Quando si parla di sangue occulto nelle feci ci si riferisce alla presenza di sangue non visibile a occhio nudo nelle feci. La presenza di sangue nelle feci può manifestarsi in vari modi, non sempre visibili ad occhio nudo.
Si distinguono infatti due tipologie: il sangue visibile (macroscopico), che può comparire come striature rosse o gocciolamenti, e il sangue occulto (microscopico), in quantità troppo piccole per essere percettibili, rilevabili solo tramite esami specifici.
A seconda dell’origine e dell’aspetto, il sangue nelle feci può essere classificato in:
- Ematochezia: macchia generalmente mescolata o sovrapposta alle feci, che spesso suggerisce un sanguinamento del tratto intestinale inferiore (colon o retto);
- Rettorragia: fuoriuscita di sangue rosso vivo dall’ano, non mischiato alle feci, tipicamente associato a patologie specifiche (come emorroidi o ragadi);
- Melena: feci nere, lucide e maleodoranti dovute alla presenza di sangue digerito, che indicano un sanguinamento nel tratto digestivo superiore (stomaco o duodeno).
In base alla quantità di sangue e alla causa sottostante, possono manifestarsi sintomi variabili per durata e gravità: dolore addominale, cambiamenti dell’alvo intestinale (diarrea o stitichezza), pallore cutaneo e perdita di peso inspiegabile, affaticamento e debolezza.
Quando è preoccupante la presenza di sangue nelle feci?
Il sangue nelle feci è un sintomo che non va mai ignorato, ma può essere preoccupante quando persiste per più di 2 o 3 giorni, è abbondante o si accompagna a segni sistemici. Anche l’aspetto del sangue fornisce indicazioni importanti: un colore rosso vivo può suggerire disturbi locali, mentre sangue abbinato a feci scure possono essere segno di problemi più gravi, come ulcere o infiammazioni del tratto digestivo superiore.
È bene rivolgersi tempestivamente al medico se il sanguinamento peggiora, non si risolve spontaneamente, si presenta fuori dalla defecazione o se compaiono sintomi associati, poiché potrebbe trattarsi di una condizione da indagare con elevata priorità.
L’esame del sangue occulto nelle feci è particolarmente importante per il monitoraggio del tumore al colon-retto e fa parte dei programmi di screening per le persone tra i 45 e i 69 anni.
Tuttavia, se si manifestano sintomi come diarrea persistente, dolore addominale prolungato, nausea o vomito frequenti, è fondamentale sottoporsi a questo esame anche in altre età.
Il sangue occulto nelle feci può essere causato da diverse condizioni del tratto gastrointestinale, tra cui:
- Feci scure o nere: la presenza di sangue può causare feci scure o nere, dovute alla degradazione dell’emoglobina nel tratto gastrointestinale.
- Sanguinamento durante la defecazione: in alcuni casi, il sangue occulto nelle feci può causare sanguinamento evidente durante la defecazione.
Cos’è l’esame del sangue occulto e come si svolge?
La ricerca del sangue occulto nelle feci è un test di laboratorio su campione, semplice e non invasivo, che permette di rilevare tracce microscopiche di sangue non visibili a occhio nudo, potenzialmente indicative di disturbi gastrointestinali più o meno gravi. Per il paziente l’esame inizia da casa: il laboratorio o il punto prelievi fornisce un kit per la raccolta di uno o più campioni di feci, da prelevare seguendo istruzioni precise, solitamente su tre evacuazioni diverse (distanti almeno 12 ore l’una dall’altra). Il materiale raccolto viene poi consegnato o spedito al laboratorio per l’analisi.
Quando e a chi è consigliato il test del sangue occulto?
Il test del sangue occulto nelle feci è uno strumento di prevenzione molto importante, per individuare possibili problemi del tratto intestinale prima che si manifestino sintomi evidenti, soprattutto per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto. È consigliato:
- A partire dai 45 anni, anche in assenza di sintomi, con cadenza biennale;
- Ogni anno, se consigliato e/o in presenza di fattori di rischio predisponenti;
- Prima dei 45 anni, su indicazione medica, in caso di storia clinica rilevante.
È particolarmente raccomandato in caso di familiarità per tumori del colon-retto, malattie infiammatorie intestinali croniche (es. morbo di Crohn, colite ulcerosa), diabete di tipo 2, poliposi adenomatosa familiare, sintomi anemici o calo ponderale inspiegabile.
Come prepararsi alle analisi per il sangue occulto?
La preparazione al test del sangue occulto nelle feci può variare in base al metodo di analisi utilizzato. Ecco cosa è bene sapere per eseguire correttamente l’esame:
- Seguire attentamente le istruzioni fornite con il kit di raccolta, assicurandosi di richiudere correttamente ciascun campione in un contenitore sterile;
- Consegnare i campioni raccolti (da una o più evacuazioni) al laboratorio entro i tempi indicati, per garantire la validità e l’affidabilità dell’analisi;
- Per il test al guaiaco, evitare l’assunzione di carne rossa, rape, cavolfiore o mele nei 2-3 giorni precedenti, e limitare la vitamina C a meno di 250 mg al giorno;
- Segnalare al personale l’eventuale uso di farmaci antinfiammatori, aspirina o anticoagulanti, che possono favorire piccole perdite ematiche;
- Evitare interventi dentistici nei 3 giorni precedenti la raccolta, poiché eventuali sanguinamenti gengivali potrebbero alterare il risultato del test.
Va precisato che non tutti gli esami per la ricerca del sangue occulto richiedono una preparazione specifica: è questo il caso del test immunochimico e del test genetico.
Metodi di analisi per la ricerca del sangue occulto
Esistono diversi metodi per analizzare la presenza di sangue occulto nelle feci: ciascuno ha indicazioni e contesti specifici, e sarà il medico a consigliare quello più adatto in base all’età, alla storia clinica e ai fattori di rischio del paziente. I più diffusi sono i seguenti:
- Test FOBT (Fecal Occult Blood Test): utilizza una sostanza chiamata guaiaco per rilevare la presenza del gruppo eme dell’emoglobina. Il campione viene raccolto su una carta filtro e trattato con un reagente: se c’è sangue, il colore del campione cambia.
- Test immunochimico fecale (FIT - Fecal Immunochemical Test): rileva la presenza di emoglobina nelle feci grazie a specifici anticorpi. Si svolge con un kit domestico senza particolari necessità di preparazione; è più sensibile e specifico rispetto al test al guaiaco ed è raccomandato annualmente per lo screening del tumore del colon-retto.
- Test FIT-DNA (o test genetico delle feci): combina il test immunochimico con l’analisi del DNA fecale per rilevare mutazioni genetiche associate al cancro del colon retto. Non richiede restrizioni alimentari o farmacologiche; si esegue ogni 3 anni, ma ha un costo più elevato rispetto agli altri test ed è soggetto ad un tasso più alto di falsi positivi.
Valori di riferimento dell’esame del sangue occulto
L’esito delle analisi per la ricerca del sangue occulto viene solitamente espresso come positivo o negativo, senza riportare un valore numerico dettagliato: in alcuni test può essere presente l’emoglobina rilevata, espressa in ng/mL. I riferimenti comuni sono:
- Inferiore a 95 ng/mL: risultato negativo;
- Tra 95 e 100 ng/mL: risultato dubbio;
- Superiore a 100 ng/mL: risultato positivo.
Per aumentare l’affidabilità del test si consiglia di raccogliere tre campioni fecali in giorni differenti, per rilevare dei possibili sanguinamenti intermittenti tra un campione e l’altro.
Ecco una breve tabella per interpretare i risultati del test per il sangue occulto:
| Campioni analizzati | Risultato | Significato |
|---|---|---|
| 0/3 positivi | Negativo | Nessuna traccia rilevata. |
| 1/3 positivi | Positivo (*) | Possibile sanguinamento, eventualmente da indagare. |
| 2-3/3 positivi | Positivo | Altamente sospetto, consigliati altri esami di approfondimento. |
(*) NB: con 1 solo campione positivo su 3 per la ricerca del sangue occulto, la necessità di fare ulteriori esami dipende dal quadro clinico complessivo e dall’anamnesi del paziente.
Sangue occulto positivo: alcune delle possibili cause
Un test positivo al sangue occulto nelle feci indica la presenza di tracce ematiche non visibili: le cause possono essere molteplici, e non sempre sono gravi o infauste. Di seguito ne elenchiamo alcune, ordinate indicativamente dalla meno alla più preoccupante:
Cause comuni e benigne:
- Emorroidi: dilatazioni venose del retto, spesso associate ad un sanguinamento;
- Ragadi anali: piccole lacerazioni del canale anale, dolorose e talvolta sanguinanti;
- Diverticoli: piccole estroflessioni della parete intestinale che possono infiammarsi;
- Infezioni intestinali da parte di virus o batteri, che possono causare microlesioni.
Cause intermedie:
- Malattie infiammatorie croniche, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn;
- Gastriti erosive e ulcere, soprattutto se localizzate nello stomaco o nel duodeno.
Cause gravi o potenzialmente gravi:
- Polipi intestinali, lesioni benigne ma con un rischio di trasformazione maligna;
- Tumore del colon-retto, uno dei principali obiettivi dello screening con sangue occulto;
- Anomalie vascolari (angiodisplasie) che possono causare lievi sanguinamenti cronici.
Un risultato positivo non va mai ignorato: sarà il medico a valutare l’origine del sanguinamento e la necessità di ulteriori approfondimenti, con eventuali esami aggiuntivi.
Cosa fare se il sangue occulto nelle feci è positivo?
Un risultato positivo alla ricerca di sangue occulto nelle feci non deve generare ansia o panico, ma rappresenta un segnale utile per approfondire la salute gastrointestinale. Il test infatti non è diagnostico, ma di screening: indica solo la presenza di tracce di sangue, anche in assenza di sintomi, ma non identifica la causa.
In caso di esito positivo del test del sangue occulto nelle feci, verrai contattato dal Centro Screening per gli approfondimenti necessari. In questa occasione ti verrà richiesta la documentazione sanitaria, per valutare il percorso clinico migliore per te in base al tempo trascorso dall’esame ed agli esiti dello stesso.
La colonscopia è l’esame più indicato per approfondire la natura del sanguinamento rilevato dal test per la ricerca del sangue occulto nelle feci ed è essenziale per individuare con certezza e trattare lesioni pretumorali o individuare tumori ancora in fase iniziale.
La positività al test del sangue occulto non indica necessariamente la presenza di tumori o polipi intestinali e non deve pertanto creare allarme, ma richiede accertamenti più specifici. A volte, tuttavia, il sanguinamento può essere il primo segnale della presenza di polipi, che possono essere asportati per prevenire una possibile trasformazione in tumore maligno.
Colonscopia negativa e sangue occulto positivo: cosa significa?
Può accadere che si riscontri una colonscopia negativa e sangue nelle feci. Questo può verificarsi quando la fonte del sanguinamento occulto non è identificabile con questo esame o è situata in un punto non raggiunto dalla colonscopia. In queste situazioni, ulteriori test come la gastroscopia possono essere necessari.
Anche se la colonscopia non evidenziasse alcuna lesione, aver eseguito il controllo negativo garantisce una ragionevole sicurezza rispetto al rischio di sviluppare un tumore del colon retto nei successivi 5-10 anni.
È importante ripetere il test con regolarità ogni due anni e rivolgersi sempre al proprio medico curante in caso di disturbi come dolori addominali, stitichezza o diarrea persistenti, sangue nelle feci.
Esami diagnostici per approfondire un test positivo
Se la ricerca del sangue occulto nelle feci risulta positiva, il medico può prescrivere diversi esami complementari per individuarne la causa. La colonscopia è l’esame principale, poiché consente di ispezionare il colon e identificare la presenza di polipi, tumori o infiammazioni. Se si sospetta che il sanguinamento occulto provenga dallo stomaco o dal duodeno, può essere necessaria una gastroscopia.
Altri esami utili includono gli esami del sangue per verificare la presenza di anemia, l’ecografia addominale o la TAC per individuare eventuali anomalie negli organi interni e la calprotectina fecale per rilevare infiammazioni intestinali.
La calprotectina fecale
La ricerca della calprotectina fecale, che non rientra nel programma di screening, è un dato aggiuntivo, che può indicare la presenza di un tumore o di uno stato infiammatorio delle mucose intestinali, come avviene ad esempio nella colite ulcerativa e nel morbo di Crohn.
La sua determinazione nelle feci può essere utilizzata come marcatore tumorale, perché è una proteina prodotta anche nelle cellule tumorali coliche, oltre che nelle cellule infiammatorie nel lume intestinale.
Attualmente, molte regioni d’Italia sensibilizzano la popolazione alla campagna di screening del tumore colon-rettale con i test non invasi (sangue occulto e calprotectina fecale).
Sangue occulto nelle feci e correlazione con l’anemia
Un altro aspetto fondamentale da considerare nella presenza di sangue occulto nelle feci è la possibile correlazione con l’anemia. Il sangue perso attraverso micro-sanguinamenti intestinali può essere in quantità troppo piccole per essere visibile, ma nel tempo può portare a una riduzione dei livelli di emoglobina nel sangue.
L’anemia sideropenica, cioè da carenza di ferro, è spesso un primo segnale di un sanguinamento intestinale cronico. I sintomi tipici includono stanchezza, pallore, debolezza, vertigini e affanno anche a riposo.
Dieta e prevenzione: come ridurre il rischio di sanguinamento occulto
Seguire una dieta equilibrata è un elemento chiave per prevenire problemi intestinali e ridurre il rischio di sviluppare polipi o tumori del colon. Alcuni alimenti sono particolarmente indicati per mantenere in salute il tratto gastrointestinale e prevenire la comparsa di sangue occulto nelle feci.
Una dieta ricca di fibre, provenienti da frutta, verdura, legumi e cereali integrali, aiuta a mantenere un transito intestinale regolare e a ridurre il rischio di stitichezza e infiammazioni. Al contrario, un consumo eccessivo di carne rossa e insaccati è stato associato a un aumento del rischio di tumore del colon-retto.
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