La scintigrafia è un esame diagnostico che studia la funzione dei diversi organi del corpo umano. Questo avviene utilizzando il meccanismo biologico delle diverse sostanze iniettate.
Infatti, ogni sostanza somministrata ha una componente biologica che raggiunge l’organo corrispondente ed una parte radioattiva (in breve tempo eliminata dall’organismo). La parte radioattiva emana dei raggi gamma che vengono recepiti da un rilevatore.
Centri Specializzati e Attrezzature All'Avanguardia
I centri specializzati in medicina nucleare offrono un servizio diagnostico completo e all’avanguardia. Questi centri coprono un ampio spettro di patologie e forniscono un contributo essenziale in diverse aree specialistiche.
Questi centri sono all'avanguardia in termini strutturali, di radioprotezione, per l’attenzione alle esigenze dei pazienti e per le attrezzature di ultima generazione presenti. Recentemente rinnovata sia negli spazi che nelle attrezzature, offre prestazioni diagnostiche avanzate sia per pazienti ricoverati che ambulatoriali.
Le unità di medicina nucleare dispongono di:
- PET-CT digitale: per immagini di alta precisione.
- Due tomografi ibridi SPECT-CT di ultima generazione: per studi funzionali di diversi organi e apparati.
Scintigrafie Convenzionali
La possibilità di eseguire tutta la gamma delle scintigrafie più richieste rimane una costante per la Medicina Nucleare convenzionale.
In questo ambito si effettuano, con macchinari aggiornati e personale specializzato, tutti gli esami di medicina nucleare convenzionale:
- La scintigrafia ossea per la diagnosi delle metastasi ossee, molto utilizzata perché permette di studiare tutto lo scheletro con una dose molto contenuta.
- La scintigrafia polmonare che permette i follow up ravvicinati nel tempo nei casi di embolia.
- La scintigrafia miocardica, un esame non invasivo per diagnosticare la cardiopatia ischemica e per controllare i pazienti già infartuati o sottoposti ad angioplastica o by-pass.
- La scintigrafia con leucociti marcati per la diagnosi delle infezioni.
Scintigrafia Ossea: Dettagli e Preparazione
La scintigrafia ossea non richiede una preparazione specifica, né di arrivare alla struttura sanitaria accompagnati. Non è necessario osservare digiuno prima dell'esame, né è richiesta la sospensione di eventuali terapie farmacologiche eventualmente assunte dal paziente. È invece obbligatorio portare con sé la ricetta medica (compilata dal Medico di Medicina Generale o dallo specialista).
L’osso è un organo in continua evoluzione, in tutte le fasi della vita. Il tessuto si mantiene così bilanciato fra fenomeni di riassorbimento e deposizione di nuovo osso, ma questo equilibrio assume forme diverse nelle differenti età. Mentre nella prima fase della vita (infanzia e giovinezza) prevalgono i primi, nella seconda fase (età adulta e senescenza) sono i secondi a imporsi.
Come si svolge la scintigrafia ossea?
Dopo l'iniezione del tracciante, il paziente è invitato a sostare nella struttura per 2-3 ore e a bere almeno 1 litro di acqua, urinando spesso. Il liquido iniettato non è correlato al rischio di reazioni allergiche; ciò è vero anche se sei predisposto per lo sviluppo di allergie o soffri già di allergie diagnosticate nei confronti di altre sostanze o farmaci. Conclusa la procedura, potrai tornare alle tue normali abitudini.
PET-CT: Tecnologia e Applicazioni
Il punto di forza di un reparto di medicina nucleare è indubbiamente la sezione PET-CT. Il tomografo PET-CT è il modello top di gamma della GE progettato in maniera totalmente innovativa e con una tecnologia sofisticata sia per quanto riguarda l’elettronica di rilevazione (unica a 5 anelli) che quella di elaborazione, consentendo così una maggiore sensibilità dell’esame ed un risparmio sia di tempo d’esame che di dose al paziente.
La PET-CT è diventata un’indagine indispensabile per la gestione del paziente oncologico, in varie fasi della storia clinica della malattia (diagnosi, stadiazione e valutazione della terapia e degli effetti della terapia).
Ambiti di Applicazione della Medicina Nucleare
La medicina nucleare trova applicazione in diverse aree mediche:
- Oncologia: ruolo cruciale nella diagnosi, stadiazione, monitoraggio e valutazione della terapia dei tumori.
Infezioni Periprotesiche (PJI)
Le infezioni periprotesiche (PJI) di anca e ginocchio rappresentano una complicanza relativamente frequente delle protesi ortopediche (incidenza 0,3-2,5%). La sintomatologia può essere variabile ed includere: dolore, segni locali di infiammazione (rossore, dolore e tumefazione), deiscenza della ferita chirurgica o fistola cutanea.
Le PJI possono essere classificate in base al momento in cui compaiono i sintomi:
- “Early”: nel caso in cui i sintomi compaiano entro 4-6 settimane dall’impianto.
- “Delayed”: comparsa dei sintomi dopo 4-6 settimane ma entro 2 anni dall’impianto.
- “Late”: comparsa della sintomatologia oltre 2 anni dall’impianto protesico.
Queste infezioni sono causate dalla migrazione del microorganismo da un focus infettivo a distanza. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede un approccio in due tempi (revisione “two-stage”).
Nel primo tempo chirurgico viene rimossa la protesi ed eseguita un’abbondante e accurata pulizia chirurgica, con posizionamento di uno spaziatore in cemento con antibiotico. Dopo adeguata terapia antibiotica (durata 6-8 settimane, sulla base degli esami dell’antibiogramma), negativizzati gli indici di infiammazione (PCR), è possibile effettuare il re-impianto protesico.
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