Saccarina Sodica e Glicemia: Effetti e Considerazioni

Negli ultimi anni, l'attenzione verso i dolcificanti artificiali è aumentata, soprattutto a seguito delle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riguardo al consumo di zuccheri aggiunti e dolcificanti artificiali, che non dovrebbero superare il 10% delle calorie giornaliere. Tra questi dolcificanti, la saccarina (E954) è uno dei più diffusi, noto per il suo potere dolcificante 450 volte superiore a quello del saccarosio.

Cos'è la Saccarina?

La saccarina è un edulcorante artificiale spesso offerto come sostituto dello zucchero in bar e ristoranti ed è impiegato nelle versioni "light" di bibite gassate e soft drink. Viene utilizzata nell'industria alimentare e può trovarsi in molti tipi di cibi, compreso il junk food. Questo dolcificante può essere impiegato in forma di liquido o in polvere.

La saccarina presenta un retrogusto amaro o metallico, generalmente considerato sgradevole, specialmente ad alte concentrazioni. Questo "difetto" viene talvolta corretto associandola al ciclamato in proporzione 1:10 in alcuni Paesi.

Saccarina e Glicemia: Cosa Dicono gli Studi?

Un articolo scientifico pubblicato dalla Fondazione Umberto Veronesi mette in guardia dall'utilizzo di saccarina e sulla possibilità che questa molecola possa aumentare la glicemia. Questi dolcificanti, suggeriti per anni dai dietologi ai pazienti desiderosi di perdere peso, sono invece costantemente nel mirino della comunità scientifica per i presunti effetti dannosi a carico dell'organismo.

Una ricerca sugli edulcoranti artificiali condotta da Jotham Suez, del Dipartimento di Immunologia, Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele, ha evidenziato alterazioni del metabolismo energetico sui topi nutriti con diete arricchite in dolcificanti. I risultati di questo studio sono stati pubblicati su Nature nell’ottobre 2014, in un approfondimento dal titolo “Artificial Sweeteners Induce Glucose Intolerance by Altering the Gut Microbiota”. Mutamenti legati all'effetto dei dolcificanti stessi sulla composizione e sulla funzione dei batteri intestinali.

Anche nell'esperimento condotto su sette volontari sani, l'impiego di saccarina ha indotto un aumento dei livelli di glicemia in metà dei partecipanti allo studio. E anche in questo caso, l'alterazione della flora microbica intestinale è stata individuata come il responsabile di questo effetto.

Il gruppo di ricerca condotto da Suez ha infine studiato il microbiota intestinale di oltre 400 persone scoprendo che la popolazione batterica dei consumatori di dolcificanti era profondamente diversa da quella dei non consumatori. Tanto basta, secondo esperti come Fabio Di Todaro, per almeno ripensare il consumo e l'impiego dei dolcificanti artificiali.

Nel 2021, ricercatori della Ben-Gurion University in Israele hanno sostenuto che "i dolcificanti artificiali come l'aspartame, il sucralosio e la saccarina interferiscono sui batteri intestinali precedentemente sani, causando disagio e problemi digestivi". Lo studio ha mostrato che aspartame, sucralosio e saccarina hanno azioni inibitorie significative sui batteri intestinali, suggerendo che questi dolcificanti artificiali possono influenzare l'equilibrio della comunità microbica intestinale tramite l'inibizione del QS.

La Posizione degli Esperti

«Nemmeno tra le persone con il diabete - afferma Enzo Bonora, ordinario di endocrinologia all’Università di Verona e presidente della Società italiana di diabetologia -: prima che questi risultati possano essere traslati in raccomandazioni nutrizionali e portati nella pratica clinica, occorrono ulteriori conferme.

«L’ultima ricerca lascia pensare a nuove prospettive terapeutiche nel campo del diabete - chiosa Giorgio Sesti, docente di medicina interna all’università Magna Graecia di Catanzaro -. Il danno dei dolcificanti a livello del metabolismo è dovuto a una selezione sfavorevole dei batteri intestinali; questo farebbe supporre che, attraverso modificazioni dietetiche, impiego di probiotici e, in futuro, ricorso ad antibiotici intestinali sarà forse possibile prevenire il diabete, ma certamente non curarlo».

Saccarina: Metabolismo e Assorbimento

Una volta assunta, la saccarina viene rapidamente assorbita (90% circa) e come tale escreta con le urine senza essere metabolizzata. Non influenza i livelli glicemici e non fornisce alcuna energia all'organismo; è quindi indicata come dolcificante nelle diete ipocaloriche ed in quelle per diabetici. Non favorisce inoltre la carie dentale.

Tabella Comparativa dei Dolcificanti Artificiali

Dolcificante Potere Dolcificante (vs Saccarosio) Calorie Note
Saccarina 300-500 volte 0 Retrogusto metallico, stabile al calore
Aspartame 180 volte Trascurabili Non stabile al calore, controindicato in caso di fenilchetonuria
Acesulfame K 200 volte 0 Stabile al calore
Sucralosio 600 volte 0 Considerato sicuro dall'EFSA

È importante considerare che gli studi sugli effetti dei dolcificanti artificiali, inclusa la saccarina, sono ancora in corso e i risultati possono variare. Pertanto, è consigliabile consultare un medico o un dietologo per una valutazione personalizzata e per determinare la scelta migliore in base alle proprie esigenze e condizioni di salute.

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