si svolge la risonanza magnetica?

Per essere sottoposto alla risonanza magnetica il paziente deve indossare un camice fornito dal personale e distendersi su un lettino scorrevole che viene posizionato all’interno di un cilindro cavo, aperto a entrambe le estremità, costituito da un potente magnete dentro cui vengono irradiati fasci di onde radio.

Durante tutta la durata dell’esame, il paziente dovrà restare fermo e rilassato mentre il lettino scorre avanti e indietro per consentire l’analisi della parte interessata da parte dei macchinari.

Poiché l’emissione delle onde radio provoca una serie di rumori forti e secchi, che potrebbero risultare fastidiosi, vengono forniti degli appositi auricolari che il paziente dovrà indossare.

La durata della risonanza magnetica varia a seconda delle parti del corpo che devono essere esaminate.

Si oscilla fra i 20 minuti necessari per uno studio del cranio, ai 60 minuti necessari per studi più complessi.

La presenza di un sistema di comunicazione garantisce un controllo completo della situazione e la possibilità, a chi si sta sottoponendo alla procedura, di riferire eventuali malesseri o problematiche.

Tipologie di risonanza magnetica

Esistono diverse tipologie di risonanza magnetica, che si differenziano in base al macchinario utilizzato o alla modalità di esecuzione dell’esame. Le principali sono:

  • Risonanza magnetica chiusa - la più comune, costituita da un tunnel lungo e stretto dove si genera il campo magnetico; offre immagini di altissima qualità, ma può rappresentare un’esperienza spiacevole per chi soffre di claustrofobia.
  • Risonanza magnetica aperta - pensata per alcune esigenze particolari, il macchinario risulta più spazioso e “aperto” lateralmente, rendendo l’esame meno stressante, anche se la qualità visiva può essere leggermente inferiore.
  • Risonanza magnetica con mezzo di contrasto - viene somministrata una sostanza (a base di gadolinio) per via endovenosa, evidenziando infiammazioni, vasi sanguigni, tumori o alterazioni non facilmente visibili con una normale risonanza.

Norme di preparazione alla risonanza magnetica

Nei giorni precedenti l’esecuzione di una risonanza magnetica, qualunque sia la parte del corpo da esaminare, non è richiesta una preparazione particolare.

Nel caso della risonanza magnetica con contrasto, invece, è necessario il digiuno.

Per la somministrazione del mezzo di contrasto occorre un digiuno di almeno 6 ore, ma non è necessario interrompere eventuali terapie in corso (per esempio farmaci per la pressione o per il cuore).

Sono anche richieste le analisi del sangue per verificare il valore della creatinina, che rappresenta un indice di funzionalità renale.

In caso di un’eventuale insufficienza renale (creatininemia alta), è sconsigliato l’uso del gadolinio.

Il giorno dell'esame si consiglia di indossare indumenti senza ganci o bottoni automatici, spille, chiusure lampo o altre parti metalliche, che andrebbero in ogni caso tolti prima dell'esecuzione dell'indagine.

Si consiglia di prestare molta attenzione anche ai punti metallici applicati in tintoria, che spesso restano attaccati alle etichette perché difficilmente visibili.

Per evitare inconvenienti, comunque, la paziente viene di norma invitata a togliersi tutti i vestiti a esclusione della biancheria intima (purché priva di parti metalliche) e a indossare un camice, fornito dal personale, e calzari monouso.

Occorre togliere gioielli e piercing, fermagli per capelli e cinture, occhiali e orologio, ma anche eventuali lenti a contatto, apparecchi per l’udito, protesi dentarie mobili, cinti sanitari, busti e parrucche.

Non è consentito portare con sé cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche che potrebbero interferire con lo strumento di indagine.

In alcuni casi si richiede anche di rimuovere i cosmetici dal viso e dagli occhi: si può decidere di non truccarsi oppure di portare con sé il necessario per la pulizia del viso.

All'esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre alcun tipo di assistenza né durante l’esecuzione né al termine.

Conclusa l'indagine si può tornare a casa, anche guidando, senza nessun tipo di limitazione.

Cosa fare prima di una risonanza magnetica:

  • Seguire le indicazioni del medico, che in alcuni casi potrebbe richiedere il digiuno di alcune ore, soprattutto se è previsto il mezzo di contrasto.
  • Portare la documentazione sanitaria necessaria: eventuale ricetta o prescrizione dell’esame, analisi utili svolte in precedenza, i referti più recenti.
  • Comunicare allergie, patologie o condizioni particolari, in particolare la gravidanza, la presenza di pacemaker, protesi o tatuaggi di ampie dimensioni.
  • Indossare abiti comodi e senza componenti metalliche: in molti centri viene fornito un camice adeguato per effettuare l’esame in sicurezza.

Cosa non fare prima di una risonanza magnetica:

  • Non indossare oggetti metallici (orologi, gioielli, piercing, fermagli, occhiali e vestiti).
  • Evita di applicare cosmetici e creme, in particolare nella zona da esaminare.
  • Non assumere cibi o bevande nelle ore precedenti, se richiesto dal medico.

Controindicazioni e rischi

La risonanza magnetica è un esame innocuo e indolore che non presenta rischi a patto che vengano rispettati alcune precauzioni.

Pazienti con pacemaker cardiaco, neurostimolatori e protesi

La risonanza magnetica non può essere effettuata su pazienti portatori di pacemaker cardiaco, di neurostimolatori, di strutture metalliche quali, ad esempio, protesi, viti, valvole cardiache, che siano state inserite nel corpo in seguito a importanti interventi chirurgici.

In caso contrario, il campo magnetico potrebbe provocarne lo spostamento in altra sede e/ alterarne il funzionamento.

In presenza di protesi metalliche fisse (anca o ginocchio), di chiodi e viti per frattura o di protesi dentarie, la risonanza magnetica può essere effettuata a seconda di qual è la parte del corpo da esaminare, che deve necessariamente trovarsi lontano dalle protesi che disturbano l’immagine, e dal tipo di materiale di cui è composta la protesi.

Pazienti claustrofobici

La risonanza magnetica è sconsigliata nel caso in cui il paziente soffra di claustrofobia.

Si raccomanda pertanto di comunicare al personale sanitario se in passato si è avuto questo tipo di problemi, per esempio dentro ascensori o in luoghi molto stretti.

Il disagio provocato dalla chiusura nella macchina è oggi molto minore di un tempo, per la disponibilità di apparecchiature ventilate, più ampie e aperte.

Nella maggior parte dei casi è sufficiente cercare di rilassarsi e pensare ad altro, ma è importante restare immobili e non parlare per non interferire con l’esecuzione dell’esame.

In ogni caso è opportuno che chi soffre di forme gravi di claustrofobia, epilessia o altri disturbi psichiatrici segnali il problema agli operatori: in casi di necessità è possibile ricorrere a una leggera sedazione, spesso utilizzata anche allo scopo di tenere fermi a lungo i bambini.

Pazienti in stato di gravidanza e allattamento

Per le pazienti in stato di gravidanza l’esame è sconsigliato nei primi tre mesi di gestazione e in ogni caso deve essere eseguito solo dietro precisa indicazione specialistica, ad esempio per la valutazione di fratture per cui risulti controindicato l’esame radiografico (bacino).

Nei casi in cui per effettuare la risonanza magnetica sia necessario iniettare un mezzo di contrasto, le donne che allattano dovrebbero raccogliere prima dell’esame il latte occorrente per le 24 ore successive alla risonanza.

Molti professionisti suggeriscono di interrompere l’allattamento per un certo periodo di tempo successivo all’esame (anche fino a 48 ore), gettando via il latte prodotto in quelle ore.

A questo proposito, il Ministero della salute ha recentemente rilasciato una nota per cui si chiarisce che l’allattamento al seno è sicuro per il bambino allattato di qualunque età gestazionale.

Fra tutti i mezzi di contrasto solo quelli a base di gadolinio della categoria “ad alto rischio di fibrosi sistemica nefrogenica” (gadopentetato dimeglumina, gadodiamide e gadoversetamide) vanno prudenzialmente evitati.

In tutti gli altri casi, e quindi nella maggioranza dei casi, il bambino allattato può riprendere da subito i pasti al seno.

Pazienti che utilizzano contraccettivi intrauterini (spirale)

Le donne che utilizzano mezzi contraccettivi intrauterini, come la spirale, devono accertarsi, una volta effettuata la risonanza magnetica, che il dispositivo non abbia subito spostamenti sotto l'effetto dei campi magnetici prodotti nel corso dell'esame.

Altre precauzioni

Sempre per il rischio di avere nel corpo piccole schegge metalliche anche senza esserne consapevoli, è opportuno che chiunque abbia lavorato come tornitore, saldatore, carrozziere, addetto alla lavorazione di vernici metallizzate, oppure abbia subito incidenti di caccia o sia stato vittima di un’esplosione, informi gli operatori.

Rischi dell'esame

Una volta attuate tutte le precauzioni, l’unico rischio connesso alla risonanza magnetica è costituito dalla possibilità di reazione allergica alla sostanza eventualmente utilizzata come mezzo di contrasto.

La reazione allergica può manifestarsi con sintomi lievi (nausea, vomito e prurito).

In casi eccezionali possono verificarsi reazioni più gravi, rischio che aumenta se si è affetti da gravi disfunzioni renali, delle quali è sempre consigliabile avvertire il personale.

Rispettando le cautele sopra descritte, l’unico possibile rischio nel corso della risonanza magnetica è una reazione allergica alla sostanza usata come mezzo di contrasto, il gadolinio, che generalmente è molto più rara e lieve di quella prodotta da mezzi di contrasto a base di iodio usati per gli esami radiografici.

In ogni caso è bene avvertire il personale se in passato si sono verificate reazioni allergiche di questo tipo o se si è affetti da gravi disfunzioni renali.

L’allergia si può manifestare con sintomi lievi, come prurito, nausea e vomito e, solo in casi eccezionali, scatenare reazioni più gravi che il personale è comunque pronto a fronteggiare.

Effetti avversi rari associati all'uso del mezzo di contrasto (gadolinio):

  • Moderata reazione allergica al gadolinio.
  • Severa reazione allergica al gadolinio.
  • Fibrosi nefrogenica sistemica: È una rara condizione morbosa altamente debilitante, che risulta dalla formazione di tessuto cicatriziale sulla cute, sulle articolazioni, sugli occhi e sugli organi interni.
  • Ritenzione di gadolinio nei tessuti: È un fenomeno che, secondo alcune ricerche, riguarderebbe un 1% della dose di gadolinio iniettata. Secondo le medesime ricerche, i tessuti più colpiti sarebbero il tessuto osseo e il tessuto cerebrale.

Domande Frequenti

L'esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?

L'esecuzione di una risonanza magnetica non è mai dolorosa, se si esclude la piccola puntura richiesta dall’eventuale iniezione di mezzo di contrasto nella vena del braccio.

Gli unici fastidi che si possono avvertire durante l'esecuzione dell’esame derivano dal forte rumore provocato dalla macchina e dal senso di claustrofobia che, soprattutto in passato, era provocato dal rimanere chiusi in un grande cilindro per il tempo necessario all’esame.

L'esame comporta dei rischi a lungo termine?

La risonanza magnetica non prevede l’uso di sostanze radioattive né di radiazioni ionizzanti come quelle dei raggi X, ma sfrutta campi magnetici di alta intensità e onde a radiofrequenza simili a quelle utilizzate per la radio e la televisione, che interessano le cellule degli organi da esaminare, soprattutto quelli ricchi di acqua.

Di conseguenza, allo stato attuale delle conoscenze non c’è ragione di credere che la risonanza magnetica possa provocare danni, nemmeno a distanza di tempo.

Quanto dura una risonanza magnetica?

La durata di una risonanza magnetica dipende dall’estensione della parte del corpo da esaminare ma può variare tra i 25 e i 65 minuti.

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