Nel contesto delle infezioni ospedaliere, tradizionalmente si riteneva che il rischio infettivo derivante dalle superfici ambientali fosse limitato, con l'uomo come principale fonte di contaminazione. Si considerava sufficiente trattare le superfici con interventi di detersione programmati e attuati correttamente.
Tuttavia, studi recenti hanno messo in discussione questa visione, evidenziando come le superfici contaminate possano contribuire alla trasmissione di microrganismi, soprattutto quelli multiresistenti. In particolare, Carling PC e Bartley hanno dimostrato che la sanificazione delle superfici intorno al paziente spesso non è sufficiente rispetto alle indicazioni delle procedure e dei protocolli aziendali.
È stato dimostrato che il rischio di contrarre lo stesso patogeno (MRSA, VRE, Clostridium difficile e Acinetobacter Baumannii) aumenta del 73% nei pazienti che occupano un'unità di degenza precedentemente occupata da un paziente colonizzato/infetto per lo stesso microrganismo. Allo stesso modo, è stato osservato che solo il 40% delle superfici intorno al paziente vengono sanificate secondo le procedure concordate.
Migliorare la sanificazione ambientale può portare a una riduzione significativa del rischio di contaminazione. Studi hanno dimostrato che la sanificazione ambientale può essere migliorata in media fino all'82% con una riduzione del 68% del rischio di contaminazione da questi microrganismi sugli oggetti ad alto rischio. Inoltre, il miglioramento della sanificazione di routine è stato associato a una diminuzione del 40% della trasmissione di VRE, MRSA e A.
La qualità delle pulizie è un fattore critico. Weber e Rutala riportano che diversi studi hanno dimostrato che meno del 50% delle superfici dell'unità di degenza del paziente sono adeguatamente pulite e disinfettate quando viene utilizzato un disinfettante chimico. Anche l'inadeguata pulizia delle apparecchiature elettromedicali dello staff infermieristico è un problema.
Per migliorare la qualità delle pulizie, è fondamentale investire nella formazione del personale, utilizzare checklist di controllo e metodi di misura delle pulizie (come l'utilizzo del gel fluorescente) per fornire un feedback immediato al personale dei servizi ambientali. Questo approccio ha dimostrato di migliorare la qualità delle pulizie e di ridurre le infezioni associate all'assistenza sanitaria.
La trasmissione indiretta da contatto è favorita da fattori organizzativi come il numero insufficiente di operatori (understaffing) e/o l'attività in ambienti sovraffollati (overcrowding), che limitano l'adesione all'igiene delle mani, incrementando la contaminazione indiretta dell'ambiente. Lo stesso Kramer descrive come l'adesione all'igiene delle mani al di sotto del 50% incrementi la trasmissione indiretta delle infezioni.
Un aspetto organizzativo importante è l'esternalizzazione del servizio di sanificazione, che deve essere realizzata con criteri e strumenti che garantiscano l'efficienza del risultato. Le linee guida della Regione canadese dell'Ontario offrono una duplice chiave di lettura: identificare le superfici definite "high-touch surface" e valutare criticamente i vantaggi e gli svantaggi dei materiali utilizzati in termini di sanificazione, disinfezione e sterilizzazione.
Le superfici "high-touch" sono quelle frequentemente toccate da operatori e pazienti e rappresentano le aree più frequentemente contaminate da microrganismi.
Tabella 1: Esempi di superfici high-touch
| Area | Esempi di superfici |
|---|---|
| Stanze dei pazienti | Comodini, maniglie delle porte, interruttori della luce, pulsanti di chiamata |
| Bagni | Rubinetti, scarichi, maniglie, superfici di appoggio |
| Aree comuni | Corrimano, ascensori, sedie, tavoli |
| Attrezzature mediche | Pompe per infusione, monitor, tastiere, mouse |
Per migliorare la qualità della sanificazione e ridurre la trasmissione indiretta, è necessario focalizzarsi sulla formazione e sui controlli di processo e di risultato, definendo chiaramente le responsabilità a tutti i livelli, in particolare da parte del personale che riceve il servizio di pulizie e della Direzione, responsabile della qualità igienica delle strutture.
L'Associazione nazionale Medici di Direzione sanitaria (ANMDO) ha elaborato uno standard di sanificazione e un sistema di certificazione volontaria, dettagliati nelle Linee guida per l'accreditamento volontario dei fornitori di servizi di pulizia e sanificazione ospedaliera. Queste indicazioni rappresentano un importante passo in avanti per migliorare l'adesione ai protocolli di sanificazione.
È fondamentale che gli operatori delle pulizie abbiano a disposizione strumenti che migliorino le pulizie ed evitino la cross-contamination. Ogni metodica di pulizie utilizza un sistema comprensivo di più strumenti (es. carrello, detergente, disinfettante, pannetti, scope ecc.). È necessario analizzare i momenti critici di ricondizionamento del sistema per evitare la cross-contamination e prevedere un controllo di processo e di risultato.
L'utilizzo della microfibra nei processi di sanificazione ha rivoluzionato la qualità delle pulizie. La microfibra sta dando risposte ai bisogni di pulizie delle superfici high-touch, ma anche agli aspetti ambientali e di riduzione dei rischi per i lavoratori, perché il suo utilizzo riduce il consumo di sostanze chimiche. A differenza dei panni tradizionali, che agiscono come veicolo di trasporto dei detergenti chimici, la microfibra esercita un'azione meccanica sulle molecole dello sporco, imprigionandole tra le fibre con l'aiuto dell'acqua.
La microfibra è un derivato sintetico ottenuto dal frazionamento di poliestere (PES), poliammide (PA) e polipropilene (PP) che danno vita a una fibra che è 1.000 volte più sottile di un capello. Le caratteristiche principali sono la capillarità, l'elettrostaticità e il mancato rilascio di particelle. La microfibra possiede la particolarità di non rilasciare particelle durante il suo utilizzo e per questo motivo risulta molto efficace anche nella disinfezione delle superfici di locali, quali gli ospedali, in cui l'aerocontaminazione deve essere combattuta.
Il sistema di microfibra ha dimostrato rimozione microbica superiore rispetto ai Mop a strisce di cotone quando utilizzato con un detergente (95% vs 68% rispettivamente). L'uso di un disinfettante non ha migliorato l'eliminazione microbica dimostrata dal sistema microfibra (95% vs 95% rispettivamente). Tuttavia, l'uso di disinfettanti migliora in modo significativo la rimozione microbica quando è stato utilizzato uno straccio di cotone (95% vs 68% rispettivamente).
La scelta del sistema a microfibra comporta la necessità di avere dei pannetti che devono essere ricondizionati dopo il loro utilizzo, ovvero sanificati . Lo studio di Diab-Elschahawi M ha valutato la capacità di decontaminazione di 4 diversi tipi di panni per la pulizia (panno in microfibra, panno di cotone, panno spugna e carta usa e getta) comunemente utilizzati in ospedale nella loro capacità di ridurre cariche microbiche da una superficie utilizzata sia a secco che a umido dopo il ricondizionamento. I risultati hanno dimostrato che i panni in microfibra migliorano i risultati quando vengono utilizzati dopo il ricondizionamento. Tuttavia, dopo il ritrattamento multiplo, i panni di cotone hanno mostrato la migliore efficacia complessiva.
In un ulteriore studio si è cercato di confrontare 10 diversi panni in microfibra per eliminare la contaminazione microbica da 3 superfici che si trovano comunemente in ambito ospedaliero (acciaio inox, mobili in laminato e piastrelle di ceramica), in condizioni controllate di laboratorio. Per tutti i tessuti esaminati non vi sono state significative prove statistiche che suggeriscono una differenza di prestazioni tra loro. Tuttavia, il rendimento complessivo dei 9 panni riutilizzabili non differiva in pratica, con differenze di riduzioni log₁₀ di <1. Le prestazioni del panno in microfibra monouso erano notevolmente peggiori. Le prestazioni di tutti i panni diminuivano con l'uso ripetuto su una successione di superfici contaminate, miglioravano dopo 75 lavaggi e si riducevano dopo 150 lavaggi anche se, nella maggior parte dei casi, le prestazioni dopo 150 lavaggi erano migliori che in un primo lavaggio.
Questo aspetto non deve essere mai sottovalutato quando si utilizzando sistemi di sanificazione in microfibra, attualmente l’utilizzo del panno monouso è meno efficace per la sanificazione delle superfici rispetto ai panni riutilizzabili, ma il sistema di ricondizionamento deve essere certificato e controllato, per quanto riguarda il processo e il risultato.
Tutti questi aspetti valutano la molecola disinfettante e la superficie da trattare, mentre in realtà la maggior parte delle molecole di disinfettante si trovano all’interno di un “prodotto disinfettante”, ovvero un insieme di più prodotti chimici (es. associazione di 2 disinfettanti, associazione di 1 disinfettante e detergente, associazione di 1 disinfettante e anticorrosivo) per questo motivo la valutazione nella scelta di un disinfettante deve tener conto di questi aspetti.
Le norme tecniche europee hanno permesso di definire uno standard di valutazione dei prodotti disinfettanti, indipendentemente dalla modalità di composizione dalla composizione del prodotto. La presente Norma europea specifica i metodi di laboratorio da utilizzare per provare l’attività dei prodotti (disinfettanti chimici, antisettici, comprese le sostanze attive) allo scopo di dimostrare le loro dichiarazioni di efficacia relative alle proprietà specifiche adattate all’applicazione prevista.
leggi anche:
- Laboratorio Analisi Sambuca: Contatti, Orari e Servizi Offerti
- Laboratorio Analisi San Felice Colle Prenestino: Servizi e Orari
- Consultazione Referti Laboratorio Analisi Civitanova Marche: Come Accedere Online
- Risonanza Magnetica Total Body: Scopri Tutto Quello che Devi Sapere Prima di Effettuarla!
- Scopri la Verità Sconvolgente sulla Relazione tra Cortisolo e Glicemia!
