La scialoadenite è un'infiammazione delle ghiandole salivari. Le cause più frequenti sono l’iposecrezione ghiandolare, i calcoli ostruttivi e le infezioni.
Cause della Scialoadenite
Solitamente, si instaura in seguito ad un'iposecrezione ghiandolare o per la formazione di un calcolo ostruttivo; può inoltre essere secondaria ad un'infezione. Il più diffuso microrganismo responsabile è lo Staphylococcus aureus, ma possono essere implicati anche streptococchi e vari agenti virali.
Fattori predisponenti sono la disidratazione (causa una riduzione del flusso salivare), i traumi e l'uso di alcuni farmaci (es. diuretici e antidepressivi).
La scialoadenite è particolarmente frequente anche in pazienti affetti da xerostomia (secchezza del cavo orale causata da un flusso di saliva ridotto o assente) o da sindrome di Sjögren (malattia infiammatoria cronica autoimmune caratterizzata da secchezza orale e oculare) e nei soggetti sottoposti a irradiazione del cavo orale. In alcuni casi, l'infiammazione può svilupparsi senza alcuna causa evidente.
Sintomi della Scialoadenite
I sintomi principali della scialoadenite sono costituiti da dolore e tumefazione monolaterale, con arrossamento della cute soprastante (eritema ed edema).
Il paziente colpito da scialoadenite può lamentare difficoltà e dolore all'apertura della bocca o in concomitanza con i pasti, quando viene stimolata la salivazione. Inoltre, possono comparire febbre, brividi e mal di testa.
Le forme croniche o ricorrenti, dovute principalmente a calcolosi, possono decorrere in assenza di particolari sintomi, salvo riacutizzazioni episodiche. Comprimendo la ghiandola coinvolta, che appare dura e diffusamente dolente, talvolta, si può evidenziare la fuoriuscita di pus dal dotto escretore della ghiandola. A questi sintomi possono associarsi febbre, brividi e cefalea.
Scialolitiasi: Calcoli Salivari
La scialolitiasi, ovvero la presenza di calcoli nelle ghiandole salivari o nei loro dotti, è una patologia relativamente molto frequente. Colpisce prevalentemente le ghiandole salivari maggiori e tra queste specialmente la ghiandola sottomandibolare (80-90%). I motivi sono sia di carattere anatomico, a causa della particolare tortuosità e posizione declive del dotto di Wharton con direzione del flusso salivare antigravitario, sia per la composizione chimica del secreto di tipo alcalino con alto contenuto di muco e ioni calcio e fosforo.
L'ostruzione meccanica da parte del calcolo si manifesta clinicamente con ricorrenti rigonfiamenti, soprattutto durante i pasti, che possono complicarsi con infezioni batteriche (scialoadenite acuta) che si manifestano con febbre, dolore e suppurazioni a carico della papilla.
Quando i calcoli ostruiscono i dotti escretori, infatti, la saliva prodotta non riesce a defluire e causa un’ostruzione che provoca dolore.
Frequente è il rigonfiamento infiammatorio a carico della plica sublinguale e del dotto di Wharton (46%). All’interno del dotto, questa ostruzione determina un ristagno della saliva che a sua volta porta a un rigonfiamento doloroso della ghiandola.
Diagnosi della Scialoadenite
La diagnosi si basa su un'adeguata raccolta anamnestica e sull'esame obiettivo (palpazione e spremitura della ghiandola) durante una visita specialistica otorinolaringoiatrica.
La visita otorinolaringoiatrica, supportata da ecografia, TC o RM, serve a confermare la presenza della scialoadenite e ad identificarne la causa responsabile.
Ecografia
In generale, è opportuno completare lo studio con un’ecografia del collo per confermare la diagnosi ed escludere la presenza di eventuali calcoli all’interno del dotto escretore della ghiandola interessata. Con gli ultrasuoni è possibile rilevare più del 90 % dei calcoli di dimensioni superiori ai 2 mm di diametro.
Trattamento della Scialoadenite
Il trattamento varia a seconda dell'eziologia. In genere, è prevista una terapia antibiotica (formulata in base ai risultati degli esami colturali) e il ricorso a misure locali, come idratazione, impacchi caldi sulla regione colpita e una buona igiene orale. In generale, prevede la somministrazione di una terapia antibiotica, abbondante idratazione, l’uso di agenti che stimolano la salivazione (sialogoghi), impacchi caldi e un’adeguata igiene orale.
Per far sgonfiare la ghiandola salivare è opportuno seguire il trattamento farmacologico indicato dal medico specialista. Il medico stabilirà il trattamento farmacologico per le forme acute dopo aver individuato la causa specifica dell’infiammazione delle ghiandole salivari. In caso di scialoadenite cronica e recidiva, soprattutto dovuta a scialolitiasi il medico potrebbe valutare un intervento chirurgico per l’asportazione dei calcoli.
Nelle forme croniche, può essere consigliata l'asportazione chirurgica dei calcoli (se presenti) o della ghiandola salivare affetta.
Consigli Utili
Una buona igiene orale e un’adeguata idratazione possono aiutare a prevenire la formazione di calcoli.
Mentre non esiste una dieta specifica per aiutare a espellere i calcoli salivari, ci sono alcune strategie che possono alleviare i sintomi e migliorare la funzione complessiva delle ghiandole salivari.
Ghiandole Salivari: Classificazione e Funzioni
Le ghiandole salivari si distinguono in maggiori e minori.
- Ghiandole Salivari Maggiori: presenti in coppia e disposte simmetricamente, comprendono parotidi, ghiandole sottomandibolari e ghiandole sottolinguali. Producono la saliva, un liquido ricco di enzimi e anticorpi necessario per la digestione e la protezione del cavo orale.
- Ghiandole Salivari Minori: molto numerose (500-1.000) e presenti in diverse regioni del volto, tra cui palato, lingua, guancia, naso, seni paranasali, laringe e prime vie aereo-digestive.
Tutte le ghiandole al di fuori del cavo orale sono sieromucose e non salivari perché non contribuiscono alla produzione della saliva, ma sono definite ghiandole salivari per analogia con la struttura anatomica.
Tumori delle Ghiandole Salivari
Le cellule che formano le ghiandole salivari possono andare incontro a trasformazione e dare origine a un tumore. I tumori che originano dalle piccole ghiandole sieromucose del tratto aereo-digestivo sono identici a quelli delle ghiandole salivari minori e, pertanto, sono tradizionalmente accorpati a questi ultimi.
Il tumore delle ghiandole salivari è piuttosto raro: rappresenta meno dell’1 per cento di tutti i tumori umani e il 5 per cento circa dei tumori della testa e del collo.
Fattori di Rischio
Studiare i fattori di rischio per tumori così rari non è semplice, ma l’esposizione a radiazioni ionizzanti della zona di testa e collo soprattutto in giovane età può aumentare il rischio di sviluppare il tumore. Il fumo di sigaretta e l’esposizione professionale ad agenti chimici e derivati del nichel sono da considerare tra i fattori di rischio. Tra gli altri probabili fattori di rischio ci sono anche un precedente tumore benigno (adenoma pleomorfo) sempre nella stessa area.
Sintomi dei Tumori Salivari
I sintomi dei tumori delle ghiandole salivari si manifestano soprattutto nella regione della testa e del collo. Possono presentarsi con la comparsa di una massa o dolore al volto, al collo o alla bocca, difficoltà a inghiottire o asimmetrie visibili e mai notate in precedenza in forma, dimensioni e forza muscolare tra i due lati di volto, collo o bocca. La paralisi del nervo facciale può essere il primo segno di un tumore maligno del lobo profondo della ghiandola parotide.
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