Sangue nelle Urine Dopo Biopsia Prostatica: Cause e Rimedi

Il termine medico per indicare la presenza di sangue nelle urine è “ematuria“. Il sangue può essere visibile ad occhio nudo (macroematuria) o solo al microscopio (microematuria). Quando si presenta è sempre importante consultare un medico per determinare l’origine.

Una biopsia della prostata può causare emospermia in più di un caso su tre. L'emospermia è una condizione che si riferisce alla presenza di sangue visibile nell'eiaculato (sperma); può variare da completamente rosso a venato di sangue. L'emospermia o sangue nello sperma si riferisce al sangue visibile nell'eiaculato (sperma); questo può variare da un aspetto completamente rosso a un aspetto venato di sangue.

Cause delle Complicanze Emorragiche Post-Biopsia Prostatica

Le complicanze emorragiche sono le più frequenti dopo una biopsia prostatica, tanto da manifestarsi fino al 20% dei casi; in genere si tratta di emorragie lievi e transitorie, rese evidenti da tracce di sangue più o meno vistose nelle urine, nelle feci e/o nell'eiaculato; in tal senso non è nemmeno corretto parlare di complicanze, dato che entro certi limiti sono da ritenersi fenomeni normali.

Raramente l'emorragia urinaria diviene cospicua, sino al punto da formare grossi e consistenti coaguli che occludono l'uretra impedendo lo svuotamento della vescica, con conseguente incapacità di urinare. Questa eventualità, che richiede un intervento di cateterizzazione e svuotamento vescicale presso il più vicino pronto soccorso, può essere prevenuta bevendo molta acqua dopo l'intervento.

Tracce di sangue possono rendersi evidenti anche nelle feci durante l'evacuazione, ma soltanto quando la biopsia della prostata viene eseguita per via transrettale; anche in questo caso, entro certi limiti, si tratta di un evento abbastanza comune e non preoccupante che può continuare per qualche giorno; solo quando il sanguinamento perdura nel tempo, o diviene particolarmente vistoso, si rende necessario un tempestivo intervento medico.

Infine, cosa molto importante, dopo una biopsia prostatica il sanguinamento si rende spesso evidente in occasione delle prime eiaculazioni. Lo sperma, di conseguenza, abbandona i classici riflessi biancastri ed opalescenti per assumere tonalità scure, color "caffè latte"; anche in questo caso la situazione torna spontaneamente alla normalità nel giro di qualche settimana.

Negli individui sottoposti a biopsia della prostata per via transperineale, inoltre, è comune la formazione di un ematoma nella zona di accesso dell'ago bioptico, localizzata tra lo scroto e l'ano; ancora una volta, se l'ematoma ed il gonfiore dovessero divenire particolarmente consistenti è bene allertare al più presto il proprio medico curante.

Esami Diagnostici per Ematuria

Occorre sempre fare una visita urologica in presenza di sangue nelle urine, specie in caso di macroematuria. Lo specialista deciderà gli esami in base all’età, ai sintomi e alla situazione del paziente. Solitamente l’iter diagnostico comincia dal medico di medicina generale, che effettua una visita e raccoglie informazioni sulla storia familiare e sulle condizioni generali.

  • Esplorazione rettale digitale: Esame che l’urologo esegue, dopo aver indossato un guanto lubrificato, inserendo un dito attraverso l’ano per palpare la prostata, valutandone le dimensioni e la consistenza, e riscontrare l’eventuale presenza di noduli sospetti. Può essere fastidioso, ma in generale non è doloroso.
  • Test del PSA: Semplice prelievo di sangue che consente di misurare il livello dell'antigene prostatico-specifico (PSA), la proteina secreta dalla prostata che è normalmente presente in minima quantità nel sangue, ma il cui livello tende ad aumentare con l’età, in presenza di infezione urinaria o iperplasia prostatica benigna o di tumore della prostata.
  • Ecografia transrettale (TRUS): Tecnica di diagnostica per immagini che utilizza gli ultrasuoni per visualizzare le strutture interne di una regione corporea. Si esegue inserendo delicatamente attraverso l’ano una piccola sonda che emette ultrasuoni.
  • Biopsia: Consiste nel prelievo di alcuni campioni di cellule dalla prostata che sono poi inviati al laboratorio di anatomia patologica per l’esame istologico al microscopio.
  • Scintigrafia ossea: Tecnica di diagnostica per immagini molto sensibile che serve per rilevare la presenza di cellule tumorali nelle ossa. Si esegue nel reparto di medicina nucleare.
  • Tomografia computerizzata (TC): Tecnica di diagnostica per immagini che permette di rilevare la presenza di un tumore e di metastasi nella maggior parte degli organi del corpo.
  • Risonanza magnetica multiparametrica (MP-RM): La MP-MR della prostata rappresenta una particolare tipologia di esame RM, che prevede l’acquisizione di parametri multipli: la valutazione Morfologica della ghiandola prostatica e delle strutture circostanti (sequenze T2), e la valutazione funzionale mediante la Diffusione (mappa della densità delle cellule prostatiche, che aumenta in caso di neoplasia) e la Perfusione (studio con mezzo di contrasto con una mappa della vascolarizzazione della prostata, che aumenta nelle neoplasie).
  • Tomografia ad emissione di positroni (PET-TC): È una metodica di medicina nucleare che prevede la somministrazione, per via endovenosa, di un piccola quantità di una sostanza debolmente radioattiva (radiofarmaco) che ci permette di ottenere informazioni importanti sull’attività metabolica del tumore in studio.
  • Cistoscopia: è una procedura che consente al medico di guardare all’interno della vescica.

Rimedi e Gestione delle Complicanze

In genere, le complicanze emorragiche post-biopsia sono lievi e transitorie. Tuttavia, è essenziale:

  • Bere molta acqua per prevenire la formazione di coaguli.
  • Informare il medico curante se il sanguinamento è persistente o abbondante.
  • Essere consapevoli che il sangue nello sperma può verificarsi e risolversi spontaneamente.

Quando Consultare un Medico

Nei casi in cui si notasse del sangue nel liquido seminale, anche qualora fosse un evento occasionale, è sempre consigliabile consultare il medico di base, l'andrologo o l'urologo di riferimento per un esame fisico e semplici test per escludere cause come un'infiammazione o un'infezione a trasmissione sessuale.

Se si hanno determinati fattori di rischio e sintomi, potrebbero essere necessari ulteriori test per escludere un disturbo sottostante più grave. Negli uomini di età superiore ai 50 anni, il sangue nello sperma può essere un segno precoce di problemi alla prostata.

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